#61. La Zona Morta (1983)


Nella sua mente lui ha il potere di vedere il futuro. Nelle sue mani ha il potere di cambiarlo

La Zona Morta

La Zona Morta è un film del 1983 di David Cronenberg. Tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, vede come protagonista Christopher Walken al primo grande film dopo aver vinto l’Oscar come Miglior Attore non Protagonista per “Il Cacciatore” (1978) di Michael Cimino, confermando la sua attitudine per personaggi complessi o disturbati. Il film è uno dei pochi ne quali Cronenberg non è costretto a lavorare con budget contenuti (si parla di circa 10 milioni di $) ma ne incassò in patria solamente poco più di 20 anche se vinse un Saturn Award come Miglior Film Horror.

Titolo Originale: The Dead Zone

Anno: USA 1983

Regia: David Cronenberg

Sceneggiatura: Jeffrey Boam

Cast: Christopher Walken, Martin Sheen, Brooke Adams, Tom Skerritt, Herbert Lom, Anthony Zerbe, Colleen Dewhurst, Jackie Burroughs

Durata: 103 minuti

Trama

Johnny Smith è un professore che in seguito ad un incidente automobilistico avuto in compagnia della sua ragazza Sarah (che ne esce illesa), rimane al lungo in coma.

Al suoi risveglio, anni dopo, la sua vita gli appare completamente stravolta, proprio a partire da Sarah, che lo ha lasciato e si è risposata. Tuttavia scopre di avere un potere, quello di poter vedere nel futuro delle persone grazie ad una semplice stretta di mano.

Ha la prima visione mentre si trova ancora in ospedale, dopo essere entrato in contatto con l’infermiera di turno: vede la sua casa prendere fuoco e la sua figlia piccola intrappolata in mezzo alle fiamme; la donna si spaventa e scappa a casa constatando che la previsione era esatta e riesce a salvare la figlia per miracolo.

Johnny parla di questo potere con il dottor Weizak che, inizialmente scettico, deve ricredersi quando è confermata la versione di Johnny che lo informa che la madre da lui creduta morta, è in realtà ancora viva e ricoverata in una clinica.

Le abilità di Johnny non passano inosservate e ciò che lui vede con una maledizione, per gli altri è un dono incredibile che dovrebbe mettere a disposizione; l’uomo riesce a incontrare di nuovo la sua ex fidanzata e suo figlio e, presi dalla vecchia passione, finiscono a letto insieme. L’evento induce Johnny ad aiutare la polizia di Castle Rock a catturare un serial killer che si rivelerà essere proprio l’aiutante dello sceriffo che si uccide prima di essere arrestato.

La riabilitazione procede e Johnny diventa maestro privato del piccolo Chris, figlio del ricco Rogert Stuart. Un giorno in una delle sue visioni vede Chris morire per un incidente mentre pattina sul ghiaccio e cerca disperatamente di far restare il ragazzo a casa. Il padre si risente molto del comportamento di Johnny ma il piccolo Chris, credendogli, rimane a casa. Quando alla pista di pattinaggio due ragazzi (ma non Chris) muoiono, Johnny capisce che nelle sue visioni ha una “zona morta” che può sfruttare per cambiare il futuro.

Siamo in campagna elettorale e in città sopraggiunge il senatore Greg Stilson candidato alla presidenza; Johnny gli stringe la mano e in un attimo vede un futuro orribile: una guerra nucleare scatenata proprio dal folle ex-senatore. Parla della visione con il dottor Weizak che gli confessa che se avesse avuto una visione del genere avrebbe sicuramente ucciso l’uomo.

Johnny, convinto dal consiglio, prende un fucile e si reca al comizio di Stilson ma quando gli spara manca il bersaglio; l’uomo vigliaccamente si fa scudo con il figlio di Sarah. In quel momento un fotografo immortala tutto e poco dopo Johnny viene colpito da una guardia di sicurezza e crolla a terra. Quando Stilson gli si avvicina, gli prende la mano e vede l’uomo, distrutto dalla pessima pubblicità, suicidarsi con un colpo di pistola.

Felice per aver salvato il mondo dalla catastrofe, Johnny spira serenamente tra le braccia di Sarah.

Commento (appassionato)

Il film ha il compito di far riflettere su uno dei desideri più comuni dell’uomo: riuscire a conoscere il futuro. Il potere di Johnny però è particolare perché non vede il proprio domani ma quello delle persone con le quali entra in contatto e ha la possibilità di intervenire per modificare il corso degli eventi.

Ma questa facoltà lo pone di fronte ad un dilemma: quando è a rischio il bene comune a causa di una sola persona, come comportarsi? E’ giusto sacrificare una persona per salvare il mondo intero? La vita di una persona cattiva ha lo stesso valore di quella di una persona buona?

Come fa notare il dottor Weizak e come, d’altronde, pensava sin dall’inizio Johnny, pur tra mille dubbi, è giusto uccidere il senatore perché dal suo comportamento scaturirà una guerra nucleare e quindi la morte di milioni di persone.

Ma se Johnny fosse sopravvissuto come avrebbe potuto giustificare le sue azioni? Come si sarebbe dovuto spiegare alla gente che quello che vedevano come un arringatore di folle e in sostanza un buon politico, era in realtà un folle? Come avrebbe fatto Johnny a difendersi dall’accusa di essere lui un folle omicida?

Anche per questo motivo Johnny non vede il suo potere come un dono ma come una condanna. Avere la possibilità di sfruttare la “zona morta” per cambiare il  futuro lo mette nella situazione non facile di dover decidere se lasciare che gli eventi seguano il loro corso, anche nei casi in cui siano nefasti o intervenire, con tutti i rischi che ciò può comportare, soprattutto a livello personale.

Il suo peso più grande è non poter vivere una vita normale: ha contemporaneamente la facoltà di vedere il futuro degli altri ma non il proprio; è nella condizione di non poter interagire con nessuno per non precludersi la possibilità di scoprire il suo destino; in poche parole non può godersi l’ignoranza.

Il mistero che la nostra esistenza ci riserva è ciò che Johnny vorrebbe riassaporare ma è costretto dagli eventi a farsi suo malgrado “paladino” dell’umanità.

Il film purtroppo soffre di lentezza e di un po’ di pesantezza nella prima parte per poi farsi più dinamico nella seconda parte. Gli occhi di ghiaccio e lo sguardo allo stesso tempo languido e stanco di Christopher Walken calzano a pennello per la figura di Johnny (anche se il vestiario e il taglio di capelli lo fa apparire come un Bill Gates ante litteram); molto buona anche la prova di Martin Sheen nella parte dell’arrivista Greg Stilson.

Scena imperdibile

Carica di pathos la scena già citata della visione che ha Johnny quando stringe la mano a Stilson, ora presidente degli Stati Uniti, ambientata in un futuro non molto lontano. Il delirio dell’ex-senatore che ricorda quasi Hitler (citato in seguito da Johnny) fa capire, anche senza che sia mostrato chiaramente, che il mondo si trova alla vigilia di una distruttiva guerra atomica.

Citazioni

Cosa farebbe, se avesse l’opportunità di tornare indietro nel tempo e uccidere Hitler?

In definitiva

Un bel film che pone allo spettatore degli interrogativi non da poco. A volte pecca un po’ di lentezza ma nel complesso il risultato è buono, pur non essendo propriamente il film migliore di Cronenberg e neanche uno dei “suoi”.

Valutazione

Regia 7
 Trama 8
Recitazione 8
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 7.4
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3 thoughts on “#61. La Zona Morta (1983)

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