#62. Wall Street (1987)


Wall Street

Wall Street è un film del 1987 di Oliver Stone. Film simbolo della New York affarista degli anni Ottanta, valse l’Oscar come Migliore Attore Protagonista a Michael Douglas. Con lui nel Cast, Charlie Sheen e il padre Martin Sheen che interpretano padre e figlio anche nel film e due giovanissimi James Spader (“Sesso, Bugie e Videotape” del 1989 di Steven Soderbergh e “Stargate” del 1994 di Roland Emmerich) e John C. McGinley (“Scrubs”).

Anno: USA 1987

Regia: Oliver Stone

Sceneggiatura: Stanley Weiser, Oliver Stone

Cast: Michael Douglas, Charlie Sheen, Daryl Hannah, Martin Sheen, Franklin Cover, Tamara Tunie, Terence stamp, Sean Young, James Spader, John C. McGinley

Durata: 125 minuti

Trama

Bud Fox è un giovane Broker che lavora per la Jackson Steinem & Co. Dove svolge il poco gratificante lavoro di vendita telefonica di azioni. Il suo idolo è Gordon Gekko, brillante squalo di Wall Street e guru del mercato che ha accumulato una fortuna sia con l’astuzia sia con la frode.

Bud è figlio di Carl, impiegato nella compagnia Blue star Airlines che gli confessa che finalmente i tempi duri stanno per finire perché si vocifera che la società verrà scagionata nell’inchiesta su un disastro aereo avuto tempo prima.

Bud prova tutti i giorni ad avere un appuntamento con lui e finalmente ci riesce il giorno del suo compleanno; non riuscendo ad impressionarlo gli confessa la storia della Blue Star che in seguito alla sentenza avrà di sicuro un balzo in avanti in borsa. Gekko sin convince dell’affare ed inzia a “testare” le abilità del giovane broker fornendogli un milione di dollari da investire in parte nela Blue star e in parte in compagnie a sua discrezione.

A fine giornata Bud è in perdita ma Gekko gli da uina secona opportunità: pedinare il magnate Sir Lawrence Wildman che ssi scopre, sta cercando di acquisire l’Anacott Steel. Sul mercato Bud e Gordon acquistano in massa le azioni facendone lievitare il prezzo suscitando l’ira di Wildman che si vedrà costretto a comprare la compagnia da Gekko ad un prezzo ben più alto di quanto sperasse.

Bud inizia a frequentare la decoratrice di interni Darien e il successo inizia ad arrivare: viene promosso nella sua compagnia ed entra nell’entourage di Gordon che gli fornisce i fondi per attività al limite della legalità (vendite allo scoperto e inside trading).

Bud dà un’altra idea a Gordon: comprare la Blue Star per risanarla e finalmente sdebitarsi con il padre che lo ha sempre aiutato: secondo lui i sindacati (che conosce bene, in quanto amici di vecchia data del padre) accetteranno di buon grado una riduzione degli stipendi a fronte di una espansione dei profitti futuri in seguito a nuove rotte e concessioni. Quando Bud propone il piano, i sindacati accettano ma non il padre, che vede nelle manovre di Gekko la solita scalata ad una società per smembrarla e licenziarne i dipendenti.

Bud è furioso col padre e i due hanno una lite che lascia profondamente deluso ed umiliato Carl.

Il giorno dopo il ragazzo scopre con stupore che Gordon ha comprato la società a che prevede di licenziare il personale e venderne gli asset in quando molto più redditizio rispetto ad un risanamento. Bud scopre inoltre che il padre ha appena avuto un infarto e nella stessa mattina viene licenziato in quanto sospettato dalle autorità di aver operato illecitamente per manipolare il mercato.

Dopo aver troncato la relazione con Darien, amante segreta di Gordon, Bud si convince di dover assolutamente fermare Gekko e il suo piano; da una parte si accorda con i sindacati della Blue Star proponendo un piano di risanamento e chiedendo loro di rimangiarsi la parola con Gekko e dall’altro propone la vendita della compagnia a Wildman, acerrimo rivale di Gekko. Il piano ha successo e a fine giornata Gekko si trova nella situazione di aver comprato un’enormità di azioni a prezzi altissimi non avendo la possibilità di rivenderle a prezzi vantaggiosi (dopo che i sindacati come d’accordo con Bud gli hanno messo i bastoni tra le ruote): fuorioso e riluttante vende le azioni per una miseria e Bud le gira a Wildman.

Il risultato dell’operazione è che Bud viene arrestato in seguito alle indagini ma collaborerà con la polizia e con un registratore li aiuterà a incastrare Gordon che finirà in galera.

Commento (appassionato)

Sono solito considerare essenzialmente due film che analizzano in modo fin troppo realistico gli anfratti bui del capitalismo USA degli anni Ottanta, in un periodo nel quale sembrava che Wall Street fosse il luogo dove poteva concretizzarsi una eterna supremazia del capitalismo; uno è il bellissimo “American Psycho” del 2000 di Mary Harron che analizza i risvolti più personali e psicologici della lotta senza quartiere tra giovani e rampanti agenti di borsa con le estreme ripercussioni che questa lotta ha sulla psiche del protagonista Patrick Bateman; l’altro è il divino Wall Street.

