#35. Begotten (1991)


Begotten

Begotten è uno sconvolgente film di Mehrige che pare un esperimento di pura video art. Interpretato da attori sconosciuti è una traumatizzante allegoria a tinte orrorifiche sull’importanza della natura. In bianco e nero dai contrasti altissimi, necessitò di mesi di montaggio per rendere al meglio le disturbanti inquadrature  e fu girato senza dialoghi e senza colonna sonora.

Anno: USA 1991

Regia: E. Elias Merhige

Cast: Brian Salzberg, Donna Dempsey, Stephen Charles Barry

Durata: 78 minuti

Trama

L’ardua trama del film inizia in una casa di campagna dove una donna dal volto mascherato si suicida con un rasoio. Dal cadavere emerge una donna, pure mascherata, che masturba il cadavere e rimane incinta. In seguito la donna partorirà un figlio deforme affetto da strani tremolii. Madre e figlio entrano in contatto con un gruppo di incappucciati ma verranno torturati orribilmente.

Le strazianti sevizie si protraggono per tutto il resto della pellicola fino ai titoli che svelano parzialmente la storia: il personaggio che si suicida è Dio; la creatura che ne esce dopo il suicidio è Madre Natura e suo figlio ovviamente il Figlio della Terra; i due vengono uccisi dagli uomini e dalla loro morte nascerà una nuova vita di piante e fiori.

Commento (appassionato)

“Begotten” è probabilmente uno dei film più disturbanti e sordidi che siano mai stati impressi su una pellicola. Film indipendente, quasi amatoriale, girato praticamente senza budget (imdb.com cita una stima di circa 33000$), è stato realizzato con una tecnica coraggiosa, un bianco e nero dai contrasti fortissimi in stile film degli albori del ‘900. Ad eccezione dei suoni naturali presenti la colonna sonora è totalmente assente, così come sono assolutamente assenti i dialoghi.

Estremamente difficile tentare di incasellare il film in uno dei generi classici, perché, nonostante si senta forte una certa componente di paura e angoscia, non sarebbe del tutto corretto classificarlo come horror. Infatti pochi film definiti horror hanno una profondità e una doppia chiave di lettura quasi filosofica come “Begotten”.

Il film è un assurdo e scioccante delirio visivo che fa davvero venire la pelle d’oca: molti passaggi sono estremi, accomunabili ad uno splatter ma non è questo l’aspetto scioccante o, perlomeno non il più scioccante; basta la sola atmosfera, la presenza di maschere malate e di sequenze schizofreniche a rendere “Begotten” ciò che è.

La telecamera spesso si sofferma molto sulle scene contribuendo all’aura claustrofobica che permea tutti i 70 e passa minuti di film. Non vedrete mai una scena nella quale compare improvvisamente un mostro o una presenza demoniaca sottolineata da un acuto musicale. Tutto sembra fatto come se una persona stesse osservando direttamente gli eventi, senza effetti di montaggio, senza stacchi, rallentamenti, flashback o altri espedienti simili.

Un film che fa dell’assenza la sua parola chiave: come già detto è assolutamente minimal la componente sonora e di dialoghi (qui addirittura siamo allo zero assoluto) così come la trama che praticamente non esiste. Manca del tutto ogni riferimento spaziale e temporale e a poco serve mostrare il periodico calare e sorgere del sole. Vediamo per tutto lo svolgimento una sequenza di scene e inquadrature fortemente simboliche ed espressioniste che ricordano i primi cortometraggi realizzati agli albori del cinema almeno sotto l’aspetto visivo (si potrebbe citare ad esempio il Bunuel di “Un Chien Andalou” o i film di Man Ray) e rassomigliano alla sequenza della videocassetta di “The Ring” (anche quella particolarmente disturbante).

Le stomachevoli sequenze che si vedono hanno contemporaneamente sullo spettatore un effetto di forte repulsione e di deviante attrattiva, nello sforzo di correlarle una all’altra cercando di darne un senso logico ed un’interpretazione coerente.

Proprio la trama aperta o, anzi come già detto, la quasi totale assenza della stessa, permette una moltitudine di interpretazioni differenti. Di sicuro “Begotten” non è stato concepito solamente per disturbare lo spettatore e si capisce dal primo fotogramma che per certo c’è qualcosa sotto che solo chi è davanti allo schermo può interpretare, dandone un senso che per forza di cose risulterà estremamente diverso da persona a persona.

