#97. Patrick Vive Ancora (1980)


Patrick Vive Ancora

Patrick Vive Ancora è un film del 1980 di Mario Landi. È un sequel apocrifo del film “Patrick” (1978) di Richard Franklin ed ha come protagonisti il caratterista italiano Gianni Dei, Sacha Pitoeff, Franco Silva, già visto in “Spasmo” (1974) di Umberto Lenzi e Mariangela Giordano, protagonista di molti decamerotici e di un mini sodalizio con Andrea Bianchi che la dirigerà tra gli altri in “Malabimba” (1979) e “Le Notti del Terrore” (1981). Nel cast anche una giovane Carmen Russo, protagonista di molte commedie sexy e interprete di “Un’Ombra nell’Ombra” (1979) di Pier Carpi e la bellissima Andrea Belfiore (non accreditata).

Anno: ITA 1980

Regia: Mario Landi

Sceneggiatura: Piero Regnoli

Cast: Sacha Pitoeff, Gianni Dei, Mariangela Giordano (accreditata come Maria Angela Giordan), Carmen Russo, Paolo Giusti, Franco Silva, John Benedy, Anna Veneziano, Andrea Belfiore (non accreditata)

Durata: 92 minuti

101 Parole di Trama (no spoiler)

Patrick è da anni in come per via di una bottiglia lanciatagli in testa da un furgoncino. Il padre, dott. Herschel, decide di dinvitare nella sua casa di riposo cinque persone apparentemente senza legami ma tutti con un passato scomodo con la scusa di un po’ di giorni di riposo: Sheryl e Lyndon Cough, Peter Sunyak, Stella Randolph e il Sig. Davis. All’improvviso uno dopo l’altro gli inquilini della villa iniziano a morire atrocemente e in apparenza senza motivo. Il dottore sembra minimizzare la cosa ma in realtà conduce degli strani esperimenti con Patrick che sembrerebbero correlati con le morti sospette…

Commento (appassionato)

Se gli Anni ’60 e ’70 per il cinema italiano erano stati anni di invenzione e di reinvenzione di generi, alcuni dei quali divennero punti di riferimento per il cinema straniero, gli anni ’80, con la fine del cinema di genere segnano l’orribile decennio del banale copia-incolla, nel tentativo di scimmiottare opere di altri, ma con esiti incredibilmente peggiori.

Non è esente da questa moda “Patrick Vive Ancora”, copiatura del film australiano di Franklin di due anni prima reimpastato in salsa tricolore (salsa scaduta, però); la terrificante inconsistenza di tutto, trama, dialoghi, sceneggiatura, musiche ecc… fanno del film un trash senza se e senza ma.

Non parliamo degli effetti speciali: gommapiuma a chili e sangue di un rosso acceso tendente allo sciroppo di amarena.

Patrick Vive Ancora 8

Già dai primi minuti si capisce che si assisterà ad un abominio indicibile: un uomo si trova sul ciglio della strada, passa un furgoncino e qualcuno gli butta addosso del sugo e PAM!: coma irreversibile.

Patrick Vive Ancora

Ma passiamo ai personaggi: per ciò che riguarda la clinica-casa di riposo abbiamo il sinistro dottor Herschel che sembra Germano Mosconi con delle sopracciglia notevoli dopo una dieta di sole acciughe, il suo staff, composto esclusivamente da tre-quattro persone, che comprende una non meglio precisata sguattera, Meg, amante dei cani al limite della zoofilia, due-tre finti infermieri che sono solo capaci di ruotare inutili manopole e prendere a pugni le mirabolanti apparecchiature tecnologiche che gestiscono e una segretaria, Lydia, che, in quanto tale è stata scelta più giovane e gnocca possibile.

Patrick Vive Ancora 11

Ricordiamo inoltre che la pseudo-clinica è percorsa da uno snervante suono stile astronave in film di fantascienza anni ’50 che dovrebbe terrorizzare, mentre invece è solo una spina nel culo.

