#34. Greta, la Donna Bestia (1976)


Greta, la Donna Bestia

Greta, la Donna Bestia è un finto Nazisploitation che Jesus Franco, con la sua classica anarchia, decontestualizza e arricchisce di elementi propri. Protagonista della pellicola è la procace Dyanne Thorne, che vedremo all’opera nella trilogia Nazi di Ilsa (“Ilsa, la Belva delle SS“, “Ilsa, la Belva del Deserto” e “La Tigre del Sesso”) e in altri film similari. Girato nel 1976, il film risale al periodo svizzero di Franco, fatto di B-movies a sfondo erotico e Woman In Prison.

Titolo Originale: Haus Ohne Männer

Anno: SUI/RDT 1976

Regia: Jesus Franco (accreditato come Jess Franco)

Cast: Dyanne Thorne, Tanya Busselier, Lina Romay, Eric Falk, Jesus Franco (accreditato come Jess Franco), Howard Maurer

Durata: 94 minuti

Trama

La Dottoressa Greta del Pino gestisce in modo autocratico una clinica che di facciata ha lo scopo di curare le pazienti da disturbi di natura sessuale ma che in realtà ha l’unico scopo di torturare le prigioniere.

Un giorno riesce a fuggire una delle ragazze, Rosa, che, ferita e inseguita dalle guardie, riesce a mettersi in salvo entrando in casa del Dottor Arcos. Questi avvisa la polizia ma viene raggiunto da Greta e dal suo assistente Rego che prelevano la donna promettendogli che sarà curata. Non fidandosi, Arcos sottoporrà il fatto ad una commissione d’inchiesta ottenendo la promessa di controlli severi.

La sorella di Rosa, Aby, saputo della sorte della ragazza, minaccia Arcos, chiedendogli di farla ricoverare sotto falso nome della clinica per indagare e questi acconsente. Al suo arrivo Aby trova un’accoglienza da lager: le donne vengono spogliate dei loro vestiti e viene loro affibbiato un numero con le quali dovranno farsi riconoscere; a chi rivelerà il proprio nome è promessa una pena severissima. Aby fa la conoscenza delle compagne di stanza, affette da disturbi sessuali quali masochismo e ninfomania.

Una di loro, #10 sembra avere una posizione dominante nel gruppo e si rivela essere una sorta di informatrice della direttrice Greta, dalla quale ottiene in cambio favori sessuali e non.

Dopo una rissa sotto le docce, Aby viene portata al cospetto della direttrice che, legatala al letto la tortura e la rinchiude incatenata nei sotterranei dove trattamenti disumani con elettroshock vengono inflitti anche ad altre prigioniere ribelli. Nel frattempo il Dottor Arcos viene raggiunto da alcuni uomini di Greta e viene ucciso nella propria casa.

Di seguito si scopre il perché delle continue torture inflitte alle prigioniere: alcuni facoltosi pagano profumatamente per le riprese effettuate nella clinica di scene di sesso sadico per le quali vengono anche reclutati dei rozzi uomini dalle pulsioni sfrenate.

Greta e #10 infastidite dalle domande di Aby sulla sorella, decidono di tenderle una trappola. Dopo essere stata umiliata dalla compagna di stanza, Aby viene condotta nuovamente nei sotterranei dove trova la sorella moribonda; poco dopo sopraggiunge Greta che, scoperto il vero motivo del suo ricovero, la porta in cella dove assiste all’uccisione di Rosa per poi essere liberata visibilmente scioccata dopo l’irruzione della commissione d’inchiesta.

#10 si rende conto del torto fatto alla compagna e medita vendetta nei confronti della dottoressa. Potrà finalmente consumarla dopo che Rego riceverà la richiesta di un filmato estremo di sesso e morte e, assieme alle compagne di stanza, assalirà una Greta inerme fino ad ucciderla e cannibalizzarla.

Commento (appassionato)

La pellicola nacque sull’onda del successo di Dyanne Thorne nei panni della sadica ufficiale nazista Ilsa, protagonista di tre film pilastri della Nazispoitation erotica. Ciò si riflette del caleidoscopio di titoli con i quali la pellicola venne distribuita nel mondo: alcuni paesi, come l’Italia, mantennero il nome della protagonista, Greta, mentre in altri, come la Gran Bretagna, il titolo richiama il personaggio di Ilsa da utilizzare come volano pubblicitario. Il personaggio di Greta condivide con il suo modello ben poco se non la crudeltà, una posizione dominante e la tendenza alla bisessualità (molto asimmetrica nei confronti delle donne) e alla disinibizione. Diverse invece l’ambientazione sia storica (non siamo più in mezzo ai nazisti anche se le uniformi potrebbero ricordarli) sia geografica (siamo nel Sudamerica); in più questa volta siamo in un fantomatico istituto di rieducazione per disturbi sessuali.

