#1. La Casa (1981)


Can they Be Stopped?

Evil-Dead-Poster

La Casa, nota anche con il titolo originale The Evil Dead è il primo lungometraggio di Sam Raimi che sarà famoso in seguito sia per i due sequel, La Casa 2 (Evil Dead II: Dead by Dawn) e L’Armata delle Tenebre (Army of Darkness) e consacrò il protagonista Bruce Campbell come star di B-movies. Il film negli anni riscosse un successo planetario, culminati con la produzione del remake La casa di Alvarez nel 2013.

Titolo originale: The Evil Dead

Anno: USA 1981

Regia: Sam Raimi

Cast: Bruce Campbell, Richard Demanicor, Betsy Baker, Ellen Sandweiss, Theresa Tilly

Durata: 85 minuti

Trama

Ash, Scotty, Linda, Cheryl e Shelly per trascorrere un weekend di vacanza affittano uno chalet in una località montana. Già dal loro arrivo i cinque amici notano strani eventi soprannaturali: Cheryl, come impossessata da una forza demoniaca incide strani volti con forza su un foglio, poi la botola della cantina si apre d’improvviso. Ash e Scotty scendono e trovano un nastro magnetico nel quale è presente una registrazione di un archeologo che, trovato uno strano libro, il “Naturon Demonto”, pronuncia le formule lette risvegliando un demone. Cheryl, udito il tutto scappa isterica e uscendo dallo chalet viene posseduta dal demone e viene violentata dagli alberi che hanno preso vita. Decisa a scappare dalla casa, convince Ash ad accompagnarla ma i due scoprono che il ponte che collega le montagne è crollato. I due tornano quindi nello chalet e Cheryl viene nuovamente posseduta e dopo una lotta con gli amici viene rinchiusa in cantina. Poco dopo la stessa sorte tocca a Shelly che viene però uccisa. Scotty decide quindi di cercare una via alternativa per la fuga salendo la montagna. Nel frattempo nella casa, Ash sente Cheryl che con la propria voce chiede di essere liberata e afferma di stare bene ma, avvicinatosi alla botola la ragazza e l’amica Linda sono nuovamente possedute: Cheryl scappa mentre Linda viene decapitata e seppellita. Scotty torna, ferito dagli alberi e Ash rimane solo a combattere contro Cheryl e lo stesso Scotty finchè dopo un’aspra lotta, getta il libro nel fuoco provocando il dissolvimento dei demoni. Finalmente, rimasto solo, Ash esce dallo chalet ma il demone lo aggredisce alle spalle.

Commento (appassionato)

Da dove iniziare. Nonostante il coraggio di Raimi nel fare un film con il poco a disposizione e per il risultato finale, a volte al limite del grottesco, “La Casa” è entrato di prepotenza nell’Olimpo dei film cult. Girato con un budget inferiore ai 400000 dollari il film risente di tutte le carenze di mezzi del caso. Gli effetti speciali, sono praticamente inesistenti e la maggior parte del budget ad esso destinato è stato certamente speso in succo di pomodoro e gommapiuma. La posseduta Cheryl levita a mezz’aria come sostenuta da fili, le scene di decomposizione sembrano una sequenza in stop-motion fatta con plastilina e gomma. I/Le possedute uccise spesso sono dei cartoni che vengono abbattuti in modo assolutamente innaturale e tutte le scene di aggressione sono (ovviamente) realizzate con manichini talmente gommosi che più che senso fanno venire fame. Anche al botteghino, la pellicola non fece sfaceli: la produzione guadagnò circa 2,5 milioni di dollari, sufficienti a coprire le spese e andare in attivo, ma nulla più.

Questo è ciò che potrebbe dire un detrattore del film; tuttavia non sono io quel genere di persona. Infatuato dall’aura di culto che si è creata attorno alla pellicola, proprio per l’amatorialità del prodotto, considero “La Casa” uno dei più grandi cult tra i b-movies. E’ uno di quei film da vedere in compagnia con gli amici, quelle compagnie dove c’è sempre qualcuno che commenta rendendo il film più divertente. Dico divertente perché guardandolo, dovete scordarvi di vedere un film horror. Con tutto il bene che voglio a Sam Raimi (che in seguito ha avuto una carriera mica da poco nel cinema che conta) e Bruce Campbell, posso solo dire che se si leggesse il copione senza vedere il film, si potrebbe anche dire che l’ambientazione, la tematica trattata e i fatti narrati siano degni di un certo tipo di cinema, ma il risultato finale è a dir poco comico.

La pellicola contiene un numero sterminato di scene che rasentano il ridicolo che, se non fanno ridere la prima volta, lo fanno di sicuro la seconda se si prova a guardale con un occhio più attento. Tra di esse, alcune sono solo piccole sfumature, talvolta difficili da scovare se non si osservano con attenzione.

