#81. Inception (2010)


Inception

Inception è un film del 2010 di Christopher Nolan. Pur non essendo il film più prolifico del regista, è quello che gli fruttò i maggiori tributi della critica dal momento che vince quattro premi Oscar. Protagonista della pellicola è Leonardo DiCaprio assieme ad Ellen Page (protagonista di “Juno” di Jason Reiman del 2007) e Joseph Gordon-Levitt (protagonista di “Looper” di Rian Johnson del 2012) che lavorerà ancora con Nolan del terzo e ultimo film della trilogia di Batman “Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno” nel 2012.

Anno: USA 2010

Regia: Christopher Nolan

Sceneggiatura: Christopher Nolan

Soggetto: Christopher Nolan

Cast: Leonardo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Tom Hardy, Ken Watanabe, Dileep Rao, Cillian Murphy, Tom Berenger, Marion Cotillard, Michael Caine

Durata: 148 minuti

Trama

Dom Cobb è un estrattore e il suo lavoro è quello di insinuarsi nella mente delle persone nel sonno per carpirne i segreti, sfruttando un macchinario che permettere di condividere con altre persone lo stesso sogno.

Un giorno tenta di intrufolarsi dentro la mente di Mr. Saito ma il piano fallisce quando nel sogno si materializza la defunta moglie di Dom, Mal che fa saltare la “copertura”.

Saito informa Dom che quella era solo una prova per testarne le capacità e gli commissiona un lavoro di “innesto” nei confronti di Robert Fischer, futuro erede di un impero commerciale che minaccia di tagliare fuori Saito; il compito di Dom è isinuare nella mente dell’uomo l’idea di dividere la società e impedire la formazione di una compagnia grande e potente; a lavoro terminato Dom potrà tornare a riabbracciare i figli negli Stati Uniti, dalla quale è scappato per le accuse di omicidio nei confronti di Mal.

Cobb mette in piedi una squadra con il socio Arthur, Eames, il falsario in grado di assumere le sembianze di chiunque in sogno, Arianna, l’Architetto che istruirà il gruppo su come sognare, Yusuf, un chimico che fornirà le sostanze per cadere in un sonno profondo.

Per far sì che l’idea venga impiantata in profondità il gruppo elabora un sogno su tre livelli (un sogno dentro un sogno dentro un sogno) nel quale ogni livello subisce una enorme dilatazione del tempo tanto che pochi secondi nella realtà possono corrispondere ad anni nei livelli più bassi. Ogni membro porta con se un totem, un oggetto che in funzione della sua obbedienza o meno alle leggi fisiche, fa capire al possessore se si trova nella realtà o in un sogno.

Arianna è molto legata a Cobb e scopre durante le sue prove notturne con l’anestetico di Yusuf che passa molto tempo nei sogni con la defunta moglie, rischiando così di compromettere la missione.

Questa informazione rimane un segreto e il gruppo prepara la missione; l’idea da impiantare a Fischer è “mio padre non vuole che io sia lui per forza”. Affinchè la squadra possa risvegliarsi da ogni livello viene ideato un “calcio”, uno stimolo che generi una sensazione di caduta che in ogni livello è introdotto da una canzone.

Quando il padre di Robert, Maurice Fischer muore, il gruppo attende che l’erede salga sull’aereo che lo porta da Sydney a Los Angeles per i funerali. Saito ha comprato l’intera compagnia aerea per poter disporre dei mezzi e del personale senza alcun disturbo.

Inizia quindi la missione; Fischer entra nel sogno di Yusuf in una città americana sotto un acquazzone e subito dopo il gruppo vine aggredito dal subconscio dell’uomo che era stato istrutio a combattere contro gli estrattori e Saito viene ferito gravemente; tuttavia il potente anestetico di Yusuf non permette di svegliarsi semplicemente morendo: in questo caso si finirebbe in un livello intermedio, il limbo, dal quale servono decenni per uscire e che intacca talmente tanto la mente della persona fino anche a renderlo incapace di capire se si trovi in un sogno o nella realtà. Cob e Arthur rapiscono Fisher chiedendogli la combinazione di una (inesistente) cassaforte nella camera del padre. Eames assume le sembianze del padrino di Fischer, Peter Browning fingendosi anch’egli rapito che gli dice che nella cassaforte c’è un documento che attesterebbe la divisione della società.

