#75. La Cosa (1982)


La Cosa

La Cosa è un film del 1982 di John Carpenter. E’ liberamente tratto dal racconto “La Cosa da un altro Mondo” che ispirò l’omonimo film del 1951 di Howard Hawks. Protagonista è Kurt Russell in uno dei suoi primi film di successo assieme a “1997: Fuga da New York” (1981), sempre di John Carpenter.

Titolo originale: The Thing

Anno: USA 1982

Regia: John Carpenter

Sceneggiatura: Bill Lancaster

Cast: Kurt Russell, A. Wilford Brimley, T.K. Carter, David Clennon, Keith David, Richard Dysart, Charles Hannahan, Peter Maloney, Richard Masur, Donald Moffat, Joel Polis, Thomas G. Waits

Durata: 96 minuti

Trama

Siamo in Antartide, nella base statunitense U.S. Outpost #31. Improvvisamente arriva un elicottero da una base norvegese che insegue un husky. Uno dei cacciatori prova ad ucciderlo con una granata che colpisce l’elicottero abbattendolo. Uno degli occupanti si salva e tenta di uccidere il cane ma viene freddato in un conflitto a fuoco.

MacReady, lla guida del team USA e Copper, indagano sull’elicottero e trovano il cadavere di un suicida, un mostro a due teste e documentazioni di attività scientifiche; trovano inoltre un blocco di ghiaccio dal quale intuiscono provenga la misteriosa creatura precedentemente ibernata.

Il mostro viene analizzato dal biologo Blair che nota come esso abbia organi umani. Nel frattempo l’husky viene lasciato libero di scorrazzare nella base finchè il mistero dell’elicottero norvegese non porta il gruppo a rinchiuderlo per precauzione con gli altri cani nel recinto. L’husky tuttavia va incontro ad una spaventosa mutazione e si trasforma in un mostro uccidendo gli altri animali. Childs prova a dargli fuoco con un lanciafiamme ma ne brucia solo metà, mentre l’altra parte scappa dal soffitto.

Blair deduce che la creatura cerchi di mimare le creature con le quali entra in contatto per riprodursi e, interrogando un software scopre che il rischio di contagio è altissimo. In preda alla disperazione dà di matto, distrugge l’ufficio e le comunicazioni radio, costringendo i colleghi ad imprigionarlo.

Il gruppo giunto alla base norvegese, scopre il video di uno studio su un’astronave aliena e si dirigono nel luogo del ritrovamento, dove il disco era rimasto bloccato da millenni individuando anche il pezzo di ghiaccio rimosso dal quale probabilmente si è liberata la creatura.

Uno dei cadaveri mutati vengono portati alla base americana ma durante il trasporto uno degli uomini viene attaccato dalla Cosa che assume le sue sembianze ma viene subito ucciso. Inizia quindi a serpeggiare la diffidenza tra i membri del team che non sanno chi sia stato contagiato dal mostro. Dopo alcune morti, si capisce che la creatura è costituita da tante “parti” ognuna dipendente dalle altre che reagiscono come si trattasse di una creatura unica. MacReady ha quindi l’intuizione di prelevare un campione di sangue e riscaldarlo con un filamento di metallo riscaldato. Il salgue di uno di loro, Palmer, ha una brusca reazione e quasi esplode e nello stesso momento l’uomo si trasforma in un mostro che attacca un altro membro del team, Windows finchè MacReady non li uccide.

Gli uomini restanti lasciano Childs di guardia e vanno a verificare lo stato di Blair scoprendo che si è scavato un tunnel nel terreno. L’uomo era infetto e probabilmente quando ha distrutto l’apparecchiatura stava cercando un modo per costruire una navicella.

Intuendo che il mostro stia cercando di reibernarsi in attesa della spedizione di salvataggio in primavera, il gruppo prova a tenere alta la temperatura per evitare il congelamento della Cosa e fanno saltare on la dinamite il complesso. Il mostro, reso enorme dopo aver inglobato altri ricercatori viene distrutto e MacReady e Childs rimangono gli unici sopravvissuti.

Si ritrovano, soli e isolati, sospettandosi a vicenda di essere stati contagiati dal mostro.

