#28. Saw – L’Enigmista (2004)


Saw - L'Enigmista

Saw – L’Enigmista è il primo titolo di una fortunatissima saga splatter che ha codificato il sottogenere del Torture Porn. Pur essendo, come gli altri titoli incentrato sulle perversioni del diabolico Jigsaw, il film è decisamente meno splatter dei vari seguiti e più incentrato sulla risoluzione dell’enigma. Nella pellicola si notano le presenze sdi Shawnee Smith nel ruolo di Amanda (presente anche nei seguiti) e Tobin Bell, la cui carriera venne rinverdita dalla partecipazione alla saga nei panni di Jigsaw.

Titolo Originale: Saw

Anno: USA 2004

Regia: James Wan

Cast: Leigh Whannell, Cary Elwes, Tobin Bell, Danny Glover, Ken Leung, Michel Emerson

Durata: 100 minuti

Trama

Adam Faulkner e Lawrence Gordon si trovano ammanettati a due tubature a due angoli di una lurida sala da bagno in mezzo alla quale giace un uomo in un lago di sangue con il cranio sfondato e un registratore in mano. I due trovano in tasca una busta con una piccola audiocassetta e, riusciti a recuperare il registratore, la ascoltano attentamente: ad Adam viene ricordato che ha passato tutta una vita ad osservare gli altri e che adesso avrebbe dovuto vedere la sua agonia o morire, a Lawrence viene detto che, dopo aver passato una vita ad aiutare le persone con la sua professione di chirurgo, adesso avrebbe dovuto uccidere il proprio compagno di cella entro sei ore o morire. Viene anche reso noto che il suicida in mezzo alla stanza ha il sangue avvelenato e che una “X” svelerà utili indizi.

Nella cassetta di un water i due trovano una busta con due seghe che i due capiscono non essere lì per tagliare le catene ma per segarsi i piedi.

Lawrence inizia a sospettare che siano finiti lì ad opera di Jigsaw, un folle che sequestra delle persone non più riconoscenti del dono della vita, sottoponendole a dei “giochi” nei quali l’unica via d’uscita è subire indicibili torture, pena una morte atroce. Tramite un flashback vediamo i detective Tapp e Sing indagare sui casi di un uomo, morto per essersi dimenato dentro una gabbia piena di filo spinato e di un altro, arso vivo per la presenza sul suo corpo di un liquido altamente infiammabile.

In un altro flashback vediamo Lawrence prelevato dalla polizia perché sospettato degli omicidi mentre sta esaminando il caso di John Kramer, malato di cancro, di fronte ai suoi studenti e all’infermiere Zepp. L’alibi del dottore regge ma per intimorirlo gli viene sottoposto il caso di Amanda, sfuggita ad uno dei “giochi” del maniaco.

Nel presente si scopre che moglie e figlia di Gordon sono state legate e imbavagliate da uno sconosciuto che le tiene sotto tiro ed osserva con un computer lo svolgimento di ciò che accade nel bagno dove Adam e Lawrence parlano delle proprie famiglie: Lawrence butta ad Adam il proprio portafogli per fargli vedere la foto della figlia ma quest’ultimo scopre, non rivelandola al compagno, la foto della sua famiglia imbavagliata e il messaggio “…a volte si vede meglio con gli occhi chiusi”.

In un altro flashback vediamo Tapp scoprire il nascondiglio di Jigsaw; quindi lo raggiunge col collega Sing e scopre un uomo legato e imbavagliato. I due attendono il folle carceriere per arrestarlo ma questi riesce a fuggire: Sing verrà ucciso da una trappola che aziona una serie di fucili, mentre a Tapp viene tagliata la gola. Per questo fatto lascerà la polizia ma continuerà in segreto ad indagare sul caso.

Nel frattempo nel bagno Adam ha l’intuizione di spegnere le luci per scoprire la “X” che infatti è dipinta con una particolare vernice sul muro della stanza. Lì Gordon trova un bauletto con una sigaretta, un cellulare, un proiettile e un messaggio che suggerisce di avvelenare la sigaretta col sangue del defunto e porgergliela invece di sparargli con la pistola. I due mettono in scena la finta morte di Adam ma Zapp, che si scopre essere dietro i monitor, invia una scossa all’uomo, svelando il bluff. Improvvisamente Adam ricorda i momenti precedenti al rapimento.

Il cellulare squilla e Lawrence sente la voce dei familiari imprigionati in casa che lo inducono a diffidare di Adam. Si scopre che il ragazzo era stato incaricato di scattare foto di Lawrence da Tapp che ancora lo considera responsabile degli omicidi. Nel frattempo il tempo a disposizione per il gioco finisce e Zapp si appresta ad uccidere moglie e figlia di Lawrence ma le due, dopo una colluttazione, riescono a liberarsi e provano a contattare l’uomo. Lui, nel bagno è impossibilitato a muoversi e in preda alla disperazione decide finalmente di tagliarsi il piede, quindi prede la pistola ed esplode un colpo contro Adam.

