#4. L’Anticristo (1974)


L'Anticristo

L’Anticristo è un film di Alberto De Martino del 1974. Debitore de “L’Esorcista” dell’anno precedente per ciò che riguarda la tematica trattata, ha come protagonista Carla Gravina, Mel Ferrer (“Guerra e Pace” di King Vidor del 1956) e vede la partecipazione di Arthur Kennedy (“Lawrence d’Arabia” di David Lean del 1962). E’ probabilmente uno dei film più celebri di De Martino assieme ad “Holocaust 2000” (1977).

Anno: ITA 1974

Regia: Alberto De Martino

Cast: Carla Gravina, Mel Ferrer, Arthur Kennedy, George Coulouris, Alida Valli, Mario Scaccia, Umberto Orsini, Anita Strindberg, Remo Girone

Durata: 112 minuti

Trama

Ippolita Oderisi è una giovane donna membro dell’aristocrazia romana, rimasta paralizzata alle gambe probabilmente per il trauma della morte della madre in seguito ad un incidente quando lei era ancora bambina. Per alleviare le sue pene si reca in un convento dove assiste alla liberazione degli indemoniati nonché al suicidio di un posseduto. Dopo un colloquio con uno psicologo, Ippolita tenta la via dell’ipnosi per capire il motivo della sua condizione ma durante la seduta è oggetto della possessione di un’antenata, bruciata sul rogo perché creduta una strega. Le possessioni si fanno via via più violente portando la giovane donna anche a consumare un rapporto incestuoso con il fratello; a nulla servono gli interventi di un ornitologo ciarlatano e dello zio prete della protagonista, Ascanio. L’esorcismo finale di padre Mittner libererà Ippolita, in fuga verso il Colosseo, dalla possessione.

Commento (appassionato)

La pellicola risente pesantemente dell’influsso de “L’Esorcista” di William Friedkin, uscito solamente l’anno prima, segnando il solco nel quale si inseriranno da lì a poco dozzine e dozzine di horror demoniaci.

Nonostante la non breve durata il film presenta comunque un buon ritmo narrativo soprattutto nella seconda parte anche se è sicuramente meno terrificante del suo illustre predecessore.

Carla Gravina regala un’ottima interpretazione nella parte di Ippolita Oderisi nel doppi ruolo di figlia impaurita e orribile indemoniata. Negli altri ruoli si nota una giovanissimo quanto monoespressivo Remo Girone e il mitico e compianto Mario Scaccia col suo faccione perennemente con fare interrogativo. Presenti anche due nomi di peso come Mel Ferrer e Alida Valli nel ruolo della governante. Buono ma nulla più è il trucco utilizzato per le scene di possessione mentre scadenti, anche per quegli anni i pochi effetti speciali; si vedano a titolo di esempio:

  • L’apparizione sparizione dell’ostia/rana sgozzata dalle mani della protagonista.
  • La terribile scena della levitazione di Ippolita su uno sfondo che sembra un quadro il tutto condito da un’inquadratura con un’incomprensibile tonalità giallo-rossastra.
  • La scena in cui il ciarlatano viene strozzato con una mano mozzata che stringe (per modo di dire) la gola del malcapitato; il tutto sembra realizzato con Paint
  • Il momento nel quale la protagonista fa levitare la cassettiera sbattendola contro il prete.

Tuttavia, nei momenti nei quali l’azione sembra arrivare ad un climax, alcuni dialoghi e recitazioni discutibili rovinano del tutto l’atmosfera: il linguaggio sboccato di Ippolita posseduta risulta molto comico così come la schiuma dalla bocca che sembra realizzata con la citrosodina e il finto vomito fatto col pesto; inoltre l’atteggiamento dei protagonisti spesso risulta irreale come durante la scena della possessione che vede la protagonista capotavola e la schiera di parenti impalati ad ascoltarla senza un minimo di turbamento e anzi (come il Dott. Sinibaldi) quasi più preoccupati al corretto posizionamento dei mobili nella sala; momenti come questi fanno cadere completamente la tensione rendendo grottesco  e adatto, più che a spaventare, a farsi quattro risate.

Perché vederlo

Se non avete mai visto “L’Esorcista” e volete un demoniaco-light per abituarvi all’idea, l’Anticristo è quello che vi serve per passare dalla commedia a contenuti solo un pochino più tosti. Potrebbe essere uno di quei film da vedere con la propria paurosa ragazza se volete fare la figura del maschio temerario senza sotto sotto dovervela fare addosso. Per i più navigati invece è un’ottima commedia, nonostante non troverete indicizzato così questo film in nessun sito al mondo e una buona occasione per passare quasi due ore a ridere con gli amici (magari evitate la pasta al pesto).

Scena imperdibile

Carla Gravina – Ippolita Oderisi, posseduta, capotavola durante il pranzo confeziona una lunga scena nei quali abbondano i motivi per farsi una risata:

  • Infama incomprensibilmente la compagna del padre, salvo poi scoprire che la invita poco gentilmente a non impicciarsi dei fatti altrui; ciliegina finale: le dà della cagna;
  • Il Brioschi utilizzato per la bava alla bocca è fastastico (ho provato a riprodurre la scena in casa e devo dire che il risultato è il medesimo, quindi sono pressoché convinto che se non è stat usata della Citrosodina, è stato usato il celebre digestivo)
  • Il linguaggio assolutamente sboccato fa sbellicare dalle risate: “In questo secolo vinco io…puzzate di m€%!a tant’è la paura che avete!!!” è decisamente la frase che spacca il film; di lì in avanti non riuscirete più a guardarlo con serietà perché continuerete a ripensare a quella frase.
  • Il Dott. Sinibaldi, come detto, è molto più interessato a mantenere in ordine gli indisciplinati mobili della sala e in cambio si becca una bella strinata alla giacca;
  • In conclusione della scena, quando il rintocco delle campane terrorizza il demone, Ippolita chiude il suo monologo nientedimeno che con un rutto stile Oktoberfest.

Citazioni

Ne avrei un sacco da scrivere ma penso che potrebbero oscurarmi il sito per turpiloquio; la pellicola potrebbe essere un buon manuale per il blasfemo neofita; cito comunque le seguenti

E chi mi contrasterà, tu? Coi tuoi dubbi? La tua fragile fede? Pazzo!

Vescovi, Cardinali, Inquisitori, vi fotto tutti!!!

Prete schifoso, io ti distruggo!

E’ gravida la zoccola, l’ho messa incinta. Aspetta un figlio mio, l’Anticristo!

In definitiva

“L’Anticristo” è forse una delle pellicole migliori se non la migliore di Alberto de Martino che si avvale in questo caso della collaborazione alla fotografia di Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi); rappresenta inoltre un prodotto di primo piano di quell’industria italiana del cinema degli anni 70 oscillante tra capolavori in seguito scopiazzati anche fuori confini e terrificanti trash movies.

Valutazione

Regia 5
 Trama 5
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 5.6
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5 thoughts on “#4. L’Anticristo (1974)

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