#6. Radiazioni BX: Distruzione Uomo (1957)


A fascinating adventure into the unknown!

The Incredible Shrinking Man

Radiazioni BX: Distruzione Uomo è un film fantascientifico di Jack Arnold del 1957. E’ di sicuro uno dei più celebri del decennio nonchè uno dei più famosi del regista, celebre per altre opere Sci-Fi come “Destinazione Terra” (1953) e “Il Mostro della Laguna Nera” (1954). Il film fu girato con un budget piuttosto alto (circa 750mila $) e ottenne un ottimo successo di critica e di pubblico.

Titolo originale: The Incredibile Shrinking Man

Anno: USA 1957

Regia: Jack Arnold

Cast: Grant Williams, Randy Stuart, April Kent, Paul Langton, Raymond Bailey, William Shallert

Durata: 81 minuti

Trama

Scott Carrey durante una gita viene investito da una nube radioattiva. Con il passare del tempo nota mutamenti nel peso e nell’altezza ma a nulla valgono i trattamenti medici ai quali è sottoposto. La nube in qualche modo ha alterato il suo metabolismo e continua inesorabilmente a rimpicciolirsi. Questo mina il rapporto con la moglie Louise, gli provoca la perdita del lavoro e lo lascia in povertà.

Trova inizialmente conforto nel rapporto con una donna nana ma il progredire della sua situazione lo costringe ad abbandonare anche questo rapporto. Scott continua a rimpicciolirsi tanto da riuscire a vivere nella casa della bambole continuando comunque ad essere accudito dalla moglie.

Un giorno Louise uscendo di casa lascia accidentalmente entrare il gatto e per Scott inizia un’incredibile battaglia per la sopravvivenza con quello che adesso gli sembra un terrificante gigante. Il felino riesce a stanare Scott dalla casa delle bambole e lo fa precipitare nella cantina proprio mentre Louise rincasa; questa non vedendo più il marito pensa che il gatto lo abbia mangiato e decide così di abbandonare la casa.

La vita di Scott prosegue e, sempre più piccolo, deve cercare di ingegnarsi come può con ciò che trova per poter sopravvivere. Affronta quindi un’estrema battaglia con un ragno per difendere una briciola di torta ammuffita che trova sul pavimento, uscendone vincitore. Stremato si addormenta e al risveglio si ritrova abbastanza piccolo per poter passare attraverso la rete che separa la cantina dall’esterno e qui capisce che, nonostante il continuo rimpicciolimento rischi di farlo sparire, la sua vita ha ancora un senso e predispone il suo animo alle sfide future da affrontare.

Commento (appassionato)

Gli anni ‘50 sono il decennio d’oro della fantascienza classica. Una fantascienza che muoveva dalle ultime incredibili scoperte per raggiungere sogni ai tempi poco meno che favolosi. Da qui tutta una serie di pellicole che narrano dell’esplorazione dell’infinitamente grande, come lo spazio e dell’infinitamente piccolo. Pellicole nelle quali spesso le nuove sxcoperte e le nuove invenzioni vengono viste con timore e (ma non solo) per i loro possibili effetti dannosi. In questo solco si inserisce “The Incredible Shrinking Man”, reso in italiano con un pessimo “Radiazioni BX: Distruizione Uomo”; d’altronde i tempi non erano ancora maturi per noi italici per imparare titoli inglesi e spesso si cercava di rendere con toni sensazionalistici il senso del racconto.

La pellicola è un autentico capolavoro del genere e accompagna lo spettatore nell’angoscioso percorso del protagonista Scott Carrey da uomo assolutamente normale a poco più che microscopico, lentamente ma inserabilmente, così come il rimpicciolimento del protagonista.

Dapprima si vede come un cambiamento di una manciata di centimetri distrugga il rapporto con la moglie, gli faccia perdere lavoro e soldi. Abbandonato dal mondo “normale”, Scott si rifugia quindi nel rapporto con una nana: colei che fino a poco tempo prima era solo un motivo di derisione, che viaggiava solo per il piacere e le risate del pubblico, adesso diventa l’unica in grado di poter comprendere la sua nuova situazione. Scott vive ormai in un mondo dove contano solo le dimensioni e capisce che potrà rapportarsi in modo normale solo con coloro che (è il caso di dirlo) sono alla sua altezza.

