#102. Nurse Sherri (1978)


The Possession of Nurse Sherri

Nurse Sherri è un film di Al Adamson del 1978. È l’ultima fatica degli anni Settanta del regista americano, noto per altri film trash come “7 per l’Infinito contro i Mostri Spaziali” (1970), “Angel’s Wild Women” (1972), “Attenti…arrivano le Svedesi Tutto Sesso!” (1974) e “Cinderella 2000” (1977). Protagonisti della pellicola sono le formose Jill Jacobson e Marilyn Joi, diva della trash blaxploitation.

Titolo alternativo: The Possession of Nurse Sherri, Hospital of Terror

Anno: USA 1978

Regia: Al Adamson

Soggetto: Al Adamson

Sceneggiatura: Michael Bockman, Greg Tittinger

Cast: Geoffrey Land, Jill Jacobson, Marilyn Joi, Katherine Pass, Prentiss Moulden, Bill Roy

Durata: 88 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Nel deserto, il santone Reanhauer tenta di far resuscitare un uomo utilizzando i suoi poteri ma proprio mentre sta per riuscire, viene colto da infarto. Portato in ospedale, nonostante i tentativi di rianimazione dei dottori, muore. L’infermiera Sherri che lo aveva assistito da quel momento inizia a sperimentare dei momenti di incoscienza, nella quale è guidata da una forza estranea che la costringe ad uccidere. Il compagno Desmond e l’amica Tara con l’aiuto di Marcus, un paziente che per un incidente ha perso la vista, iniziano ad indagare sulla connessione tra Sherri e Reanhauer, scoprendo il segreto delle azioni violente dell’infermiera.

Commento (appassionato)

Al Adamson non smette mai di stupire. “Nurse Sherri” è un film di exploitation, anzi di sexpolitation, quindi aspettatevi tette e culi ma non trama; è inoltre un film a tinte horror ma girato con due dollari, quindi non aspettatevi paura e situazioni da saltare sulla sedia, ma sangue fatto con ketchup; infine stiamo parlando di un film di Al Adamson, quindi non aspettatevi…nulla.

Come ogni buon b-movie, il film fu distribuito con una pletora di titoli: oltre all’ufficiale “Nurse Sherri”, troviamo “The Possession of Nurse Sherri”, “Black Voodoo”, “Hospital fo Terror”, “Terror Hospital”, “Beyond the Living”, ecc… ognuno che cerca di mettere l’accento su uno degli aspetti della storia.

Ebbene stando a questi presupposti il film diciamo che non tradisce le aspettative: la trama potrebbe essere scritta su un francobolli, la recitazione è da scolaresca e il sangue è effettivamente ketchup. Il problema è che questa “opera” non è così esagerata come il genere supporrebbe: si vede poco sangue, non si vedono quasi mai le morti delle vittime alle quali sono riservati pochi fotogrammi e poi, esagero, non si vede neanche così tanta pelle nuda.

C’è comunque da dire che riusciamo a vedere un buon lato A della diva della blaxploitation Marilyn Joi ma soprattutto ogni singolo centimetro di Jill Jacobson che ci propina lato A, lato B e sideboobs a profusione. Ah, gli anni Settanta…

The Possession of Nurshe Sherri 4

Il “top” del film è concentrato tutto nella prima mezz’ora dove Adamson si gioca tutte le sue carte (…) mostrando seni nudi a profusione e l’unica scena trash di assassinio quando Sherri inforchetta il Dr. Andrews che come secondo lavoro sverna nelle stalle. In questo breve lasso di tempo non poteva mancare la “storia” della più strana esperienza sessuale che si scambiano Desmond e Sherri: lui che si becca un soffocone durante una lezione universitaria di chimica (che andrebbe bene si e no per le scuole medie), lei che, ovviamente, rimembra il suo intrallazzo con un’altra ragazza (vagamente somigliante ad una versione a bassa risoluzione di Reese Witherspoon) che, dopo averle massaggiato (male) la schiena, ovviamente passa al morbidoso lato A, per la gioia di una goduriosa Sherri.

Vediamo anche altre scenette da commedia all’italiana, come quella che coinvolge la ninfomane infermiera Beth che, con un pelo sullo stomaco da mal di testa decide di darci dentro col paziente grasso bianco e baffuto che vediamo perennemente corrucciato, come se avesse un dito su per l’orifizio anale.

