#103. La Casa 3 – Ghosthouse (1988)


La Casa 3

La Casa 3, distribuito in Italia con il sottotitolo Ghosthouse, è un film del 1988 di Umberto Lenzi, accreditato cone Humphrey Humbert. Protagonisti della pellicola sono Greg Rhodes (accreditato come Greg Scott) e Lara Wendel, famosa per il contestatissimo “Maladolescenza” (1977) di Pier Giuseppe Murgia e nel cast di “Un’Ombra nell’Ombra” (1979) di Pier Carpi. Nel cast anche Mary Sellers, presente anche in”La Maschera del Demonio” (1989) di Lamberto Bava, remake del ben più noto film omonimo del padre Mario del 1960 e in “Contamination .7” (1993) di Joe D’Amato e Donald O’Brian presente in “Emmanuelle e gli Ultimi Cannibali” (1977) di Joe D’Amato, “Zombi Holocaust” (1980) di Maurizio Girolami, “Anno 2020 – I Gladiatori del Futuro” (1982) di Joe D’Amato e “I Guerrieri dell’Anno 2072” (1984) di Lucio Fulci.

Titoli alternativi: Evil Dead 3

Anno: ITA/USA 1988

Regia: Umberto Lenzi (accreditato cone Humphrey Humbert)

Soggetto: Umberto Lenzi (accreditato cone Humphrey Humbert)

Sceneggiatura: Umberto Lenzi (accreditato cone Humphrey Humbert), Sheila Goldberg, Cinthia McGavin

Cast: Lara Wendel, Greg Scott, Mary Sellers, Ron Hauck, Martin Jay, Kate Silver, Donald O’Brian, Kristen Fougerousse, Robert Champagne

Durata: 95 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Durante una trasmissione il radioamatore Paul capta un segnale dove sente le urla disperate di un uomo che pare essere assalito da un assassino e di seguito una nenia infantile. Tracciando il segnale risale al luogo dal quale è stato trasmesso, una casa sperduta dove tempo prima erano stati commessi due inspiegabili omicidi e dove adesso si trova un altro radioamatore, Jim assieme ai suoi amici. Dallo scantinato della casa i ragazzi sentono nuovamente la cantilena ascoltata in radio e trovano Henrietta, una bambina che abitava in quella casa vent’anni prima, e lì morta di stenti che sembra avere strani poteri…

Commento (appassionato)

La Casa 3 o Ghosthouse come fu distribuito su alcuni mercati, fa parte di un’ipotetica trilogia apocrifa di sequel del film cultLa Casa” (1981) di Sam Raimi. Il nome è un ovvio riferimento al film originale e fu scelto come si può ben immaginare solamente con il pretesto di attrarre più gente possibile nelle sale durante l’estate italiana del 1988 (opinabile la scelta della data di uscita, l’11 Agosto).

Come si potrà ben intuire dalla scarsità di mezzi e di idee, il film è solo un altro triste capitolo della fine del cinema di genere in Italia: la regia di Lenzi è svogliata, non ci sono mai lampi di genio nè la voglia di osare che comunque aveva contraddistinto parte dell’opera del regista toscano. Se si paragona questo film con i ben più estremi “Mangiati Vivi!” del 1980 e “Cannibal Ferox” del 1981 il confronto è impietoso.

Se inoltre teniamo presente che Lenzi è passato alla storia più che per l’invenzione del genere cannibal (da lui iniziato nel 1972 con “Il Paese del Sesso Selvaggio”) per i suoi poliziotteschi e per i gialli a cavallo tra anni ‘60 e ‘70 e che a fine anni ‘80 era praticamente a fine carriera, si comprende bene come il risultato finale possa essere quello che è. Probabilmente anche questi motivi concorrono alla sua scelta di firmare l’opera con uno pseudonimo.

La svogliatezza della regia si trasmette pari pari agli attori la cui recitazione sembra più un compitino per la scuola svolto controvoglia (e male aggiungerei); non a caso molti sono qui alla loro prima e ultima (o quasi) apparizione di fronte ad una telecamera.

Tra le “idee” alla base del film merita una menzione particolare, solo perchè è la meno peggio di tutte, quella della ricezione via radio delle urla delle vittime del pupazzo-clown e della odiosa nenia che accompagna i suoi omicidi. L’idea sarà ripresa in altri film negli anni a venire come ad esempio “White Noise” (2005) di Geoffrey Sax e “ESP – Fenomeni Paranormali” (2011) dei Vicious Brothers, Colin Minihan e Stuart Ortiz. L’idea del pupazzo killer invece non è nuova e discende da “Dolls – Bambole” di Stuart Gordon dell’anno precedente, ma sarà portata al successo dai film appartenenti all’aberrante serie di Chucky, iniziati proprio nel 1988 con “La Bambola Assassina” di Tom Holland.

Sempre per citare la scarsa inventiva di Lenzi in quest’occasione, la casa nella quale si svolgono gli eventi è la stessa usata da Fulci per l’ambientazione di “Quella Villa Accanto al Cimitero” (1981) e il protagonista della storia, nonchè migior attore e interprete con il numero maggiore di espressioni, cioè il pupazzo-clown, è una copia al limite del plagio del pupazzo di “Poltergeist” (1982) di Tobe Hooper.

Non servirebbe quasi dirlo, ma lo faccio lo stesso, ma gli effetti speciali sono a dir poco amatoriali e realizzati in modo approssimativo. Come in molti horror italiani di questo tipo la maggior parte del budget è utilizzata per sangue finto e soprattutto gommapiuma.