In esso trovano posto una transessuale operata lesbica, una masochista (Lina Romay, musa di Franco e in seguito sua compagna, immancabile protagonista di moltissime produzioni degli anni ’70 e ’80) e altre ragazze dedite alla ninfomania che ovviamente, lungi dall’essere curate dai loro presunti disordini, subiscono violenze e privazioni (soprattutto di vestiti).

Diciamocelo, nonostante la presenza di parecchie donzelle molto spesso nude e affette da disturbi sessuali (leggi ninfomania nella maggior parte dei casi), si aspetta sempre la scena nella quale Greta si toglie i vestiti. Dyanne Thorne è una tra le donne più sensuali del cinema di Franco e di sicuro una delle più apprezzate tra le maggiorate del cinema erotico. Il suo sguardo ipnotico e sadico, la posa e la recitazione improntate a fredda signorilità stuzzicano lo spettatore che viene in seguito deliziato dal suo fisico prorompente e dallo spiccato erotismo.

Nonostante sia stata definita da alcuni come una delle pellicole più crude di Franco, a mio parere questa cattiveria non è così marcata in “Greta”, vuoi perchè il ritmo non velocissimo della pellicola tende a distrarre lo spettatore, vuoi perché le frequentissime scene di nudo e di sesso stemperano molto i momenti veramente violenti della pellicola.

Il film introduce la sottotematica del voyeurismo, che in definitiva è la ragione per la quale l’istituto si regge in piedi con il benestare delle corrotte autorità del paese: fornire a uomini facoltosi spettacoli di sesso a richiesta con protagoniste le inconsapevoli prigioniere.

L’unico momento davvero drammatico si ha nel finale, quando il voyeurismo viene portato agli estremi livelli: il committente vuole uno spettacolo che si concluda con la morte della protagonista e questo è ciò che ottiene; Rego decide di sovvertire l’ordine della clinica e posizionatosi nascosto dietro la macchina da presa, aizza le prigioniere su Greta che verrà violentata, uccisa e divorata con veri e propri atti di cannibalismo (durante la scena si vedono anche immagini di una tigre che sbrana una preda)

La critica velata ad alcuni governi fantoccio sudamericani emerge anche dalla scarsa attenzione che riceve la richiesta del Dott. Arcos da parte di una fantomatica organizzazione (che sembra vagamente una ONG di discreto potere); quando finalmente ci si decide a fare un’ispezione nella clinica, il controllo è molto blando e i funzionari si limitano a prelevare Aby.

Ad ogni modo come in moltissimi film di Franco, la voglia di “finire” il film ha la priorità su trama e contenuti e la pellicola nonostante i generosi inserti soft (al limite dell’hard), si trascina stancamente verso il finale nel quale le ragazze avranno finalmente la meglio sulla sadica carceriera.

Scena imperdibile

Per ciò che riguarda l’aspetto erotico della pellicola, forse la scena madre è quella durante la quale Greta in un gioco sadico si spoglia e conficca alcuni aghi nel petto della masochista #10 per poi strusciarsi e amoreggiare con lei. Va da sé che la scena è ad alto contenuto erotico soprattutto per le occhiate non proprio innocenti e per la mercanzia che ci offrono le protagoniste.

Da registrare anche la scena finale dove viene svelato il soggetto scelto per accontentare il misterioso committente: la protagonista sarà la stessa Greta che dopo un’autocelebrazione delle proprie virtù (in pose molto militaresche che ancora una volta mettono in mostra il suo lato A), in un drammatico scambio di ruoli passa ad essere la vittima delle rivoltose prigioniere che la spoglieranno e la tortureranno fino ad ucciderla e banchettare con le sue carni.

Citazioni

Donne come te ce ne sono veramente poche, anzi ce n’è una sola. Sono insuperabile e gli uomini sono tutti dei cretini! Sono io che comando qui e nessuno potrà insidiare il mio potere! Io sono la padrona qui dentro! Io sola!

In definitiva

Film da vedere solo se siete mooooolto amanti di Franco e se vi piacciono le enormi poppe della protagonista (qui magari troverò qualche seguace in più). Per il resto nulla di nuovo rispetto ad altri film simili.

Valutazione

Regia 5
 Trama 3
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 5
Voto complessivo 4.4
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2 thoughts on “#34. Greta, la Donna Bestia (1976)

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