Presto anche la nana si rivela una gigante per il protagonista che regredisce ad una fase quasi preistorica, animalesca, nella quale deve lottare con un gatto, ciò che qualche settimana prima era poco più che un quasi invisibile compagno in casa. La lotta con il felino lo fa sprofondare ancora più in basso, nel punto più basso di quel mondo che è casa sua, quasi allegoria di una condizione che parallelamente al rimpicciolimento, lo porta a dover ripartire dalle basi della lotta per l’esistenza, combattendo contro una natura divenuta improvvisamente gigante e mostruosa. E proprio qui si ritrova ad affrontare la lotta più umiliante, con un ragno per una briciola di torta ammuffita per poter sperare di sopravvivere ancora un giorno in più.

La scena finale con il monologo di Scott è un diamante del cinema fantascientifico e non solo. In esso si condensa tutto il messaggio del film: un messaggio, nonostante la sfortunata condizione del protagonista, di speranza: perché se da un lato tutto ciò che era “normale” ora è spaventoso e gigantesco, dall’altro il mondo acquista una nuova dimensione, quasi infinita con nuove sfide da affrontare; nondimeno pur essendo ormai ridotto a un’entità di dimensione quasi insignificante, Scott è ancora vivo e solo per questo la sua esistenza ha un senso e merita di essere vissuta.

Scena imperdibile

Solo per la profondità del messaggio tutta la sequenza finale con il monologo di Scott vale (anzi, sarebbe valsa) il prezzo del biglietto. Null’altro da dire, va vista e ascoltata.

Citazioni

Era il premio della mia vittoria, mi avvicinai a lui ebbro di gioia. Avevo vinto. Vivevo. Ma appena toccai le secche, ammuffite briciole del cibo… fu come se il mio corpo non esistesse più, era sparita la fame, sparito il terrore di rimpicciolire. Avvertivo di nuovo il senso dell’istinto, di ogni movimento, il pensiero si intonava con la forza dell’azione…. Ma sarei ancora rimpicciolito, fino diventare cosa? Un infinitesimale? Cosa ero io? Ancora un essere umano? O forse ero l’uomo del futuro? Se ci fossero state altre irradiazioni, altre nuvole attraverso mari, continenti, mi avrebbero seguito altri nel mio nuovo mondo? Sono così vicini l’infinitesimale e l’infinito. Ma ad un tratto capii che erano due termini di un medesimo concetto. Lo spazio più piccolo e lo spazio più vasto erano nella mia mente i punti di unione di un gigantesco cerchio. Guardai in alto come per cercare di aggrapparmi al cielo: l’Universo, mondi da non finir mai, l’arazzo argenteo di Dio sul cielo notturno. E in quel momento trovai la soluzione all’enigma dell’infinito. Avevo sempre pensato nei limiti della mente umana, avevo ragionato sulla natura. L’esistenza ha principio e fine nel pensiero umano, non nella natura. Sciogliersi, diventare il nulla, le mie paure svanivano, e venivano a sostituirle l’accettazione. La vasta maestà del creato doveva avere un significato, un significato che io dovevo darle. Sì. Più piccolo del più piccolo avevo un significato anch’io. Giunti a Dio non vi è il nulla: io esisto ancora.

 

In definitiva

Un capolavoro che non si può non vedere; gli amanti della Sci-Fi classica lo adoreranno e coloro che provano ad avvicinarsi per la prima volta all’argomento lo troveranno molto interessante. Non è il classico “classico” con mostri e alieni da pianeti lontani, quanto una riflessione sul ruolo dell’uomo e dell’esistenza che prende spunto da una situazione cara al cinema fantascientifico come la contaminazione da nubi tossiche.

Da vedere.

Valutazione

Regia 7
 Trama 7
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 7.0
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