#47. The Beast of Yucca Flats (1961)


The Beast of Yucca Flats

The Beast of Yucca Flats è un film del 1961 di Colema Francis. Contende a “Plan 9 From Outer Space” (1959) di Ed Wood la poco ambita palma di film più brutto della storia. Anello di congiunzione tra le due pellicole la presenza di Tor Johnson, attore presente in molte opere di Wood, come “La Sposa del Mostro” (1955) e “Night of the Ghouls” (1959) e il produttore Anthony Cardoza, amico di Wood che fornì il finanziamento di 34mila $ per la realizzazione del film.

Anno: USA 1961

Regia: Coleman Francis

Cast: Douglas Mellor, Barbara Francis, Ronald Francis, Bing Stafford, Larry Aten, Tor Johnson

Durata: 54 minuti

Trama

Una ragazza appena uscita dalla doccia viene strangolata da un misterioso assassino.

Lo scienziato Joseph Javorski è stato ingaggiato dagli USA per lavorare al programma atomico ma sembra che l’uomo sia anche coinvolto ad un progetto di allunaggio dei russi. Arrivato nel sito nucleare, lo scienziato e i suoi colleghi sono attaccati da soldati russi assoldati dal KGB e scatta un conflitto a fuoco. Joseph si allontana e si ritrova in un luogo sperduto e desertico dove poco dopo esplode una bomba; si scopre che è finito nel sito altamente radioattivo di Yucca Flats e in lui inizia una trasformazione che lo porta a diventare una sorta di mostro senza ragione.

Inizia così ad uccidere gli automobilisti che trova e la polizia si mette sulle sue tracce. Giunge in un luogo dove una famiglia sosta durante un viaggio. I loro due figli si allontanano e incontrano il mostro che prova ad ucciderli. Riescono a scappare e quando stanno per essere ripresi sopraggiunge la polizia che spara all’uomo. Questi sembra immortale e si ribella quasi uccidendo uno dei due poliziotti, salvato solo dall’intervento del collega che spara alla bestia uccidendolo.

Commento (appassionato)

Attenzione, se non avete già visto questo “film” e vi apprestate a farlo, lavorate di immaginazione perché sarete voi a dovervi inventare la trama. Francis vi dà solo questi spunti: un uomo trasformato in killer mostruoso da un’esplosione nucleare e la polizia sulle sue tracce (non si capisce se è polizia, guardia nazionale, esercito, chi sia il capo, da dove partano e dove vadano). Punto, niente sottotrama, niente storie collaterali o quantomeno nessuna storia collaterale agganciata alla trama (mentre abbondano invece le scene fuori contesto).

Iper B-Movie ed estremamente trash, la pellicola è praticamente un film muto: non si sentono praticamente mai i protagonisti parlare, se non quando sono fuori campo. Una scelta a dir poco bizzarra se si aggiunge il fatto che la recitazione non aiuta per nulla a capire gli stati d’animo dei protagonisti (vedasi ad esempio la donna strangolata in apertura che non si degna neppure di fare la faccia spaventata). E’ straniante sentire i dialoghi tra i personaggi solo quando non sono inquadrati o, ancora peggio quando sono inquadrate cose completamente avulse al dialogo: già il film non ha senso; non capire chi parla con chi non è proprio il massimo.

Il regista Coleman Francis si comporta come l’imbonitore dei primi cinematografi di inizio secolo e mette la sua narrazione ogni tre per due, visto che gli faceva schifo far parlare gli attori e incidere il sonoro come sarebbe stato giusto fare. La sua narrazione è densissima e prova sempre ad uscirsene con frasi piene di pathos che c’entrano come i cavoli a merenda e che fanno a dir poco ridere: sembrano perse per il c**o nei confronti dei protagonisti della storia. Il fatto che gli attori “parlino” solo quando non sono inquadrati fa sì che il 50% delle inquadrature siano di schiena, in ombra, sottoesposte o con la testa tagliata: non male vero? Attori, ho detto, ma si dovrebbe dire familiari del regista, visto che il buon Coleman fa praticamente un filmino portando sul set tutto il parentado.

