#37. Ilsa, la Belva delle SS (1975)


 The most dreaded Nazi of them all!

Ilsa, la Belva delle SS

Ilsa, la Belva delle SS è il primo titolo che, assieme a “Ilsa, la Belva del Deserto” e “La Tigre del Sesso” compone una trilogia che vede protagonista la procace Dyanne Thorne in una serie di film capisaldi della Nazisplotation. La Thorne lavorerà in un’altra pellicole del genere al di fuori della trilogia (“Greta, la Donna Bestia” del 1976). Il regista Don Edmonds sarà dietro la macchina da presa solo nei primi due capitoli della trilogia, mentre il terzo vedrà la firma di Jean LaFleur. “Ilsa” codifica definitivamente la Nazispolitation come un intreccio di erotismo softcore (ma molto spinto),elementi del Women In Prison, violenza a tratti splatter e torture. Un’altra Nazisploitation, più italiana, si focalizzerà invece di più sull’omicidio e sullo stupro più che sulle torture, come appare anche nel film “La Bestia in Calore” (1977) di Luigi Batzella.

Titolo Originale: Ilsa, She wolf of the SS

Anno: USA/RFT 1975

Regia: Don Edmonds

Cast: Dyanne Thorne, Gregory Knoph, Tony Mumolo, Maria Marx, Nicolle Riddell, Jo Jo Deville, Sandy Richman, George Flower

Durata: 96 minuti

Trama

Ilsa Maier è a capo del Campo 9, un luogo di prigionia dove vengono torturati i prigionieri dietro la maschera di presunti esperimenti scientifici.

L’intera pellicola, come ogni film d’explotation è una nauseante sequela di torture allo scopo di testare la soglia del dolore delle persone. Nel gruppo di prigionieri ci sono due uomini, Wolfe, americano e Mario che dopo aver avuto rapporti con Ilsa è stato castrato, e un gruppo di ragazze, alcune recanti i segni delle malattie che sono loro state iniettate dagli spietati dottori del campo e ormai sfiduciate e alcune nuove arrivate che hanno tutta l’intenzione di liberarsi in fretta dalla prigionia.

Una delle donne si dimostra incredibilmente resistente alle torture pertanto viene scelta da Ilsa come cavia per provare le sue teorie sulla resistenza al dolore: verrà picchiata, torturata, verrà quasi folgorata ma riuscirà a resistere senza mai gemere una volta.

Ilsa, desiderosa di mostrare i risultati dei suoi esperimenti, riceve finalmente la visita di un generale il quale, dopo aver visto le torture inflitte ai prigionieri e aver visto i test medici crudeli sulla resistenza alle malattie, dopo una cena durante la quale il “piatto forte” è la morte per impiccagione di una prigioniera, si lascia andare alle sue perversioni e si fa urinare in faccia dalla dottoressa.

Tra uomini e donne si crea un rapporto di complicità e il gruppo pianifica l’evasione dal Campo sfruttando Wolfe che, dotato della capacità di ritardare l’orgasmo e durare ore e ore, diventa la fantasia erotica prediletta di Ilsa che lo chiamerà spesso per soddisfare le sue voglie. In un crescendo di sadismo, Wolfe riesce a passare da schiavo a dominante nella coppia finchè riuscirà a legare al letto Ilsa dando così il via alla rivolta.

I pochi soldati di guardia al campo verranno uccisi ad uno ad uno dai prigionieri, mentre gli ufficiali verranno lasciati vivi e incatenati. A questo punto Anna e Wolfe decidono di scappare non desiderando altro che la liberà, senza rivalse nei confronti dei loro carcerieri. Tutti gli altri invece rimangono nel campo e si lasciano andare alla vendetta.

Ma i gerarchi nazisti sono preoccupati che gli esperimenti del Campo 9 possano giungere alle orecchie degli alleati quindi decidono di irrompere e distruggerlo. Ultima a soccombere sarà Ilsa che, ancora legata al letto, si salva miracolosamente dalla vendetta della sua prigioniera-cavia, per poi essere freddata con un colpo di pistola da un ufficiale.

Commento (appassionato)

Non aspettatevi solo un film di nudi e lesbiche sadiche. O almeno, aspettatevelo ma sappiate che la componente di violenze e torture non sarà da meno. Sotto la maschera di presunti esperimenti medici infatti la aberrante violenza della dottoressa Ilsa ha modo di sfogarsi liberamente. Nonostante il suo aspetto distaccato ma estremamente conturbante, fatto di sguardi vogliosi e camicette con profonde scollature, la sua sete di potere e si sangue viene subito messa in mostra. Già le prime scene sono un manifesto di ciò che si vedrà nel film: scene di sesso tra Ilsa e un prigioniero e l’evirazione di quest’ultimo che non poteva certo tornare al campo come tutti gli altri dopo ciò che era successo.

