#69. Insidious (2010)


Insidious

Insidious è un film del 2010 di James Wan. Appartenente al sottogenere della possessione demoniaca, al botteghino ebbe un ottimo riscontro, incassando circa 97 milioni di $. La sceneggiatura è di Leigh Whannell, famoso per il ruolo di Adam in “Saw – L’Enigmista”, del quale Wan firmò regia e sceneggiatura. Protagonisti Patrick Wilson (ancora con Wan nel seguito “Insidious 2 – Oltre i Confini del Male” e in “L’Evocazione – The Conjuring” entrambi del 2013), Rose Byrne, anch’ella presente nel sequel e il piccolo Ty Simpkins, presente in moltissimi film di successo come “La Guerra dei Mondi” (2005) di Steven Spielberg, “Iron Man 3” (2013) di Shane Black e “Jurassic World” (2015) di Colin Trevorrow.

Anno: USA 2010

Regia: James Wan

Sceneggiatura: Leigh Whannell

Cast: Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lyn Shaye, Leigh Whannell, Barbara Hershey, Angus Sampson, Leigh Whannell

Durata: 98 minuti

Trama

I Lambert si sono appena trasferiti in una nuova casa e la loro vita procede normale fin quando il figlio Dalton non si fa male in soffitta per la rottura di una scala. Il giorno successivo non si sveglia per andare a scuola e i dottori rivelano che è come in coma.

Nella casa iniziano ad accadere strani eventi; un giorno la moglie Renai sente piangere il figlio più piccolo e in camera vede un’ombra come di una persona che scompare all’improvviso. Le apparizioni, assieme a strani rumori si fanno sempre più frequenti e la coppia decide di cambiare casa.

Ma anche nella nuova casa accadono cose strane finchè Renai, spinta dalla suocera, si rivolge ad una medium, Elise, che vinto lo scetticismo del padre Josh, si mette al lavoro. La donna sostiene che Dalton ha il potere di essere un “viaggiatore”, di far allontanare l’anima dal corpo per esplorare nuove dimensioni; in questo suo peregrinaggio si è spinto oltre ed è finito in quello che Elise chiama “Altrove”.

Elise dice di vedere nella casa un demone che è identico a quello visto da Renai e disegnato da Dalton.

La donna invita a casa di Josh la mamma che gli fa un rivelazione: conosceva già Elise perché quando lui era piccolo avevano vissuto un’esperienza simile a quella di Dalton: uno spettro con il volto velato e con un fiore in mano si manifestava in tutte le fotografie scattate dalla madre a Josh, volta per volta sempre più vicino al ragazzo, quasi da toccarlo; quando Josh vede le foto gli viene spiegato che il potere che ha il bambino gli è stato trasmesso da lui.

Josh si convince che è l’unico a poter salvare il figlio e con l’aiuto di Elise entra in uno stato di incoscienza, liberando la propria anima ed arrivando all’Altrove; qui entra in una casa infestata da fantasmi e demoni dove riesce a trovare Dalton; mentre sta cercando di portarlo via un demone con la faccia da diavolo, lo stesso disegnato da Daltn, visto da Elise e apparso durante il giorno alle spalle di Josh, li insegue. Si crea come un varco tra questo mondo e quello reale tanto che i demoni e gli spettri stanno per attaccare Renai, Elise e gli altri, ma Josh, guidato dalla voce della moglie e della medium, riesce a mettere in salvo se stesso e il figlio e si risveglia.

Tutto sembra finito, Dalton è salvo e Josh restituisce le sue vecchie foto a Elise; la donna tuttavia percepisce qualcosa di sinistro e all’improvviso scatta una foto a Josh che va su tutte le furie e la uccide strangolandola. Sentendo le urla, Renai si precipita in sala dove vede la donna ormai senza vita; raccogliendo la macchina fotografica fa una scoperta orribile: l’immagine che dovrebbe ritrarre Josh mostra in realtà lo spettro che lo perseguitava.

