#50. Sei Donne per l’Assassino (1964)


Sei Donne Per L'Assassino

Sei Donne per l’Assassino è un film del 1964 di Mario Bava. Pietra miliare del cinema mondiale, ha spianato la strada a tutti gli slasher degli anni successivi (come ad esempio il suo “Reazione a Catena” del 1971) dando inizio al giallo all’italiana, già in embrione nel film dell’anno precedente, sempre a firma di Bava “La Ragazza che Sapeva Troppo”. Alla fotografia Ubaldo Terzano, già collaboratore di Bava ne “La Maschera del Demonio” e nel già citato “La Ragazza che Sapeva Troppo” e che firmerà altri capolavori come “Profondo Rosso” (1975) di Dario Argento. Protagonisti della pellicola Eva Bartok, alla sua ultima apparizione di rilievo e Cameron Mitchell, già in coppia con Bava ne “Gli Invasori” (1961) e che lavorerà ancora con lui in “I Coltelli del Vendicatore” (1966). Per la locandina originale del film si veda il ricco blog IPMP.

Anno: ITA/FRA/GER 1964

Regia: Mario Bava

Cast: Cameron Mitchell, Eva Bartok, Thomas Reiner, Arianna Gorini, Mary Arden, Lea Lander, Claude Dantes, Francesca Ungaro

Durata: 84 minuti

Trama

Massimo Morlacchi e la contessa Cristina Cuomo possiedono un atelier di alta moda e una delle loro modelle, Isabella, viene uccisa da un assassino misterioso.

L’ispettore Silvestri inizia le indagini scoprendo che Isabella è l’amante dell’antiquario Franco Scalo che, a sua volta, ha come amante Nicole, amica di Isabella. Questa, durante una sfilata, trova il diario dell’amica e, scoperti dettagli compromettenti per tutto l’atelier, chiama  Franco per poterglielo consegnare ma, prima di raggiungerlo, un’altra modella, Peggy, ruba il diario.

Arrivata a casa di Franco, Nicole non trova l’uomo ma l’assassino mascherato che la insegue e la uccide con un guanto chiodato.

Peggy, scossa, viene accompagnata a casa dallo stilista tossicodipendente Marco, che è innamorato di lei. Giunti a casa la donna riceve una telefonata dall’ispettore che le chiede un confronto e la informa della scomparsa di Nicole. Peggy allontana quindi Marco, brucia il diario dopo averlo letto e prima di poter uscire di casa, viene raggiunta dall’assassino che le brucia una mano, poi, non trovando il diario, la uccide bruciandole la faccia.

Silvestri ora dubita di tutti gli uomini dell’atelier e li trattiene in centrale.

La modella Greta trova nella sua auto il cadavere di Peggy e spaventata lo porta dentro casa; qui viene raggiunta dall’assassino che la uccide soffocandola con un cuscino. In questo modo Silvestri, suo malgrado, si vede costretto a rilasciare tutti i sospettati.

All’atelier Morlacchi scende in un seminterrato nascosto ed è raggiunto da Cristina che confessa l’omicidio di Greta per poter fornirgli fornire un alibi: Morlacchi, suo amante, infatti ha ucciso prima Isabella che lo ricattava perché aveva scoperto l’omicidio dell’ex marito di Cristina, poi Nicole e Peggy. Ma per poter fugare ogni sospetto bisogna uccidere ancora: la prescelta è Tao-Li e la sua morte deve sembrare un suicidio; accanto al suo corpo dovranno trovarsi gli indumenti del killer per convincere la polizia del suo coinvolgimento negli assassinii. Sarà ancora Cristina a doverla uccidere.

Si reca a casa sua, la affoga nella vasca e le taglia le vene per simulare il suicidio. Improvvisamente bussano alla porta e Cristina, come concordato con l’amante si mette in salvo fuggendo dalla finestra ma, aggrappatasi ad una canala mal fissata, precipita nel vuoto. Era proprio Morlacchi a bussare alla porta, per poter spaventare Cristina, costringerla ad uscire sul cornicione e a cadere ancora vestita come l’assassino, per poter far cadere i sospetti su di lei, scagionarlo e mettere le mani sui beni della donna.

Sei Donne Per L'assassino 2

Tornato all’atelier, recupera i gioielli nella cassaforte ma viene raggiunto da Cristina che si è salvata atterrando sulla tenda di un negozio. Furibonda, uccide l’uomo e barcollante raggiunge il telefono per chiamare la polizia ma, prima di poter parlare, crolla senza vita.

