L’Incredibile Astronauta Incontra il Mostro Spaziale è un film di Robert Gaffney del 1965. Classico Sci-Fi commissionato con l’horror è considerato uno dei peggiori film mai realizzati, non a caso occupa il 7° posto della classifica del documentario del 2004 “The 50 Worst Movies Ever Made”.
Titolo originale: Frankenstein Meets the Space Monster
Anno: 1965
Regia: Robert Gaffney
Sceneggiatura: George Garrett
Soggetto: George Garrett, John Rodenbeck, R.H.W. Dillard
Cast: Marilyn Hanold, Lou Cutell, Nancy Marshall, David Kerman, Robert Reilly
Durata: 78 minuti
101 Parole di Trama (no spoiler)
Le donne marziane sono morte dopo una guerra atomica dalla quale si salva solo la principessa Marcuzan. La sua idea è quindi quella di muovere verso la Terra e rapirne tutte le donne per ripopolare Marte. Contemporaneamente, dopo diversi fallimenti con astronauti umani, dalla Terra parte una navicella per l’esplorazione spaziale comandata dall’androide Frank Saunders; viene però intercettata e distrutta dai marziani schiantandosi a Porto Rico. Frank dopo lo schianto perde la ragione e semina terrore sull’isola, dove accorre preoccupata anche la Marina statunitense. Il tempo stringe e la Terra scende in lotta contro i marziani per l sua stessa sopravvivenza.
Commento (appassionato)
Il film è un crossover di generi e personaggi che andava molto di moda nel cinema di serie C dei tempi: Frankenstein è un soggetto ormai vecchio, trito e ritrito, anche se viene reinterpretato in chiave più moderna (giusto perché ha qualche inserto in plastica). Tipico del cinema di serie C anche l’alternanza al di là di ogni legge fisica del giorno e della notte.
Il titolo del film è mendace oltre ogni limite, sebbene nella traduzione italiana si ha avuto il buon senso, chissà quanto voluto, di trasformare la creatura di Mary Shelley in un “incredibile astronauta”.
Diciamo che i protagonisti del titolo sono tutto tranne che protagonisti: Frank “paresi facciale” Saunders viene spedito nello spazio senza un motivo apparente; ancor meno apparente il motivo per il quale diventa una bestia e inizia ad accoppare gente a caso; poi ci si dimentica un po’ di lui fino a farlo riapparire nel fantastico finale. L’unica cosa che lo collega a Frankenstein è l’espressività da ebete e il fatto che sia un ottimo esempio di riciclaggio di cadaveri. Il fantomatico mostro spaziale, eccezion fatta per due comparsate, appare solo negli ultimi due minuti di film e la sua funzione è pressoché nulla.
I veri protagonisti sono la coppia male assortita Dottor “zio Fester” Nadir e la gnocca Principessa Marcuzan, sadico e un po’ lesbico clone della protagonista di Vita da Strega.
Ovviamente in un film del genere, girato, pare, con un budget di circa 60mila $, non ci si può soffermare sulla recitazione che è prossima allo zero e anzi crolla sotto zero nell’interpretazione di Nancy Marshall (Karen) che ha una cadenza lenta e ampollosa tipica delle peggiori recite delle scuola elementare.
Come non ci si sofferma sulla recitazione non ci si può soffermare neanche sulla scenografia, sulla sceneggiatura, posto che ce ne sia una, sulla linearità del tempo, con alternanze casuali giorno-notte, né dello spazio, dal momento che si vede un’astronave aliena di 5 metri cubi trasformarsi, se vista dall’interno, in un centro di comando di 200 metri quadri con una sofisticatissima (?) slitta da forno crematorio che spara le donne faticosamente catturate…non si sa dove.
Le canzoncine tipo simil poliziottesco e gli intermezzi rock anni ’60 accompagnati da romantici giretti in Vespa stile Dolce Vita rendono ancora più snervante una narrazione che già di per se non ha nulla da offrire e che è allungata orribilmente con sequenze di guerra aerea e pezzi di filmati della NASA.
Stendiamo poi un velo sugli effetti speciali che danno il loro meglio nella scena finale, quando in un tripudio di nonsense e di proporzioni atrocemente sbagliate il Dr. Nadir dà potenza ai razzi che dovrebbero far ripartire la navicella: pur essendo i suddetti razzi delle dimensioni di un rotolo di carta igienica, l’inquadratura stacca sulle fasi di decollo di un vettore tipo Saturn V; nella scena successiva la navicella è già nella stratosfera e poco dopo Frankenstein con la pistola giocattolo marziana fa saltare tutto in aria, nonostante dall’inquadratura dell’interno la navetta sembri solo lievemente sottosopra e non esplosa come appare nello spezzone che vediamo subito dopo.
Scena imperdibile
La paresi facciale, ovvero il fermo immagine che colpisce l’androide Frank durante una tutt’altro che affollatissima conferenza stampa. Eccovela riproposta:
e dire che questo è il momento recitativo più espressivo di tutto il film.
Citazioni
I guess I’m the shy type!
In definitiva
Non c’è molto altro da dire: al 7° posto tra I peggiori film di sempre. Ne consegue che occorre essere dei veri cultori del cinema per poterlo vedere. Ma si può fare!
Valutazione
| Regia | 2 | |
| Trama | 1 | |
| Recitazione | 1 | |
| Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) | 1 | |
| Voto complessivo | 1.2 |


Una risposta a "#82. L’Incredibile Astronauta Incontra il Mostro Spaziale (1965)"