#36. Kynodontas (2009)


Kynodontas

Kynodontas è uno dei migliori film degli ultimi anni, perlomeno per gli amanti dai film con una simbologia e con una trama che non si limiti alla mera esibizione di muscoli, donne nude ed effetti speciali. Segna il debutto ad alti livelli di Lanthimos e rappresenta un’aspra critica ai sistemi totalitari,qui traslati nell’ambiente familiare.

Anno: GRE 2009

Regia: Giorgos Lanthimos

Cast: Christos Stergioglou, Michele Valley, Aggeliki Papoulia, Mary Tsoni, Hritos Passalis, Anna Kalaitzidou

Durata: 94 minuti

Trama

In una famiglia benestante, padre e madre tengono in stato di reclusione i tre figli, due femmine e un maschio, negando loro ogni contatto con il mondo esterno. La prigionia non è violenta ma è l’unico modo per tenere i ragazzi immuni dalle contaminazioni del mondo esterno per crescere “puri”. I tre, psicologicamente soggiogati dai genitori, hanno addirittura timore nel superare il cancello di casa e non hanno nome. I loro comportamenti sono simili a quelli di animali domestici, la loro educazione e il loro linguaggio è pesantemente distorto e adattato per mascherare loro tutto ciò che è avulso dalla sfera familiare: ad esempio ignorano l’aeroplano e, vedendolo passare, pensano sia un giocattolo volante e credono che i gatti siano mostri terribili contro i quali non possono difendersi in nessun modo. La televisione e la radio ci sono, ma i tre possono vedere solo loro registrazioni. Il padre finge di non negare la libertà ai figli e dice loro che potranno andarsene solo quando il loro dente canino cadrà.

Il figlio maschio è ormai quasi maggiorenne e per sfogare i propri impulsi sessuali si serve di una donna, Christina, “noleggiata” dal padre, che gli fa visita ogni settimana per fare sesso. E’ proprio la sua presenza ad alterare il delicato equilibrio familiare fino a portare una delle figlie a staccarsi volontariamente un dente por poter finalmente fuggire di casa, nascosta nel bagagliaio dell’auto del padre.

Commento (appassionato)

“Kynodontas” può essere visto come una lunga metafora di un certo modello educativo che richiama da vicino quello dei regimi totalitari. Il popolo (i tre ragazzi) sono mantenuti in uno stato di isolamento dal resto del mondo, l’informazione (l’educazione dei ragazzi) è controllata, così come i media e tutto ciò che non piace al regime viene traviato. In più nel caso della famiglia, viene in pratica negato ogni valore al sesso che potrebbe rappresentare l’ultima valvola di sfogo. I rapporti sono freddi e asettici, senza emozione né passione e vengono scambiati senza nessuna distinzione di genere o di parentela: d’altronde per una famiglia nella quale i nomi sono inutili non ci si può sorprendere che le figlie abbiano rapporti tra di loro o che siano svaghi sessuali per il padre.

Assieme alle visioni clandestine dei film USA più celebri (Rocky, Lo Squalo, Flashdance), Christina, la donna-oggetto del figlio maggiore, rappresenta il bug del sistema, che penetra all’interno della famiglia-regime addirittura importata volontariamente dal regime stesso per sconvolgerlo e minarlo alle sue basi. Alcuni rimarranno immuni alle sue influenze vuoi perché incapaci di comprenderle, vuoi perché offuscati solo dagli aspetti “esteriori” di queste nuove “dottrine”. Alcuni invece, a costo di soffrire (l’estrazione del dente va vista come lo sradicamento doloroso delle ideologie) decideranno di tentare la nuova strada e uscire dal guscio. Il parallelismo che mi pare abbastanza azzeccato è quello del regime sovietico: Christina rappresenta il libero mercato inserito nel paese che portò ad una crisi senza uscita: alcuni forse videro solo una delle facce delle nuove ideologie occidentali (il sesso rappresenterebbe gli aspetti superficiali del libero mercato, la pubblicità, le idee capitalistiche), alcuni ne rimasero immuni. Il risultato però lo conosciamo bene: la crisi durò anni e ci volle un sacco di tempo al paese per tornare a livelli pre-dissoluzione.

Questo modello comportamentale che già di per sé è assolutamente deviante e crea danni non da poco alla psiche dei tre giovani (niente di meno che un “lavaggio del cervello” se si trasporta la storia sul piano sociale) pone un problema ulteriore: come fare per far tornare “normali” i ragazzi? Il fatto che uno di loro abbia potuto sperimentare la libertà non è necessariamente positivo perchè si ritroverà in un mondo profondamente diverso da quello che conosceva. Inoltre gli altri due ragazzi come potranno reagire alla fuga di uno del “branco”?

A livello stilistico tutto viene reso molto bene sia a livello fotografico, sia a livello si scenografia. La telecamera è prevalentemente fissa, a dare l’idea di un mondo fermo e immutabile. La recitazione pur apparendo piatta è comunque funzionale e tutti i protagonisti offrono un’interpretazione davvero eccellente. Non a caso il film riscosse un favoloso successo di critica in Grecia e fu molto apprezzato anche fuori confini. Peccato non esista la versione italiana.

Scena imperdibile

La scena chiave del film è quello dell’estrazione, o meglio della distruzione del dente da parte della figlia che rischia di spaccarsi la bocca un piccolo manubrio.

Citazioni

Un bambino è pronto a lasciare la sua casa, quando? Quando il canino destro cade. O il sinistro, non e’ importante quale. In quel momento, il corpo e’ pronto ad affrontare tutti i pericoli.

In definitiva

Film assolutamente raccomandabile, ma attenzione a coloro che non amano i film “intellettuali”. Per loro sarà un’epopea di noia. A tutti quelli che invece amano il cinema impegnato è straconsigliato.

Valutazione

Regia 6
 Trama 7
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 6.4
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