#68. Manos: The Hands of Fate (1966)


It’s Shocking! It’s Beyond Your Imagination!

Manos - The Hands of Fate

Manos: The Hands of Fate è un film del 1966 di Harold P. Warren. Capolavoro del trash low budget è solitamente ma discutibilmente categorizzato tra gli horror. Warren fece tutto in proprio (regia, sceneggiatura, produzione e direzione) e scritturò attori locali. Accanto a “Plan 9 From Outer Space” (1959) di Ed Wood è giudicato uno dei peggiori film mai realizzati e nel 1993 dopo anni di dimenticatoio fu (ri)portato alla notorietà dalla trasmissione cult MST3K.

Anno: USA 1966

Regia: Harold P. Warren (accreditato come Hal Warren)

Sceneggiature: Harold P. Warren (accreditato come Hal Warren)

Cast: Harold P. Warren, Tom Neyman, John Reynolds, Margaret Mahree, Jackey Neyman

Durata: 74 minuti

Trama

La famiglia composta da Michael, Margaret, Debbie e il piccolo cane Peppy sono in vacanza e stanno girando nel deserto in auto in cerca di un hotel.

Dopo ore di ricerca vedono un casolare e vengono accolti dal misterioso Torgo che gestisce la casa per conto del Master. La famiglia acconsente di fermarsi per la notte e appena entrati sono catturati da un quadro raffigurante un uomo con i baffi (il Master) con un cane nero dagli occhi bianchi.

Manos - The Hands of Fate 2

Torgo spiega alla famiglia che non c’è via d’uscita da quella casa ma loro, spaventati dalla situazione, vogliono comunque provare la fuga. Mentre il piccolo cane di Debbie esce di casa, trovando la morte, Margaret viene bloccata in camera da Torgo che le dice che diverrà la nuova moglie del Master.

L’uomo quindi stordisce Michael e lo lega ad un palo fuori dalla casa proprio mentre il Master riprende vita, circondato dalle sue mogli e si decide il da farsi della famiglia. La prima moglie, per la sua insolenza dovrà essere sacrificata, così come Torgo, tramortito dalle donne.

Michael e la famiglia tentano finalmente la fuga ma per la stanchezza di Margaret, fanno ritorno alla casa, dove si barricano. Qui però vengono raggiunti dal Master che, immune ai proiettili sparati da Michael, li ipnotizza.

Nella scena finale vediamo una coppia di amiche che raggiunge la casa e si scopre che Michael sotto una serta di incantesimo è il nuovo Torgo e moglie e figlia sono le nuove mogli del Master.

Commento (appassionato)

La storia che sta dietro alla realizzazione di “Manos: The Hands of Fate” è talmente sconclusionata che vale la pena di essere raccontata.

Il regista Harold P. Warren fece in un pub una scommessa con lo sceneggiatore Stirling Silliphant affermando di riuscire a girare in totale autonomia un film. Raccimolata una cifra esigua, scritturò alcuni attori teatrali di El Paso, Texas e, scritto l’inizio della sceneggiatura sui tovaglioli del pub iniziò a girare.

L’attrezzatura fu noleggiata, quindi si cercò di girare il maggior numero di sequenze nel minor tempo possibile; la cinepresa però riusciva a registrare un massimo di una trentina di secondi e non registrava l’audio. Per questo il doppiaggio fu inserito in seguito in fase di montaggio, montaggio che si rivelò però appena abbozzato.

Alla prima del film Warren fece portare i protagonisti al cinema in Limousine, ma dovette fare due viaggi per la scarsa capienza dell’auto. Il pubblico all’inizio della proiezioni si limitò a qualche risata, a metà proiezione il cast dovette scappare per evitare l’umiliazione, a fine pellicole il pubblico fece una standing ovation e fischi di derisione.

“Manos” finì nell’oblio per essere recuperato nel 1993 (per fortuna) dallo show Mistery Science Theatre 3000 che lo regalò di nuovo al mondo.

Dopo la lunghissima sequenza della famigliola in auto (dove Warren dimenticò di inserire i titoli di testa, lasciandola quasi totalmente muta), l’inquadratura va a pescare una coppietta che amoreggia in mezzo al deserto ma…sorpresa! Sulla destra appare il ciak non rimosso in fase di montaggio!!!

Manos - The Hands of Fate 1

A proposito della coppia che limona, la loro presenza ai fini della storia è completamente inutile ma tant’è; se “Manos” è stato giudicato uno dei peggiori film mai realizzati un motivo ci sarà.