Dal lato ospiti abbiamo invece: coppia composta da Lyndon Cough, politico in carriera con mignottona al seguito, Sheryl, che non perde occasione di mostrare le sue credenziali; coppia scoppiata formata da Peter Sunyak, macho baffuto simil Freddie Mercury con catenona, petto villoso e una collezione di giacche che farebbero rabbrividire Ray Charles e Stella Randolph, ulteriore mignottona che rivaleggia con l’altra in quanto a troiaggine (ma con una marcia in più: è alcolista); infine Mr. Davis, unico sfigato ad essere da solo con un amore fraterno per gli schiaffi e una fermezza nelle decisioni degna di una pecora (lo vedremo negare un colloquio a Stella per poi cambiare idea dopo tre secondi solo perché lei lo guarda).

Tutti a quanto pare sono accomunati da un passato peccaminoso: c’è chi era uno spacciatore, chi era un killer stradale, chi era (ed è ancora) una mignotta, chi era (ed è ancora) una puttana e chi un politico fallito.

Patrick Vive Ancora 7

Patrick, il protagonista di turno, figlio del dottor Herschel, non capiamo se possieda già di per se un potere telecinetico, o se è stato il padre a crearglielo. Fatto sta che dopo anni di coma e dopo anni a sentire il padre che deve vendicarsi e uccidere, inizia ad avere le palle piene (in tutti i sensi), quindi approfitta dei suoi poteri per attirare a sé la gnocca segretaria Lydia e svestirla, grazia alla sua incredibile capacità di generare vento, nonché generare in lei la voglia di farsi strombazzare di brutto. Altro suo fantastico potere è quello di materializzare su uno sfondo color verde scorie nucleari i suoi occhioni a palla che introducono ogni volta una morte gioiosa.

Da notare che anche lei ha un potere: frantumare con la sua presenza ogni bicchiere le capiti sotto tiro (ne farà fuori ben tre).

Durante la prima cena, organizzata dal dottor Herschel, all’improvviso un bicchiere (quello della segretaria sfigata) scoppia dal nulla. A nessuno sembra fregare niente ma Sheryl, vacca si, ma con un minimo di cervello, dice la classica frase fatidica, “andiamocene questo posto, fa venire i brividi” che dovrebbe essere ogni tanto ascoltata in questi cacchio di film, quanto meno per evitare un po’ di morti inutili.

A proposito delle morti, citiamo: un uomo infilzato da un amo e impiccato, una donna decapitata, un uomo bollito in piscina, uno asfissiato e la morte delle morti: una donna infilzata da uno spiego e trapassata da passera a bocca (anche se c’è da dire che lei si era messa in posa apposta)

Patrick Vive Ancora 10

Le uniche cose che ravvivano il film sono un po’ di tette, culi e sgrillettamenti vari che, lungi dall’essere parte di un concreto disegno erotico nella trama del film, sono semplicemente scene buttate lì per tenere lo spettatore maschio di fronte allo schermo, onde evitare sonnolenza e voglia di morire.

Patrick Vive Ancora 6

L’atrocità della trama porta la mente malata di Mario Landi a partorire l’idea di una allegra triade di simil zombi mezzi nudi che potenziano semplicemente mediante collegamento di tipo MIC (l’USB sarebbe stato troppo) le fantomatiche capacità telepa(te)tiche di Patrick.

Infine non si capisce perché il papino di Patrick abbia deciso di far fuori, oltre a tutti gli occupanti del famoso camioncino dal quale è partito il mestolo di sugo che ha mandato in coma il figlio, peraltro facendo una carneficina di persone innocenti, anche la sua sguattera zoofila Meg che riappare magicamente alla fine del film, ovviamente nuda, solo per finire sbranata dai cani.

Il finale col botto vede Patrick ormai dilaniato dalla voglia di passera, costringere con la sola imposizione degli occhi la patata Lydia a strusciarsi contro il di lui letto e lanciarsi in un amplesso furioso con la propria mano, provocando in lei, solo dopo l’orgasmo, un senso di morte interiore che la porterà ad accasciarsi piangente sul suo letto. Patrick, che ormai è sgamato e quasi soddisfatto, decide di uccidere anche suo padre, tedioso e fomentatore di crimini reo di aver provato a far fuori la segretaria ormai appagato da un amplesso fantasmagorico.

