#66. Porno Holocaust (1981)


Porno Holocaust

Porno Holocaust è un film del 1981 di Joe D’Amato (al secolo Aristide Massaccesi) e Bruno Mattei (non accreditato). Appartenente al periodo erotico del regista, contiene moltissimi inserti pornografici, che vedono in larga parte protagonista Mark Shannon (in seguito uno dei primi pornodivi italiani). Tra i protagonisti spicca il nome di George Eastman, celebre per le sue apparizioni negli anni Settanta in film come “Cani Arrabbiati” (1974) di Mario Bava e “Emmanuelle – Perché Violenza alle Donne?” (1977) di Joe D’Amato.

Anno: ITA 1981

Regia: Joe D’Amato

Sceneggiatura: George Eastman

Cast: George Eastman, Mark Shannon, Lucia Ramirez, Dirce Funari, Annj Goren

Durata: 113 minuti

Trama

In un’isola atlantica, alcune ricognizioni aeree rivelano l’esistenza di una fauna ingigantita da quando il sito è stato scelto per effettuare esperimenti nucleari. Il gruppo formato dal dott. Lamoir, la contessa Dorcin de Saint Jacques, le biologhe Simone Keller (con il marito) e Annie Darmon viene accompagnato dal capitano O’Day sull’isola per indagare sull’accaduto. Sull’isola però si trova anche un uomo mostruoso, reso deforme dalle radiazioni che gli hanno incrementato le dimensioni del pene. Il primo a fare le spese della sua furia è il professor Keller, durante un bagno in mare, quindi la moglie Simone. Il resto del gruppo, spaventato cerca di fuggire dall’isola ma per farlo è costretto ad aspettare la barca di appoggio che tarda ad arrivare.

Il mostro sequestra Annie che nella grotta dove viene tenuta prigioniera scopre che quello che appare come un uomo deforme non è altro che un abitante dell’isola che non aveva fatto in tempo a scappare prima dell’inizio degli esperimenti.

Nel frattempo troveranno la morte per strangolamento anche il dott. Lamoir e la contessa, violentata a morte. La barca di appoggio arriva ma l’equipaggio viene ucciso dal mostro. O’Day riesce però a liberare Annie e fuggire dall’isola. I due, prima di essere salvati da una nave di passaggio si lasciano andare ad un ultimo rapporto sessuale.

Commento (appassionato)

Gli anni ’70 videro la proliferazione, prima negli Stati Uniti, poi in Europa, di un nuovo genere, quello pornografico, in realtà esistente dagli albori del cinema; la sua legalità era però era pesantemente contestata e ogni produzione percepiva una sorta una ghigliottina sopra al collo pronta a partire spinta dalla censura. Il genere pornografico, nei primi anni ’80 ancora in via di definizione e in attesa di essere definitivamente codificato, cercava film dopo film una sua strada e lo si vedeva spesso mescolato ad altri generi. Nel nostro paese solo un regista aveva le credenziali per poter fare un minestrone a base pornografica, cioè Joe D’Amato, che, come da sua tradizione, in “Porno Holocaust” contaminò il genere con l’horror anche se la componente di terrore in questo caso è davvero limitata e la pellicola può considerarsi a tutti gli effetti un film pornografico.

In realtà, almeno sulle prime, nonostante il film faccia parte del periodo erotico-esotico del regista (leggi pure porno-esotico), la pellicola doveva chiamarsi solo Holocaust e contenere le classiche scene di nudo spinto ma non sequenze pornografiche, tuttavia si decise di infarcire il tutto con scene hard. Per stessa ammissione di D’Amato: “Volevamo scioccare il pubblico… era da poco che si facevano film hard e ancora non si sapeva da che parte andare”.