Nel frattempo Dom racconta ad Arianna che aveva già sperimentato i sogni su più livelli con Mal e che avevano creato un sogno in cui vivere lungo 50 anni; al risveglio lei non riusciva più a comprendere se stesse ancora sognando o meno e, riconrdandosi che il marito le aveva detto che per uscire dal sogno bastava suicidarsi, in preda alla depressione si getta dal cornicione di un palazzo, morendo. Prima di farlo, aveva lasciato delle lettere che affermavano che Dom la voleva morta e così l’uomo è stato subito sospettato dell’omicidio e costretto alla fuga senza la possibilità di vedere per l’ultima volta i figli.

La squadra intanto continua ad essere attaccata dal subconscio di Fischer e Yusuf decide di addormentare tutti per entrare nel secondo livello, in un hotel. Qui Dom si finge “Mr. Charles”, un agente del subconscio di Fischer che lo informa di trovarsi in un sogno, avvertendolo che c’è qualcuno che lo vuole addormentare per estrarre dei segreti. Dom convince Fischer che il colpevole sia il padrino Browning e lo invita ad entrare volontariamente nel sogno di terzo livello, mentre Arthur tiene occupato il subconscio dell’uomo.

Siamo ora in un paesaggio montano innevato ancora infestato dalle guardie di Fischer che riescono ad uccidere Saito, mentre Fischer stesso viene ucciso da Mal che è entrata nel sogno. Dom e Arianna decidono di scendere al quarto livello, nel limbo, per recuperare Fischer e confrontarsi con Mal. Qui Dom spiega alla moglie che è stata sua la colpa dell’innesto dell’idea del suicidio; Mal lo aggredisce con un coltello ma Arianna le spara, rimuovendola dal subconscio di Dom. Fischer viene fatto cadere dal palazzo per dargli il calcio necessario a tornare nel terzo livello dove entra in una stanza blindata dove trova il padre morente che era dispiaciuto che il figlio pensasse di dover essere costretto ad essere come lui, quindi gli indica la cassaforte che si apre con la combinazione inventata nel primo livello.

La missione è terminata: a Yusuf spetta il calcio di primo livello, facendo precipitare il furgoncino, ad Arthur quello di secondo livello facendo saltare la stanza con l’esplosivo e ad Eames quello di terzo livello facendo detonare il bunker. Dom è ancora nel Limbo dove va alla ricerca di Saito: lo trova invecchiatissimo ma ancora in grado di ricordarsi della promessa; i due escono quindi dal Limbo e si ritrovano in aereo.

Dom può finalmente tornare a casa e riabbracciare i figli ma prima di farlo fa girare la sua trottola per verificare che tutto sia reale. Il film finisce senza dare una risposta.

Commento (appassionato)

Come nel film viene sondata la parte più recondite della psiche di una persona in un sogno di 4 livelli, così è possibile analizzare la storia da differenti livelli e punti di vista.

Inception solo ad una prima analisi è un film che parla di sogni e che indaga il rapporto tra realtà e finzione ma andando più in profondità si scoprono altre tematiche altrettanto importanti: il senso di colpa, i rapporti familiari e in fin dei conti la costante incertezza che accompagna l’esito delle nostre azioni.

Nolan in questo film ha anche l’incredibile capacità, coadiuvata dalla durata non trascurabile della pellicola, di variare il tema centrale della narrazione sotto i nostri occhi senza che neanche ce ne accorgiamo, molto sotto traccia: se infatti la storia muove dall’ingaggio di Cobb da parte di Mr. Saito, lentamente vediamo che viene a trovarsi sempre più al centro della storia la vicenda familiare di Cobb stesso. Se provate a parlare con chi ha visto il film, probabilmente dopo una manciata di secondi arriverete a domandarvi se la trottola continuerà a girare o no e se DiCaprio avrà davvero riabbracciato la sua famiglia; praticamente nessuno si chiederà: “Ma ci è riuscito ad impiantare l’idea nella testa di quello là?”.

Il destino della trottola-totem è l’emblema del film, eternamente sospeso tra sogno e realtà. Tutta l’azione si svolge in modo talmente reale che non ci è quasi dato sapere se i protagonisti si trovino nella realtà o in un sogno, così come noi quando sogniamo, ci accorgiamo di non essere vigili solo quando ci risvegliamo.

