Lights, Camera, Action!


Il 28 Dicembre 1895 al Salon indien du Gran Cafè di Boulevard des Capucines di Parigi, per la cifra di 1 Franco a persona, i fratelli Lumiere tennero il primo spettacolo pubblico di cinematografo e proiettarono di fronte ad un pubblico di 33 persone “La sortie de l’usine Lumiere”; solo tre anni prima gli stessi fratelli avevano prodotto quello che viene considerato il primo film della storia: “Il Principe di Galles”.

Ciò che essi definirono “un’ invenzione senza futuro” oggi, ben più di un secolo dopo, è diventato un fenomeno di massa, esploso al di fuori dei confini di una ristretta elite chiusa in un seminterrato.

Sortieusinelumiere

Lontano dal dare dell’ignorante a coloro che non conoscono pellicole come “Un secchio pieno di sangue”, “Eegah!” o l’immortale “Plan 9 from outer Space” e registi come Ed Wood e Roger Corman, quello che mi piacerebbe fare in questo spazio è quello di mettere la mia passione per questi titoli in condivisione con tutti voi.

Questo sono io, grande amatore di quelle pellicole che sono state definite b-movie, a volte con un po’ troppo sdegno, scoperte un po’ per caso anni fa, quando le giornate finivano molto spesso con film dai titoli quanto meno strani (mai sentito “La Croce dalle Sette Pietre – Il lupo mannaro contro la camorra”?), di registi quasi sconosciuti, con una risoluzione video simile a quella di un VHS rimasto all’umido in cantina 30 anni; film molto spesso italiani perchè da buon popolo di inventori siamo stati capace di immaginare l’inimmaginabile e ancor più spesso horror (o almeno questo è quello che avrebbero voluto i produttori). Devo ammettere che molte volte mi sono fatto grosse risate guardandoli (e obiettivamente a ragione) ma alcune volte, ripensando a posteriori alle pellicole viste, mi sono accorto che erano solo coraggiosi tentativi di registi forse un po’ troppo convinti della bontà del loro lavoro con i mezzi a loro disposizione. Mi piacerebbe riconsiderare, o come si dice oggi “rivalutare” questi titoli, a volte anche con un po’ di ironia, perché sono proprio quelle pellicole alle quali non sono stati concessi fondi o supporto necessario e che probabilmente con un aiutino in più avrebbero potuto fare la loro onesta figura o perché con la loro involontaria comicità si sono creati un seguito tra gli appassionati.

Chiedo quindi ai detrattori, e anche a tutti coloro che invece, come me, come noi, sono appassionati del “cinema di serie B” (passatemi ancora il termine), di dare un’occhiata al mio lavoro, se piace, o di criticarlo se fa pena; chiedo di discuterne, di parlarne con gli amici, di suggerire idee; insomma di condividere un parere; da parte mia cercherò di essere il più regolare possibile nel pubblicare recensioni su film, attori o registi, nel ricordare immagini, citazioni o nel proporvi novità, articoli o ricorrenze.

Ricordatevi che un divano, un gruppo di amici e un film trash risolvono sempre la serata.

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