Quanto Teo Teocoli ehm…il Master si sveglia, il regista ha la brillante idea di tornare sulla coppietta di futuri alcolizzati che pomiciano in mezzo al nulla fin quando sono interrotti dal solito poliziotto rompipalle che sembra abbia come unico scopo quello di fracassare l’anima agli amoreggiatori della notte. Peraltro tutte e tre le scene nelle quali compaiono i due piccioncini sono dei chiarissimi copia e incolla.

Parliamo della cosa più bella del film (se escludiamo la protagonista che sembra niente male): il mantello del Master. Realizzato con un sacchetto della spazzatura condominiale, reca al suo interno due manone rosse (d’altronde Manos in spagnolo significa mani, quindi quale mantello più azzeccato?). Il Master, dal colorito bianco-saliva reca inoltre ai piedi dei fantastici sandali da contadino e quando parla ha una sintassi del tipo “all your base are belong to us”.

Manos - The Hands of Fate 4

Quando il buon Master, sacerdote del dio Manos si sveglia, sproloquia una lunghissima preghiera il cui unico risultato è quello di risvegliare le sue mogli che si mettono in cerchio e cominciano a blaterare e a fare un casino assurdo. Accortosi del terribile errore il Master si siede sconfortato su un muretto meditando il suicidio fin quando si decide finalmente a urlare dietro a quelle oche starnazzanti strafatte di gelosia

Ma stando a ciò che dice il Master, Manos è un dio a cui piacciono molto le donzelle; penso quindi che, troppo preso da cercare le femmine, abbia dedicato poco tempo a dettare le regole della sua religione: infatti le mogli del Master arriveranno ad azzuffarsi (o meglio a far finta) per decidere se uccidere o no la bambina (il tutto con un sottofondo stile Benny Hill), perché a quanto pare, secondo le regole, le donne vanno rapite e trasformate in spose di Manos (o del Master, non si capisce bene), ma alcune delle galline lì presenti si chiede se sia giusto o no prendere anche la bambina (sì in quanto donna o no in quanto, come fatto a più riprese notare da Torgo, il Master non gradisce bambini/e?).

La recitazione è assolutamente inesistente e i personaggi “recitano” le loro poche battute con una pesantezza inaudita: prima arriva l’inquadratura, poi qualche secondo di silenzio, e infine la battuta. E questo nei momenti “parlati” del film che in realtà è composto per tre quarti da inquadrature senza senso (ad esempio l’interminabile scena dell’auto che ad inizio film va a zonzo per il deserto senza una precisa meta).

Non basterebbe un quintale di carta per descrivere le non doti recitative di Margaret e di Mike: ripetono le battute alla nausea, sbagliano il tono (rendono interrogative frasi esclamative e viceversa) guardano dove vogliono e hanno l’espressività di un mango. Insopportabile anche la bambina che quantomeno ha la compiacenza di dormire per quasi tutto il film.

Un plauso invece a Torgo che è da subito un idolo indiscusso: è un misto tra Joe Cocker, una cassa di rhum di pessima qualità e una valigia di tic nervosi: mentre si presenta sembra che avvia un ragno che gli corre nella schiena, poi mostra tutta la sua abilità nel portare bagagli derivatagli dalle spropositatamente grandi ginocchia, il tutto mentre continua a ripetere con un tono sempre più impastato da ubriacone che “The Master will not approve”.


Inoltre il povero satiro (vagamente somigliante a Daniele Bossari) è costretto a subire le angherie di Mike che gli ordina di spostare i bagagli dentro e fuori. Ma solo io provo compassione per quel povero sciancato?

Manos - The Hands of Fate 3

La colonna sonora non ha senso: sembra che il regista abbia chiesto ad amici di suonare tutti i pezzi che conoscevano e il risultato è la snervante musica di sottofondo.

Non mi risulta esistere una versione italiana del film ma pregherei alcuni cinefili incalliti di realizzarne una, così solo per il gusto di rendere più naturale la comprensione del film (che in realtà non ha nulla da comprendere).

Scena imperdibile

In un film del genere ovviamente non ce ne può essere una sola.