Le scene delle morti dei personaggi non risentono di un minimo di tensione e senza il dovuto climax, la morte degli incauti visitatori si trasforma quasi in una comica, sempre a base di gomma: vedasi soprattutto la morte di Mrs. Baker prima trafitta ad un occhio dai frammenti dello specchio andato in frantumi (un omaggio a Fulci?), poi sgozzata da un coltello avvicinatosi al suo collo con una flemma da far ridere. Rincarando la dose si potrebbe anche dire che la vecchina, vista l’innaturale deformazione dello specchio, avrebbe forse fatto bene a non starci così vicino…

La Casa 3 2

Altre perle di pochezza sono le miracolose dissolvenze degli oggetti lanciati contro gli abitanti-fantasmi della casa, come il candelabro che Mark tira ad un dobermann e che evapora magicamente.

Anche il doppiaggio è realizzato in modo dozzinale, con urla messe a caso e senza sincro.

Un aspetto che accomuna i personaggi è la loro stupidità, ben oltre la classica stupidità di tutti coloro che sono protagonisti di film horror: nelle situazioni pericolose sembra sempre che siano i attesa del momento della morte: è così per Mrs. Baker, per Tina, che aspetta la ghigliottina come fosse una benedizione, per Jim che si cura di stare ben vicino ad un vecchio ventilatore che inizia a funzionare pur senza corrente e ricoperto da tre centimetri di polvere e per il becchino che, aggredito dallo scemo del villaggio non prova neanche a reagire.

Proprio lo scemo del villaggio vince ex-aequo con il tipo nero la palma di personaggio più inutile, dal momento che la loro presenza ai fini della storia è assolutamente superflua. Per ciò che riguarda il rotondo afroamericano, la sua morte giunge come una liberazione, data la viscerale antipatia che ogni persona sulla terra prova per lui.

La palma della morte più stupida va invece a Mark, cesoiato da Susan che lo scambia (a ragione da parte sua) per uno zombi, mentre invece era solamente riemerso dallo sperma di muflone nel quale era affogato.

La Casa 3 3

Ma il tripudio di nonsense Lenzi ce lo lascia alla fine: qui trovano spazio la classica mescolanza tra giorno e notte, marchio di fabbrica di ogni buon b-movie girato con 3mila lire, dal momento che mentre Paul e Martha sono al cimitero di giorno, Mark cerca Susan e Tina nell’oscurità della notte, e raggiunge vette inavvicinabili la stupidità delle azioni, con Martha che ha la micidiale intuizione di nascondersi all’interno di una tomba interrata, guarda caso proprio quella della bambina che ha scatenato tutto sto casino (ma poi perché l’ha scatenato?). Menzione a parte meritano le mani killer che si vedono in primo piano brandire coltelli con una nonchalance che non ritroviamo neanche in Duke Nukem3D.

La scena finale vede il bambolotto incazzoso bel bello in una vetrina ancora alle prese con la sua voglia di uccidere e con i suoi poteri, prima risorge dalle ceneri nelle quali era stato ridotto dal barbecue a base di benzina (ah…la benzina rossa, quanto cancerogeni e inquinanti ricordi…), poi telepaticamente fa scattare il verde per i pedoni nella strada di fronte, causando la morte del povero Paul, spiaccicato da un autobus carico a mina e lanciato a un milione di chilometri all’ora.

Come già detto in altri articoli su questo blog, fa male vedere il livello toccato da alcune opere di fine carriera a firma di registi un tempo di successo e di grande inventiva e capacità (anche se spesso riconosciute a posteriori) che avevano reso celebre nel mondo il cinema italiano. Il mancato ricambio generazionale e il taglio dei fondi ha fatto sì che tutta una serie di registi nostrani quasi contemporanei come Fulci, Martino, D’Amato, Deodato e lo stesso Lenzi siano arrivati a “fondo corsa” a fine anni ‘80 lasciando dopo di loro una desolazione che purtroppo paghiamo ancora oggi dopo ben 30 anni.

Scena imperdibile

Senza ombra di dubbio la scena del ritrovamento, all’interno di una stanza qualunque della casa in un baule qualunque, del pupazzo da clown responsabile della sequela di omicidi. La orribile bellezza della scena sta nel doppio stacco di montaggio operato da Lenzi che prima ci mostra il volto vero del clown (già di per se un pò incazzoso) quindi il volto spaventato di Martha e infine il volto demoniaco dell’amabile bambolotto, motivo del terrore della ragazza.

La Casa 3

Ovviamente da tramandare ai posteri la scena dell’”aggressione” quando vediamo Martha tenere attorno al proprio collo le mani del pupazzo che altrimenti non sarebbero state in grado di stringere neanche una mazza di gomma. Una perla che rende questo bruttissimo film ancora più brutto ma almeno con quel tocco di trash di cui necessitava.

Citazioni

Non vedo proprio l’ora di parlare con il custode del cimitero!

La gente vede fantasmi in ogni angolo buio

È un vecchio trombone buono per i ladri di polli!

In definitiva

Nel ciarpame della produzione pseudo horror italiana della seconda metà degli Anni 80, “La Casa 3” fatica molto ad emergere. È un film stanco senza idee e realizzato giusto per il gusto di farlo. Peccato che sia una manata di fango in faccia ad uno dei maggiori registi italiani degli anni d’oro del cinema di genere.

Valutazione

Regia 4
 Trama 4
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 4
Voto complessivo 3.8
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6 thoughts on “#103. La Casa 3 – Ghosthouse (1988)

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