#92. Buio Omega (1979)


Buio Omega

Buio Omega è un film del 1979 di Joe D’Amato, al secolo Aristide Massaccesi. E’ considerato uno dei film più splatter di sempre e, nonostante l’iniziale insuccesso, è oggi diventato un cult per gli amanti dell’horror estremo. Assieme ad “Antropophagus”, dell’anno successivo e a “Rosso Sangue” del 1981 forma una triade di film estremi, girati prima di passare in modo pressoché definitivo al porno. Protagonisti del film sono Kieran Canter, che avrà in seguito una carriera nel porno, Franca Stoppi, che aveva già avuto una parte in “Bestialità” (1976) di Virgilio Mattei e che rivedremo nel 1982 in “Violenza in un Carcere Femminile” di Bruno Mattei e Claudio Fragasso e Cinzia Morreale, che apparirà l’anno successivo in “…E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà” di Lucio Fulci. Il film verrà rimontato nel 1987 con il titolo “In Quella Casa…Buio Omega”.

Anno: ITA 1979

Regia: Joe D’Amato

Soggetto: Giacomo Guerrini

Sceneggiatura: Ottavio Fabbri

Cast: Kieran Canter, Cinzia Morreale, Franca Stoppi, Sam Modesto, Anna Cardini, Lucia D’Elia

Durata: 90 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Francesco è un imbalsamatore, orfano di padre e di madre, che vive in una enorme villa con la governante Iris, gelosissima di lui al punto da pianificare la morte della sua fidanzata Anna aiutandosi con un rito voodoo. Francesco non riesce a sopportare la morte della ragazza, quindi trafuga il cadavere, lo imbalsama e lo tiene di fianco al proprio letto, come una reliquia. Francesco, fomentato da Iris che nutre verso di lui un amore malato, arrivando a trattarlo come un poppante, attirerà a sé gli occhi della polizia per via di alcune misteriose sparizioni di ragazze nei dintorni della villa…

Commento (appassionato)

Joe D’Amato è rimasto celebre per la sfacciataggine con la quale ha avuto il coraggio di approcciarsi ad ogni genere cinematografico, inserendo di volta in volta un tocco personale, ma sempre e comunque fuori dagli schemi.

Buio Omega non è da meno e in esso, D’Amato lascia alla trama poco più che le briciole, puntando invece tutto sul macabro e sul disgusto. I temi dell’ossessione e della necrofilia sono trattati come ci si trovasse in presenza in un puro film di shoxploiatation: le sequenze varie di estrazione di budella, addentamento di organi, macellazione e velato cannibalismo, sono assolute protagoniste e tra una e l’altra si scatena l’amore ossessivo e morboso tra la governante Iris e il giovane Francesco. La psiche malata e perversa del ragazzo non può che essere figlia del rapporto malato instaurato proprio con Iris.

Le scene di morte e tortura sono da voltastomaco e gli ottimi effetti speciali danno un mano non da poco: raccapricciante la scena dell’autostoppista in putrefazione sciolta nell’acido, un pugno allo stomaco la tortura della stessa ragazza mentre Francesco le strappa le unghie con una tenaglia, morboso e delirante il momento nel quale Francesco, durante un rapporto sessuale con la ragazza che fa jogging, scopre il corpo imbalsamato di Anna eccitandosi della funerea visione, per non tacere del riposizionamento degli occhi precedentemente strappati dalle orbite sul cadavere di Anna, di lenziana memoria, ma svuotato completamente del suo significato metaforico: tutto ciò che si vede, viene mostrato solo per scioccare, impressionare e disgustare. Strizza l’occhio a Lenzi (non potevo esimermi da questo gioco di parole) anche la scena della lotta tra Iris e Francesco durante la quale la donna strappa il bulbo oculare del ragazzo dopo averlo accoltellato ad una gamba.

Buio Omega

La morte è vista senza un minimo di rispetto né di rammarico o compassione: se Francesco talvolta sembra mostrare un minimo di partecipazione emotiva, Iris si avventa contro i cadaveri dissezionandoli come un macellaio, senza il minimo rimorso e con una chirurgia così fredda da mettere i brividi.