Tuttavia, nonostante la massiccia presenza di scene da X-rate, è quasi interessante analizzare il film per il suo valore come una sorta di “iniziatore” di un nuovo genere in Italia; seppur a tratti strampalata e difficile da scovare nel mare di tette e culi (per non dire c@xxi e f!8he), uno pseudo straccio di trama c’è, come da tradizione nei primi film di questo genere; tuttavia se si prova a mandare avanti veloce le scene porno, rimane si e no una mezz’oretta di film, nel quale la narrazione e i dialoghi rasentano il nulla. Si aggiunga che gli attori, non ancora pornostar di professione, spesso non brillano per “rigidità”.

L’unico pezzo da novanta del film è il mitologico George Eastman che tenta di barcamenarsi nel mare di sesso che permea il film anche se, a dirla tutta, ha anche lui le sue “colpe” per la risicata trama, dal momento che soggetto e sceneggiatura vedono la sua firma. Per ciò che riguarda gli altri protagonisti una particolare menzione va a Mark Shannon (che avrà una carriera nel cinema hard) il cui volto è il tipico ritratto del pornostar baffuto anni Ottanta; completano la compagnia Dirce Funari, presente in molte pellicole erotico-pornografiche pur senza partecipare mai a scene hard, Lucia Ramirez, sorta di amuleto di tutti i film domenicani di Joe D’Amato e Annj Goren che negli anni ’80 avrà una carriera nel porno. Il cast rimarrà sostanzialmente invariato in tutte le produzioni erotiche di Joe D’Amato.

Le follie della coppia M&M’s (Massaccesi & Montefiori) partono dalla bizzarra scelta della compagine inviata sull’isola: oltre ad un fisico e ad una biologa (comprensibile, visto che si deve indagare sugli effetti delle radiazioni sugli esseri viventi) e alla coppia formata da una ninfomane e da un professorucolo col desiderio sessuale di un attaccapanni e contemporaneamente sofferente di eiaculazione precoce, non si capisce perché si sia aggregata la fantomatica contessa e quale sia il suo ruolo (a parte ovviamente quello di concedersi a uomini, donne e chi più ne ha più ne metta).

Porno Holocaust 2

Il contributo scientifico della signorina ninfomane Simone rasenta il nulla (mentre invece rasenta l’eccellenza il suo corredo di natiche), mentre il marito si limita a criticare il Dott. Lemoir per ogni singola cosa che accade sull’isola, cercando di dare spessore al proprio ruolo con dichiarazioni del tipo “sono quelli come lui che giocando con gli atomi stanno mandando il mondo alla malora”. Roba che se Eastman, grande il doppio di lui, lo sentisse, lo farebbe stramazzare a terra come un tappetino da bagno.

Ma fortunatamente qualcuno dall’alto ci mette una mano e lo fa uccidere dal mostro che null’altro è se non un indigeno con una maschera da lebbroso (o forse semplicemente coperto di fango) e una lasagna stracotta sul naso da maiale.

Il gioioso deforme regala in seguito un assaggio del suo stecco ducale a Simone, ma visti gli effetti inflativi della radiazioni, il suo batacchio si rivela troppo per l’allupata biologa che soffoca e muore. Da notare che le radiazioni (che gli hanno evidentemente fritto completamente il cervello) non hanno aumentato la sua altezza o irrobustito la sua costituzione, ma solo triplicato le dimensioni del pistolotto, più simile a quello di un cavallo (fulgida intuizione di M&M’s).

In seguito, il classico colpo di genio: due uomini muoiono senza dire bau con della trippa spalmata in faccia a chilometri di distanza dall’accampamento, ma improvvisamente tutti hanno sentito qualcosa e pronunciano la fatidica frase idiota: “DIVIDIAMOCI!”…ma che bisogno c’è di dividersi se quello che avete sentito viene da un punto preciso??? Questo intelligentissimo (!) espediente permette ai protagonisti di essere fatti fuori uno per uno dal mostro che a quanto pare è più intelligente di loro.