Commento (appassionato)

Partiamo dalla trama: la storia non è nulla di nuovo, è la classica vicenda del bambino posseduto da un’entità demoniaca, non è nuova neanche l’idea di “esorcizzare”, di scacciare il demone e far ritornare l’anima nel corpo utilizzando quella che può essere definita come una “medium” circondata dalla sua troupe e dalle loro attrezzature del tipo “cacciatori di fantasmi”.

Per carità la tensione è sempre alta, in alcune scene si sobbalza sulla sedia (non voglio immaginare vedendolo al cinema…) però, nonostante il finale sia aperto, topos ormai tipico di ogni film, per poter lasciare la porta aperta ad un eventuale seguito cui, nei casi migliori, segue il terzo capitolo per completare la trilogia (proprio ciò che accade con Insidious), a conti fatti il film lascia un po’ di amaro in bocca.

Ormai è praticamente scontato che un film che si definisce horror possa scioccare o far saltare sulla sedia. I registi e gli sceneggiatori di oggi, anche con l’ausilio di particolari tecniche in fase di montaggio, con suoni ed effetti speciali studiati a puntino, sono praticamente tutti in gradi di spaventare. Ma un film riesce veramente bene se la trama è innovativa o se si fa un lavoro superbo con un canovaccio già visto.

Purtroppo Insidious non fa né l’uno ne l’altro; non ci sono particolari innovazioni o colpi di genio in un film che per molti versi ricorda Poltergeist, uscito dalla penna si Steven Spielberg e diretto da Tobe Hooper nel lontano 1982: il bambino che si trova in una dimensione parallela, il tentativo di uno dei genitori di inserirsi in questo “limbo”. Come detto l’unica minima innovazione la si trova nel finale aperto per il quale Josh si fonde con lo spettro che lo disturbava da bambino.

Buona la recitazione dei protagonisti, specie quella di Rose Byrne e molto interessante e ben riuscita la colonna sonora, composta da Joseph Bishara, lo stesso attore che interpreta il demone.

Non me la sento tuttavia di gettare il film nel dimenticatoio e cestinarlo come un lavoraccio qualsiasi. James Wan nonostante la giovane età è un regista di tutto rispetto che all’età di 27, dico 27 anni ha scritto e diretto un capolavoro (anche di innovazione) come “Saw – L’Enigmista” (uscito come cortometraggio l’anno precedente) incassando più di 100 milioni di $ a fronte di un budget poco superiore al milione di $ e “Insidious” non si è discostato molto da queste cifre. Wan conferma la sua abilità nel generare tensione (anche se probabilmente il suo pane quotidiano è lo splatter, più che il demoniaco) soprattutto nelle scene durante le quali Josh, intrappolato nell’Altrove esplora la casa, abitata da fantasmi dalle sembianze umane paurosamente pietrificati. I loro sorrisi nelle scene successive non contribuiscono per nulla ad allentare la tensione e anzi fanno temere il peggio.

Scena imperdibile

Sono essenzialmente due. La prima è l’estenuante scena del “trapasso” di Josh, quando entra nella casa abitata da figure che sembrano di cera: la lunghissima attesa affinchè succeda qualcosa genera uno stato di ansia e terrore costante che lo spettatore non riesce a liberare e tiene letteralmente incollati allo schermo (ma sempre con una mano davanti agli occhi per paura che si materializzi qualcosa).

L’altra in realtà è solo un fotogramma ed è quello ormai famoso durante il quale alle spalle di Josh appare la faccia del demone. In questo frangente succede l’opposto rispetto alla scena precedentemente citata: siamo abbastanza tranquilli e fiduciosi che durante il colloquio tra Josh, sua madre e Renai non accada nulla e come dal nulla ecco manifestarsi il volto spaventoso. Il tutto fa abbastanza shittare addosso.

Citazioni

I have given her another chance, honey. But I can’t have somebody come into our home and tell us that the reason our son is in a coma is because, that his soul has floated somewhere into another dimension.

I don’t like when he walks around at night.

Non è la casa che è posseduta. E’ vostro figlio.

In definitiva

Un film assolutamente guardabile e che con l’atmosfera giusta mette un po’ di strizza, ma senza quello sprint in più che ci si aspetta da un horror demoniaco ai giorni nostri. Si può fare di più.

Valutazione

Regia 7
 Trama 6
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 6.4
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