In effetti quello più che un ospedale sembra un lupanare visto che le infermiere lavorano dieci minuti, poi senza dire niente a nessuno escono, poi strombazzano per un po’, poi se ne hanno voglia tornano a lavorare. Idem i dottori che per non saper né leggere né scrivere adescano le infermiere nei corridoi, tra l’indifferenza generale.

Ovviamente non mancano come in ogni buon brutto film che si rispetti incoerenze varie. Ad esempio come fa il santone Reanhauer ad arrivare in ospedale? Come hanno fatto i suoi discepoli o chicchessia a chiamare l’ambulanza nel bel mezzo del deserto senza cellulare? Perché ci dobbiamo sorbire 10 minuti del viaggio dell’ambulanza nelle vie cittadine alla fantasmagorica velocità di 15 all’ora? E perché Reanhauer quando viene colto dal coccolone stramazza a terra fingendo di vomitare?

E soprattutto, perché il tipo nero continua a dare retta ad uno che dive che per curare il diabete non serve insulina? Soprattutto quando è evidentemente smentito dai fatti visto che il paziente è morto e decomposto da giorni? Ad ogni modo la mancanza di devozione dell’eburneo assistente verrà condannata quando l’anima malvagia dei Reanhauer si impossessa della sua casa, gli chiude tutte le porte e finestre (in mezzo vediamo pure una bottiglia che magicamente lievita tirata platealmente da un filo verso il soffitto)e poi lo fa fuori (forse).

In tutto ciò anche i “mirabolanti “ effetti speciali che Adamson sfodera per la realizzazione dello spirito-blob che possiede Sherri: una realizzazione che ricorda molto i pessimi video musicali dei primi anni ’80. Ebbene lo spirito di Reanhauer viene reso con del moccico verde sberluccicoso che entra dalla porta, si spande a macchia d’olio e, coprendola, possiede Sherri bloccandola nel letto. Ma la vera possessione si completa solo quando (chissà perché) Sherri dal nulla va in un cimitero a caso.

The Possession of Nurshe Sherri 2

Dopo questa perla, come già detto, vediamo l’uccisione del dottor “do da mangiare alle vacche” e poi più nulla per altri 40 minuti, se si esclude un po’ di sano sesso tra l’infermiera Tara e l’ex giocatore di football con il corredo di denti più ampio della storia, Marcus Washington che, peraltro, vediamo perennemente sudato.

Ci si risveglia dal nulla assoluto solo nel finale dove, sulla base del nulla, l’ormai ciecato Marcus, visto che gli pare di ricordare che una sua nonna credeva che per liberare una persona da uno spirito bisognava bruciare il corpo non ancora morto di un posseduto senza nessuna relazione con quella persona, diventa improvvisamente sensitivo e stabilisce che Tara e la sua amica debbano andare in un cimitero a caso e bruciare il corpo del tipo che Reanhauer aveva provato a resuscitare venendo interrotto dall’infarto. Senza alcun motivo apparente le donne sanno dove si trova il cadavere e ancora senza nessun motivo appartente la cosa funziona e istantaneamente Sherri, conciata a festa, viene liberata dalla possessione, non prima di aver inciso sul corpo del Dott. Piacione un taglietto di 3mm che lo fa stramazzare a terra in preda a dolori che neanche gli avessero asportato il fegato con una chiave arrugginita.

The Possession of Nurshe Sherri 5

Nel non lieto fine vedremo Sherri che, inconsapevole dei suoi delitti (dei quali comunque non sappiamo nulla neppure noi) viene sbattuta chissà per quando in cella d’isolamento.

Scena imperdibile

Beh in tutto e per tutto quando Sherrie  Desmond ci danno dentro. Lui non può resistere alle sue soffici poppe, quindi ci dà di brutto come fosse Andrea Roncato in stato di grazia

The Possession of Nurshe Sherri 7

Citazioni

When he gets that ball and moves his black ass downfield, it’s like poetry in motion.

Good to see you Doctor Brown!

In definitiva

Dal buon vecchio Al uno si aspetta sempre del trash, ma purtroppo questo film non è abbastanza trashoso e, anzi si trascina mollemente verso il finale. Solo un po’ di carne al vento può risvegliare lo spettatore dall’assopimento. Meglio ripiegare su opere di inizio carriera…

Valutazione

Regia 2
 Trama 3
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo 2.2

 

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2 thoughts on “#102. Nurse Sherri (1978)

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