Avrete già capito che è la recitazione a farla da padrona nel film: mai un’emozione, mai una smorfia e non parliamo del tono di voce dei protagonisti che tanto sono muti. Ne consegue che alla fin fine il migliore in scena è l’energumeno Tor Johnson qui alla sua prima prova del dopo Ed Wood. La sua carriera fa un salto da Wood a Francis, come dire dalla padella alla brace.

Il film è un tripudio di nonsense e di scene infinite. Alcuni esempi?

  • Johnson dovrebbe essere uno scienziato ma sembra un mafioso e non si capisce perché dopo l’esplosione nucleare, sia l’unico a risentirne degli effetti e soprattutto perché si trasformi in un cavernicolo assassino.
  • Poco prima si assiste ad un’interminabile scena della processione di persone che vanno a vedere il corpo morto dietro all’auto sulla strada.
  • Esempio principe: la trama che è assolutamente inesistente. Il film è solo un collage di scene indipendenti ambientate in posti diversi e come al solito introdotte e spiegate da Francis. Valga come esempio l’intermezzo di bambini che abitano nella favela vicino a Yucca Flats che giocano in mezzo ai rifiuti, bevono Coca-Cola e fanno gare di rutti mentre un cane legato ad un albero si fa un pranzetto.
  • Gente sconosciuta che spara da un traballante aereo in puro Vietnam style a gente sconosciuta in corsa senza motivo in una radura.

Scena imperdibile

Imperdibile è una parola grossa, diciamo scene da rimanere ad occhi spalancati:

  • Primo omicidio: innanzitutto la donna neanche si spaventa. Voglio dire, un energumeno ti entra in camera per strangolarti e tu lo guardi come se fosse il postino? Qualcosa non quadra. Si capisce che viene strangolata solo quando si vedono le mani dell’assassino attorno al suo collo, dal momento che il suo volto non tradisce assolutamente alcuna emozione (stessa scuola del divino Seagal). Da notare l’assoluta inutilità di questa scena.
  • Fantastico l’inseguimento iniziale alla terrificante velocità di 4 Km/h con annessa sparatoria nella quale il primo a morire è, manco a dirlo, l’unico nero in scena. Merita un plauso anche la destrezza nel maneggiare le armi dei protagonisti che sono affetti da terrificante miopia e usano le pistole come fossero giocattoli (e visto il budget del film immagino che fossero realmente giocattoli di plastica).
  • Il buon Tor Johnson che arrivato nei pressi di una grotta apprende un masso, lo lancia nel vuoto e si inc***a come una bestia urlando senza motivo.

The Beast of Yucca Flats 1

  • Assurda morte del tipo con i baffi: la bestia, nonostante si sia preso uno schioppo nella schiena si rialza e prima fa volar via un poliziotto con la potenza della sua ascella, quindi stende il cecchino con i baffi e mentre lo “strangola” gli fa un delicato massaggio alla cute, utile immagino per rinvigorire il cuoio capelluto; poi gli girano e lo strangola sul serio venendo interrotto solamente dai colpi di fucile (o almeno sembrano colpi di fucile) sparati (forse) dall’altro poliziotto, drammaticamente somigliante a Guarin.

Citazioni

Joseph Javorski. Noted scientist.

Well, doctors can’t help her. Maybe angels, but not doctors.

A man runs, someone shoots at him

Flag on the moon. How did it get there?

In definitiva

L’unico motivo per il quale vale la pena di vedere il film è poter provare quel pizzico di nostalgia nel vedere quanto un tempo il cinema fosse ancora una sorta di baracca, una festa alla quale chiunque poteva partecipare anche se non aveva neppure i soldi per risuolarsi le scarpe.  No scherzi a parte è l’apoteosi del trash senza senso, non si può non guardare. La pellicola è di pubblico dominio negli USA e potete gustarvela al link The Beast of Yucca Flats o nel player qui sotto.

Valutazione

Regia 1
 Trama 1
Recitazione 0
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.8
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