#72. Una Lucertola con la Pelle di Donna (1971)


Una Lucertola con la Pelle di Donna

Una Lucertola con la Pelle di Donna è un film del 1971 di Lucio Fulci. Si tratta del secondo dei quattro realizzati dal regista dopo “Una Sull’Altra” del 1969 e al quale seguirono “Non si Sevizia un Paperino” (1972) e “Sette Note in Nero” (1977) . E’ forse il più intricato e il più onirico prodotto e vede come protagonisti Florinda Bolkan (che sarà presente anche nel suo giallo successivo), Anita Strindberg (“L’Anticristo” del 1974 di Alberto de Martino) e Jean Sorel (già presente in “Una Sull’Altra”). Una piccola parte spetta anche ad Alberto de Mendoza (che lo stesso anno recità in “Lo Strano Vizio della Signora Wardh” di Sergio Martino).

Anno: ITA 1971

Regia: Lucio Fulci

Sceneggiatura: Lucio Fulci, Roberto Gianviti, José Luis Martinez Molla, André Tranché

Cast: Florinda Bolkan, Stanley Baker, Jean Sorel, Anita Strindber, Leo Genn, Silvia Monti, Alberto de Mendoza, Penny Brown, Mike Kennedy, Edy Gall, Geore Rigaud

Durata: 99 minuti

Trama

Carol Hammond è figlia di Edmond Brighton, un noto avvocato di Londra e da tempo ha sogni a sfondo erotico che vedono protagonista la vicina, Julie Durer, una donna che frequenta ambienti degradati e hippy drogati. Un giorno rivela al suo psichiatra un sogno particolare nel quale sogna di uccidere la donna e il dottore ritiene che questa sia una sorta di liberazione. Nello stesso momento però Julie muore davvero, pugnalata.

Il marito di Carol, Frank, lavora con suo padre e un giorno mentre i die sono in ufficio Edmond riceve una

La versione di Carol però non convince la polizia che attribuisce ai troppi punti in comune tra il suo sogno e il delitto (l’arma del delitto, un tagliacarte, la presenza della sua pelliccia e del suo scialle bianco) ad un suo reale coinvolgimento nell’accaduto.

Carol viene quindi incarcerata ma è rilasciata su cauzione, pagata dal padre che decide di affidarla alle cure di una clinica. Qui viene inseguita da un misterioso hippy dai capelli rossi che aveva visto nel suo sogno e rimane scioccata; si dà quindi alla fuga e si rinchiude in una stanza da dove, credendo di vedere un assassino, per lo spavento sviene.

Edmond e la polizia iniziano a sospettare di Frank, dal momento che era l’unica persona ad avere accesso agli appunti di Carol contenenti le descrizioni dei suoi sogni: il delitto sarebbe stato inscenato ad arte per ricalcare l’incubo di Carol e far cadere i sospetti su di lei.

Ma la polizia non è convinta neanche di questa pista e parlando con Edmond lo informano, mentendo, di essere vicinissimi all’arresto del colpevole. L’uomo, credendosi minacciato si suicida e lascia un biglietto in cui confessa l’omicidio.

Anche Carol va a rischio della vita, venendo inseguita dal misterioso hippy con i capelli rossi che tuttavia non riesce nel suo intento.

Nel frattempo la figlia di Frank, Joan, lo informa di aver trovato un modo per scagionarlo: ha trovato una delle persone che Carol aveva visto nel sogno e li convince a testimoniare. Joan però non fa tempo a portare a termine il piano e viene uccisa.

Ma anche così il mistero rimane irrisolto perché rimangono aperti molti interrogativi.

Il detective Corvin incontra Carol mentre piange sulla tomba del padre e le confessa di aver capito tutto: l’assassino è in realtà lei che aveva veramente un rapporto lesbo con Julia; quando lei però inizia a ricattarla la uccide, fingendo che tutto l’accaduto sia un sogno. Testimoni sono due hippy che però erano drogati quella sera e che quindi non potevano vedere nulla. Per paura che confessassero ha provato a farli fuori ma senza riuscirci e, anzi uno di loro ha ucciso Joan per paura di essere arrestato.

La vicenda si chiude con l’arresto di Carol, che però non verrà incriminata per l’omicidi

Commento (appassionato)

“Una Lucertola con la Pelle di Donna” è di gran lunga il miglior giallo partorito dalla mente di Fulci, quello più onirico di tutti e attraversato da una vibrante carica erotica (inferiore rispetto a “Una Sull’Altra” ma superiore alle opere successive), come da tradizione nel giallo all’italiana. Questa volta protagonista principale delle scene di nudo è Anita Strindberg, statuaria bellezza scandinava che ritroveremo in altri film di genere negli anni Settanta, che vedremo molto spesso assieme a Florinda Bolkan, anch’ella senza veli. Completano l’opera altre due bellezze nostrane, delle quali si percepisce solo la carica erotica pur senza mai vederle in scene piccanti, ovvero Silvia Monti e Edy Gall (al secolo Ely Galleani).

