#79. Sfera (1998)


Sfera

Sfera è un film del 1998 di Barry Levinson e basato sul romanzo Sfera di Michael Crichton. Il cast è assolutamente di tutto rispetto e comprende il due volte premio Oscar Dustin Hoffmann (Kramer contro Kramer” del 1979 di Robert Benton e “Rain Man – L’Uomo della Pioggia” del 1988, sempre di Barry Levinson), Sharon Stone (“Basic Instinct” del 1992 di Paul Verhoeven), Samuel Jackson (“Pulp Fiction” del 1994 di Quentin Tarantino) e Liv Schreiber.

Titolo originale: Sphere

Titoli alternativi: Sfera – Il Terrore Può Essere Ovunque

Anno: USA 1998

Regia: Barry Levinson

Sceneggiatura: Kurt Wimmer, Stephen Hauser, Paul Attanasio

Soggetto: Michael Crichton

Cast: Dustin Hoffmann, Sharon Stone, Samuel L. Jackson, Peter Coyote, Liv Schreiber, Queen Latifah

Durata: 134 minuti

Trama

Norman Goodman è uno psicologo, contattato solitamente in caso di gravi disastri dalle autorità. Un giorno viene convocato in segreto su una nave in mezzo all’oceano, per via di un documento da lui redatto molto tempo prima con le linee da seguire in caso di contatti con culture extraterrestri. Assieme al suo nome c’è quello della biologa Beth Halperin con il quale ha avuto una relazione, il matematico Harry Adams e l’astrofisico Ted Fielding.

Negli abissi viene trovata una strana navicella che il gruppo inizia ad esplorare scoprendo che viene dal futuro, che è americana e che contiene tecnologia molto avanzata e si trova lì da circa 300 anni. In una delle stanze si trova inoltre una enorme sfera color oro di un materiale sconosciuto.

I quattro trovano anche un computer che ipotizzano essere il veicolo con il quale un’ipotetica cultura aliena contenuta nella sfera interagisce con il mondo. Il computer, di nome Jerry, sembra rispondere alle domande postegli ma in un linguaggio estremamente infantile.

Jerry inizia a scatenare contro gli scienziati e contro i militari una serie di attacchi con enormi creature marine e il primo a farne le spese è Ted.

Norman, Beth e Harry comprendono che la sfera, nella quale tutti sono entrati, è in grado di materializzare le loro paure e i timori verso il prossimo e quindi tutti gli eventi che accadono in fondo al mare sono in realtà frutto delle loro menti. In seguito si comprende che Jerry è un’errata traduzione di Harry: il computer è quindi solo la coscienza del matematico che, terrorizzato dai calamari giganti, mentre dorme, li materializza essendo quindi responsabile dell’attacco. Successivamente Beth, con i suoi pensieri suicidi, dà il via ad un countdown per l’esplosione della nave. I tre entrano nel minisub ma la loro paura di morire fa apparire l’allucinazione di trovarsi ancora all’ingresso della navicella. Norman riesce a vedere oltre l’illusione e finalmente i superstiti riescono a fuggire.

Prima dell’interrogatorio della Marina i tre concordano una versione e, in virtù dei nuovo poteri in loro possesso, desiderano dimenticare tutto imponendosi che la sfera non sia mai esistita. Il film si chiude con l’oggetto che abbandona la nave volando verso lo spazio.

Commento (appassionato)

Il film ha ricevuto una tiepida accoglienza di pubblico mentre i critici si sono dimostrati molto freddi. Ciò unito al cast non da poco ha contribuito a rendere il film un fiasco a livello commerciale, incassando negli USA poco meno della metà di quanto era costato (37 milioni circa a fronte di un investimento di 80); molti degli amici ai quali l’ho proposto hanno reagito più o meno nello stesso modo.

Io sinceramente non capisco perché, dato che, nonostante i molti limiti, a me è piaciuto molto.

