#20. Ultimo Mondo Cannibale (1977)


Una storia vera girata tra le tribù dove veramente è accaduta!

Ultimo Mondo Cannibale

Ultimo Mondo Cannibale è un film del 1977 e rappresenta l’esordio di Ruggero Deodato nel genere cannibal. E’ una pellicola scioccante e molto forte che riesce comunque a far riflettere e mostra lunghe scene di violenza molto realistica che resero famoso il regista italiano nel mondo. Interpretata da Massimo Foschi e da Ivan Rassimov, protagonista di celebri gialli con Edwige Fenech (“Lo Strano Vizio della Signora Wardh” del 1971, “Il Tuo Vizio è una Stanza Chiusa e Solo io Ne Ho la Chiave” e “Tutti i Colori del Buio” entrambi del 1972 e tutti di Sergio Martino).

Anno: ITA 1977

Regia: Ruggero Deodato

Cast: Massimo Foschi, Me Me Lay, Ivan Rassimov, Sheik Razar Shikur, Judy Rosly

Durata: 90 minuti

Trama

Il gruppo formato da Robert Harper, Rolf, Charlie e Swan atterra nella giungla per una ricerca petrolifera.

Trovato l’accampamento deserto e scoperto che l’area è infestata dai cannibali, il gruppo, complice un guasto all’aereo, passa la notte della giungla; proprio durante la notte Swan viene aggredita e rapita dagli indigeni e il mattino dopo i tre uomini partono alla sua ricerca. Charlie viene ucciso da una trappola così Robert e Rolf proseguono da soli finchè disorientati provano a tornare all’aereo via fiume costruendosi una zattera. Una rapida però distrugge l’imbarcazione e Robert, non vedendo più Rolf, si incammina solitario venendo catturato dai cannibali; sarà quindi incatenato, spogliato, picchiato e costretto ad assistere alle crude pratiche degli indigeni. L’affascinante Palen della tribù dei rapitori, attratta da Robert lo masturba; quando l’uomo riesce a liberarsi prende con sé la donna e fugge. Riparatisi in una grotta durante una pioggia, vi ritrovano Rolf, con una gamba in cancrena. Provano quindi a ritornare alla pista di atterraggio ma vengono nuovamente aggrediti: Palen viene uccisa, squartata e mangiata, Rolf viene colpito al petto con una lancia. Robert non demorde e caricato l’amico moribondo in spalla continua il cammino. Viene quindi sfidato da un cannibale e uccisolo, in un gesto di rivalsa nei confronti dei locali attoniti, ne mangia le viscere. Finalmente i due raggiungono la pista di atterraggio e, fatto ripartire l’aereo, si dirigono verso casa.

Commento (appassionato)

Ruggero Deodato godette quasi da subito soprattutto fuori dai confini italiani di fama di grande regista del filone Cannibal. “Ultimo Mondo Cannibale” è il suo primo prodotto di questo genere e gli valse l’appellativo di Monsieur Cannibal. La sua fama è quanto meno meritata.

Il film è narrato comes e si trattasse di una storia vera ed è una cruda e agghiacciante mostra dei costumi dei primitivi cannibali della giungla e si differenza da altre pellicole del genere per concentrarsi maggiormente sui costumi delle popolazioni e sull’esame del comportamento umano più che sulle gratuite scene di cannibalismo e per il fatto che quasi da subito il protagonista, come fosse una final girl, rimane completamente solo nella ricerca della libertà. Inoltre, al contrario di altre pellicole del filone, la sua posizione nei confronti dei popoli locali e delle loro pratiche non è canzonatoria e derisoria (come poteva essere in “Cannibal Holocaust” dello stesso Deodato) ma, anzi, ne viene lentamente coinvolto, come se il regista volesse dimostrare quasi l’esigenza di costumi simili non per arretratezza culturale ma come risposta ad una durissima condizione naturale, in una sorta di determinismo molto crudo: la durezza dell’ambiente è la causa dei crudi comportamenti delle popolazioni: come il protagonista deve cedere ad orribili pratiche come la violenza, lo stupro e, infine, il cannibalismo, così millenni di tradizioni culturali hanno plasmato gli usi degli indigeni della giungla portandole a pratiche estremamente cruente senza nessun apparente rispetto della vita. Emblematica in tal senso la scena della donna che, accortasi dopo il parto di aver dato alla luce una femmina, decide senza remore di lanciarla in acqua per darla in pasto ai coccodrilli.

La pellicola ha anche un secondo livello di lettura che in altri film del genere spesso è appena accennato o non è assolutamente presente: non si tratta di una condanna della civiltà occidentale ma di scoprire i motivi e capire i comportamenti dell’uomo in situazioni socio-culturali estreme. In tal senso gli indigeni sono peggiori del protagonista perché, pur dimostrandosi abili nella caccia, non rifiutano il cannibalismo, oramai divenuto quasi una pratica sociale, avendo perso l’antico scopo di unica fonte di sostentamento in un territorio avverso. Robert Harper è invece costretto al cannibalismo dagli eventi; inoltre il suo caso è estremamente particolare e le sue azioni non sono tanto spinte dalla necessità quando dalla volontà di mostrare la sua forza agli abitanti della giungla per dimostrare che anche lui può essere al loro livello ed essere loro fiero avversario, qualora ce ne fosse bisogno. Non a caso quando addenta le viscere dell’uomo appena ucciso non lo fa voracemente, spinto dalla fame ma lo fa piangendo, terrorizzato dalle sue stesse azioni. In tal senso “Ultimo Mondo Cannibale” ha quasi più tratti in comune con un Rape and Revenge con una vendetta “simbolica” che con un Cannibal classico, dal momento che il processo di cambiamento del carattere del protagonista fino alla scena appena citata è una diretta conseguenza della prigionia e delle privazioni sofferte all’inizio.

Per ciò che riguarda la sceneggiatura, il film è ben scritto, sono buone le interpretazioni dei protagonisti Massimo Foschi e Ivan Rassimov (questa volta non in un ruolo da villain) e le scene snuff e di nudo non sono mai gratuite ma assolutamente funzionali allo svolgimento della storia; la sensuale Me Me Lay appare nuda in tutto il film ma la sua nudità non rappresenta mai motivo di erotismo spinto (a differenza di altre pellicole con inserti hard messi lì solo per il gusto di farlo). Va inoltre notate che la scena dello squartamento di Palen verrà ripresa pari pari da Umberto Lenzi nel suo “Mangiati Vivi!” qualche anno dopo.

Scena imperdibile

E’ la scena che sancisce la “mutazione” di Robert Harper quando, dopo una lotta con uno degli indigeni, uccide il suo avversario e, in una confusione di stati d’animo che va dalla paura, alla rivalsa al terrore per ciò che sta facendo, consapevole che non sarà più quello di prima, ne mangia le viscere.

Citazioni

(Non ancora, Help me!)

In definitiva

Uno dei migliori prodotti del genere Cannibal di cui d’altronde Ruggero Deodato è maestro indiscusso. E’ un film dalle scene estremamente forti quindi è sconsigliato ai deboli di stomaco.

Valutazione

Regia 7
 Trama 6
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.8
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7 thoughts on “#20. Ultimo Mondo Cannibale (1977)

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