La trama è molto complicata e spesso so fa quasi fatica a comprendere i dialoghi per via dei continui colpi di scena e del continuo avvicendarsi di possibili sospettati. Siamo infatti portati prima ad indicare come assassino Carol, poi Frank, poi Edmond e infine scopriamo che il colpevole era proprio Carol; Fulci è maestro a giocare con l’espressività dei protagonisti spaesando completamente lo spettatore che, non essendo più in grado di capire, si affida alle parole dell’ispettore Corvin che con il suo brillante intuito, ci guida alla soluzione dell’enigma sciogliendo tutti i nodi di una narrazione che ad un certo punto era diventata davvero ingarbugliata.

L’atmosfera che si respira, soprattutto nella prima parte è decisamente lisergica e le distorte sequenze oniriche con protagoniste una denudata Florinda Bolkan ed un’ancora più svestita Anita Strindberg.

Nelle pieghe del film emerge fortissimo il potere della psicoterapia di poter distorcere la realtà: il dott. Kerr. E’ curioso notare come il suo ruolo sia interpretato da George Rigaud, che sarà presente anche in “Tutti i colori del Buio” di Sergio Martino dell’anno successivo; e anche in questo caso la psicanalisi sarà il centro della narrazione con la sua capacità di influenzare pesantemente la mente della protagonista.

Questo mi dà lo spunto per notare un’altra tematica che sarà alla base di molti lavori di Martino, cioè quello dell’insoddisfazione coniugale. Nel film, Carol, come afferma al dott. Kerr, ha una piatta vita sessuale con il marito che la spinge a trasgredire, a desiderare la libertà di Julie, fino a desiderarla carnalmente e ad intrattenere con lei un rapporto clandestino. Da notare in questo caso come sia azzeccata l’interpretazione di Florinda Bolkan, che abbina ad un’espressività aristocratica lo sguardo ammaliante e la sensualità figlia delle sue origini brasiliane (merito forse anche della sua omosessualità). Va a braccetto con questa insoddisfazione la tematica del tradimento: non solo quello già citato di Carol, ma anche quello di Frank, che finisce tra le braccia di Deborah (fatto che inoltre guida lo spettatore a sospettare anche di lui).

A livello stilistico è interessante notare l’utilizzo (tipicamente anni Settanta e soprattutto del poliziesco/poliziottesco) dello split screen ad inizio film che ci permette di apprezzare il fortissimo contrasto tra la vita piatta e borghese di Carol e quella lisergica tipica della swinging London post-sessantottina di Julie.

Per una volta mi sento di spezzare una lancia in favore di Carlo Rambaldi i cui effetti speciali furono talmente ben riusciti da meritarsi una…denuncia (vedi nel capitolo “Scena imperdibile”); tuttavia Fulci non fu sempre soddisfatto del lavoro del tecnico tanto che alcune scene dovettero essere rifatte (come quella nella quale Carol viene aggredita dai pipistrelli).

Scena imperdibile

Le deliranti scene oniriche girate da Fulci sono a dir poco fantastiche, soprattutto la seconda, molto lunga e molto “acida” e con un erotismo molto spinto.

Una Lucertola con la Pelle di Donna 1

Decisamente indimenticabile anche la scena (in realtà molto fuori luogo) che vede Carol in fuga nella clinica che, aprendo una porta, si trova di fronte lo sconvolgente spettacolo dei cani con il ventre squartato tenuti in vita dalle macchine. Questo è uno dei pochi esempi nei quali gli effetti speciali di Rambaldi sono ben realizzati e le povere creature sembrano davvero reali (tanto reali che Fulci fu accusato dagli animalisti di aver torturato delle povere bestie).

Fulci schiaccia anche l’occhio allo splatter nella scena del sogno di Carol quando si vede una donna con il ventre squarciato e gli intestini in bella vista.

Citazioni

Mi ricordo di aver visto una lucertola con la pelle di donna…era bellissima, una cosa splendida!

In definitiva

Un giallo complicato ma estremamente godibile, il migliore tra quelli diretti da Fulci, onirico e lisergico, dalla spiccata vena erotica. Consigliato

Valutazione

Regia 7
 Trama 7
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 7.0
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6 thoughts on “#72. Una Lucertola con la Pelle di Donna (1971)

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