Dyanne Thorne è come al solito una bomba di sensualità e le scene durante le quali consuma i suoi rapporti con Wolfe, la pellicola raggiunge le più alte vette di erotismo: vedere la sadica dottoressa senza vestiti è sempre un’esperienza non consigliabile ai deboli di cuore.

Ilsa - La Belva delle SS 5

Le torture che si vedono sono davvero raccapriccianti: donne bollite vive con la carne ormai completamente viola per le bruciature, prigionieri frustati e appesi a testa in giù, donne sottoposte a pressioni estreme e morte dissanguate, genitali ustionati con ferri roventi, ferite infettate da vermi. Il tutto purtroppo, aldilà del film, documentato dai filmati ritrovati dopo la seconda guerra mondiale nei campi di lavoro tedeschi

Il dottore aiutante di Ilsa è l’unica macchietta del film: ricorda Quasimodo il gobbo di Notre-Dame e in effetti è gobbo, catarroso e guarda sempre la dottoressa con occhi bassi e docili. Se non fossimo in un film con un così largo uso della tortura il suo personaggio farebbe quasi fare una risata.

Ilsa - La Belva delle SS

Nella pellicola non vengono mostrate solo le sevizie verso i prigionieri e scene di sesso, ma anche tutte quelle perversioni degli ufficiali nazisti che ci sono state tramandate dalle cronache: emblematica in tal senso la scena durante la quale una schifata Ilsa riluttante è costretta ad urinare in faccia al generale in visita al Campo.

Nonostante l’atrocità della pellicola rimane comunque uno spiraglio di speranza; il regime, basato sul terrore e sulla perversione sarà sconfitto dall’interno: è il Generale che ordinerà la distruzione di Camp 9 affinchè gli Alleati non sappiano nulla di ciò che è accaduto, forse anche perché, come si sente spesso dalla radio di Ilsa, i nemici della Germania la stanno ormai cingendo l’assedio e i gerarchi nazisti per paura di non riuscire a negoziare una pace, hanno fretta di cancellare i lati più oscuri del loro dominio. Ma Wolf e Rosette sono liberi: sono loro che potranno raccontare le atrocità subite

“Ilsa” ha il triste aspetto di un freddo documentario, realizzato per mettere in mostra tutto ciò che un regime dittatoriale può fare ai prigionieri di guerra e ai propri cittadini. Nulla di ciò che si vede è inventato. Di fatto la Nazisploitation rappresentò sì un’opportunità per i registi di fondere gli aspetti dell’exploitation e dell’horror con i film di guerra usando budget contenuti, ma fu anche una atroce descrizione, quasi un reportage, di ciò che la guerra significò per il mondo. In Italia, che negli anni tra i ’60 e gli ’80 fu una fantastica fucina di film, di generi, di idee e anche di B-movies in seguito rivalutati, la Nazisploitation si fuse giocoforza con le tematiche della Resistenza, fenomeno prettamente Nazionale.

Nota stonata della regia: Edmonds non perde il vizio assolutamente americano di dipingere i ragazzi a stelle e strisce come eroi in qualsiasi situazione: si noti il fare sbruffone e la camminata da divo che Wolf esibisce in ogni inquadratura specie se confrontato con Mario che sembra il tipico bonaccione italiano (e con un paio di baffi potrebbe ricordare proprio SuperMario); è lo stesso Wolfe il possessore dell’innata abilità di durare in eterno a letto.

Scena imperdibile

Tutte le scene sono un pesantissimo show di atrocità: tra le più forti quelle della donna bolllita viva e quella dell’operazione senza anestesia su una donna.

Citazioni

Con questo film vogliamo auspicare che tali spaventosi crimini non debbano più accadere

In definitiva

Una pietra miliare nel piccolo del suo genere che sarà apprezzato dai cultori dell’exploitation. Per coloro che non amano le torture invece sarà abbastanza pesante da digerire, se non per i momenti di erotismo. In definitiva un buon film.

Valutazione

Regia 6
 Trama 5
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 5.6
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5 thoughts on “#37. Ilsa, la Belva delle SS (1975)

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