#77. Predestination (2014)


Predestination

Predestination è un film del 2014 dei fratelli Michael e Peter Spierig. E’ tratto dal racconto “All You Zombies…” del 1959 di Robert A. Heinlein e vede protagonista Ethan Hawke (“GATTACA” del 1997 di Andrew Niccol e “Lord of War” del 2005 dello stesso regista e “La Notte del Giudizio” del 2013 di James DeMonaco) e Sarah Snook in un difficilissimo doppio ruolo.

Anno: USA 2014

Regia: Michael Spierig, Peter Spierig

Soggetto: Robert A. Heinlein

Sceneggiatura: Michael Spierig, Peter Spierig

Cast: Ethan Hawke, Sarah Snook, Christopher Kirby, Noah Taylor, Freya Stafford

Durata: 97 minuti

Trama

Nel 1964 un agente temporale prova a disinnescare una bomba ma rimane sfigurato. Viene però aiutato da un uomo misterioso che gli allunga la sua macchina del tempo permettendogli di andare nel futuro, nel 1992 dove viene curato e dopo una lunga riabilitazione riceve un trapianto di faccia. Viene quindi inviato nel 1970 dove lo vediamo al lavoro come barista per cercare di sventare il terrorista-viaggiatore nel tempo “Fizzle Bomber”. Qui conosce John, scrittore sotto lo pseudonimo di “Ragazza Madre” che gli racconta la propria storia.

John è nato come Jane, una bambina abbandonata di fronte all’orfanotrofio. Fin da piccola si è dimostrata tanto intelligente quanto a disagio in mezzo agli altri, arrivando anche a comportamenti violenti. Anni dopo viene scelta dalla Space Corp per un programma dedicato alle donne astronauta. Nonostante i suoi risultati straordinari viene però espulsa per una rissa. Il capo del programma, Robertson, la rassicura dicendole che prima o poi avrà modo di riabilitarla. Jane intanto si guadagna da vivere come aiutante casalinga e studia al College dove un giorno conosce una persona che la fa perdutamente innamorare. Non molto tempo dopo però quest uomo scompare nel nulla, lasciando Jane sola e incinta. Dopo il parto, il dottore la informa che la sua situazione è molto particolare: la ragazza aveva infatti organi di entrambi i sessi ma il parto ha danneggiato irrimediabilmente quelli femminili, costringendo quindi il dottore alla rimozione. Jane dovrà quindi effettuare un intervento per il cambio di sesso. Dopo il parto un persona incognita, forse il padre, rapisce la sua bambina. Dopo molti interventi Jane diventa quindi John e inizia a fare lo scrittore.

L’agente temporale svela il suo ruolo e offre a John l’opportunità di vendicarsi dell’uomo che l’ha lasciata. Lui accetta e i due tornano nel 1963, al momento dell’incontro ma John fa una scoperta: la persona della quale si era innamorata era lui stesso.

Nel frattempo l’agente salta al 1964 e si ritrova nel luogo in cui aveva provato a disinnescare la bomba: qui si incontra orribilmente sfigurato e si aiuta allungandosi la macchina del tempo. L’agente va quindi alla clinica dove si trova la figlia di Jane e la rapisce portandola nel 1945, causando un paradosso di predestinazione per il quale John è figlio di se stesso.

L’agente va quindi da John e lo convince a lasciare Jane perché le cose devono necessariamente andare così e lo porta nel 1985 dove viene istruito per diventare un agente temporale. Robertson invita l’agente ad andare in pensione e lo spedisce nel 1975, cinque giorni prima degli attentati di “Fizzle Bomber” che avrebbe raso al suolo parte di New York. Tuttavia quando l’agente prova a decommissionare la sua macchina del tempo, la stessa dà un segnale di errore. Inizia quindi ad investigare e trova il terrorista in una lavanderia a gettoni, scoprendo che è nient’altro che una versione invecchiata di se stesso, impazzito dalle conseguenze dei viaggi nel tempo; questi spiega che l’attentato è stato un bene perché preverrà alcuni disastri che avverranno nell’area. Si scopre anche che il terrorista è anche una versione invecchiata di Jane/John che ha aiutato se stesso a diventare un agente temporale. Il terrorista spiega che la sua morte non farebbe altro che riproporre lo stesso complicato ciclo della sua esistenza ma l’agente non lo ascolta e lo uccide lo stesso. Il giorno successivo l’agente sta di fronte alla sua macchina del tempo e in lui si notano i primi segni della follia che lo porterà a diventare “Fizzle Bomber”.

Commento (appassionato)

Premessa: mi intrigano molto le storie di viaggi nel tempo, paradossi, universi tangenti e paralleli eccetera.

Tuttavia non è solo per questo motivo che non ho paura a descrivere “Predestination” come uno dei più bei film di fantascienza sfornati negli ultimi decenni. Probabilmente non arriverà a diventare un cult come “Donnie Darko” (2001) di Richard Kelly, ma è sicuramente sulla buona strada per diventare un pezzo pregiato della Sci-Fi moderna, nonostante la freddissima accoglienza del pubblico.

Moderna ho detto, anche se in realtà il soggetto è del 1959. Anche la fisica che sta alla base della narrazione è quella che andava per la maggiore negli anni ’50 e ’60, in seguito soppiantata da una visione differente della logica alla base dei viaggi nel tempo (come si vede nel già citato “Donnie Darko”).

