#22. Il Bosco 1 (1988)


Il Bosco 1

Il Bosco 1 è un film di Andrea Marfori del 1988 realizzato con un budget irrisorio del quale soni evidentissimi i limiti. Pellicola horror ambientata nel nord Italia, fu influenzata per molti aspetti da “La Casa” (1981) di Sam Raimi; il film vede come protagonista Carolina Cataldi Tassoni (“Demoni 2” del 1986 di Lamberto Bava e “La Terza Madre” di Dario Argento del 2007) e Diego Ribon, che sarà impegnato quasi vent’anni dopo in “R.I.S – Delitti Imperfetti”

Anno: ITA 1988

Regia: Andrea Marfori

Cast: Carolina Cataldi Tassoni, Diego Ribon, Luciano Crovato, Elena Cantarone, Stefano Molinari

Durata: 85 minuti

Trama

I fidanzati Cindy e Tony decidono di fare una gita sulle Alpi; mentre sono in macchina incontrano una ragazza, Arva, terrorizzata per essere stata aggredita da una strana forza in un vicino cimitero. Tony va a controllare ma non vede nulla ma percepisce una strana sensazione, come se fosse spiato. Tony e Cindy portano Arva al paese ma questa fugge quando incontrano Algeroon, un inquietante scrittore di libri dell’orrore che dissuade i due dal rimanere in paese e racconta loro una storia di fantasia nella quale i due fidanzati finiranno per morire.

Tony e Cindy, stizziti se ne vanno e ritrovano Arva che offre loro di dormire in un fienile nel bosco. Qui Arva offre della droga a Tony che dopo poco inizia a sentirsi male, suscitando le ire di Cindy. Gli eventi prendono una strana piega e uno zombi tenta di aggredire la coppia; una volta liberatisi, Tony sembra come posseduto e prima tenta di stuprare Cindy, poi si lascia sedurre da Arva che si scopre essere una strega. Algeroon, tenta di salvarlo ma viene ucciso e poco dopo Tony ritrova lo zombi che lo aggredisce mozzandogli le mani. Raggiunto da Cindy si rifugia con lei vicino ad una sorgente ma viene nuovamente aggredito dallo zombi che lo uccide decapitandolo. Cindy fugge al fienile e vi trova Algeroon trasformato in zombi ma riesce ad ucciderlo con una motosega. Le luci dell’alba invece uccideranno l’altro zombi.

Commento (appassionato)

Iniziamo col titolo: “Il Bosco 1”. Solitamente un film diventa il numero 1 a posteriori, magari perché sono realizzati dei sequel. Qui no. Probabilmente il buon Marfori aveva già in mente di fare un seguito ma vista la terrificante critica ricevuta se ne vide bene dal farlo (peccato perché avrei visto molto volentieri “Il Bosco 2: la morte di Cindy”)

Alcuni dettagli tecnici: il film è probabilmente girato con una cinepresa da oratorio così come da oratorio sono la sceneggiatura, i dialoghi (troppo assurdi per poterli descrivere) e gli effetti speciali (cito a titolo di esempio la scena nella quale lo zombi spappola con una sasso le mani del protagonista, veramente imbarazzante). Il regista, come se fosse un direttore di successo, ha pensato di inserire lunghissimi e snervanti piani sequenza, uno su tutti quello della coppia a colloquio con lo “scrittore” che racconta loro un’inventata storia che li vede protagonisti, messa lì per farli spaventare. La scena dura un’eternità e durante il racconto i tre passano da quota 4000 metri alla pianura in una continua discesa in mezzo al paese e a campi coltivati. Il doppiaggio (perché essendo italiani, giustamente gli attori si ridoppiano) è quanto di peggio si possa ascoltare: un esempio lo si ha da Tony, che, dopo esser stato aggredito dallo zombi urla isterico pur non tradendo nelle espressione e dei movimenti alcun timore; probabilmente nella versione originale stava semplicemente constatando che la serata era sfortunata ma nell’edizione finale lo si sente strillare come un pazzo per poi decidere di stuprare la sua orribile ragazza.

Questo mi fornisce l’assist per parlare un po’ dei tre personaggi che assieme alla strega sono i protagonisti di questa “opera”. Lei, Cindy, è assolutamente insopportabile; ha un orribile quanto inutile accento posticcio americano ed è vestita stile Loredana Bertè (quando è presa male). Lui, Tony, è probabilmente un ex tossico dall’adescamento facile, mentre Algeroon (complimenti a chi ha inventato il nome) è quasi insopportabile quanto Cindy e si veste rovistando casualmente nei bidoni: camice da scienziato pazzo e occhialoni stile Grande Guerra, l’ideale per guidare un sidecar. Inoltre la sua menomazione vocale (della quale non si sa nulla) fa diventare i suoi monologhi impossibili da seguire.

In tutto ciò aggiungiamoci pure la figura della strega che ricorda vagamente Solange: ha la favolosa capacità di fare uscire braccia aggiuntive dall’utero, si eccita rufolando nel letame ma è un po’ carente in quanto a orientamento: la vedremo con un paio di occhi finti che le occultano la visuale, camminare come se si fosse svegliata a casa di uno sconosciuto in piena notte.

Non approfondiamo l’assurdità del fatto che una coppia venga invitata da una sconosciuta che dice di essere stata investita a dormire in un accoglientissimo granaio/fienile/capanno sperduto in mezzo al bosco. Voglio dire, anzi si dorme in macchina.