Ma qui avviene l’impensabile (proprio perchè non è unanamente possibile pensare ad una roba del genere): Lydia, mossa a pietà e abbastanza certa che Patrick non tenterà più di psicostuprarla, si reca nella camera del moribondo (superando la triade di inutili individui-amplificatori) mentre lui sembra riuscire a muovere una mano…e PAM! Urlo disumano e titoli di coda.

Che cacchio avrà fatto Patrickone a Lydia? Giammai lo sapremo.

Ma oltre a parlare della trama e del fantastico cast una menzione la merita anche la colonna sonora che, nel festival del copia-incolla è unna fotocopia un minimo rimaneggiata di “Tubular Bells” de “L’Esorcista” (1973) di Williams Friedkin.

Il premio al comportamento più geniale di tutti però va a Sheryl che, una volta convinto il baffuto Peter a portarla con sé in fuga dalla casa di riposo, decide prima di andare in camera per prendersi qualcosa da vestire (manco fino ad allora si sia mai preoccupata di stare mezza nuda), ma non contenta arriva alla macchina, ovviamente chiusa e si spertica per aprirla, non conoscendo probabilmente il ruolo della chiave nel processo di apertura di una portiera. Ma lei è una sgamata, quindi, avvistato il finestrino aperto, decide di mettere la testa dentro, finendo decapitata (anche se il finestrino dalla punta arrotondata ha dovuto faticare non poco per staccarle la testa dal corpo).

Scena imperdibile

Beh ce ne fosse una sola.

Ovviamente di imperdibile non c’è assolutamente nulla ma, nel marciume generale ci sono cose marce del tipo catfight tra zoccole ubriache (Sheryl e Stella), nudità varie di Carmen Russo e di Mariangela Giordano e soprattutto di Andrea Belfiore che ama masturbarsi imbeccata telepaticamente da quel furbacchione di Patrick.

A proposito di inutilità e orridi effetti speciali va citato il mento in cui Stella, aprendo un frigo, ci trova una scimmia morta e squartata. Quanto meno fuori luogo.

Patrick Vive Ancora 9

Da notare anche, nella scena della morte di Meg uccisa dai cani che dapprima i gioiosi animali non la mordono così forte, anzi scodinzolano e la leccano (ma mettendo in sottofondo il rumore di cani che abbaiano tutto sembra differente), poi, una volta morta, mentre le addentano una gamba, notiamo che sulla gamba (ovviamente fintissima) è stata messa una fetta di carne solo per simulare lo strazio dell’arto!

Citazioni

Lui è un manichino, lei una vacca

Le mie virtù un tempo ti sono servite per conquistare la camera dei lord, non ti facevo schifo allora!

Ti stai comportando come una mignotta!

Come certamente voi saprete, l’uso continuato e sconsiderato di sostanze alcoliche può determinare in alcuni soggetti in un ristretto arco di tempo, un processo neoplastico a livello endocrino nel corpo umano. È una manifestazione alquanto rara, ne convengo, ma è quanto ritengo potrebbe essere successo stamane al Sig. Cough. È l’ipotesi più plausibile.

L’ultima volta che mi sono tolta tutto davanti a un medico…beh…è meglio lasciar perdere!

Come va la vita? Anzi no devo cambiare la domanda. Come va la morte?

Lo sappiamo tutti che ti facevi sbattere come una vacca per aiutare tuo marito a fare carriera!

Va via che mi attacchi la sifilide!

Io di solito scopo donne, non mi piacciono le bottiglie di whiskey

Con la droga sei diventato frocio! Crepa da sola mignotta!

In definitiva

Trashosissimo film di Landi che è brutto abbastanza da essere divertente, ma non abbastanza da essere indimenticabile. Di esso infatti ricorderemo soprattutto le tette e i culi.

Valutazione

Regia 2
Trama 1
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 3
Voto complessivo 2.2
Annunci

6 thoughts on “#97. Patrick Vive Ancora (1980)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...