#67. I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale (1973)


I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale

I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale (conosciuto al’estero con il titolo “Torso”) è un film del 1973 di Sergio Martino, che chiude la parentesi gialla iniziata con “Lo Strano Vizio della Signora Wardh” del 1971 e proseguita con “Tutti i Colori del Buio” e “Il Tuo Vizio è una Stanza Chiusa e Solo Io ne ho la Chiave” entrambi del 1972. Assieme a “Reazione a Catena” del 1971 di Mario Bava è uno dei primi e più importanti film slasher italiani che diede avvio al genere anche fuori dai nostri confini. Protagonisti della pellicola Luc Merenda, che avrà in seguito successo con il filone poliziottesco, Suzi Kendall (resa celebre da “L’Uccello dalle Piume di Cristallo” del 1970 di Dario Argento) e John Richardson (“La Maschera del Demonio” del 1960 di Lamberto Bava).

Anno: ITA 1973

Regia: Sergio Martino

Sceneggiatura: Ernesto Gastaldi, Sergio Martino

Cast: Suzi Kendall, Luc Merenda, Tina Aumont, Angela Covello, Carla Brait, John Richardson, Roberto Bisacco, Conchita Airoldi (accreditata come Cristina Airoldi), Carlo Alighiero, Vincenzo Crocitti

Durata: 90 minuti

Trama

Una coppia appartata in macchina viene uccisa da un uomo misterioso vestito in nero con un cappuccio bianco. Stessa sorte toccherà tempo dopo ad una ragazza di ritorno da un raduno di hippie. Le due vittime sono accomunate dal fatto di essere state strangolate con una sciarpa bianca e nera e di recare sul corpo segni di violenza post-mortem. Ad ogni omicidio l’assassino rievoca una strana immagine di una bambola.

Daniela crede che il responsabile sia Stefano che la ama non ricambiato ma le sue amiche Jane, Katia e Ursula, tutte iscritte al corso d’arte dell’Università di Perugia tenuto dal professor Franz, pensano che il ragazzo non possa essere capace di arrivare a tanto.

Daniela con Katia e Ursula per sfuggire alle preoccupazioni si ritira nella villa in campagna  dello zio; durante il viaggio in treno incontrano il giovane dottore Roberto anch’egli diretto al paese. Il giorno successivo le raggiunge in auto anche Jane.

Le ragazze durante la sera sono spiate da un guardone  che viene ucciso dal killer che le ha seguite. Il giorno successivo, appena svegliata Jane  si infortuna alla caviglia e le amiche chiamano Roberto che le lascia delle pillole per dormire in caso di dolore. Jane le prende e tutta la notte dorme un sonno profondo.

Al risveglio, aperta la porta della camera non trova nessuno e scesa al piano terra vede le amiche orribilmente uccise. La porta sta per aprirsi e Jane si nasconde: vede entrare l’assassino che prende i corpi delle amiche ed inizia a smembrarli con una sega. La ragazza per non essere vista si nasconde in camera; quando l’assassino sente rumori dalla stanza, lei si nasconde nell’armadio e vede entrare l’assassino che non vedendo nulla esce e la chiude dentro a chiave.

I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale 2

Dopo aver seppellito tutti i cadaveri l’assassino se ne va ma tornato in paese sente parlare alcuni ragazzi che gli fanno capire che le ragazze non sono tre ma quattro. Ritorna quindi alla villa e sale verso la camera di Jane che sta cercando di liberarsi riuscendo a braccarla. L’assassino è il professore del corso d’arte, rimasto scioccato da bambino dalla caduta da un burrone del fratello Gianni che stava tentando di recuperare una bambola per una bambina. Da quel giorno odia le donne e ha problemi di impotenza, ragion per cui ha ucciso tutte le ragazze, ree di averlo provocato e quindi ricattato.

Roberto riesce ad arrivare appena in tempo e a far fuggire l’assassino prima che strangoli Jane, quindi ingaggia una lotta con lui finchè non riesce a farlo cadere dallo stesso burrone dal quale era caduto l’amico.

