#12. Plan 9 From Outer Space (1959)


Aliens Resurrecting The Dead! Flying Saucers Over Hollywood!

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Plan 9 From Outer Space è la punta di diamante, se così si può dire, della produzione di Ed Wood, che sarà noto alle cronache per altri B-movies come “Glen or Glenda” del 1953, “La Sposa del Mostro” del 1955  o “Night of the Ghouls”, del 1959. Per lo stile poverissimo e la farsesca recitazione (e sceneggiatura e effetti speciali e dialoghi…) è stato definito da molti registi come il film più brutto della storia. Sull’onda del recente interesse a questa tipologia di film, la pellicola è stata rivalutata ed è oggi considerata un cult

Anno: USA 1959

Regia: Edward D. Wood

Cast: Gregory Walcott, Mona McKinnon, Duke Moore, Tom Keene, Bela Lugosi, Tor Johnson, Vampira, Tom Mason, Dudley Manlove

Durata: 80 minuti

Trama

A San Fernando, in California, due becchini sotterrano la moglie di un uomo anziano e, sentito uno strano rumore scappano ma vengono uccisi dalla donna, misteriosamente risorta. Contemporaneamente i due piloti Jeff e Denny in volo vedono due dischi volanti.

Il giorno successivo il vecchio disperato per la morte della moglie esce di casa e viene investito, morendo. L’ispettore Clay giunge al cimitero per indagare sulla morte dei becchini ma viene assalito dai corpi della donna resuscitata e di suo marito, anch’egli risorto, finendo per essere ucciso.

La notizia si diffonde e gli avvistamenti si moltiplicano finchè interviene l’esercito, bombardando i dischi volanti. Gli extraterrestri tornano alla base per rigenerarsi e vista l’impossibilità di dialogare amichevolmente con i terrestri, decidono di attuale il Piano 9 ovvero la resurrezione dei morti in modo che gli umani capiscano il potere degli alieni e possano accettare la loro esistenza.

I membri dell’esercito continuano ad indagare e si recano nella cittadina dove, accanto al cimitero, trovano la nave madre degli invasori; riusciti ad entrare, si confrontano con loro che spiegano il loro piano: quello è l’unico modo per fermare i terrestri dall’escalation agli armamenti che finirebbe per portare alla creazione della bomba solare (che gli extraterrestri conoscono da molto tempo) che, usata in modo sbagliato, porterebbe alla distruzione dell’Universo. Jeff e i militari riescono dopo una colluttazione a mettere in fuga la navicella, che incendiatasi, esplode in volo, allontanando la minaccia dalla Terra.

Commento (appassionato)

Beh, beh, beh. Qui ci troviamo di fronte ad una perla della cinematografia di serie B. Ed Wood, definito (a torto) il regista peggiore di tutti i tempi è alla regia della pellicola definita (a torto) il film peggiore di tutti i tempi (ma a mio parere “Troppo Belli” con Costantino e Daniele e i vari cinepanettoni sono peggio).

Ne consegue che “Plan 9 From Outer Space” sia una di quelle chicche che non dovrebbero mai mancare nel cuore dei cinefili, quanto meno per aver bene in testa che se Wood è riuscito a farsi produrre e a distribuire un film, ce la possono fare tutti.

Alla recitazione il gigante Tor Johnson ricorda vagamente Alberto Tomba in “Alex l’Ariete”; c’è da dire a sua discolpa che lui NON è un attore quindi, come da buona abitudine dei collaboratori di Ed Wood, la sua recitazione è a dir poco farsesca; quando spara con la pistola, che tiene in mano come fossero le chiavi della macchina, spara a caso, alle gambe, muovendola come farebbe un bambino che gioca alla guerra; gli va però dato il merito di esser stato l’unico a non accasciarsi come una mammoletta al passaggio del disco volante e di essere alla fine, quasi il miglior “attore” del film.

Tor Johnson

Le scene che si vedono sono allungate a dismisura con dialoghi assolutamente ridicoli, sia per il loro senso (che non c’è) sia per la loro interpretazione. Paula Trent recita peggio di una bambina delle elementari. Tanna idem. Ne consegue che la recitazione migliore l’abbiamo dagli attori che si vedono poco e che non parlano: il già citato Tor Johnson, Vampira e Bela Lugosi.

Ciò che fa tristezza è la parabola drammaticamente discendente proprio di Lugosi, che rimasto invischiato nel ruolo di Dracula per tutta la carriera, non ha saputo ritagliarsi un’immagine più sfaccettata, finendo, vecchio, solo e tossicodipendente, a recitare in film del genere. Non sapremo mai se il rapporto tra Wood e Lugosi, romanzato nel bellissimo “Ed Wood” di Tim Burton del 1994, fosse di convenienza o di una sincera amicizia o ancora prima dell’una poi dell’altra, ma l’idea di un divo caduto così in disgrazia fa sinceramente tenerezza.