Commento (appassionato)

Quando si dice che Bava è un maestro del cinema, anche il più miope dei suoi spettatori o il più grande dei suoi detrattori non possono che riconoscere quantomeno il suo enorme talento.

Grazie a “Sei Donne per l’Assassino”, il regista è l’iniziatore di un nuovo genere cinematografico, il giallo all’italiana, che sarà in futuro prolifico di titoli ed è colui che lo codificherà definitivamente con alcuni aspetti che sono oramai entrati nell’immaginario comune: l’assassino in incognito con impermeabile, guanti e volto coperto, la sequela di omicidi, tipici dello slasher, il sospetto costante che aleggia uno alla volta su tutti i protagonisti e un velo di nudità, mai scabrosa, ma sempre intrigante (non a caso il film è ambientato in un atelier di moda frequentato da modelle e diretto dalla sensuale Cristina, interpretata da Eva Bartok). Il fatto che oggi un film del genere sembra “scontato” è la prova inconfutabile che il lavoro di Bava è una pietra miliare del genere.

Sei Donne Per L'Assassino 3

Per buona parte del film lo spettatore è spiazzato, dubita prima dell’antiquario Franco, poi di Marco, quindi della misteriosa Tao-Li, poi di Morlacchi che si rivelerà essere il vero assassino o, almeno, uno degli assassini. Nel momento in cui si vede il suo taccuino viene svelato il mistero, anche se allo spettatore rimane l’interrogativo sul quarto omicidio, compiuto mentre l’uomo era in stato di fermo. Inoltre, come fatto notare da alcuni critici, la confusione nello spettatore è accentuata dal fatto che polizia e assassino vestono allo stesso modo e che le modelle sono tutte estremamente somiglianti, facendo perdere facilmente di vista chi ha fatto cosa e a chi.

Il film si rivela quindi un doppio giallo dal momento che si tenta prima di scoprire il colpevole e quando lo si scopre, si capisce che c’è un secondo assassino da individuare. In realtà questo viene svelato poco dopo, non dando allo spettatore il tempo di fare congetture, mentre il dubbio si instilla nuovamente nel finale all’interno dell’atelier quando Morlacchi è spiato da un personaggio invisibile che altri non è che Cristina, che potevamo ragionevolmente ritenere deceduta. Il mistero non si spinge fino al termine della pellicola, ma viene risolto in anticipo,permettendo nell’ultima parte di vedere l’epilogo della storia e i motivi che hanno spinto i protagonisti ad agire.

La fotografia è curata dal fido Ubaldo Terzano a quattro mani con Bava ed è, come al solito, eccezionale, dalle tinte estremamente sature. Splendido è l’uso che viene fatto del colore: spiccano ovunque toni squillanti, anche dove a volte non ce li aspetteremmo: il rosso dei manichini nell’atelier, delle tende, del telefono e anche del sangue, che, in barba al realismo, si tinge di una tonalità accesissima.

Sei Donne Per L'assassino

Anche le musiche fanno il loro dovere, alzando la tensione nei momenti di suspence ma lasciando sempre la priorità all’azione: quando l’assassino colpisce non sempre si sente il classico colpo di violino.

Il ritmo è sempre sostenuto ma mai frenetico, non ci sono mai cadute di tensione e la storia scorre alla perfezione fino al finale; ci si sofferma giusto il necessario sulla caratterizzazione dei personaggi e senza che ciò appesantisca o rallenti la storia; la recitazione dei protagonisti è ottima, da Reiner a Mitchell alla Bartok.

Insomma, un altro centro nella fortunata carriera del regista sanremese.

Scena imperdibile

Davvero impareggiabile la sequenza incentrata tutta sulla borsetta nera contenente il diario. Tutti nell’atelier hanno qualcosa da nascondere e tutti temono che il diario possa essere un colpo durissimo per la loro reputazione. Bava alterna il primo piano della borsetta sullo sfondo della sfilata che continua, con i primi piani di tutti i protagonisti, mettendo quindi lo spettatore nella posizione di poter dubitare di chiunque e dandogli il la per iniziare a congetturare sulla dinamica degli eventi.

Citazioni

Doveva essere tutto perfetto, come piace a te. E invece non hai calcolato il tendone di un negozio!

In definitiva

Decisamente un ottimo prodotto (ma con Bava padre si va sempre sul sicuro), straconsigliato a tutti gli amanti del thriller, del giallo e dello slasher.

Valutazione

Regia 8
 Trama 7
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.6
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5 thoughts on “#50. Sei Donne per l’Assassino (1964)

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