#53. Dolls – Bambole (1987)


They Walk. They Talk. They Kill.

Dolls - Bambole

Dolls – Bambole è un film del 1987 di Stuart Gordon, che firmò il seguito anche “2013: La Fortezza” (1993). Fu uno dei più importanti prodotti a tema “bambole demoniache” ma il titolo gli fu scippato l’anno successivo da “La Bambola Assassina” che diventò pietra miliare del genere. Agli effetti speciali troviamo Brian Yuzna, regista di “Society – The Horror” (1989) e “Necronomicon” (1994).

Anno: USA 1987

Regia: Stuart Gordon

Cast: Ian Patrick Williams, Carolyn Purdy-Gordon, Carrie Lorraine, Guy Rolfe, Hilary Mason, Bunty Bailey, Cassie Stuart, Stephen Lee

Durata: 77 minuti

Trama

Una famiglia composta dal padre David, dalla matrigna Rosemary e dalla piccola Judy sono in viaggio in auto pronti a partire per le vacanze.

All’improvviso vengono sorpresi da una strana tempesta e l’auto finisce in una pozzanghera, non accennando a ripartire. David scorge nell’oscurità una grande villa ed assieme alla famiglia tenta di raggiungerla. Judy percepisce qualcosa di strano e da la colpa ai folletti, suscitando le ire dei suoi pessimi genitori. I tre si intrufolano da una piccola porta all’interno dello scantinato e vengono sorpresi dai proprietari, Gabriel e Hilary Hartwicke. I due vecchi dall’aspetto pacato vivono soli nell’immensa villa e passano le loro giornate a realizzare bambole e giocattoli fatti a mano. Poco dopo irrompono nella villa Ralph e le due amiche Isabel e Enid alle quali ha dato un passaggio, anche loro fermi con l’auto in panne.

Gli accoglienti padroni di casa riservano una camera a David e Rosemary, una a Isabel e Enid, una a Judy e una a Ralph. Le due ragazze in realtà vogliono approfittare della notte per derubare Ralph e soprattutto la famiglia Hartwicke, intuendo il gran valore della sterminata collezione di bambole fatte a mano.

Isabel quindi nottetempo esce dalla camera ma lungo il corridoio viene acciuffata da un gruppo di giocattoli che la getta a terra e le fa sbattere la testa ripetutamente contro il muro, per poi essere trascinata nell’oscurità sotto gli occhi di Judy.

La bambina corre a dirlo ai genitori che non le credono e trattandola in malo modo le ordinano di tornare in camera. Lei invece va a svegliare Ralph e le racconta l’accaduto; il ragazzo, che da bambino credeva nelle stesse cose nelle quali crede Judy, si dimostra più comprensivo ma stenta comunque a credere alla storia finchè sulle pantofole della bambina vede del sangue. I due quindi tentano di indagare e vengono sorpresi dagli altri inquilini che non credono alle loro storie: Enid pensa che Ralph sia un maniaco assassino che ha ucciso Isabel, mentre David e Rosemary lo reputano un pedofilo. In seguito Gabriel che confessa che il sangue è in realtà vernice rossa che stava utilizzando per dipingere una bambola.

Durante la notte Enid si mette alla ricerca di Isabel, trovandola moribonda e incatenata con l’aspetto di una bambola; spaventata tenta di scappare ma viene presa a fucilate da alcuni soldatini giocattolo.

Una sorte orribile toccherà anche a Rosemary che viene assalita dai giocattoli sotto le coperte e che si dà alla fuga saltando dalla finestra del secondo piano. Ralph e Judy entrano invece in un ripostiglio pieno di giocattoli che prendono vita; il ragazzo spaventato, prova a distruggerli e questi si vendicano tentando di ucciderlo ma vengono fermati dall’intervento della bambina.

David, allarmato dalla scomparsa della figlia distrugge il ripostiglio venendo a sua volta attaccato dai giocattoli finchè non incontra Gabriel e Hilary svelando finalmente la loro natura da stregoni. Gabriel per vendicarsi della cattiveria dell’uomo, lo trasforma in un pupazzo.

L’indomani mattina la coppia racconta a Judy che i genitori sono scappati senza di lei e le hanno lasciato il denaro per ricongiungersi alla sua madre naturale e dicono a Ralph che i due hanno portato con loro anche le due autostoppiste. Finalmente il ragazzo e la bambina sono liberi e se ne vanno in auto.