Porno Holocaust 3

La prima a fare le spese di questa sciaguratamente fantastica idea è Annie, per nulla intimorita dall’energumeno, ma anzi abbastanza stuzzicata dall’idea di farsi trapanare da uno del suo colore. Il mostro non la uccide e lei ha tempo di fare la scoperta che umanizza un po’ la figura del cavernicolo che forse ammaliato dalla pelle scura della sua vittima che forse gli ricorda la defunta moglie, il cui teschio campeggia come arredo nella grotta (non aveva una foto da incorniciare e ha usato direttamente il teschio), si comporta per la prima volta da essere umano e offre del cibo alla donna e perfino dei fiori.

Alla fine, dopo la morte di un buon 98% delle persone presenti (tutte intervallate da scene nelle quali O’Day corre senza un perché con la camicetta aperta), tra i quali il Dott. Lemoir (la sceneggiatura l’ha scritta Eastman, poteva anche non farsi uccidere come un pirla!) e una donna che passava di lì e che viene stuprata da svenuta (anche se è perfettamente in grado di puntellarsi con le mani…) dal mostro, il cui pendolo sembra essersi inspiegabilmente ridotto, finalmente la superstite Annie e il focoso O’Day riescono a fuggire ma non prima di aver incontrato nuovamente il mostro che, immune alle fiocinate, prova a farsi giustizia, desistendo però quando Annie lo chiama con il suo vero nome.

Dopo un’altra trombatina in mezzo al mare si conclude così un film che almeno in quanto a contenuti, è stato onesto già dal titolo.

Scena imperdibile

La scena nella quale la contessa delizia i due gentili signori dalla eburnea pelle in uno pseudo bordello per donne; il centro a quanto pare offre anche trattamenti per la cute, dal momento che uno dei due uomini accarezza con fin troppa foga i capelli della donna, mentre l’altro le gratta la schiena. Il tutto con un fantastico sottofondo musicale molto poliziottesco anni ’70.

Questo è solo l’antipasto; in seguito vedremo amplessi omo e eterosessuali (tra i quali spicca la scopatona di fronte ad un rassegnato George Eastman -che abbandona il campo- tra la disperata contessa e il tenente dal sensualissimo calzino nero) fino alla scena madre del film: la morte di Simone che soccombe soffocata dalla mazza bicolor del mostro che, dal momento che non vede donne da quasi trent’anni, pensa bene di accoppiarsi selvaggiamente con la bocca della malcapitata. Degno di nota il fatto che la donna sente probabilmente arrivare il mostro e quando questo le si para davanti, memore degli insuccessi sessuali del “professore”, non rimane spaventata, pregustando un focoso coito con l’indigeno (d’altronde “once you try black, you’ll never go back”) e rimane terrorizzata solamente quando l’uomo le prende la testa come fosse una sfera di cristallo per usarla come svago erotico.

Piccola nota per quanto riguarda il finale: la coppia riesce ad allontanarsi dall’isola e, stranamente, ci da dentro sulla barchetta (a motore, anche se O’Day per fare il figo va a remi per cinque chilometri). In seguito visto che i viveri e la benzina sono finiti il perspicace marinaio afferma che sono destinati a vagare seguendo la corrente, anche se la barca è palesemente ferma a riva. E qui l’ultima, devastante, perla; un easter egg del grande Joe D’Amato: mentre la coppia si sbraccia per farsi vedere da una carretta che si trova a 8 anni luce di distanza dalla prua della nave vediamo il testone di un cameraman!

Citazioni

Seppelliamolo in mare, il mare ne può tenere tanti di segreti.

Che succede? Presto andiamo a vedere! Dividiamoci!

Non conosco nessuna belva tranne l’uomo che prima di uccidere una donna la violenta.

In definitiva

Uno dei maggiori deliri di Joe D’Amato che confeziona con George Eastman un film destinato a diventare oggetto di culto, fondendo horror (poco) e porno (tanto). Non si può non vedere.

Valutazione

Regia 6
 Trama 2
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 5.0
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4 thoughts on “#66. Porno Holocaust (1981)

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