#60. Lo Strano Vizio della Signora Wardh (1971)


Lo Strano Vizio della Signora Wardh

Lo Strano Vizio della Signora Wardh è un film del 1971 di Sergio Martino. E’ il primo giallo del regista che riproporrà lo stesso cast anche in “Tutti i Colori del Buio” l’anno successivo e, ad esclusione di George Hilton, anche in “Il Tuo Vizio è una Stanza Chiusa e solo io ne ho la Chiave” (1972) che trae il titolo da una frase presente proprio in questo film.

Anno: ITA 1971

Regia: Sergio Martino

Sceneggiatura: Vittorio Caronia, Ernesto Gastaldi, Eduardo Manzanos Brochero

Cast: Edwige Fenech, George Hilton, Ivan Rassimov, Conchita Airoldi (accreditata come Cristina Airoldi), Manuel Gill, Alberto del Mendoza

Durata: 98 minuti

Trama

Julie Wardh viaggia a fianco del marito Neil, un diplomatico e atterra a Vienna, scoprendo che in città sta agendo da qualche tempo un maniaco sessuale, che uccide le donne con un rasoio.

Una sera si reca ad una festa organizzata dalla migliore amica di Julie, Carol e qui conosce il cugino di lei, George. I due sono appena estratti in possesso della ricca eredità dello zio, morto senza eredi diretti. Qui rivede anche Jean, con il quale ha avuto una passionale relazione tempo prima, fatta di emozioni forti e rapporti all’insegna del masochismo. L’uomo continua a perseguitarla, inviandole mazzi di fiori con biglietti criptici.

Lo Strano Vizio della Signora Wardh 1

George rimane affascinato da Julie ed inizia a una corte sfrenata, finchè la donna non casca tra le sue braccia.

Una sera Julie riceve una telefonata da un uomo misterioso che le chiede 20mila scellini e le dà appuntamento al tramonto al parco della città. Julie è convinta che dietro tutto ci sia Jean e ne parla con Carol che si offre volontaria per andare al posto suo all’appuntamento. La sera stessa la donna si reca al parco e non trova nessuno ma mentre sta rientrando viene aggredita dall’assassino che la uccide con un rasoio.

Julie rimane scossa e incontra George che le offre di ospitarla a casa sua; inizialmente la donna rifiuta ma dopo aver rischiato di essere investita da un’auto nera (come quella di Jean), si spaventa e accetta la richiesta, finendo a letto con l’amante.

Il giorno successivo la polizia la interroga sulla morte di Carol e tornando a casa viene aggredita nei sotterranei del palazzo proprio dal serial killer, riuscendo a salvarsi per miracolo; racconta quindi tutto al marito e i due si recano a casa di Jean per mettere alla storia la parola fine. La casa però è deserta e i due scoprono che Jean è morto con le vene tagliate nella vasca da bagno

Julie, ormai spaventata telefona a George chiedendogli di portarla lontano da lì e i due fuggono in Spagna.

Arrivati a destinazione i due scoprono che il serial killer è morto durante il suo ultimo omicidio e finalmente Julie si placa, ma poco dopo, mentre è in strada riceve un mazzo di fiori con un biglietto che reca ancora la firma di Jean.

Julie è sconvolta e scampa per miracolo ad un uomo misterioso che tenta di ucciderla. Giunta a casa scambia per sangue l’acqua mista a ruggine gocciolata da un termosifone difettoso e, raggiunta da George sviene per l’emozione. L’uomo cerca quindi un dottore e si offre di accompagnarlo in macchina per verificare la salute della donna. Nel frattempo però Julie viene raggiunta da Jean, che aveva inscenato il suicidio, che la chiude in cucina e apre il tubo del gas inondando la stanza. All’arrivo, George e il dottor Harbe trovano la donna e la portano in ospedale dove viene dichiarata morta.

Neil Wardh giunge tempestivamente in Spagna e accusa George di averla sedotta e di essere causa della sua morte.

In seguito viene svelato tutto il piano: George aveva pagato Jean per uccidere Julie e quando Jean chiede la sua parte, George lo uccide. George però aveva un piano ancor più articolato quando scopriamo che era in combutta con Neil: in uno scambio di “favori”, Neil ha ucciso la cugina di George per farlo diventare unico erede e George in cambio ha ucciso Julie. I due festeggiano la riuscita del piano e scappano in auto quando improvvisamente appare loro Julie; si fermano e in quel momento vengono raggiunti dalla polizia che li fa sbandare e finire fuori strada, provocandone la morte. Il dottor Harbe infatti, in accordo con le forze dell’ordine, aveva finto la morte della donna per prendere i due assassini. Adesso Julie è serena e potrà continuare la sua vita con il dottore.