Dom Cobb vive ormai un uno stato nel quale realtà e sogno sono spesso indistinguibili a tal punto da risultare dipendente dall’uso del totem per capire se sia sveglio o addormentato. La sua lunghissima permanenza nel mondo dei sogni assieme alla moglie Mal ormai gli ha profondamente segnato la psiche anche se lui è riuscito tutto sommato a superare la situazione di incertezza. Mal invece è rimasta talmente scioccata da non riuscire più a distinguere realtà e sogno: per lei ciò che era sogno era la realtà e la realtà è solo un’astrazione; per lei sono inutili i continui inviti del marito ad abbandonare l’idea di trovarsi in un sogno e l’idea impiantata da Dom che solo il suicidio potesse farla risvegliare si rivelerà alla fine ciò che la porterà a togliersi la vita in un mondo che per lei non era reale.

Dopo questo evento Dom non è più in grado di essere obiettivo nel suo lavoro: per evitare di incontrare Mal e i figli durante i sogni abbandona il suo lavoro da Architetto affidandolo ad Arianna per rendere più difficile al suo subconscio infilarsi nelle sessioni condivise rischiando di vanificare tutto.

E adesso il punto sul quale tutti si interrogano: l’ultima scena è reale?

Per rispondere a questa domanda occorre immedesimarsi nella “filosofia” del film: è certamente vero che tutti hanno sempre modo di distinguere la realtà dal sogno ma abbiamo visto come il sogno, che può essere estremamente lungo come quello sperimentato da Dom e Mal arrivi ad identificarsi con la realtà: in fondo tutto è estremamente realistico e solo una trottola permette di capire se ci si trovi o meno tra le braccia di Morfeo.

Il fatto che Dom e Saito si ritrovino nel limbo e ne escano pone alcuni problemi “logici”: come possono i due riemergere dal limbo senza prima risalire tutti i livelli del sogno? Come possono tornare al livello 0, quello nel quale tutti sono in aereo se nel frattempo si sono dissolti gli altri livelli sottostanti? Stando a questo assunto molti, tra i quali io, propendono per l’idea che in effetti Dom sia rimasto nel mondo dei sogni dove ha potuto riabbracciare i figli: lo confermerebbe anche il fatto che i due bambini sono sempre nella stessa posizione e con gli stessi abiti con i quali erano stati visti l’ultima volta da Dom nel mondo reale, il fatto che Saito onori senza difficoltà il patto senza sapere se effettivamente Fisher smembrerà la società o no e soprattutto il “come” Dom arrivi a casa propria. Non era stato proprio lui a spiegare ad Adrianne che non si riesce mai a capire quando inizia un sogno?

Molto interessante e ben studiata l’idea del “calcio” per risvegliarsi dal sogno che viene associato a quella sensazione (insopportabile) di cadere mentre si prende sonno, scientificamente nota come “spasmo ipnico” e le altre trovate escogitate da Nolan analizzando, come il già citato momento incognito di inizio del sogno.

Scena imperdibile

Se volessi essere banale potrei dire la scena finale che solitamente dà il la ad una serie di discussioni infinite sull’esito del film: invece cito la lunga scena della ricostruzione del primo sogno su più livelli sperimentato da Dom e Mal e la scena toccante nella quale si vedono le mani dei due ormai invecchiati, strette l’una all’altra: Dom ha mantenuto al promessa, sono invecchiati insieme.

Citazioni

È disposto a fare un atto di fede? O preferisce diventare un vecchio pieno di rimpianti, che aspetta la morte da solo?

I sogni sembrano reali finché ci siamo dentro, non ti pare? Solo quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c’era qualcosa di strano

Qual è il parassita più resistente? Un batterio? Un virus? Una tenia intestinale? Un’idea. Resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.

We need to go deeper

(ok, quest’ultima confesso che l’ho inserita solo per gli amanti dei meme…)

In definitiva

Un film ben riuscito, coinvolgente e con alcune trovate eccellenti, probabilmente il migliore di DiCaprio assieme a “Shutter Island“. Assolutamente consigliato.

Valutazione

Regia 9
 Trama 9
Recitazione 9
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 9
Voto complessivo 9.0
Annunci

4 thoughts on “#81. Inception (2010)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...