Nessun altro film ha saputo interpretare l’America Reaganiana degli yuppies intrisa di arrivismo e cinismo come Wall Street e nessun altro è riuscito a mostrare in modo così crudo il funzionamento del capitalismo e di come il capitale, assunto a divinità non si fermi di fronte a nulla, neppure di fronte alla famiglia e di fronte agli affetti, come avrà modo di mettere in evidenza Gordon Gekko: se vuoi un amico, prenditi un cane.

Gordon Gekko: un personaggio che è stato consegnato direttamente alla leggenda addirittura omaggiato da una rivista come Forbes con la sua prestigiosa copertina.

Gekko è l’esempio perfetto dello speculatore, dello squalo, dello yuppy che non si ferma di fronte a nulla: vive solo per il denaro, senza pensare alle conseguenze alle quali ciò può portare, non si fa scrupolo di rimangiarsi la parola data e di sacrificare tutto per far soldi; si crede al di sopra di tutto e di tutti, sa come approfittare delle incongruenze e delle lacune del libero mercato. Gordon non crede in nulla, non ha un dio, non ha un famiglia e non ha un amore. Tutti i suoi comportamenti discendono dalla possibilità o meno di far soldi; collezione quadri ma non si interessa di arte e a ben vedere, fa soldi ma “non crede” nel denaro: il denaro è un’invenzione e come lui afferma, si sposta da un’idea ad un’altra, da un concetto all’altro e non è colpa di nessuno se questo spostamento porta dietro di sé in molti casi la rovina di migliaia di persone.

Bud invece è combattuto dal desiderio di stare in un mondo che ha sempre sognato, affianco al suo idolo e la paura di dover sacrificare tutto per il successo, gli affetti, la famiglia e in fin dei conti, la propria anima. La sua adesione ai piani di Gekko è infatti sempre vissuta in cuor suo come un conflitto e non a caso la sua esperienza da “squalo” di Wall Street sarà molto breve. Bud in fondo è un ragazzo disposto a forzare un po’ il sistema per raggiungere i suoi scopi ma sempre rimanendo dentro precisi confini. In definitiva il mondo dell’alta finanza non è fatto per lui e lo vedremo nel finale del film rinunciare a tutto, addirittura farsi la galera per poter denunciare tutte le manipolazioni di Gordon.

Nonostante tutto il film sia incentrato sulle figure di Gordon e Bud, il ruolo di vincente e motore dei momenti decisivi della narrazione è quello della famiglia, nella persona del padre di Bud, Carl Fox.

E’ lui che sostiene il figlio in difficoltà finanziarie, è per lui che Bud vuole far comprare la Blue Star Airlines per risanarla e garantirgli una meritata pensione, è per lui e per i colleghi-amici del sindacato che Bud elabora il piano finale, rischiando il tutto per tutto, anche il carcere, per evitare che la compagnia venga smembrata. E lui che vuole impressionare e rendere fiero.

La famiglia e l’attaccamento a quei valori che non sono propri del capitalismo emergono come veri vincitori della storia: aldilà della febbre del denaro e della ricchezza sempre volatili e volubili, gli affetti rimangono l’unico solido appiglio al quale aggrapparsi quando tutto sembra stia per finire.

Scena imperdibile

Non esistono scene in questo film che non meritano di essere viste e riviste.

Tuttavia è decisamente un pezzo di storia del cinema (e della finanza…) il monologo di Gordon sull’avidità, non a caso giudicato una delle 100 migliori frasi del cinema.

La frase evidenzia come ci siano moltissimi punti in comune tra una cosa giudicata solitamente negativa come l’avidità e aspetti positivi della società, come ad esempio il progresso. Senza l’avidità di conoscenza, senza il desiderio di benessere, l’uomo non sarebbe mai spinto a migliorarsi e, in parallelo, senza il desiderio smodato di denaro non ci sarebbe la ricchezza, anche se questa ricchezza, spostandosi in massa e di frequente da una parte all’altra del pianeta contribuisce a creare gravi squilibri, immani fortune e grossi crolli.

Citazioni

L’avidità, non trovo una parola migliore, è valida, l’avidità è giusta, l’avidità funziona, l’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro, ha improntato lo slancio in avanti di tutta l’umanità. E l’avidità, ascoltatemi bene, non salverà solamente la Teldar Carta, ma anche l’altra disfunzionante società che ha nome America.

Non c’è più alcuna nobiltà nella miseria

Non sarai tanto ingenuo da credere che viviamo in una democrazia, vero Buddy? È il libero mercato.

I più di questi laureati a Harvard non valgono un cazzo. Serve gente povera, furba e affamata. Senza sentimenti. Una volta vinci e una volta perdi; ma continui a combattere. E se vuoi un amico, prenditi un cane.

In definitiva

Un pezzo da Novanta della storia del cinema, uno spaccato crudo e realistico di quella parte del mondo che trent’anni fa credeva di poter dominare il mondo in eterno solo giocando in borsa. Splendido, coinvolgente, non sembra neppure sia lungo oltre le due ore, Michael Douglas è quantomeno strepitoso. Da non perdere per nulla al mondo.

Valutazione

Regia 8
 Trama 8
Recitazione 9
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 9
Voto complessivo 8.6
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7 thoughts on “#62. Wall Street (1987)

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