#31. L’Ultima Casa a Sinistra (1972)


L'Ultima Casa a Sinistra

L’Ultima Casa a Sinistra fu iniziatore del sottogenere dell’horror Rape and Revenge del quale rappresenta il titolo sicuramente più celebre assieme a “Thriller” (1974) di Bo Arne Vibenius e “Non Violentate Jennifer” (1978) di Meir Zarchi. In esso viene messo a confronto il mondo della criminalità e della droga con quello della borghesia benestante, accomunate in modo estremamente differente e antitetico dall’uso della violenza.

Titolo Originale: The Last House on the Left

Anno: USA 1972

Regia: Wes Craven

Cast: Sandra Cassel, Lucy Grantham, David Hess, Fred J. Lincoln, Jeramie Rain, Marc Sheffler, Gaylord St. James, Cynthia Carr

Durata: 84 minuti (91 minuti versione non censurata, 80 minuti versione italiana)

Trama

Mari Collingwood è una ragazza di 17 anni nata in una famiglia borghese perbene. Per festeggiare il compleanno ottiene di poter passare la giornata dall’amica Phyllis, mentre a casa i genitori preparano la festa. In città le amiche incontrano Justin che offre loro di andare a casa sua a fumare Marijuana. Le due accettano ma capiscono subito di essere finite in trappola; lì infatti incontreranno Fred, Sadie ma soprattutto il criminale Krug che le sequestra e violenta Phyllis, mentre Mari sta a guardare scioccata.

Il giorno seguente il gruppo porta le ragazze nel bosco, lontano dagli occhi della polizia, per continuare a perpetrare le violenze. Phyllis riesce per un momento a fuggire ma viene raggiunta e uccisa con un machete. Mari invece tenta di persuadere Justin, l’anello debole della compagnia, a lasciarle andare, ma Krug, quando questa prova a fuggire, la immobilizza e le incide col coltello il suo nome sul petto. Mari tenta un’ulteriore fuga e si abbandona nel lago, deve viene raggiunta da un colpo di pistola che non la uccide.

Il branco, prima di tornare in paese decide di passare la notte ospite di qualcuno: scelgono l’ultima casa a sinistra che sfortunatamente per loro è quella dei Collingwood. Spacciandosi per venditori porta a porta riescono ad entrare ma la coppia, vista la collana di Mari che era stata sistemata da Justin e trovato il cadavere della figlia di fronte all’uscio, medita vendetta.

Il primo a morire sarà Fred, ad opera della mamma di Mari che dapprima si finge disponibile ad un rapporto, quindi lo evira a morsi, quindi è il turno di Justin, che stretto da due fuochi e incalzato da Krug si sparerà, quindi è il turno si Sadie, sgozzata e Krug, ucciso a colpi di motosega davanti agli occhi attoniti di un poliziotto appena sopraggiunto.

Commento (appassionato)

“L’Ultima Casa a Sinistra” è il prodotto di punta e uno dei primi (se non il primo) del genere Rape and Revenge. In questa pellicola, come nell’italiana “L’Ultimo Treno della Notte” che deve tutto all’illustre predecessore, o nello svedese “Thriller“, ma a differenza di altre come “Non Violentate Jennifer”, non è la protagonista a vendicarsi delle violenze subite ma la vendetta arriverà dalla famiglia: una famiglia che per prima aveva criticato l’estrema violenza presente nel mondo e stigmatizzato i film horror che tanto piacevano alla figlia.

Come prevedibile, già prima dell’uscita la sua storia fu travagliata e fatta di tagli; anche dopo l’uscita pubblico e critica si divisero: chi vedeva la pellicola come un film sulla violenza fine a se stessa e chi come un tentativo di denuncia. Oggi si propende forse più per questa seconda tesi suffragata anche dal fato che la prima immagine che vediamo è un messaggio rivolto allo spettatore, che sta ad indicare il contenuto “educativo” della pellicola

E’ estremamente forte il contrasto delle scene di violenza sulle ragazze e le felici scene familiari che si alternano dando un’ulteriore sensazione di tristezza e dispiacere nello spettatore, che capisce quanto possa essere apprezzabile la “monotona” vita familiare in confronto al mondo terribile che può trovarsi fuori casa.

Le scene delle violenze, pur non essendo crude come in altri film, hanno una carica emotiva grandissima, sia per la presenza di musiche tristi e a volte quasi estranee al contesto che, inserite a dovere caricano di drammaticità l’azione, sia perché Wes Craven è sofferma molto sul volto dei personaggi e le loro espressioni, senza stacchi, quasi a mostrare la sofferenza e la vergogna di azioni così oscene ma senza mostrarle nel dettaglio (rischiando altrimenti di incorrere nella tagliola della censura).

Sono presenti anche alcune scene lesbo che, inizialmente, avrebbero dovuto essere molte di più che, per fortuna, non abbassano il film a livelli di softcore gratuito ma sono, anzi, molto deprimenti, in linea con le sensazioni che possono provare le protagoniste.

Un’innovazione della pellicola che raramente si troverà in opere successive, è la presenza nel gruppo di violenti di una donna, anche se il suo coinvolgimento è molto limitato; questo è “positivo” a livello di sceneggiatura per due motivi: innanzi tutto toglie il monopolio della violenza al sesso maschile (che pure è, ovviamente, in modo preponderante a carico degli uomini), in più libera la pellicola dalle possibili accuse di femminismo.

La pellicola è davvero ben realizzata e lancerà Wes Craven nell’olimpo dei registi; David Hess con la sua espressione beffarda è autore di un’ottima interpretazione e non a caso sarà nuovamente protagonista di una pellicola simile nel 1980, “La Casa Sperduta nel Parco” a firma di Ruggero Deodato.

Scena imperdibile

E’ una delle scene più dure del film e mostra l’agonia di Phyllis, pugnalata nella schiena che cerca di fuggire lentamente mentre i suoi aguzzini parlano come se nulla fosse; la ragazza viene raggiunta, riempita di pugni, uccisa, sventrata e mutilata. La scena dell’estrazione delle viscere in molte versioni è pesantemente tagliata ma nella versione integrale la si può vedere per intero e getta una luce ancora più cupa su un branco che non si limita a stuprare una ragazza inerme ma arriva addirittura ad ucciderla e fare scempio del corpo con una ferocia animalesca.

Citazioni

Questo film è dedicato a tutti i giovani perché sappiano a quali pericoli possano andare incontro: il crimine! La droga! La violenza!

In definitiva

Ottima pellicola, apripista di un genere che conterà altre pellicole ma mai al livello di questa. Una cruda analisi della società e delle conseguenze provocate dall’irruzione della violenza nella tranquilla vita familiare. Decisamente consigliato

Valutazione

Regia 6
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.4
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4 thoughts on “#31. L’Ultima Casa a Sinistra (1972)

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