#52. Beneath the Valley of the Ultra-Vixens (1979)


Beneath the Valley of the Ultra-Vixens

Beneath the Valley of the Ultra-Vixens è un film del 1979 di Russ Meyer. Girato con un budget di circa 240mila $, ottenne un buon riscontro di pubblico ma pessimo di critica. E’ l’ultimo film diretto da Meyer prima di un lungo esilio dalla cinepresa durato fino al 2001, anno di uscita di “Pandora Peaks”. E’ forse il film più hard della sua produzione e vede come protagonista Francesca “Kitten” Natividad, già con lui in “Le Deliranti Avventure Erotiche dell’Agente Speciale Margò” (1976). Nel cast anche gli attori-feticcio Stuart Lancaster, presente anche in “Faster, Pussycat! Kill! Kill!” del 1965 e Henri Rowlands (“Lungo la Valle delle Bambole” del 1970, “I Sette Minuti che contano” del 1971 e “Supervixens!” del 1975).

Anno: USA 1979

Regia: Russ Meyer

Cast: Francesca “Kitten” Natividad, Ken Kerr, Anne Marie, Stuart Lancaster, Henri Rowland, Mary Gavin, Uschi Digard, June Mack

Durata: 93 minuti

Trama

Ad inizio film vediamo un uomo vestito da ufficiale nazista che si mette in una bara e, coperto da un lenzuolo, fa sesso con la procace Eufaula Roop che lavora alla radio Rio Dio del Texas.

Inizia quindi la narrazione ad opera di uno dei cittadini, mentre in sottofondo vengono frequentemente proposti i deliranti interventi radiofonici religiosi (ma altamente allusivi) di Eufaula Roop.

Lavonia è una ninfomane sposata con Lamar che lavora da uno sfasciacarrozze di proprietà dalla prorompente Sal. Il loro rapporto è in crisi, perché Lamar è ossessionato dal rapporto anale che Lavonia non sopporta. Un giorno mentre l’uomo studia per tentare di prendere un diploma alle scuole serali, Lavonia tenta in tutti i modi di distrarlo con la sua nudità e Lamar, ormai ossessionato, la sbatte sul letto ed ha un rapporto anale con lei.

Lei, arrabbiata, se ne va e lascia l’uomo solo in casa, quindi assume la nuova idenità di Lola Langusta, una focosa spagnola che lavora in uno strip club. Quando Lamar entra nel locale non la riconosce; lei ne approfitta, lo droga e dopo averlo legato al letto, prova ad abusare di lui. Non riuscendoci, vaga nella città in cerca di prede: prima il forzuto Peterbuilt, poi il commesso viaggiatore Sempre Fidelis. Quindi si reca con il marito dal dentista-terapeuta della città per provare a sistemare il loro rapporto. Il dottore, chiaramente omosessuale, tenta di violentare Lamar, mentre Lavonia fa sesso con la sua disinibita assistente.

Lamar, esasperato dai tradimenti di Lavonia con altri uomini e donne, si reca alla sede di Radio Rio Dio del Texas e viene “battezzato” da Eufaula Roop che fa sesso con lui in una vasca da bagno piena d’acqua.

Tornato a casa, trova la moglie che lo tradisce con Peterbuilt. Lamar lo prende a pugni mettendolo k.o. e si riappacifica con Lavonia riuscendo finalmente a fare sesso con lei in modo “normale” faccia a faccia.

Commento (appassionato)

Beneath the Valley of Ultra-Vixens è forse il più estremo dei film di Meyer.

Il canovaccio e gli elementi sono sempre gli stessi: donne disinibite ed estremamente dotate, infedeltà a palate, ambientazione rurale del sud degli Stati Uniti, nudità, sesso, atmosfera pop e l’immancabile presenza di Martin Borman, questa volta mentre fa sesso con l’esagerata Anne Marie all’interno di una bara coperto da un lenzuolo.

Il regista, tramite il narratore Stuart Lancaster, punta molto in questa pellicola sull’ambientazione “paesana”. Lontano dagli eccessi, dalla tecnologia e dalla frenesia della grande città americana (pensiamo a città come New York), Meyer punta sulla “piccola città” (come più volte ripetuto nel film), la “culla della nazione”, declamata con toni paternalistici e molto affettuosi, con i suoi pregi e con i suoi difetti ma genuina e non costruita, non “finta”. Questo è il posto ideale per vivere il sogno americano, dove veramente si può partire da zero (la “città” sembra una baraccopoli brutta fatta di prefabbricati senza un minimo di coerenza e senza uno stile) e provare a puntare in alto.

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Lontano dal fantomatico “messaggio” presente nel film, il 98% dell’attrattiva viene ovviamente dalle scene di nudo e di sesso, anche lesbo (quest’ultima scena, tra Lavonia e l’assistente del dentista gay è parecchio hot e a base di un lungo dildo). La ninfomane Lola/Lavonia coglie ogni occasione per provare a placare i suoi implacabili bollenti spiriti. A differenza di altri film, sempre dall’alto tasso erotico, ma comunque abbastanza “limitati”, in questo vediamo scene che sono praticamente degne di un porno. D’altronde il genere, pur con grandi dubbi di legalità, in quegli anni si stava diffondendo molto rapidamente ma non era ancora stato codificato definitivamente e permetteva quindi ai registi ampi margini di movimento un’interpretazione abbastanza libera e variegata.

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Abbondano, come al solito le scene li lati A e lati B in bella mostra ma anche primi piani di parti intime maschili (tra i quali spicca il primissimo piano del pene del protagonista) e femminili (vedremo parecchie volte Kitten Natividad prendere in mano il suo maglioncino pubico mentre balla in modo sfrenato e mostrare in primo piano la sua sfruttatissima “signorina”), scene di “quasi” penetrazione e peni finti (anche se sfuocati) che emergono ovunque.

Per questo motivo, pur essendo un film leggero e sempre godibile, la componente comica a canzonatoria, pur essendo sempre presente, risulta fortemente ridimensionata e il film è più “difficile” da seguire e più pornografico.

Nel finale di pellicola appare proprio Russ Meyer che si congeda dal suo pubblico promettendo un nuovo film che in realtà non verrà mai realizzato. Chissà se credeva veramente nel fantomatico “Jaws of Vixen” o se questa sua apparizione non sia invece da considerarsi come una sorta di addio o comunque di un lungo arrivederci.

Scena imperdibile

La scena iniziale, quando Anne Marie – Eufaula Roop balla nella penombra inquadrata dal basso con un aderentissimo vestito bianco è diventata una delle immagini più celebri della produzione di Russ Meyer e uno dei manifesti di quella produzione a cavallo tra erotismo e pornografia tipica degli anni ’70. La scena è assurda e comica nello stesso tempo ed è una sorta di “anticipazione “ di quello che si vedrà nel film, ciò molto di più di ciò che solitamente si era visto nei film di Meyer.

Beneath the Valley of the Ultra-Vixens

Citazioni

La piccola città è come la tua città, la mia città. Se stai cercando il sogno americano non andare lontano, lo troverai qui

In definitiva

Più pornografico degli altri film, la pellicola è comunque un godibile passatempo per un’ora e mezza. Certo, non è che sia da guardare in prima serata con attenzione, ma è il classico film di terza serata che, purtroppo, non viene quasi mai passato in TV ma quando c’è ti fa dire “Toh! Un film di Meyer, quasi quasi me lo guardo!”

Valutazione

Regia 6
 Trama 4
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 5
Voto complessivo 4.8
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6 thoughts on “#52. Beneath the Valley of the Ultra-Vixens (1979)

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