Alcuni passaggi della pellicola mi hanno ricordato una poesia, letta per la prima volta al liceo che per motivi che ancora non comprendo mi scosse profondamente e che ancora oggi a distanza di anni mi fa venire i brividi ad ogni lettura; vorrei proporvela:

Languidezze! Ristagnan nella mente
dell’intime domande senza fine…
Vidi poc’anzi brillar pigramente
dei paludi; morienti e resupine
delle coppe rosate in queste lente
acque annegarsi… Poi, vicine,
tenendosi per man’, l’iridi intente
a quanto io non vedeva, tre Bambine

passaron sulle rive; e han fatto gesti
al cielo paurosi! E piú lontano
la minore diè un grido. Oh, tra i canneti,
a grovigli, dei serpi verdi e presti
guizzare e svincolarsi!… Oh nel pantano
della mente i sospetti, ed i secreti!

Gian Pietro Lucini, L’Ora Morbida da Il libro delle Immagini Terrene, 1898

Probabilmente questa analogia è legata all’aura malsana  e terribile che si nasconde tra i versi della poesia che presenta un mondo legato all’innocenza (quello dell bambine) ma in un contesto completamente estraneo, dominato da fango e serpenti che, oltre a dipingere un’immagine, probabilmente definisce una morbosità psicologica nascosta che risulta ancora più terrificante.

Per comprendere parzialmente la pellicola occorre attendere il finale, dove vengono svelati i personaggi.

Qui inizia il lavoro interpretativo per lo spettatore.

A mio parere sono molti i significati nascosti: la morte violenta di Dio, che addirittura arriva al suicidio rappresenta l’alfa e l’omega: così come lui, che dovrebbe essere eterno e perfetto arriva ad uccidere se stesso, così l’uomo, fatto a sua immagine e somiglianza è condannato a distruggere tutto, anche ciò che, in realtà, è stato creato per lui, come la Natura. La morte si rivela una condizione assolutamente necessaria per generare la nuova vita, anche se non è ben chiaro perchè sia davvero necessaria una morte atroce e violenta.

Forse la risposta è proprio nell’inspiegabile suicidio di Dio. L’uomo non ha bisogno di uccidere con violenza la natura per generare nuova vita, ma il suo è solo un comportamento di riflesso: d’altronde Dio è il modello dell’uomo e il comportamento dell’uno influisce su quello dell’altro.

Incomprensibile è anche la nascita di nuova vita dalla morte di Madre Natura; alla morte del personaggio di Madre Natura corrisponde la nascita della vera natura: il suo assassinio diventerebbe così assolutamente inutile. Come a sottolineare che nonostante l’uomo la uccida, la natura sotto una forma o sotto una altra è destinata a vivere per sempre, a rigenerarsi continuamente, anche oltre l’esistenza di Dio stesso senza che l’uomo possa mai riuscire mai a domarla ma, anzi, sempre costretto a sottostarle e a convivere con lei.

Scena imperdibile

Data la natura del film la scelta di una scena o di un’altra è un fatto molto personale, più che in ogni altra pellicola.

Personalmente mi hanno lasciato profondamente scosso le sequenze iniziali del delirio e del suicidio di Dio le cui riprese che si distinguono da altre per un FPS maggiore, sembra si svolgano di fronte ai miei occhi in una sorta di pornografia della follia. Lo stesso dicasi per le scene di tortura sull’uomo deforme, incatenato alla montagna e seviziato dal gruppo di personaggi incappucciati, soprattuto la scena nella quale gli viene quasi spaccata la testa, davvero raccapricciante

Citazioni

Language bearers, Photographers, Diary makers
You with your memory are dead, frozen
Lost in a present that never stops passing
Here lives the incantation of matter
A language forever

Like a flame burning away the darkness
Life is flesh on bone convulsing above the ground

In definitiva

Mettetevi seduti il poltrona e prendetevi una camomilla perché “Begotten” è un film veramente disturbante. Pr coloro che hanno una certa sensibilità è la cosa più sconsigliata che ci sia. Penso che, nonostante esistano pellicole con contenuti horror, splatter e devianti in misura molto maggiore, questo film vi lascerà brutti ricordi durante la notte. Tuttavia proprio per l’aura languida che lo circonda ha una carica emotiva devastante che vi arriverà dritta allo stomaco.

Valutazione

Regia 8
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.2
Annunci

7 thoughts on “#35. Begotten (1991)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...