#33. Non Aprite Quella Porta (1974)


Who will survive and what will be left of them?

Non Aprite Quella Porta

Non Aprite Quella Porta è il film d’esordio (e che esordio) di Tobe Hooper che firmerà anche la sceneggiatura dei tanti sequel prodotti e sarà autore di altre pellicole del cinema horror rimaste famose come “Le Notti di Salem” (1979) e “Poltergeist” (1982). Il film si servì di attori agli esordi e fece presa sul pubblico anche per l’utilizzio dell’espediente del mockumentary per rendere ancora più spaventosa la vicenda.

Titolo Originale: The Texas Chain Saw Massacre

Anno: USA 1974

Regia: Tobe Hopper

Cast: Marilyn Burns, Gunnar Hansen, Paul A. Partain, Allen Danziger, William Vail, Teri McMinn, Edwin Neal, Jim Siedow, Kohn Dugan

Durata: 83 minuti

Trama

Sally, Pam, i loro fidanzati Jerry e Kirk e il fratello paralizzato di Sally, Franklin sono in viaggio nel Texas. Si recano ad un cimitero per verificare l’integrità della tomba del nonno dal momento che un vandalo ha preso a profanare i cadaveri e creare orrende sculture sulle lapidi. Turbati dalla situazione riprendono il viaggio senza intenzione di fermarsi nuovamente. Incontrano però un autostoppista e lo fanno salire: scoprono però che il ragazzo è un folle che lavora con la famiglia in un mattatoio e che arriva a ferirsi volontariamente la mano con un coltellino svizzero, prima di scagliarsi con un rasoio su Franklin. I ragazzi lo buttano giù dal furgoncino e poco dopo sono costretti a fermarsi da un benzinaio; ma la benzina è terminata e non sarà disponibile prima del giorno successivo.I cinque decidono di cercare la vecchia casa del nonno che non è distante, ma il benzinaio li dissuade dal farlo dicendo che ci sono persone cattive. Trovata una villa abbandonata, Kirk e Pam cercano un luogo per fare un bagno ma trovano una piscina senz’acqua e un generatore acceso. Incuriositi si dirigono verso la villa vicina, dove Kirk viene rapito da un energumeno vestito da macellaio con una maschera di pelle umana. Pam, non vedendolo tornare entra nella casa e trova una stanza piena di teschi e ossa umane e inizia a gridare isterica attirando il mostro che la porta in cantina dove assiste allo smembramento di Kirk con una motosega.

Jerry non vede tornare i ragazzi e va alla loro ricerca, entra nella casa e va in cantina dove trova un freezer; apertolo trova Pam che inizia ad urlare. Il mostro, sentitala rientra, la richiude nel freezer e si avventa a martellate contro Jerry.

Sally e Franklin sono ancora alla macchina e non possono muoversi perché Jerry ha le chiavi; la ragazza convince il fratello ad andare a cercare gli amici ma dopo pochi passi l’assassino li raggiunge e sventra Franklin con la motosega. Sally scappa e raggiunge la villa dove trova due persone sulla sedia a dondolo, un cadavere e un vecchio con il volto incartapecorito e spaventata fugge via. Arriva quindi alla stazione dove il benzinaio le rompe una scopa in tesa e, legatala, la carica sul pick-up per riportarla alla villa. Qui sarà ospite di un banchetto assieme al vecchio, al benzinaio, all’autostoppista e a Leatherface che fanno tutti parte della stessa famiglia e viene invitata a mangiare salsicce e carne umana preparate dal pazzo macellaio. Dopo una colluttazione la ragazza riesce a fuggire inseguita dal mostro e dall’autostoppista che sarà ucciso da un camion.

Sally riesce infine a salire su un pick-up di passaggio mentre Leatherface, furioso per non essere riuscito ad ucciderla, si dimena con la sua motosega accesa.

Commento (appassionato)

“Non aprite quella porta” è probabilmente uno dei film low budget che meglio ha saputo abbinare successo al botteghino e fortuna dopo l’uscita. Fu girato con un budget irrisorio di poche decine di migliaia di dollari e incassò più di 30 milioni nelle sale. In più consacrò il villain Leatherface come uno dei personaggi di maggior successo nella storia del cinema e, non meno importante, generò una saga che si snoda nell’arco di quasi 40 anni di cinema contando tre sequel, un remake, un prequel, un film in 3D, un titolo, “Leatherface” incentrato sulla figura del protagonista e sequel apocrifi.

La pellicola è vagamente ispirata alla figura del serial killer Ed Gein che dopo aver ucciso le sue vittime rimuoveva alcune parti anatomiche per crearne bizzarre e orripilanti maschere e vestiti; ciò abbinato allo stile Mockumentary e all’uso del Found Footage diede molta visibilità al film e lo rese più inquietante. Come già accaduto in una selva sterminata di film, l’ambientazione è la parte sud degli Stati Uniti, sfondo ideale a storie di cannibalismo e di vecchi ubriaconi con camicioni da boscaioli. A conferma del successo ottenuto negli anni successivi all’uscita molte persone richiedevano alla biblioteca di Burkburnett copie dei giornali relativi ai fatti narrati.

Intelligentemente Tobe Hooper nonostante i fondi risicati, non cade nella spirale della gommapiuma, quindi non si vedono manichini gommosi che vengono squartati; l’unico manichino degno di nota è quello dell’autostoppista che finisce tritato dal camion.

La storia, che visto il tema si supporrebbe essere un delirio di sangue e budella, non mostra quasi mai scene molto truculente e il film quindi finisce per essere quasi più un Survival Horror che uno Splatter con Sally nella parte della final girl di turno.

Possiamo quindi dire che sotto molti aspetti “Non Aprite quella Porta” è stato un precursore di tematiche e generi che avranno larghissima diffusione (e successo) nei decenni successivi: il topos del falso documentario sarà ripreso soprattutto negli horror del terzo millenio, stesso discorso dicasi per la tematica Survival che avrà successo in film come “Alone in the Dark”, “Silent Hill” e Resident Evil (e in tutti i casi molto più successo come videogames che come film).

Scena imperdibile

Macabra è la scena del banchetto alla quale è costretta a partecipare Sally assieme al nonno quasi in decomposizione (che ricorda vagamente Ruggero de Ceglie), al benzinaio e all’autostoppista nel quale le verrà proposto di mangiare salsicce di carne umana; la scena si conclude dopo incessanti minuti di grida disperate con la fuga della ragazza.

Citazioni

Il film che state per vedere è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani, in particolare a Sally Hardesty e a suo fratello invalido Franklin; il fatto che fossero giovani rende tutto molto più tragico, le loro giovani vite furono stroncate da eventi così assurdi e macabri che forse neanche loro avrebbero mai pensato di vivere… per loro una gita pomeridiana estiva si trasformò in un incubo e i fatti di quel giorno portarono alla scoperta di uno dei crimini più efferati della storia americana.

In definitiva

Pezzo da novanta del cinema horror indipendente; la sua fama lo precede e i sequel fatti sono la testimonianza che il lavoro di Tobe Hooper nonostante tutto è stato eccellente. Pietra miliare dell’horror assolutamente da vedere; tranquilli le scene spaventose non sono così terrificanti.

Valutazione

Regia 6
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.4
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