  • Le svariate inquadrature dei tre personaggi dopo il “dialogo” con Torgo. Warren ci mostra le inutili faccione dei personaggi che tentano di esprimere senza riuscirci una qualche forma di emozione.
  • Gli interminabili minuti durante i quali la coppia fissa il quadro che ritrae il Master (o Teo Teocoli) con il suo alano dagli occhi bianchi continuando a dire frasi del tipo “Oh, com’è sinistro!”
  • Quando Mike esce dalla casa c’è un libellulone di 3 etti e mezzo che svolazza di fronte alla telecamera che, ovviamente, non è stato tolto in fase di montaggio (visto che la fase di montaggio è semplicemente inesistente). Data la stazza dell’insetto forse è lui il responsabile dell’uccisione del cane.
  • La scena durante la quale Jane, con il classico sole di mezzogiorno che spacca i sassi, pronuncia la frase “Si sta facendo buio!”
  • La scena scandita da un languido sax, che solitamente introduce le sequenze porno, nella quale Torgo con la sua mollezza tenta di toccare Margaret: dopo averle detto che il Master la vuole in moglie (sua personale invenzione) comincia, con fare da anguilla a ciondolare ubriaco di fronte alla donna allungando una mano e con una faccia a dir poco orgasmica (e con le sopracciglia disegnate senza che gli siano state rasate quelle originali) riesce ad accarezzarle una spalla. In tutto questo Margaret non si muove di un millimetro, salvo poi scostarsi di un passo (ben conscia del fatto che per percorrere quell’ulteriore distanza Torgo ci metterebbe 12 o 13 minuti) e intimare al simpatico molleggiato di farla finita. Quindi gli molla una pizza in faccia con tanto di rincorsa (lentissima) per poi mettersi ad urlare il nome del marito (intento alla riparazione del motore, pur senza capirci un’acca) in modo talmente patetico che neanche una bambina nel paese dei mostri. Tra l’altro vista la scarsa agilità di Torgo lei sarebbe potuta scappare in ogni momento.
  • Il siparietto tra Torgo e il Master: giustamente lo storpio custode ha adocchiato per primo la gnocca moglie di Mike e visto che il Master ha già sei mogli non gli dispiacerebbe tenere per sè almeno una donna. Ma il Master è irreprensibile: Manos ha detto che tutte le donne sono del Master (bello fare il sacerdote di un dio del genere eh…)
  • Torgo ucciso a forza di carezze dalle mogli del Master: egli ordina alle signore che l’unico personaggio divertente del film venga sacrificato. Loro quindi gli si avventano contro e…lo acarezzano! Ma a quanto pare la cosa ha successo e Torgo il cui stato di salute è così precario che basta una carezza a metterlo k.o., stramazza a terra.
  • La mano di Torgo che, messa sul fuoco esplode come un botto di capodanno, lasciando al simpatico beone un moncherino e al Master una mano carbonizzata che suscita una lunga quanto finta e forzata risata malefica.
  • La fuga dalla casa della famiglia: Margaret passa un’ora a rompere che bisogna andarsene a tutti i costi. Mike, che vediamo ogni cinque minuti affaccendato in qualcosa (di inutile) finalmente acconsente ma dopo si e no 3-400 metri Margaret è già caduta a terra come un sacco di patate per ben tre volte quindi si convince che bisogna tornare indietro (dopo una cosa del genere le avrei piantato una pallottola in testa). La cosa interessante è che prima di uscire Mike dice una cosa del tipo “usciamo di qui (in piena notte n.d.r.), ci sarà qualcuno che può aiutarci NEL DESERTO”
  • Unica scena quasi decente (ovviamente se comparata con il resto del film) è quella che vede Michael nei panni del nuovo Torgo e moglie e figlia legate ad una colonna nuove mogli del Master.

Citazioni

I’m Torgo, I take care of the place when the Master is away!

The Master does not approve of such devices.

You have failed us, Torgo. For this, you must die.

Your power fails you!

In definitiva

Per certi versi ancora migliore del peggio del peggio (“Plan 9 from Outer Space” di Ed Wood del 1959), “Manos” non può non essere visto dai cultori del trash. Se esistesse una versione italiana sarebbe il film da vedere con gli amici ubriachi per non dimenticarlo mai più. Ma anche così, credetemi sarà difficile dimenticarlo.

Il film è entrato nel pubblico dominio negli USA e lo potete trovare al link Manos: The Hands of Fate o vederlo qui sotto.

Valutazione

Regia 0
 Trama 0
Recitazione 0
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 1
Voto complessivo 0.2
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3 thoughts on “#68. Manos: The Hands of Fate (1966)

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