Tapp, che aveva udito gli spari a casa di Lawrence e Zepp entrano nello stabile dove è presente il bagno; l’ex detective viene ucciso e Zepp penetra nella stanza con l’intento di uccidere il dottore. Adam, solo ferito ad una spalla aggredisce alle spalle Zepp e lo uccide, mentre Lawrence esce dalla stanza con la promessa di aiutarlo. Improvvisamente il cadavere all’interno del bagno si alza e si rivela essere John Kramer, autore del gioco che, debilitato dalla malattia, esce dalla stanza e, richiudendo dietro di se la porta, condanna Adam a morte certa.

Commento (appassionato)

Saw – L’Enigmista è la pellicola di apertura di una prolifica saga che, al 2015, conta ben 7 titoli e che, come in ogni lunga saga che si rispetti, è andata via via scadendo di film in film. Nel caso di Saw, a partire già dal secondo capitolo, la trama è sempre più incentrata verso la tortura e lo splatter con il risultato di dare in pasto al mercato pellicole che si distinguono solo per l’efferatezza delle scene e i continui bagni di sangue.

Il film fu anche l’iniziatore, assieme ad altri titoli come ad esempio “Hostel” di Eli Roth, di un nuovo sottogenere dell’horror che fu denominato Torture Porn per la compresenza di scene gore e di torture fisiche, mostrate, come in un film pornografico, senza stacchi di montaggio e, anzi, estremamente “espressioniste”.

Il primo capitolo che, dal punto di vista della sceneggiatura e della trama, è l’unico veramente ben fatto, vive di continui flashback che aiutano lo spettatore a capire il perché della storia che, per come si presenta dai primi fotogrammi, sarebbe assolutamente incomprensibile; tuttavia questi continui salti della linea temporale non rendono la trama difficile da seguire, anzi generano attesa e catalizzano l’attenzione.

Il punto forte della sceneggiatura, firmata dallo stesso James Wan sta proprio nei continui rimandi alla storia dei protagonisti che viene costruita mattone dopo mattone. Il regista, come un architetto intento alla realizzazione di un arco, costruisce per tutta la durata del film le storie dei due protagonisti che sembrano sulle prime assolutamente slegate per poi farsi via via più dipendenti una dall’altra fino ad arrivare alla chiave di volta che mostra finalmente la connessione tra Adam e Lawrence. Solo nella parte finale si capisce lo stretto intreccio tra le vite di Adam, Lawrence, Tapp, John Kramer-Jigsaw e Zepp che, devo ammettere, è davvero ben realizzato, degno del più navigato film giallo.

Le scene gore sono, alla fine dei conti, abbastanza limitate e ben inserite, utili per comprendere la psiche e il modus operandi di Jigsaw e, per essere un film horror, è anche abbastanza limitata la presenza di sangue;  una menzione particolare all’ideatore delle varie “trappole” che fungono da “gioco”, terrificantemente ingengose, tali da far sospettare una forte dose di psicolabilità dello sceneggiatore.

Il messaggio finale dell’importanza del dono della vita è in fin dei conti reso alla perfezione: solo trovandosi di fronte ad un serissimo rischio di morire si può comprendere l’importanza della vita e solo lottando per essa subendo sforzi al limite (e oltre) ella tortura si può capire la necessità di non sprecare nemmeno un singolo momento dell’esistenza. Ciò fa “sforare” questo horror in altri generi, come il Giallo, lo Psicologico e la denuncia di un certo stile di vita della società contemporanea, con il risultato che quasi ci si dimentica che per esporre il messaggio, si debba seguire passo passo la psiche di quello che in fin dei conti è solamente un pazzo omicida deviato e perverso.

Scena imperdibile

In una delle scene finali si capisce la perversione del gioco di Jigsaw che si è finto morto per tutta la durata del “gioco” (ben 6 ore) per poi miracolosamente “resuscitare” (con un azzeccatissimo sottofondo musicale) e infliggere la punizione finale al perdente Adam condannandolo, di fatto, a morte (lo si capirà ancora meglio nel secondo capitolo).

Citazioni

Molta gente è poco riconoscente nei confronti della vita; ma tu no, non più ora.

In definitiva

Nonostante la nomea di film ultrasplatter guadagnatasi soprattutto a causa dei capitoli successivi della serie, “Saw – L’Enigmista”, pur con la sua componente di violenza è un film che presenta una trama, un’eccellente sceneggiatura e non è incessantemente incentrato sulle torture e sullo spargimento gratuito di sangue, quindi merita una visione anche da parte di coloro che sono un po’ allergici agli horror (magari a loro consiglio la visione con la classica mano di fronte agli occhi nelle scene più crude). Consigliato.

Valutazione

Regia 8
 Trama 8
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.8
Annunci

4 thoughts on “#28. Saw – L’Enigmista (2004)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...