#49. Bestialità (1976)


Bestialità

Bestialità è un film del 1976 di George Eastman (questa volta accreditato con il nome di battesimo, Luigi Montefiori) e Virgilio Mattei (accreditato come Peter Skerl). Mattei tornerà dietro la macchina da presa tre anni più tardi per dirigere “Mostruosità” e poi scomparire, mentre per Eastman, questa pellicola rappresenta un inciampo in una carriera di tutto rispetto, che lo ha visto protagonista, dopo una lunghissima gavetta, in film come “Cani Arrabbiati” (1974), film maledetto di Bava, “Antropophagus” (1980), “Le Notti Erotiche dei Morti Viventi” (1980) e “Porno Holocaust” (1981) a firma Joe D’Amato. Per Enrico Maria Salerno, nonostante le ottime doti recitative, uno scivolone al temine di una gloriosa carriera.

Anno: ITA 1976

Regia: Virgilio Mattei (accreditato come Peter Skerl) e George Eastman (accreditato come Luigi Montefiori)

Cast: Philippe March, Juliette Mayniel, Enrico Maria Salerno, Paul Muller, Leonora Fani

Durata: 75 minuti

Trama

La piccola Jeanine sorprende la madre mentre fa sesso con il suo doberman. Il padre la scopre, la butta fuori e dà fuoco alla casa.

Anni dopo, l’architetto Paul e la moglie Yvette si recano in una località di mare dove l’uomo è incaricato della progettazione di un villaggio turistico. Il rapporto tra i due è ormai logoro e la passione è del tutto svanita. Al bar del paese conoscono la regista pubblicitaria Karin e la sua modella Eva e vengono invitati ad una festa con alcuni esponenti dell’alta borghesia.

I due si recano quindi al ricevimento dove incontrano strani personaggi: uno strambo imprenditore dedito al cibo e sua moglie, un libidinoso politico, una’anziana coppia, due giovani in luna di miele e soprattutto l’inquietante ed enigmatico Alex. La festa si rivela essere solo una fiera della boriosità degli invitati, quindi Paul e Yvette si allontanano; sulla via del ritorno vengono quasi assaliti da una ragazza spaventata e dal suo cane.

Il giorno successivo la coppia si reca in motoscafo a fotografare il lido che sarà sede del villaggio, quando l’elica improvvisamente va in panne. Paul vede sulla scogliera la ragazza incontrata la sera prima che tutto ad un tratto sparisce. Si devono quindi accampare sulla spiaggia per la notte e lì conoscono lo scontroso pescatore Ugo che li aiuta a sistemare il guasto permettendo loro di ripartire l’indomani mattina.

Al bar del paese raccontano a Paul la storia della ragazza che si rivela essere Jeanine, appartenente alla facoltosa famiglia dei Richelieu e del castello dove abitava, andato misteriosamente a fuoco. Paul, incuriosito vi si reca e qui viene prima derubato da Jeanine della fotocamera, poi aggredito da Ugo.

La ragazza riporterà la macchina fotografica a casa di Paul e conoscerà sua moglie Yvette che la tratta come la figlia che non ha mai avuto. Tra i tre si instaura un buon rapporto e la ragazza ha la facoltà di riaccendere la passione tra Paul e Yvette.

Una sera dopo l’ennesima festa, Paul rincasando trova Jeanine seminuda sul letto e fa sesso con lei; Yvette li scopre ma non dice nulla e, anzi, quando incontra la ragazza, si scambia con lei un bacio saffico; inizia quindi tra i tre un piccante triangolo amoroso.

In paese arriva un investigatore privato contattato dalla famiglia Richelieu per trovare la ragazza, scappata da un ospedale psichiatrico in Svizzera dove era rinchiusa dopo lo shock subito da bambina. Paul e Yvette per affetto nei confronti della ragazza non rivelano nulla e la loro relazione prosegue fin quando una sera Jeanine d’improvviso rivive il momento durante il quale ha sorpreso la madre col cane e ha una crisi isterica. Scappa di casa e viene ritrovata sulla costa, mentre fa sesso con il doberman; Paul e Yvette assistono alla scena fin quando il cane non sbrana la ragazza venendo poi ucciso da Ugo.

