#40. Le Cinque Chiavi del Terrore (1965)


Le Cinque Chiavi del Terrore

Le Cinque Chiavi del Terrore è un film di Freddie Francis del 1965. Horror a episodi molto classico, fu il primo film prodotto dall’Amicus che era appunto specializzata in horror a episodi  a basso costo tra i quali si ricorda anche “La Bottega che Vendeva la Morte” (1974) di Kevin Connor. Protagonisti della pellicola Christopher Lee, indimenticabile interprete di una sterminata filmografia horror e Peter Cushing, immortale interprete di alcuni dei più famosi personaggi del cinema come Frankenstein, Sherlock Holmes e Van Helsing. Nel cast figura anche un giovanissimo e quasi alle prime armi Donald Sutherland.

Titolo Originale: Dr. Terror’s House of Horrors

Anno: GBR 1965

Regia: Freddie Francis

Cast: Christopher Lee, Peter Cushing, Alan Freeman, Roy Castle, Donald Sutherland, Neil McCallum, Michael Gough, Bernard Lee, Jeremy Kemp

Durata: 98 minuti

Trama

Cinque uomini salgono su un treno e vi trovano un cartomante, il Dottor Shock che predice loro il futuro.

Nel primo episodio, l’architetto Jim Dawson si reca presso la casa della Sig.ra Biddulph che da lui l’ha acquistata, per apportare delle modifiche. Dietro una finta parete, Jim trova la tomba del Conte Valdemar, di una famiglia rivale della sua secoli prima. Un profezia afferma che il conte si risveglierà sotto forma di licantropo per compiere al sua vendetta. La morte della governante fa pensare che la leggenda si sia avverata e Jim teme per la salute della padrona di casa e per difendersi dal lupo fa fondere una croce d’argento per ottenere delle pallottole. Jim durante un attacco del lupo alla sig,ra Biddulph spara i suoi proiettili ma la donna gli fa notare di aver sostituito quelli di argento con proiettili comuni e rivela pertanto la sua natura di licantropo.

Nel secondo episodio, Bill Rogers ritorna con la famiglia dalle vacanze e scopre davanti casa una strana pianta mai vista che a quanto pare riesce a prendere vita: prima fa volare via le cesoie con le quali l’uomo la stava potando, quindi uccide il suo cane, infine inizia ad avvolgere la casa. Due scienziati indagano e capiscono che il fuoco “spaventa” la pianta e la induce a ritirarsi. Ma la pianta ha un’intelligenza propria e con ingegno riesce a spegnere le fiamme, facendo intuire una macabra fine per gli occupanti della casa.

Nel terzo episodio, Biff Bailey in tournee nelle Indie Occidentali con la sua band, scopre dell’esistenza di riti voodoo verso i quali la popolazione è molto suscettibile. Ascolta quindi di nascosto una cerimonia e ne trascrive la musica che intende utilizzare nei suoi concerti. Viene dissuaso in malo modo da uno dei parteecipanti ma Biff, non curante inizia a suonare il suo nuovo pezzo in un concerto: dapprima nella sala tutte le finestre si spalancano e un forte vento devasta la sala, poi il forte vento segue Biff fino a casa dove, spaventato, viene raggiunto da uno degli uomini che aveva visto durante il rito e dalla paura sviene.

Nel quarto episodio Franklyn Marsh è un critico d’arte che non perde occasione di stroncare la carriera del pittore Eric Landor; questi per rivalsa gli mostra un quadro non sui che il critico elogia con passione, finchè scopre che è stato dipinto da una scimmia. La vendetta dell’uomo non si lascia attendere: egli infatti investe il pittore con la macchina e questi perde la mano destra. Sconvolto Landor si suicida, ma da quel momento la mano che aveva perso si anima e comincia a perseguitare Franklyn finchè non gli causerà un incidente mortale in auto.

Nell’ultimo episodio Bob Carroll inizia la sua vita coniugale con Nicolle. Egli lavora come dottore ed un giorno gli viene sottoposto il caso di un bambino debole che presenta due buchi nel collo. Il collega Dr. Blake gli dice che pensa possa essere una vampiro e decide di fermarsi una notte nella stanza col bambino. Di notte vede un pipistrello avvicinarsi e gli spara; poco dopo Bob si sveglia e vede la moglie ferita vicino alla finestra. Il Dr. Blake lo convince che lei è una vampira e gli ordina di ucciderla con un paletto nel cuore. Compiuto l’omicidio, la polizia arresta l’uomo e il Dr. Blake si scopre essere un vampiro che voleva liberarsi del collega dottore.

