#10. Paura nella Città dei Morti Viventi (1980)


Quando la luna diventerà rossa i morti risorgeranno

Paura nella Città dei Morti Viventi

Paura nella Città dei Morti Viventi è un film del 1980 di Lucio Fulci. Fu il secondo film dopo sua svolta horror del 1979 con la direzione di “Zombi 2” e ad esso seguiranno gli altri due film della “Trilogia della Morte” ovvero “…E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà” e “Quella Villa Accanto al Cimitero“, entrambi del 1981. Protagonista è Katriona MacColl che con questa pellicola inizia collaborazione biennale con il regista per i titoli sopra citati. Presente nel cast anche Giovanni Lombardo Radice, già protagonista di cult come “Apocalypse Domani” (1980) di Antonio Margheriti e “Cannibal Ferox” (1981) di Umbero Lenzi.

Anno: ITA 1980

Regia: Lucio Fulci

Cast: Christopher George, Katriona MacColl, Carlo de Mejo, Antonella Interlenghi, Giovani Lombardo Radice, Janet Agren

Durata: 93 minuti

Trama

Mentre nella cittadina di Dunwich un prete si impicca, a New York la medium Mary durante una seduta vede la scena e per l’emozione sviene. Viene in seguito constatato il decesso e il poliziotto che arriva dopo poco accusa i partecipanti, soprattutto l’occultista Theresa, di aver somministrato alla donna della droga.

Sulla vicenda tenta di indagare il giornalista Peter Bell che il giorno seguente è al cimitero dove sta per essere seppellita Mary. Prima di andarsene sente degli strani rumori e un urlo provenire dalla bara dove, dopo averla sfondata con un piccone, trova Mary ancora viva.

Saputa la storia Theresa afferma che gli eventi fanno parte di un disegno più ampio, descritto nell’antichissimo libro di Enoch, che prevede l’invasione dei morti la notte di Ognissanti.

Nel frattempo a Dunwich in un bar tre uomini discutono degli strani avvenimenti in corso e della follia di un ragazzo del posto, Bob, quando vengono sorpresi e spaventati dall’esplosione di uno specchio senza alcun motivo apparente. La stessa notte i fidanzati Tom e Rose si appartano in auto quando all’improvviso vedono il prete suicida che con il potere dello sguardo uccide la ragazza per poi sfondare il cranio al ragazzo.

Emily, fidanzata dello psicanalista Jerry, viene trovata morta vicino ad una pozza putrida e il padre accusa dell’omicidio Bob, che proprio Emily aveva incontrato per cercare di aiutarlo. Il ragazzo si rifugia in un garage venendo scovato e ucciso dal proprietario di casa che gli trapana il cervello.

Peter e Mary, partiti alla ricerca della cittadina di Dunwich arrivano e trovano Sandra e il suo psicanalista Jerry intenti a indagare gli eventi della serata ma, appena entrano nello studio di Jerry, vengono investiti da una pioggia di vermi. In seguito raggiungono il piccolo John-John al quale sono stati uccisi i genitori e lo affidano alla polizia. Sandra viene uccisa da Emily mentre gli altri riescono a fuggire.

Gli eventi si fanno più inquietanti e al bar della cittadina i tre amici vengono assaliti e uccisi dagli zombi; Mary, Jerry e Peter invece raggiungono la tomba di Padre Thomas, scoprendo una cripta piena di scheletri con una cappella; Peter è ucciso da Sandra tramutata in zombi mentre Jerry ha l’intuizione di perforare con un palo il corpo dello zombi del prete provocando la dissoluzione di tutti i morti viventi.

I due escono dalla cripta e vengono raggiunti da John-John ma improvvisamente i loro sguardi divengono terrorizzati e la scena si chiude con il fermo immagine del bambino.

