#96. Patrick (1978)


Patrick

Patrick è un film del 1978 di Richard Franklin, famoso anche per aver diretto Psycho II (1983), sequel del celeberrimo Psycho di Alfred Hitchcock del 1960 e per la serie TV “The Lost World”. Protagonisti della pellicola sono Susan Penhaligon, Robert Helpmann e Rod Mullinar, celebre per il suo ruolo in “Ore 10: Calma Piatta” (1989) di Philip Noyce.

Anno: AUS 1978

Regia: Richard Franklin

Sceneggiatura: Evrett De Roche

Cast: Susan Penhaligon, Robert Helpmann, Rod Mullinar, Bruce Barry, Julia Blake, Helen Hemingway, Maria Mercedes

Durata: 112 minuti

101 Parole di Trama (no spoiler)

Patrick è da anni in coma profondo nel letto di una clinica e viene affidato alle cure dell’infermiera neoassunta Kathy. Sia il responsabile della clinica, Dott. Roget, sia la caposala sig.ra Cassidy, insistono con Kathy sulla totale mancanza di coscienza di Patrick; lei è però convinta che nonostante  lo sguardo vuoto, il ragazzo sia ancora in grado di comprendere. Durante uno dei suoi turni, mentre sta battendo a macchina, Kathy nota che i tasti si muovono da soli e iniziano a scrivere messaggi che sembrano dettati da Patrick. Ovviamente nessuno le crede ma gli eventi strani si fanno sempre più frequenti…

Commento (appassionato)

“Patrick” segna il debutto nel mondo del thriller del protetto di Alfred Hitchcock, Richard Franklin. La trama, come detto, si inserisce a suo modo nel solco tracciato due anni prima da Brian De Palma che con “Carrie – lo Sguardo di Satana” aveva introdotto la tematica dei possibili risvolti malefici dei poteri psichici posseduti dalla protagonista.

Patrick

E’ un film che, nonostante fili liscio senza tropi intoppi e la trama è tutto sommato lineare e non pesante manca sempre quella scintilla in più, quel qualche cosa che faccia cambiare marcia alla narrazione e conduca ad un finale con pathos. Diciamo che manca un “terzo atto”, dal momento che vediamo la presentazione dei personaggi, vediamo le “peripezie” che la protagonista deve affrontare e le prove che deve superare, ma manca quella sorta di “vittoria” sull’antagonista e la sua crescita proiettata verso il lieto fine.

Il film risulta quindi piatto, senza picchi, come fosse il classico compitino per arrivare alla sufficienza stiracchiata, ma senza un minimo di brio.

Assolutamente inutile ai fini della trama il prologo della storia con Patrick, le cui tare mentali sembrano evidenti, uccidere i lussuriosi genitori folgorandoli nella vasca da bagno. Soprattutto non si capisce come da questa scena assolutamente gratuita si arrivi al coma del ragazzo.

Altre sorta di sottotrame rimangono non sviluppate e quindi completamente inutili: non si capisce perché il Dott. Roget sia così preoccupato di ricevere rane per i suoi fantomatici studi, non si capisce quale indicibile paura blocca la Sig.ra Cassidy dall’entrare nella camera 15 di Patrick e non si capisce neanche se la clinica sia una sorta di casa per lungodegenti o se celi qualche particolare segreto e se vengono effettuati strani esperimenti sui pazienti (che spiegherebbe il desiderio del Dott. Roget di verificare fantomatiche risposte neurologiche di Patrick).

Oltretutto sembra quasi che i macchinari ai quali Patrick è attaccato lo inibiscano, visto che nel momento in cui viene a mancare la corrente, assistiamo all’unica scena nella quale gira il volto verso la povera infermiera di turno riducendola (a quanto pare) molto male.

Patrick 2

Le uniche scene che sono leggermente sopra le righe, lo sono solo perché sono o ridicole o assurde, vedasi la scena finale con il clamoroso salto dal letto di Patrick, ormai morto (o forse no?) liquidato come banale “riflesso motorio” dal Dott. Roget (sfido un riflesso motorio ad indurre in una persona mezza morta da tre anni un salto di tre metri a sfondare una vetrina).

Enigmatica, anche se non lascia nello spettatore quel germe di curiosità, il fotogramma finale nel quale vediamo Patrick, ormai creduto morto, riaprire gli occhi con un sottofondo musicale che dovrebbe farci temere per noi stessi. Sarebbe potuto essere un finale intrigante se nel resto del film avessimo provato qualche emozione, ma messo lì così senza un perché non ha proprio senso.

Posso ben dire che le emozioni e i sussulti provati durante la visione del film sono direttamente proporzionali alla vitalità del comatoso Patrick.

Piccola nota a margine: “Patrick” avrà un sequel apocrifo nel 1980, “Patrick Vive Ancora” diretto da Mario Landi che sarà un orrido copia-incolla peggiorato all’ennesima potenza e un remake nel 2013 diretto da Mark Hartley. Il film “Aenigma” (1987) di Lucio Fulci deve l’idea di base della trama proprio al film di Franklin.

Scena imperdibile

Beh, di imperdibile non c’è molto, diciamo che c’è qualche scena che potrebbe essere quella scintilla della quale il film ha bisogno, ma si rivela essere solo un fuoco di paglia. Proprio per questo non saprei davvero indicare qualcosa di particolare

Citazioni

Patrick wants his handjob

Get stuffed slut

In definitiva

Un film piatto che si lascia vedere ma perde molte occasioni per accendersi. Non può quindi raggiungere la sufficienza.

Valutazione

Regia 4
Trama 4
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 4
Voto complessivo 4.2
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3 thoughts on “#96. Patrick (1978)

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