Commento (appassionato)

Negli anni ’80 in un delirio di pellicole horror e/o fantascientifiche di pessimo livello, alcuni film sono emersi dalle sabbie mobili e sono stati consegnati alla leggenda. Nonostante l’ombra gettata sui film del periodo da “E.T. l’Extraterrestre” e i giudizi non molto positivi della critica, “La Cosa” è oggi considerato, a ragione, uno dei migliori horror fantascientifici del decennio.

Le profondi differenze dei due film, una su tutte l’indole della creatura aliena, terrificante ne “La Cosa”, amichevole in “E.T.” contribuì a oscurare un po’ il film di Carpenter; forse il mondo, già logorato da anni di guerra fredda, era stanco di vedere il “diverso” come cattivo e aveva solo il desiderio di poter vedere qualcosa di rassicurante.

La tematica che sta alla base del film è proprio il rapporto con il diverso e i risvolti che questo rapporto ha nei confronti di un gruppo che, almeno all’inizio, si presenta coeso. La paura nei confronti della creatura spinge i membri a sospettare uno dell’altro rendendo, di fatto, sempre più facile il compito per la Cosa. In condizioni estreme la fiducia viene meno e si bada solo a se stessi, vedendo tutti quelli che ci circondano come minacce. Sapere che qualcosa di diverso si intrufola nelle nostre vite e prende le nostre sembianze innesca un innato spirito di conservazione e porta il gruppo a chiudersi, arrivando a comportamenti al limite dell’umano (MacReady non si farà scrupoli di piantare una pallottola in fronte a Clark suscitando lo sbigottimento degli altri).

Questo film è uno degli esempi più lampanti di quanto sia stato sopravvalutato il lavoro del seppur stimato Carlo Rambaldi: Complice il successo strepitoso di E.T., il nostro addetto agli effetti speciali si guadagnò gloria eterna, facendo impallidire l’astro del giovanissimo truccatore e tecnico degli effetti speciali Rob Bottin e dei colleghi Roy Arbogast e Stan Winston. Le scene della metamorfosi della creatura, di tutti i suoi disgustosi fluidi e il suo aspetto terrificante vanno annoverati tra i migliori effetti realizzati fino ad allora e contribuiranno in seguito ad etichettare “La Cosa” come uno dei film più paurosi di sempre.

E’ strano che il finale aperto non sia stato sfruttato per fare un seguito, specie negli ultimi anni, segnati da una cronica crisi di idee degli sceneggiatori visto che si vedono solo sequel, prequel, remake, reboot e saghe morte e defunte improvvisamente rigenerate.

Scena imperdibile

Non mi sentirei di scartare nessuna delle scene delle mutazioni, data la loro eccellentissima realizzazione, né il sospetto che aleggia per tutta la pellicola che trova ulteriore carburante nell’angusta e claustrofobica base.

Tuttavia la scena finale, apertissima, lascia allo spettatore la decisione finale: chi è sano e chi è contagiato? Il momento è carico di tensione e, avvicinandosi una probabile morte per assideramento, ognuno dei due, senza più nulla da perdere potrebbe tranquillamente sparare all’altro. Tuttavia per un desiderio di scoprire la verità e per l’innato istinto animalesco di dimostrarsi superiori e più forti, i due rimangono a guardarsi negli occhi, aspettando che l’altro faccia una mossa rivelatrice. In realtà alcuni indizi potrebbero far pensare che, se uno dei due fosse stato contagiato, questo sarebbe Childs, l’unico ad avere comportamenti dubbi: il suo fiato non fa condensa e non sembra avere freddo. Perdipiù MacReady non è mai stato a contatto con il sangue della Cosa. Ma tant’è, il dubbio rimane…

Citazioni

Qui tra noi c’è qualcuno che non è quello che sembra

Come facciamo a sapere chi è umano? Se io fossi un’imitazione, una perfetta imitazione, come lo capireste che non sono veramente io?

In definitiva

Un film giustamente rivalutato negli ultimi anni, nonché probabilmente il migliore di Carpenter. Decisamente consigliato

Valutazione

Regia 7
 Trama 8
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 7.2
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One thought on “#75. La Cosa (1982)

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