Non può mancare, ovviamente, in un film del buon Aristide una componente erotica, nonostante le scene di nudo vengono parecchio annacquate dall’atmosfera splatterissima della pellicola.

Nonostante in un film di D’Amato sia inutile cercare di sviscerare (mai parola più azzeccata) la trama alla ricerca di significati metaforico-filosofici complessi, possiamo dire che Buio Omega è una storia di ossessione, di desiderio di possesso, di Eros e Thanatos. Dell’amore vengono qui indagati gli aspetti più sordidi: l’ossessione di Iris per Francesco, maturata già durante la gioventù di lui e che fa di lei un vera e propria pedofila, una delle più sadiche (e mai citate) della storia del cinema; l’ossessione di Francesco per Anna, la cui morte porta la sua follia ad esplodere e infine il classico tema della morte; nulla più di un amore malato ed estremo può portare verso il baratro.

Eccoci giunti al termine della pellicola: in una finale di baviana memoria, del Bava di “Reazione a Catena“, per la sequela di uccisioni che “ripuliscono” completamente l’ambiente (ma l’analogia con il registra sanremese è tutta qui, solo esteriore e non certo di significato) dal nulla D’Amato piazza nella trama una fantomatica gemella di Anna e tutti si comportano come se non l’avessero mai conosciuta: Francesco ha quasi un tracollo, mentre Iris si sente in pericolo di essere “spodestata” dal suo ruolo. L’inserimento della figura di Teodora apparecchia la tavola all’ultima scena da classico salto sulla sedia: l’inutile poliziotto (o qualcosa di simile) che ha seguito di nascosto gli strani avvenimenti nella magione, scambia il cadavere di Teodora con quello di Anna e, riportatolo al parroco affinchè se ne prenda cura, lo depone nella bara…e poi sorpresa!!! (beh il film ve lo dovete guardare mica vi posso spoilerare tutto!)

Alcune doverose menzioni: sulla colonna sonora i Goblin sono sempre una garanzia, gli effetti speciali sono realizzati alla grande e anche i due protagonisti, Kieran Carter e Franca Stoppi, fanno la loro figura: il primo in grazie di un’espressione perennemente malinconica, folle e ritardata (che non a caso gli spianerà la strada nella sua carriera pornografica), la seconda per il suo fare aristocratico, morboso e vendicativo.

Scena imperdibile

Buio Omega è passato alla storia per alcune scene fortissime, una su tutte quella della bollitura del cadavere dell’autostoppista, il cui cranio parzialmente ripulito dalla carne e con un occhio ancora nelle orbite riemerge dalla melma acida.

Tuttavia una scena che vorrei citare veramente da voltastomaco è quella nella quale Iris, dopo aver ripulito i resti della ragazza uccisa e smembrata, si mette a tavola, avventandosi come una bestia su quello che sembra un vomitevole spezzatino, lasciando sottintendere una sorta di cannibalismo sui cadaveri.

Buio Omega mix

La foga animalesca con la quale trangugia il pasto viene intervallata da brevissimi stacchi di montaggio nei quali D’Amato ci mostra nuovamente i resti umani putrefatti mentre vengono seppelliti proprio da Iris, in un crescendo di schifo nel quale Francesco, come se interpretasse il sentimento dello spettatore viene disgustato a tal punto da mettersi a vomitare.

Citazioni

Neanche la morte potrà separarci

In definitiva

Siamo in un film di Joe D’Amato, quindi non aspettatevi trama o profonde analisi psicologiche. È praticamente un film d’exploitation ma svolge alla perfezione il proprio lavoro, risultando uno dei più splatter e malati del regista e del cinema italiano in generale. Gli amanti del gore lo apprezzeranno tantissimo. Evitare la visione a ridosso dei pasti.

Valutazione

Regia 7
 Trama 5
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.2
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4 thoughts on “#92. Buio Omega (1979)

    1. Grazie mille! Ho visto anch’io il tuo qualche giorno fa e mi è piaciuto tanto, ho trovato tanti spunti e mi ha ricordato alcuni film visti anni fa che ormai avevo quasi dimenticato. Approfitterò di questo weekend casalingo per scoprirlo a fondo!

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