Ma prima di addentrarci nella nodosa trama è impossibile non fare una menzione alla troupe che ha realizzato il film, partendo dalla regia. I fratelli Speirig, aiutati certo da un soggetto non originale, hanno impacchettato una storia fantastica, da seguire tutta d’un fiato, senza mai pause né momenti morti che appiccica allo schermo lo spettatore. Anche la lunga parte iniziale nella quale Jane racconta la sua storia è sempre interessante e mai banale e funge da terreno fertile per tutti gli eventi che scaturiranno nella seconda parte. Una giusta dose di mistero lascia aperti molti interrogativi che verranno in parte svelati alla fine del film.

Altra menzione alla straordinaria interpretazione di Sarah Snook nel doppio ruolo di Jane e John. Per il ruolo maschile l’attrice è stata costretta a sedute di trucco di 4 ore al giorno e il risultato, abbinato alla sua recitazione, è davvero eccellente.

Infine, oltre ad elogiare i già citati truccatori, un elogio anche alla fotografia, nella quale notiamo un sapiente uso dei colori e dei filtri per identificare al meglio le decadi nelle quali si dipana la storia (dal ’60 al ’90).

E adesso il punto più complicato: la fisica alla base del racconto che cercherò di spiegare in modo (spero) comprensibile.

La narrazione poggia le proprie basi sul paradosso della predestinazione. Per esso, una persona viene come “intrappolata” in un loop temporale nei quali ogni evento non è semplicemente causa di uno futuro, ma è anche causa di uno passato che non avrebbe ragione di esistere se non in funzione di un accadimento posteriore che porterà la persona ad essere predestinata a viaggiare nel passato.

Secondo questo paradosso, questa ciclicità di eventi non può essere assolutamente modificata e ogni azione che il protagonista voglia evitare tornando nel passato, in realtà non fa altro che  concorrere a che gli eventi si ripropongano esattamente allo stesso modo. Ciò ha una certa analogia con il concetto della profezia che si autoadempie. La storia è quindi autoconsistente e si aggiusta automaticamente per permettere che la storia stessa non collassi e continui a perpetrarsi all’infinito; l’immagine più volte suggerita nel film è infatti quella del’uroboro, mitologico serpente che si mangia la coda ma che continua ad autorigenerarsi.

In una narrazione “a loop” come questa, perdendosi ogni principio di causalità, dal momento che la linea temporale non è lineare ma circolare e quindi ogni evento è contemporaneamente causa di un evento passato e conseguenza di un evento futuro, è impossibile identificare un momento e un luogo in cui il ciclo inizia. Infatti Jane rimane incinta di John e dà alla luce quella che si rivela essere se stessa solo perché John è andato nel passato per incontrarla. Non esiste quindi un punto in cui il loop ha inizio ma semplicemente esiste ed è eterno e non c’è possibilità di cambiarlo. Ogni azione che il protagonista compie, non è in realtà frutto di una sua decisione ma frutto di un qualcosa “già scritto” che doveva necessariamente essere così; non esiste quindi nessuna possibilità decisionale per il protagonista.

Queste sono alcune conseguenze appunto “paradossali” della predestinazione:

  • Jane, John e il terrorista sono, ovviamente la stessa persona: questo permette a John di essere contemporaneamente sua madre, suo padre e suo nonno (dal momento che John è il padre di Jane); se estendiamo all’infinito il numero di loop, John è contemporaneamente se stesso, tutti i suoi discendenti e tutti i suoi predecessori.
  • Nella primissima scena sono presenti tre versioni del protagonista: il bomber che sta settando la bomba, John che cerca di disinnescarla e rimane sfigurato e l’Agente che gli allunga la macchina del tempo. Questa la sequenza degli eventi: l’Agente torna indietro nel tempo e cerca di fermare il terrorista sparandogli ma lo manca, quindi i due ingaggiano una lotta e l’Agente rimane svenuto permettendo al terrorista di scappare; nel frattempo John arriva, prova a togliere la bomba ma gli esplode in faccia; contemporaneamente l’Agente si riprende appena in tempo per avvicinarglisi e allungargli la macchina tempo per permettergli di andare nel futuro.

Scena imperdibile

TUTTO il film è assolutamente imperdibile ma una delle scene principe del film si vede quando John tornando indietro nel tempo incontra la sua versione femminile, Jane e si rende conto che si è innamorato di se stesso nel passato. A partire da questo momento si capisce che la storia è ciclica e il film inizia a correre speditamente attraverso gli intrighi della narrazione.

Citazioni

E se lo portassi davanti a te l’uomo che ti ha rovinato la vita e potessi garantirti che la passeresti liscia, lo uccideresti?

In definitiva

Assolutamente uno dei film fantascientifici migliori degli ultimi anni, pertanto decisamente da non perdere. Fantastico.

Valutazione

Regia 8
 Trama 9
Recitazione 9
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 9
Voto complessivo 8.8
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7 thoughts on “#77. Predestination (2014)

  1. Non è facile descrivere questo film, nella sua fitta trama, difficile da comprendere anche se visto più volte.
    Complimenti per la tua capacità riassuntiva e la tua chiarezza espositiva.
    Mi hai fatto tornare voglia di rivederlo!

    Mi piace

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