#39. Vixen! (1968)


Is she woman…or animal?

VIXEN

Vixen è un film di Russ Meyer del 1968. E’ il primo del suo periodo pop-cartoonesco e vede come protagonista Erica Gavin, una delle sue attrici-feticcio, che lavorerà ancora con lui in “Lungo la Valle delle Bambole” (1970) e otterrà un altro ruolo in “Femmine in Gabbia” (1970) di Jonathan Demme. Per i tempi fu un film molto spinto, trattando esplicitamente tematiche sessuali e incestuose ma si mantenne sempre nei limiti del softcore. Prodotto dallo stesso Meyer e sua moglie Eve, costè a malapena 76000 dollari e incassò nel mondo circa 26 milioni. Nonostante non sia un film pornografico, fu il primo ad ottenere dalla MPAA un “X-Rated”, tradizionalmente riservato quasi sempre a quel genere di film.

Anno: USA 1968

Regia: Russ Meyer

Cast: Erica Gavin, Garth Pillsbury, Harrison Page, Jon Evans, Vincente Wallace, Robert Aiken, Michael Donovan O’Donnell,

Durata: 71 minuti

Trama

Siamo in Canada. Vixen è una ragazza sposata con Tom, pilota di piccoli aerei che vive all’oscuro dell’infedeltà della moglie peraltro ninfomane. Una coppia, Dave e Janet King, chiede ospitalità a Tom e Vixen non si lascia sfuggire l’occasione. Prima abborda l’uomo al fiume dopo una serata di balli e con lui fa sesso in acqua, poi si getta sulla moglie di lui, solitamente timida e schiva, finendo a letto anche con lei.

Mai sazia delle sue voglie, tenta di sedurre anche il fratello, mentre è disgustata da Niles, una ragazzo di colore che disprezza e che chiama Rufus; anche lui disprezza Vixen per come lo tratta e un giorno arriva a violentarla per ripicca dei torti subiti venendo fermato però dal fratello di lei.

Vixen e Tom incontrano quindi lo scozzese comunista O’Bannion che chiede un passaggio in aereo al pilota. Il suo piano è in realtà quello di dirottare l’aereo una volta in volo e far rotta su L’Avana dove a suo dire si trova un’utopia democratica quale non trova in Canada né negli USA. Fa menzione del suo piano a Niles riuscendo a convincerlo ad imbarcarsi. Una volta in volo, come da piano tira fuori una pistola costringendo Tom a cambiare rotta. Si crea un parapiglia nell’aereo e Vixen seppur con parole dure, riesce a convincere Niles dell’assurdità dei ragionamenti dello scozzese e riesce con l’aiuto di Tom a neutralizzare il dirottatore e ad atterrare sul suolo americano dove si riappacifica con Niles che fugge per iniziare una nuova vita.

Commento (appassionato)

So di essere un po’ troppo di parte ma sinceramente ogni volta che mi imbatto in un lavoro di Russ Meyer rimango sempre piacevolmente impressionato. Non è tanto per la costante presenza di donne, spesso disinibite e perennemente maggiorate (che comunque non dispiacciono mai), ma per la sua abilità di trattare l’erotismo e le tematiche spesso audaci ad esso connesse (come la ninfomania e l’incesto) in modo quasi disincantato, come se si fosse in una sorta di paradiso terrestre nel quale la nudità pur se estremamente provocatoria e al limite dell’hardcore, è sempre vista in modo giocoso. Il tutto abbinato ad una forte vena satirica che molto spesso vista da fuori da’ l’idea di essere fuori contesto anche se in qualche modo risulta quasi coinvolgente e inspiegabilmente ben incastrata nell’opera, tanto da sembrare naturale e mai forzata.

Vixen

L’attacco questa volta è nei confronti dell’utopia comunista di O’Bannion che concepisce l’idea di volare a Cuba anche per “redimere” la condizione di Rufus-Niles garantendo piena libertà anche ai neri. La tematica politica si intreccia quindi con quella sociale: Vixen infatti, pur essendo palesemente ninfomane nutre sempre dei tentennamenti verso Niles, un afroamericano, che lei disprezza chiamandolo Rufus.

Si tenga presente che il film fu girato in anni difficili per gli USA: siamo negli anni di Martin Luther King e di Malcom X; si era in piena guerra fredda, il movimento del Sessantotto era in pieno svolgimento e la ricerca di una sessualità più disinibita era pratica assai comune (la Summer of Love fu proprio in quegli anni) spesso in contrapposizione agli ideali della cultura femminista che stava prendendo piede. Proprio le femministe protestarono vivacemente di fronte ai cinema dove fu proiettato il film; a Cincinnati, ancora oggi, vige il divieto di proiezione della pellicola e Meyer affrontò ben 38 processi per i guai con la censura.

Vixen 5

Meyer con il suo stile fece un calderone di tutte queste situazioni puntando come al solito sull’erotismo e sulla prosperosità burrosa di Erica Gavin che, piccola curiosità, ebbe difficoltà nel recitare la parte dell’anticomunista ricordando ciò che successe ai genitori perseguitati in pieno maccartismo.

Nel film sono presenti tutti gli elementi tipici del Meyer pop che già conosciamo; forse solo l’ambientazione è un po’ meno aspra rispetto a quella di altre pellicole (su tutte “Supervixens” del 1975 e “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” del 1965 anche se di un periodo precedente della sua produzione) anche se la location delle riprese è sempre nel sud degli Stati Uniti (Arizona in questo caso). E’ inoltre uno dei film nei quali stranamente manca il personaggio di Martin Borman.

Scena imperdibile

Decisamente ad alto contenuto erotico la scena nella quale Vixen corteggia e amoreggia con Janet, dove è palpabile il suo desiderio desiderio sessuale.

Vixen 4

Tuttavia non si può non citare il dialogo dei quattro protagonisti nell’aereo, fatto di sinulti e schermaglie politiche.

Citazioni

I know it’s strange, but your body really turns me on!

In definitiva

Un film sempre piacevole da vedere: agli amanti di Meyer non ho necessità di pubblicizzarlo perché sapranno già a cosa andranno incontro, agli altri di scuro posso garantire una piacevole ora e dieci di visione (quantomeno per la protagonista).

Valutazione

Regia 6
 Trama 4
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 5.2
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3 thoughts on “#39. Vixen! (1968)

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