Commento (appassionato)

Come da tradizione nel giallo all’italiana il film vede la presenza di alcune scene di nudo e soprattutto mette in mostra il rapporto morboso e masochistico tra Jean e Julie.

Nel film, come in altri di Martino e come nel giallo in generale, i protagonisti sono esponenti dei ceti più benestanti della società e la trama (o meglio parte di essa) ruota attorno a motivi economici, di eredità in questo caso.

Se avete già visto “Tutti i Colori del Buio” noterete molte analogie tra le due pellicole, come il cast, con Edwige Fenech ancora nella parte della donna in pericolo e Ivan Rassimov nel ruolo di villain e soprattutto la tematica del tradimento, qui decisamente più “volontaria” rispetto all’altro film.

Proprio questa tematica sta alla base del titolo dell’opera: il fantomatico vizio della Sig.ra Wardh è il continuo e violento desiderio sessuale represso che ricerca tramite il continuo tradimento, prima dell’inizio della vicenda il tradimento di Jean, poi il tradimento del marito con George, poi il tradimento di George con il dottor Harbe che non ci è mostrato ma che intuiamo dagli sguardi che si scambiano i due nei secondi finali.

Il film non soffre praticamente mai di grossi cali di tensione; la suspence è continuamente tenuta alta e quando la narrazione inizia a farsi più pesante arrivano gli intermezzi di nudo a ridestare lo spettatore. Il ritmo accelera bruscamente nel finale: l’intreccio si scioglie negli ultimi dieci minuti con un susseguirsi frenetico di colpi di scena.

Diversamente dal giallo classico e da altri gialli all’italiana, il killer misterioso ricopre in fin dei conti un ruolo marginale del film; alla scoperta dell’uomo dietro agli omicidi è riservata una minima parte della narrazione. Tuttavia il killer è il motore degli eventi ed è una sorta di personaggio-McGuffin (anche se a differenza del vero McGuffin, vediamo il suo volto nella scena in cui viene ucciso): la sequela di crimini a sfondo sessuale infatti rende possibile la comunione di intenti dei tre uomini coinvolti nella storia e il loro doppio doppio gioco al centro del quale si pone la figura di George. Come afferma proprio George mentre parla con Neil, mentre è in azione un serial killer la polizia è concentrata solamente su di lui e per placare l’opinione pubblica è disposta a mettere nel “calderone” dei crimini a lui legati anche omicidi senza collegamenti.

Oltre al sempre presente sfondo “economico”, con gli eventi che scaturiscono dal desiderio di impossessarsi di una grossa somma (come codificato nel primo grande giallo italiano, “Sei Donne per l’Assassino” di Bava, datato 1964), in questo film nella trama si intrecciano anche motivi amorosi: in fin dei conti l’omicidio, o meglio il tentato omicidio di Julie, era una ripicca del marito Neil che a dirla tutta, non ha mai brillato per affetto nei confronti della moglie perennemente trascurata e che con il suo comportamento l’ha praticamente spinta a rifugiarsi nel suo “vizio”.

Scena imperdibile

Se si esclude il rocambolesco finale veramente ben riuscito, sono degne di nota le scene oniriche nelle quali Julie e Jean consumano i loro strani rapporti, che rappresentano lo strano vizio della donna. Prima vediamo Jean schiaffeggiare Julie e fare l’amore con lei sotto la pioggia, quindi lo vediamo infrangere una bottiglia e lacerarle i vestiti, infine lo si vede prendere a schiaffi Julie prima di un rapporto.

Lo Strano Vizio della Signora Wardh 2

Citazioni

Il fatto stesso che il comandamento ci dica: “Non ammazzare” ci rende consapevoli e certi che noi discendiamo da una interrotta catena di generazioni di assassini, il cui amore per uccidere era nel loro sangue come, forse, è anche nel nostro.

La parte peggiore di te, è la cosa migliore che hai e sarà sempre mia

Ora so che cerchi di sfuggirmi…ma il tuo vizio è una stanza chiusa dal di dentro e solo io ne ho la chiave

Per aver voluto sapere troppo, Adamo ed Eva perdettero il paradiso

In definitiva

Un giallo all’italiana che nella prima parte indulge un po’ troppo spesso nella classica componente erotica, ma si riprende alla grande nella seconda parte fino al bellissimo finale. Un film che merita.

Valutazione

Regia 7
 Trama 7
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.8
Annunci

10 thoughts on “#60. Lo Strano Vizio della Signora Wardh (1971)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...