Commento (appassionato)

Un uomo con le palle di Don Abbondio e l’istinto paterno di Darth Vader, una donna simpatica come un calcio nelle palle, dalla bellezza in stile Crudelia Demon e dall’acidità mista tra donna in menopausa e donna in pieno ciclo che verrebbe voglia di squartarla con una forbice smussata arrugginita e una bambina che non si fa i cavoli propri e non sta zitta neanche mettendole una calza in bocca.

Questa è l’allegra famigliola che, sorpresa da un temporale che si forma e si scarica in 2,5 secondi (e nello stesso tempo il giorno diventa notte) si reca nella sperduta e sinistra villa dei signori Hartwicke.

Probabilmente i due genitori formano la più antipatica, odiosa e insopportabile coppia della storia del cinema e lo spettatore medio e sano di mente è assalito dal desiderio di squartarli orrendamente appena aprono bocca, soprattutto la moglie, classica riccona spocchiosa con pelliccione di topo, gioiellazzi di perle e asciugamano-cofana in testa, anche quando è a letto (e probabilmente anche sotto la doccia e mentre fa immersione al mare).

Per completare la saga dello stereotipo, piombano nella villa anche due punkettone pessimamente truccate e iper irriverenti che si meriterebbero (pure loro) una carriola di calci dove dico io e il classico cicciottello un po’ sfigato.

Sarà per la mia indisposizione verso i film con bambole assassine ma, nonostante alcuni punti di forza, “Dolls” non è uno dei film che metterei nella mia videoteca. O meglio, nella mia videoteca metterei letteralmente di tutto, visto che fa sempre bene avere una conoscenza il più ampia possibile, ma non metterei il film nel mio ipotetico Olimpo.

Dalla sua parte, “Dolls” ha la realizzazione degli effetti speciali: pur essendo (sempre a mio parere) molto dura spaventare con bambole dall’aspetto così infantile (a differenza delle terrorizzanti bambole di porcellana della nonna, inquietanti già in pieno giorno) c’è da dire che i loro movimenti realizzati probabilmente in stop motion sono fatti molto bene ed è stato quindi possibile esprimere fedelmente le loro espressioni facciali.

A suo tempo fu anche abbastanza innovativa l’intuizione dei giocattoli assassini, idea poi definitivamente gettata alle ortiche e orribilmente scempiata dalla tristissima saga di Chucky (che veramente non sopporto) che uscì nei cinema l’anno successivo e con il suo, secondo me, immeritatissimo successo, cancellò definitivamente il ricordo di questo film e dei suoi lati positivi. Buona tutto sommato anche l’idea del “contrappasso” cui devono obbedire i “cattivi” che vengono trasformati in bambole.

Passiamo quindi alle dolenti note: il film fa ampio uso di personaggi stereotipati, come già detto, ed è di una prevedibilità disarmante: dopo un minuto di film si capisce già dove si andrà a parare, chi verrà ucciso dalle bambole e chi verrà risparmiato. L’atmosfera che si respira non è mai veramente inquietante e anzi si fatica a percepire la tensione che si dovrebbe sentire in una villa buia governata da una stramba coppia.

Il film ha tutto sommato una durata contenuta ma arrivati alla fine questa brevità non si percepisce, segno che la narrazione si rivela essere abbastanza lenta.

Scena imperdibile

Di imperdibile non c’è nulla, ma se dovessi scegliere direi la morte di Enid, non tanto per la paura, quanto per l’assurdità prima della strenua difesa della donna a base di cintola usata a mo’ di frusta, poi della fucilazione da parte dei soldatini. Mamma mia…

Per la (presunta) paura direi invece la scena nella quale Enid ritrova Isabel trasformata in bambola alla quale cadono gli occhi.

Citazioni

Che ti succede, hai paura del buio? No, ho paura di quello che c’è dentro al buio.

Judy! Se non vieni subito fuori faccio a pezzi il tuo pupazzo di merda!

In definitiva

Hmmm, non mi sentirei di consigliarlo; non è abbastanza pauroso e neanche abbastanza brutto per diventare un cult-trash. Non ci siamo.

Valutazione

Regia 4
 Trama 5
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 4
Voto complessivo 4.2
Annunci

One thought on “#53. Dolls – Bambole (1987)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...