Nel finale si scopre che il cartomante nient’altro era che la Morte e i cinque uomini le cinque vittime dell’incidente ferroviario.

Commento (appassionato)

La narrazione risente più dei contro che dei pro dell’essere un film a episodi.

Infatti solitamente lo svolgimento della storia in un tale tipo di film ha il suo punto forte nel dinamismo: di norma ci sono pochissimi tempi morti per la necessità di esporre un racconto in breve tempo (circa una ventina di minuti nel nostro caso). Per tale motivo i personaggi vengono caratterizzati solo a grandi linee e non ci sono mote divagazioni dalla storyline principale. In “Le Cinque Chiavi del Terrore”, tuttavia la narrazione risulta oltremodo lenta e gli episodi abbastanza prevedibili, forse anche per quei tempi.

Le Cineque Chiavi del Terrore

Dei cinque episodi forse il migliore è il quarto interpretato da Christopher Lee, probabilmente proprio per la sua indiscussa abilità. Proprio la sua espressività che tanto la ha aiutato nei suoi ruoli da villain, dà al suo personaggio un’aria assolutamente antipatica e spocchiosa, prioprio come dovrebbe essere. Nell’episodio molto azzeccata anche la recitazione di Michael Gough nei panni del pittore Eric Landor .

Più che un film dell’orrore ricorda molto i racconti dell’orrore, con le loro atmosfere nelle quali non trovano quasi mai spazio grandi spargimenti di sangue né mostri se non quelli più “classici” (licantropi e vampiri), quasi si stesse ascoltando un lettore (interpretato da Peter Cushing) narrare con la sua eloquenza delle novelle gotiche reinterpretate in chiave moderna.

Ne consegue che il punto più alto del film sia il finale, prevedibile ma non troppo, nel quale si scopre il vero ruolo del cartomante: egli è infatti la Morte che predice ai cinque passeggeri il loro infausto e comune destino: morire in un incidente ferroviario. Il racconto delle cinque storie in tal modo diventa ad un primo sguardo quasi superfluo e assolutamente non veritiero: infatti nessuno dei cinque uomini subirà mai un destino tanto atroce e bizzarro anche perché di norma la Morte non ha nessun potere divinatorio, ma solo il potere di togliere la vita alle persone.

I cinque racconti sono quindi una sorta di girone dantesco per gli altrettanti protagonisti, una sorta di contrappasso ai quali sono obbligati. Una pena che per fortuna devono espiare solo rendendosi conto di ciò che sarebbe potuto succedere in un ipotetico futuro e comprendere in talk modo i loro errori. In effetti, nessuno dei protagonisti a quanto ci è dato sapere, sembra aver compiuto azioni così riprovevoli da meritarsi una pena “fisica” per i propri peccati; forse solo Franklyn Marsh (Christpher Lee) con il suo carattere scortese e la sua ostentata superiorità meriterebbe una punizione più severa, ma, come già detto, elargire punizioni non è il compito della morte che si limita a spaventare i cinque uomini per indurli a pentirsi delle proprie azioni e prendere in mano le redini della propria vita, prima di falciarli simbolicamente relegandoli nell’aldilà.

Per finire, piccola autocelebrazione del regista. Nell’episodio del voodoo siu vede il protagonista spaventato appoggiarsi al manifesto con la locandina del film.

Scena imperdibile

Decisamente la scena finale nel quale il cartomante si svela per quello che è e lascia i cinque uomini soli a vagare nell’aldilà.

Citazioni

Perché siete qui? Che volete? Chi siete? …Non lo avete capito?

In definitiva

Non proprio il miglior horror a episodi mai sfornato. E’ un film lento e non basta la grande interpretazione di Lee e Cushing per risollevarlo. Purtroppo un passaggio a vuoto per i due attori.

Valutazione

Regia 5
 Trama 5
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 4
Voto complessivo 4.8
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One thought on “#40. Le Cinque Chiavi del Terrore (1965)

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