Commento (appassionato)

Dopo i primi minuti si pensa di dover assistere ad un film sulla psiche malata di una povera ragazza marchiata a fuoco dalla brutta esperienza vissuta in gioventù. Poi si assiste ad un’ora di nulla, quindi 15 minuti di sesso omo e eterosessuale (ma senza vedere granchè), quindi l’inutile finale. Come sprecare metri e metri di pellicola. E dire che la presenza di un “mostro” come Enrico Maria Salerno tra gli attori e del sempre sul pezzo George Eastman dietro la cinepresa poteva far ben sperare, invece nulla.

Anzi, qualcosa si vede: Paul Muller (interprete tra gli altri di “De Sade 2000” di Franco nel 1970) che impersona la parte di uno psicopatico e ricchissimo teologo fallito che per i primi venti minuti importuna i personaggi continuando a ripetere “L’avete visto?” senza che nessuno lo degni neppure di uno sputo. Data la difficoltà con il quale lo spettatore cerca di seguire il film cercando di trovare un filo conduttore in ciò che vede, i suoi continui interventi innervosiscono al punto di far venire voglia di spaccare lo schermo. La cosa ancora più deprimente è che questa sua domanda non è uno spunto per l’introduzione di una particolare tematica nel film o per dare un pizzico di mistero. Il suo personaggio, come del resto l’80% degli altri, è completamente inutile ai fini della storia e si limita a tirare fuori dal cilindro pompose frasi senza senso inveendo qua e là nei confronti delle più che disinibite signore presenti. Anzi forse ha un’utilità: pur essendo drammaticamente inutile e pedante con la sua incessante domanda rivolta a tutti, nel prosieguo del film ci regala una battuta tagliente che fa sorridere (unica emozione provata in tutto il film).

Mettiamo da parte le classiche confusioni tra giorno e notte tipiche dei film di basso livello (Paul afferma di aver incontrato per la prima volta Jeanine di sera al ritorno dalla festa, mentre quando vediamo la scena c’è un sole che spacca i sassi) e vediamo di analizzare l’(in)utilità dei personaggi. Il povero Enrico Maria Salerno (fa davvero dispiacere vederlo così in basso) ricopre il ruolo di un solitario pescatore che rimane assente per la maggior parte della storia fino a riapparire nel finale solo per ammazzare il cane. La Sig.ra Karin con tutto il suo seguito di imprenditori, mignotte e politici corrotti appare ogni tanto in casa di Paul e Yvette per invitarli a fare bisboccia (notare che in tutte le scene Paul e Yvette sono esattamente nella stessa posizione), ma anche loro da metà film in poi scompaiono per lasciar spazio alle scene softcore del triangolo amoroso e la loro utilità ai fini della trama è pari a zero.

Da notare solamente la presenza di una giovanissima, molto sensuale e non ancora ritoccata Ilona Staller (non ancora diventata Cicicolina) che mette in mostra le sue credenziali e il suo splendido fisico (assieme a qualcosa di più…) facendosi dare della mignotta dall’insopportabile Alex.

Insomma il film è un mucchio di scene buttate lì senza un perché nelle quale i personaggi non interagiscono e non svolgono alcun compito: se Paul e Yvette non fossero arrivati sull’isola, Jeanine avrebbe continuato a condurre la sua vita e molto probabilmente avrebbe continuato a farsi il suo cane. Unico evento che accadere in funzione di un’interazione tra i protagonisti è la gravidanza di Yvette che, sempre fortunata, sarà costretta (pensiamo) ad abortire una seconda volta perchè Jeanine le ha attaccato la sifilide.

Direi un po’ pochino per un’ora e un quarto di visione.

Scena imperdibile

Mah, di imperdibile non c’è nulla ma pistola alla tempia direi le due stoccate al veleno del folle Alex che apostrofa con stile i partecipanti al festino dell’onorevole.

Potrei dire anche la scena finale che, come in un cerchio, si ricollega a quella iniziale, ma è girata di notte ed è talmente sottoesposta da risultare invisibile.

Citazioni

L’avete visto voi?

Cosa ci fa qui su quest’isola meravigliosa, lontana dalla merda? non lo sa che è merda anche lei?

Guardatevi in faccia: tu per esempio, non discendi forse da un tacchino? E tu da un maiale? E tu da una vacca? Tu invece sei una mignotta e cerchi un cazzo più lungo della lingua per prolungare il ponte che ti separa dall’effimera sponda del successo.

In definitiva

Un film molle, lento e senza uno straccio di pathos dove non accade nulla. Decisamente perdibile.

Valutazione

Regia 3
 Trama 2
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo 2.2
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3 thoughts on “#49. Bestialità (1976)

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