Ne cito solo alcune, delle migliaia presenti:

  • Durante la prima possessione, Cheryl “sospesa” a mezz’aria sembra suonare un violino e muove le braccia con una coordinazione che farebbe invidia ad una marionetta; dopo essere crollata a terra gli amici cosa si chiedono? “Hai visto i suoi occhi?”. Direi che gli occhi bianchi sono la cosa meno importante di tutto o perlomeno meno importante del fatto che una persona leviti deformata dalla possessione parlando (senza muovere la bocca) con una voce da demonio costipato;
  • Poco dopo Ash viene misteriosamente bloccato a terra da una vecchia e pesantissima mensola del peso approssimativo di due etti; Ash non sembra a proprio agio con il mobilio dello chalet e avrà un problema simile alcune scene dopo dove non solo rimane bloccato a terra ma fa di tutto per restare incastrato autobloccandosi con un altro pezzo di una libreria;
  • La auto mutilata Linda viene “abbattuta” con l’ascia; o meglio una sagoma di Linda che si muove chiaramente su rotaia crolla miseramente al suolo dopo essere stata accettata.
  • Fenomenale la scena nella quale Ash preme i pollici a fondo sugli occhi di Scotty o, meglio, sul pupazzo di gommapiuma di Scotty che, naso nero e lingua fuori, ricorda un cane
  • Se si ascolta attentamente il momento nel quale Ash estrae il pezzo di legno conficcato nella gamba di Scotty si può udire lo stesso rumore di una bottiglia che si stappa; inoltre ciò che fuoriesce è un fluido rossastro simil Tavernello

Potrei andar avanti per ore ma meglio fermarsi qui.

E’ quasi superfluo parlare di cura dei dettagli tecnico-stilistici: gli effetti speciali come già detto sono assolutamente amatoriali, realizzati con quanto ci si poteva permettere con pochi dollari nei primissimi anni ’80. Fa sorridere oggi pensare che con cifre molto modeste e l’aiuto del software anche un ragazzino potrebbe realizzarne di migliori, ma certamente più di trent’anni fa le cose erano molto diverse e un plauso va fatto a Raimi per averci provato; le azioni e i dialoghi a volte sono sconnessi e quasi ridicoli, rendendo comici alcuni passaggi.

Altro fatto degno di nota: visto da fuori lo chalet è grande quanto un capanno degli attrezzi, visto da dentro ha due piani e una cantina (che peraltro risulta essere la vera cantina di Raimi).

Il film negli anni successivi godette di una fortuna incredibile, lanciò Raimi come regista e Campbell come star dell’horror; furono girati due sequel ufficiali e molti altri apocrifi (soprattutto “grazie” all’italiana Filmirage che ha usato il titolo “casa” per pellicole assolutamente estranee all’originale, delle quali vi parlerò in futuro) fino al remake del 2013 girato con un budget decisamente maggiore.

Perché vederlo

Il film è ormai entrato nella storia e anche chi non lo ha mai visto ne ha sicuramente sentito parlare: solo per questo meriterebbe un’occhiata. La vena orrorifica è pesantemente slavata da scene grottesche al limite del comico (aspetti che si ritroveranno nel sequel e soprattutto nel terzo capitolo della saga) e ciò ne fa un film senza particolari momenti di tensione. In più il protagonista Ash-Bruce Campbell recita alcune battute che i capitoli successivi della saga e il mito creato attorno alla pellicola, hanno reso celebri e che sono in seguito passate in altre opere

Scena imperdibile

Nel “conflitto finale” tra Ash e i posseduti Scotty e Cheryl la comicità si spreca: il volto deforme di Cheryl appena dopo essersi beccata una pallottola è tutto un programma: un misto di sorpresa, delusione e convinzione della propria superiorità (ho provato con molti amici a descrivere quell’espressione con il minor numero di parole ma non sono mai riuscito);  Scotty “risorge” dal nulla con un verso simile a quello di una mucca a motore, mentre Ash alla porta è immobile come fosse un manichino (inoltre si nota un piccolo “stacco” tra le inquadrature appena prima del nuovo ingresso in scena di Scotty) dopodiché spreme un bel po’ di succo di pomodoro dagli occhi del già citato Scotty-cane di gomma e gli “stappa” una gamba facendo uscire un irrealistico fiotto di vino annacquato.

Ma questa è solo una delle tantissime scene che meritano di essere godute, quella che peraltro ha suscitato in me e non solo le maggiori risate per la povertà del montaggio e degli effetti.

Citazioni

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In definitiva

Film assolutamente da vedere; ognuno dovrebbe conoscerlo e non perché abbia una trama originale o una narrazione formidabile con effetti impeccabili, anzi proprio per i motivi opposti. Se dovesse essere giudicato per quello che è non arriverebbe mai alla sufficienza, ma lasciandosi trascinare un po’ dalle passioni gli si può perdonare davvero tutto.

Valutazione

Regia 5
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.2
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11 thoughts on “#1. La Casa (1981)

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