#44. Srpski Film (2010)


Srpski Film

Srpski Film è un film serbo del 2010 di Srđan Spasojević. Primo film del regista, fu presentato al Festival South by Southwest di Austin. Ascrivibile al genere Torture Porn, presenta moltissime scene di nudo, di stupro, necrofilia nonché molte scene splatter. Il film è uno dei più violenti horror mai realizzati ed è inedito in Italia.

Anno: SER 2010

Regia: Srđan Spasojević

Cast: Srđan Todorović, Sergej Trifunović, Jelena Gavrilovic, Katarina Zutic, Slobodan Beštić, Ana Sakic, Lena Bogdanovic, Luka Mijatovic, Andjela Nenadovic

Durata: 110 minuti

Trama

Milos è un ex-pornostar, ritiratosi per stare con la famiglia. Le difficoltà economiche però sono tante e un giorno riceve un’offerta esorbitante dal misterioso Vukmir per girare un film del quale, però, non gli è dato sapere nulla.

Dopo alcuni giorni iniziano le riprese. Il set è un orfanotrofio abbandonato, dove Milos vede una ragazzina picchiata dalla madre per aver iniziato a prostituirsi. La donna viene allontanata da un’infermiera che porta Milos in una stanza buia e fa con lui sesso orale. Poco dopo accade la stessa scena con la madre della bambina, di fronte alla figlia. L’uomo si rifiuta ma viene costretto a continuare e a schiaffeggiarla.

Milos contatta quindi il fratello poliziotto Marko chiedendo notizie su Vukmir; si scopre che lavorava in un orfanotrofio e ha servito per breve tempo nella polizia, ma nulla più.

Turbato, decide di non proseguire le riprese e si reca da Vukmir per dirglielo. Questi reagisce in modo isterico e cerca di convincere Milos a perseguire perché il film è una metafora della situazione della Serbia e di come la politica l’abbia ridotta ad una vittima, quindi gli mostra un filmato dove una donna partorisce un bambino che viene immediatamente stuprato.

Milos, schifato se ne va ma in strada inizia a perdere lucidità e capisce di essere stato drogato. Si risveglia tre giorni dopo, insanguinato nel suo letto e si reca negli uffici di Vukmir, dove trova dei nastri per videocamera che guarda e ha un flashback.

L’infermiera di Vukmir gli ha iniettato una droga che lo rende furioso; gli viene quindi portata una donna e viene incatenata al letto; Milos la violenta e la picchia selvaggiamente, poi gli viene messo in mano un machete e la decapita, continuando a fare sesso col cadavere. Poi si addormenta e viene sodomizzato da uno degli uomini di Vukmir, quindi vede la scena della sua amica Lejila alla quale vengono strappati i denti per poi venire uccisa per soffocamento mentre un uomo mascherato le infila il pene in gola.

In un’altra scena viene portato da Jeca e viene invitato a fare sesso con lei ma lui si rifiuta e minacciando di evirarsi, si lancia fuori dalla finestra e scappa. Viene ritrovato dalla banda di Vukmir e riportato al magazzino dove viene nuovamente drogato da un’infermiera, uccisa dallo stesso Milos che le infila una siringa nel collo e poi abusa di lei.

L’uomo viene quindi condotto sul set della scena finale dove trova su un letto due corpi coperti. Vi si avventa furiosamente ed inizia a violentarli; si avvicina quindi l’uomo incappucciato che viene in seguito smascherato: è Marko, suo fratello. I due corpi vengono infine svelati e Milos è incredulo: Marko sta violentando sua moglie e lui sta sodomizzando suo figlio. Furibondo si scaglia contro tutti quelli che trova vicino, uccidendoli, mentre Marija uccide Marko spappolandogli la testa.

Il flashback finisce e Milos si ritrova nel presente. Torna a casa dove trova moglie e figlio semi incoscienti. Capisce che tutto quello che ha fatto è accaduto davvero, quindi decide di andare in camera da letto, abbracciare la famiglia e uccidersi insieme a moglie e figlio.