Non è possibile esprimere un giudizio serio sulla pellicola che fa acqua da tutte le parti: sceneggiatura, scenografia, dialoghi, effetti speciali, cast, regia eccetera. Possiamo solo dire che Wood, con un budget che fatico a non definire ridicolo (sebbene Wikipedia, versione inglese stima essere di 60000$ che francamente sembrano un’esagerazione) si è trovato a dover girare su sfondi dipinti, con effetti speciali da bambino (leggasi “fili che sostengono i dischi volanti”) e cast rimediato tra conoscenti e gente non del mestiere. Solo i dialoghi avrebbero potuto essere oggettivamente molto migliori ma non si è voluto spendere tempo alla loro realizzazione e quindi il risultato è questo.

Fantastiche (per modo di dire) le scene di intermezzo con Lugosi al cimitero e le scene di guerra infilate nella pellicola durante l’assalto dei militari ai dischi volanti, nonchè le apparizione di Vampira che, con la sua posa da manichino, sbuca dal cimitero per fare…assolutamente nulla!

Vampira

E poi comunque dai, siamo nel ’59, non ci sono software e computer grafica, ai tempi se non lavoravi per una casa di produzione mainstream avevi a disposizione meno delle briciole.

E dire che (non prendetemi per psicolabile) un’idea di fondo salvabile ci sarebbe, ovviamente se fosse sviluppata all’interno di un film vero: una civiltà aliena progredita che arriva sulla Terra solo per avvertirci che se continuiamo ad avanzare con un certo tipo di progresso finiremo per distruggere tutto ciò che ci circonda. Alieni quindi non venuti sulla Terra con la primaria intenzione di distruggerla e conquistarla, come nelle pellicole classiche, ma per aiutarci in una sorta di fratellanza universale per la salvaguardia dell’Universo stesso. Il finale, se si vuole cercare di dare un’interpretazione razionale al senso del film, rimane quindi aperto: la Terra è salva ma probabilmente in futuro l’uomo dovrà stare attento al progresso per evitare di creare i mezzi per autodistruggersi: questo il significato dell’ammonimento del biondo Criswell nel finale di pellicola

Per il resto, la storia è assolutamente senza senso: gli extraterrestri per far capire ai vivi che loro esistono, fanno resuscitare i morti in modo che, non potendo pensare, non possono rifiutare l’ipotesi di vita extraterrestre. Senza parole.

Scena imperdibile

Le scene imperdibili del film sono praticamente tutte: un calderone di scene con evidentissimi errori di montaggio e drammatiche lacune di effetti speciali; in ordine (e l’elenco è assolutamente NON esaustivo):

  • Gli UFO che si vedono dall’aereo, ridicolmente appesi al soffitto che dondolano davanti ad uno schermo dipinto (fanno addirittura ombra!)

Saucer

  • Dopo la scoperta dei due becchini morti, fatta di notte, la polizia accorre celermente: parte in piena notte, la macchina arriva che è giorno e i poliziotti arrivano sul cimitero che è di nuovo notte: praticamente fanno un viaggio di almeno 6-8 ore per andare a parcheggiare in un posto lontano almeno 12 ore dal cimitero: bella mossa polizia!
  • Quando il vampiro, che dovrebbe essere Bela Lugosi, esce dalla cripta, SORPRESA! Non è lui ma il chiropratico della moglie di Wood, Tom Mason, scritturato in fretta e furia per la scomparsa del grande attore ungherese. E nonostante abbia il volto costantemente coperto con il mantello si vede lontano mille chilometri che lui non è Bela Lugosi.
  • Ogni intermezzo dello stesso Lugosi: in realtà le sue scene erano tutte prove probabilmente da utilizzare per altri film, ma Wood le inserì ugualmente, sia per dar maggior spessore (?) alla pellicola, ma soprattutto per allungare il brodo e far sì che il film non durasse solo mezz’ora. Nelle scene in cui il Conte recita in un cimitero si vede costantemente il traffico di vetture che passano sullo sfondo, a conferma che Wood fece le riprese in un boschetto vicino alla strada dove aveva piantato qualche croce di legno.
  • Da sottolineare l’inutilità del google traduttore dell’epoca, visto che sul disco volante le persone parlano la stessa lingua dei terrestri; risulta quindi altrettanto inutile il disco registrato con le voci degli extraterresti tradotte.

Citazioni

Perhaps, on your way home, someone will pass you in the dark, and you will never know it… for they will be from outer space.

Well, that’s why you’re a detective, Lieutenant, and I’m still a uniformed officer.

In definitiva

Non si può dire altro, la pellicola va vista (dura poco…). Quello che vi chiedo è di guardarla con un briciolo di umanità pensando che rappresenti lo sforzo estremo di un amante del cinema a corto di mezzi e di sostegno con il desiderio di sfondare. A coloro che vedranno questa pellicola consiglio anche il resto della “filmografia” di Wood.

P.S. il film è entrato nel pubblico dominio negli Stati Uniti e se volete godervelo potete cliccare sul link Plan 9 From Outer Space o guardarlo direttamente qui sotto

Enjoy!

Valutazione

Regia 0
 Trama 0
Recitazione 0
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.2
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7 thoughts on “#12. Plan 9 From Outer Space (1959)

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