Commento (appassionato)

Il cinema di genere italiano è sempre stato contraddistinto da una certa componente erotica. Non fa eccezione il giallo all’italiana che non lesina ai suoi cultori qualche nudità e protagoniste sensuali e disinibite. Non è quindi una sorpresa che, dato il titolo e viste le primissime inquadrature anche in questo film di Martino la componente erotica abbia un’importanza rilevante, anzi è fin troppo marcata.

In fin dei conti si tratta sempre di un film giallo e in teoria la priorità dovrebbe essere data alla ricerca dell’assassino misterioso anche in questo film (come quasi sempre accade) dal volto mascherato e con guanti e giubbotto di pelle. Tuttavia non me la sento di condannare l’operato di Sergio Martino dal momento che l’erotismo deve necessariamente stare alla base di una vicenda che tratta di omicidi e violenze carnali e, tutto sommato è limitato alla prima parte della pellicola (quasi si trattasse di uno specchietto per le allodole).

Come da tradizione giallo slasher, le vittime dell’assassino diventano ben presto carne da macello: se il modus operandi degli omicidi varia da caso a caso, tutte le morti sono accomunate dallo smembramento dei corpi e da violenze postume sui cadaveri, come nel caso di Carol i cui occhi vengono spinti a forza dentro le orbite prima che il corpo venga scempiato con il coltello.

La location che sceglie Martino è davvero suggestiva e il centro storico di Perugia è il soggetto principale della bella fotografia di Giancarlo Ferrando.

Delle quattro ragazze in villa si salva solo Jane, forse perché la più “normale”. E’ una sorta di legge non scritta che nello slasher la final girl è solitamente la più equilibrata; tagliate fuori quindi Katia e Ursula, dalla sessualità troppo promiscua (si lasceranno andare ad effusioni lesbo in camera da letto) e Daniela.

Molto interessante l’espediente del ritrovamento dei cadaveri con lo sguardo sbarrato: non ci è dato sapere la modalità dell’omicidio delle donne e l’unica cosa che ci viene mostrata è la reazione di un’impotente e ferita Jane, costretta per non farsi scoprire ad assistere alla macellazione delle sue amiche.

Altra grande trovata di Martino, la scena nella quale l’assassino da la chiave della stanza a Jane, che, credendosi salva, apre immediatamente la porta permettendoci di venire a conoscenza del volto del killer che molto probabilmente lei già conosceva avendolo spiato da dentro l’armadio e della sua storia.

Ne approfitto per fare una particolare menzione: Angela Covello tra le protagoniste è decisamente la più sensuale e il suo sguardo da solo basterebbe ad ammaliare lo spettatore; Martino però non contento decide di farcela vedere senza veli, lasciandoci assolutamente a bocca aperta. E’ un peccato che una donna così bella sia completamente sparita dalla circolazione dei primissimi anni Ottanta (Sig.ra Covello, se ci legge, mi contatti!).

I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale 1

Il film è considerato uno dei più violenti mai realizzati in Italia ed è il più estremo realizzato da Sergio Martino. Gli effetti speciali non sono un granchè e in molti potevano essere risparmiati senza per questo pregiudicare la componente shock: troppa gommapiuma e troppi manichini irreali (uno su tutti quello della prima vittima dell’assassino, di un colore biancastro e che si spezza come fosse di porcellana. Fortunatamente Martino in mole sequenze rinuncia all’effetto schioccante e lascia che siano i suoni, le musiche e i rumori a tenere alta la tensione, come nelle lunghe sequenze nelle quali Jane “attende” il killer chiusa in camera, percependo ogni suo singolo passo o movimento.

Scena imperdibile

Carica di tensione la scena nella quale l’assassino “regala” la chiave a Jane passandogliela sotto la porta che porta allo soluzione del mistero.

Citazioni

Ho dovuto farlo Jane, erano delle bambole, delle stupide bambole di carne, capisci?

I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale 3

In definitiva

Buona pellicola slasher di Martino che rispetto al precedente “Reazione a Catena” di Bava dello stesso filone preme più sull’acceleratore, almeno nella prima parte sulla componente erotica. La tensione rimane sempre alta e il finale rivelatore aiuta a riannodare tutti i fili. Consigliato.

Valutazione

Regia 7
 Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.6
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3 thoughts on “#67. I Corpi Presentano Tracce di Violenza Carnale (1973)

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