Una menzione particolare allo “spirito del bosco” reso da una telecamera che si muove tra gli alberi che sembra inseguire i protagonisti ma alla fine si rivela assolutamente ininfluente ai fini della storia (come del resto tutto ciò che accade per ¾ del film) e al finale assolutamente incomprensibile con la strega Arva moribonda (come se uccidere uno zombi avesse ripercussioni sulla di lei esistenza, mah…)

Tutti questo pressapochismo (anzi tutto questo nulla assoluto) ha fatto si che la fatica di Marfori fosse premiata dalla Troma, celebre casa di distribuzione americana dedita al trash peso che ha pensato bene di distribuire la pellicola negli Stati Uniti come Evil Clutch per sfruttare la somiglianza dl titolo con Evil Dead (La Casa) della quale condivide una o due cose (anche se rese decisamente peggiori, e ce ne voleva…).

Giustamente quando il film uscì la distribuzione fu estremamente limitata e poco dopo il film si ritrovò nel circuito Home Video; proprio l’orripilante realizzazione lo fece diventare un cult tra i film trash.

Scena imperdibile

Anche qui coime in altri masterpieces nostrani le scene imperdibili sono ben più di una:

  • La scena nella quale Tony e la strega provano a sballarsi con della simil-coca che sembra zucchero semolato a grana grossa: non solo il re dei maldestri Tony ne getta nel pentolone ricolmo di schifo una quantità che farebbe la fortuna di uno spacciatore, non solo rimane ad osservare il suddetto pentolone aspettando una reazione dello schifo che c’è dentro (cosa peraltro assurda, non penso che buttando della coca in un catino pieno di m***a questa improvvisamente inizi a bollire) attendendo che l’”effetto speciale” entri in azione (con grande ritardo), ma non contento cosa fa? Esaltato come un bambino butta altra roba dentro il paiolo ripieno per vedere se succede di nuovo qualcosa! E la strega lo fomenta pure perché si eccita a vedere quella schifezza che schizza ovunque! Risultato finale: lui si incavola e tira giù un bel “M***a!” perché gli è schizzato tutto addosso e lei ride come una deficiente.
  • Finita l’esperienza con gli stupefacenti Tony decide di decifrare le iscrizioni su un masso; secondo lui la cosa più intelligente da fare è dargli fuoco (perché???) e sorpresa: il masso si scioglie! Il bello è che questa scena (come decine di altre nel film) oltre a non avere senso è completamente inutile! Dopo questa dimostrazione di scienza marforiana infatti, Tony recupera il pentolone colmo di fumante sterco e lo sbatte via imbrattando mezza capanna.
  • Scena horrorosa: in una capanna abbandonata si trova casualmente un cucù funzionante e al primo rintocco Tony prima vomita caffè, poi comincia a parlare uno strano latino partenopeo (si ode distintamente un “o’ dannazìone” che sembra uscito dalla bocca di Merola) e poi dal nulla urla come un ossesso!
  • Attacco dello zombie che, probabilmente dedito in vita a pratiche di bondage, non oppone tutta questa resistenza nel farsi legare ad una ruota che si trovava lì nei paraggi
  • Tentativo di stupro: Tony in pochi secondi passa dallo sconforto isterico piangente ad uno stato di ingrifaggine degno di un cinghiale e prova a violentare Cindy. Lei scappa e lui con movenze da burattino (sembra abbia due gambe di legno), prima ride e poi caccia un urlo che, come al solito, non ha senso, poi vomita un po’ di caffè e dopo aver tenuto dieci secondi una posa stile Giorgio Bracardi nei panni di Lucio Smentisco si infratta con la strega Solange il tutto mentre vediamo lo zombi intendo a liberarsi dalle catene mentre vomita del caffè zero.
  • La scena già citata nella quale lo zombi spiaccica le mani del povero Tony su una pietra: uno magari si asetta che uno zombi in quanto tale poi si lanci all’inseguimento per divorare la propria vittima, invece no. Per lui era una questione di principio solamente mozzargli le mani, fatto quello, tutto apposto. Notare lo spirito da crocerossina di Cindy che, visto Tony in evidente stato confusionale e con le mani mozzate e dopo aver assistito tutta la notte alla vista di streghe e zombi non ha nulla di meglio da proporre, come peraltro fa per tutto il film, che andare a cercare dell’acqua, notoriamente molto utile per curare mani mozzate, sintomi da delirio e aggressione di zombi.
  • La scena nella quale Cindy caccia via lo zombi utilizzando la luce riflessa di uno specchio. Forse ci siamo dimenticati che quello è uo zombi, non un vampiro, quindi la luce non dovrebbe fargli assolutamente nulla. Solo per questa stupidaggine, fossi stato lo zombi, avrei immediatamente fatto fuori Cindy a calci.

Citazioni

Incredibile! Anche a questa schifezza piace la roba!

In definitiva

Non si può rendere a parole quanto sia approssimativo questo film, potete solo vederlo; vi farete tante risate e diventerà uno dei pezzi clou della vostra trash collection. Decisamente consigliato per la visione in compagnia, specie se il tasso alcolemico è lontano dallo zero.

Valutazione

Regia 1
 Trama 0
Recitazione 0
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.6
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3 thoughts on “#22. Il Bosco 1 (1988)

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