Commento (appassionato)

Il caro film horror di Fulci. Contiene un po’ tutti i temi cari al fulcianesimo: l’ossessione per gli occhi, la violenza e le scene splatter. Tuttavia il film è un po’ duro da mandare giù: i primi 40 minuti sono estremamente noiosi e la situazione si sblocca (alla grande) con la scena della morte atroce di Rose e Tom. Di lì in poi, grazie ad una buona dose di disgusto e splatterosità la pellicola vira verso una seconda parte più movimentata. Il canovaccio è di sicuro uno dei meno originali della storia del cinema horror: la resurrezione dei morti viventi che, trasformati in zombi, sono assetati di cervelli umani, tematica peraltro già trattata dallo stesso Fulci in Zombi 2.

I comportamenti degli attori sono esilaranti: capiscono solo dopo un’ora di film che per scacciare/uccidere gli zombi basta dar loro una bastonatina (come fa il buon Jerry nel finale); l’allegra combriccola di amici al bar vengono invasi dagli zombi e invece di provare a reagire o scappare stanno lì a fissarli e si fanno accerchiare: e ricordiamo che gli zombi si muovono alla velocità di 1 metro al giorno. Jerry, tra tutti, è il più monoespressivo di tutti, ancor più monoespressivo degli zombi. Ma la palma del comportamento più assurdo va a Peter Bell che decide giustamente di partire verso l’ignoto di una cittadina neanche segnata sulle mappe, costruita sopra l’antica Salem, terra di streghe, assieme ad una donna morta per finta che durante una seduta ha visto un prete impiccarsi: mi chiedo come abbia fatto a campare fino alla sua età senza essere ucciso da qualcuno.

Ma si sa, se qualcuno guarda un horror di Fulci, si aspetta qualche perla e il buon Lucio non si smentisce: la scena della morte di Tom e Rose è davvero disgustosa, con la ragazza che piange sangue e vomita una serie interminabile di organi; c’è da dire comunque che all’inizio sembra che vomiti solo patatine, trippa e fagioli per poi passare (con l’ausilio di un manichino con la bocca aperta) a roba più seria, probabilmente recuperata in una macelleria. Fulci non si risparmia neanche nella scena dell’invasione dei vermi fatti con vermi veri (che provocheranno reazioni isteriche da parte degli attori) sparati, come appare evidente, con un ventilatore.

Ciò che ci si poteva risparmiare invece è il finale con il fermo immagine del volto del bambino che va in pezzi. E’ vero che una scena del genere può lasciare aperti interrogativi e curiosità nello spettatore, ma solo se si da modo allo stesso spettatore di aspettarsi una conclusione diversa. La scena invece è piazzata lì senza alcun motivo e più che incuriosire rende parecchio perplessi.

Scena imperdibile

La scena più degna di nota è quella che vede protagonisti Tom e Rose che si appartano nel peggior luogo possibile ai quali appare Padre Thomas che ha il potere di uccidere dall’interno le sue vittime: Rose inizia sanguinando dagli occhi, quindi inizia a sbavare e sanguinare anche dalla bocca, fin quando in un disgustoso crescendo inizia a vomitare le interiora, l’intestino e quello se che sembrerebbe un polmone-fegato. Se siete deboli di stomaco la scena è caldamente sconsigliata; io ho avuto il privilegio di vederla di mattina prima di pranzo e vi confermo che può funzionare molto bene al posto della dieta (anche se in realtà poi mi sono mangiato un bel piatto di pasta al sugo non curante del film). Padre Thomas, non contento del suo operato, decide di far fuori anche il povero Tom spremendogli il cranio fino a fargli uscire il cervello.

Citazioni

L’anima che anela all’eternità, deve sottrarsi al giogo della morte. Tu, o viandante alle soglie delle tenebre, vieni

In definitiva

E’ un film godibile se siete amanti di Fulci e degli splatter disgustosi. In effetti anch’io sono un seguace del Lucio nazionale e solo questo mi permette di apprezzare un film che altrimenti non avrebbe molto da dire né molta inventiva. Meritano però le scene orrende che il regista romano propone nelle sue pellicole che ne hanno fatto un marchio di fabbrica riconosciuto e apprezzato soprattutto fuori dai nostri confini.

Valutazione

Regia 7
 Trama 5
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 6.0
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7 thoughts on “#10. Paura nella Città dei Morti Viventi (1980)

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