Il film è lungo, è vero, e forse i pezzi da novanta che vi recitano non sono di certo alla loro migliore apparizione, ma la trama in fin dei conti è abbastanza lineare e coinvolge lo spettatore fino al finale che, con un espediente semplicissimo, dà risposta agli interrogativi presenti fin dall’inizio. Forse sarà proprio questa semplicità a dar tanto fastidio.

Tutta la narrazione è in pratica legata a doppio filo alla mente del matematico Harry: è sua la responsabilità della tempesta che costringe gli scienziati a rimanere negli abissi per giorni e giorni, è sua la colpa dell’attacco dei calamari giganti e infine è sua la coscienza di Jerry.

Gli altri tre, o meglio due, visto che Ted – Liv Schreiber muore dopo dieci minuti, sono a conti fatti quasi degli accessori, anche Norman – Dustin Hoffmann (non parliamo di Beth – Sharon Stone).

Nella trama ci sono però alcuni spunti interessanti. Uno di questi è l’intuizione che una ipotetica civiltà aliena utilizzi per comunicare il linguaggio matematico; se è vero che le leggi fisiche sono invarianti nello spazio e nel tempo probabilmente la fisica o meglio la matematica, sua diretta “antenata” sarà alla base del linguaggio più semplice per contattare un alieno.

Interessante anche la speciale funzione che ha la sfera non solo di materializzare i pensieri e le paure delle persone, ma anche di trasmettere questa proprietà a coloro i quali entrano in contatto con essa. I quattro scienziati, sorta di punta di iceberg “illuminata” dell’umanità, capiscono ben presto che l’uomo non è fatto per sopportare le conseguenze di un’abilità simile: troppo odio, troppa paura, troppa invidia cela la mente umana per poter godere di un dono così grande. Fortunatamente la scoperta viene fatta proprio da loro che hanno la possibilità di evitare che questa facoltà letteralmente “venga a galla”. Il pericolo non è tanto insito nelle classiche persone senza scrupoli che possono sfruttare la l’abilità per scopi illeciti, quanto proprio nella gente comune, forse ancor più inadatta ad utilizzare un capacità simile: se quattro uomini di scienza, civili ed equilibrati, escludendo l’ex(?)-psicopatica Beth, materializzano il proprio risentimento e le proprie fobie recondite uccidendo decine di persone, cosa potrebbe fare una persona comune in preda ad un accenno d’ira?

La curiosità scientifica del gruppo questa volta si rivela estremamente deleteria perché non sono pronti a sopportare le conseguenze della scoperta; mai come in questo caso vale il motto “Curiosity killed the cat”.

Scena imperdibile

Una scena che mi ha lasciato un po’ di magone (chissà perché) è quella nella quale Norman a colloquio con Harry, scopre che il matematico è terrorizzato dal libro “Ventimila Leghe Sotto i Mari” che non è mai riuscito a terminare per via della sua fobia per il calamaro gigante presente nella storia. Improvvisamente ovunque nella cabina si manifestano tonnellate di libri.

Citazioni

Comunque ci moriremo tutti qua sotto. Vedi, è curioso, Ted ha capito bene: viaggio nel tempo. E quando torneremo lo diremo a tutti quanti, che è possibile, come si fa, quali sono i pericoli. Ma allora perché 50 anni nel futuro quando l’astronave incontra un buon ore il suo computer lo intesta “Registrazione evento ignoto”. Perché non lo sanno? Eh, se non lo sanno vuol dire che noi non l’abbiamo mai detto a nessuno, e se non l’abbiamo mai detto a nessuno vuol dire che non siamo mai tornati su, quindi noi moriamo qua sotto. E’ solamente questione di logica deduttiva, Norman.

In definitiva

Vado controcorrente e consiglio decisamente “Sfera” agli amanti della fantascienza leggera, senza bisogno di perdere la testa su spiegazioni o robe simili. Poi il cast non è mica da poco.

Valutazione

Regia 7
 Trama 8
Recitazione 8
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.8
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3 thoughts on “#79. Sfera (1998)

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