Il giorno dopo la loro morte un uomo calvo entra in camera con due assistenti e ordina di riprendere tutto e di iniziare a stuprare i cadaveri partendo dal bambino.

Commento (appassionato)

Un film che lascia decisamente una cicatrice nel cervello dello spettatore.

Fatto per scioccare, contiene scene tra le più truculente mai viste nel cinema. E’ splatter da morire, è un Torture Porn ma anche un Porn Torture, abbina l’horror estremo alla perversione sessuale e a scene di sesso e stupro a ripetizione. E’ un mix tra un horror a sfondo pornografico o un porno a tema splatter.

Srpski film mette in scena le più deviate perversioni ma a livelli irraggiungibili, a vette mai toccate. Rappresenta un’estrema metafora del voyeurismo della società moderna, drogata di “reality” ma non di “realtà”, desiderosa di spiare la vita altrui senza nessun riguardo della vita altrui, senza mai porsi dall’altro lato dello schermo e quindi senza preoccuparsi di ciò che accade. Srpski film invece ci costringe a metterci proprio dall’altra parte della telecamera, nei panni di Milos, per provare il suo calvario che lo porterà alla soluzione estrema. Di fronte ad una vita devastata dagli avvenimenti di tre giorni di delirio, sarà lo spettatore stesso a non vedere l’ora che il protagonista faccia l’unica cosa da fare e mettere fine alla vita di un’intera famiglia.

Tutto è reality, e lo show trascende i limiti della vita: quando vediamo i tre corpi senza vita di Milos, Marija e Petar potremmo pensare che finalmente l’agonia è terminata. Invece riceviamo uno schiaffo dritto in faccia senza preavviso: un misterioso uomo con i suoi scagnozzi ordina di continuare le riprese e di dare inizio allo scempio dei cadaveri. Segno che qualcuno ha ancora piacere a godere di questo immondo spettacolo, segno che la perversione umana non ha ancora raggiunto il limite ultimo.

Nella pellicola si assiste a tutto, a necrofilia, violenza sui minori, uccisioni barbare, violenza di ogni genere, lo psicopatico Vukmir ha partorito dalla sua mente malata l’alfa e l’omega della tortura e della pornografia: dallo stupro dei cadaveri alla violenza sui neonati. Quest’ultima scena è di gran lunga la più raccapricciante del film e una delle più forti mai viste su uno schermo. E’ difficile riuscire a guardarla tutta senza mai socchiudere gli occhi, è a dir poco sconcertante. E dire che di stranezze e di perversioni se ne vedono a palate, da una donna incatenata al letto, stuprata e decapitata con un machete, a teste spappolate a terra, alla penetrazione di un’orbita oculare.

Non c’è altro modo di realizzare azioni tanto malate se non drogati e completamente all’oscuro di tutto. Milos viene infatti pesantemente drogato per tre giorni nei quali compie gli atti più atroci immaginabili. Per Vukmir non a caso è fondamentale che Milos non sappia nulla di ciò che lo aspetta, affinchè tutto sia più “reale”. La realtà viene in questo modo travisata e svuotata di ogni significato, diviene una realtà forzata, la realtà che lo spettatore esige. D’altronde se fosse stata davvero realtà Milos, come chiunque altro avrebbe girato i tacchi non appena si fosse avvicinato al “set”.

Scena imperdibile

E’ decisamente una delle scene più raccapriccianti della storia del cinema: una donna in travaglio, viene aiutata a partorire da uno degli scagnozzi di Vukmir che, appurato che il bambino respira e sta bene, di fronte alla madre quasi sorridente, si abbassa i pantaloni e sodomizza il bambino, molto probabilmente uccidendolo. A livello psicologico la scena è assolutamente devastante.

Citazioni

A real, happy Serbian Family. Life… Art.

In definitiva

Decisamente uno dei migliori prodotti del suo genere realizzati negli ultimi anni. Non travisate le mie parole, il film è ben fatto ma come avrete capito da tutto ciò che avete già letto raggiunge vette di perversione da calcio nello stomaco.

Valutazione

Regia 7
 Trama 7
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.2
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