#108. …E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà (1981)


...E tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà

…E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà è un film del 1981 di Lucio Fulci. È il secondo capitolo della cosiddetta “Trilogia della Morte” dopo “Paura nella Città dei Morti Viventi” del 1980 e prima di “Quella Villa Accanto al Cimitero” del 1981. Protagonisti del film sono Catriona MacColl, presente in tutti e tre i film della trilogia, David Warbeck, già con Fulci in “Black Cat” del 1981 e Cinzia Morreale, resa famosa da “Buio Omega” (1979) di Joe D’Amato e che lavorerà ancora con Fulci in “La Dolce Casa degli Orrori” del 1989. In ruoli secondari l’attore feticcio del regista Al Cliver, che lo utilizzò tra gli altri in “Zombi 2” (1979) “I Guerrieri dell’Anno 2072” (1984), “Murderock – Uccide a Passo di Danza” (1984), “La Casa nel Tempo” (1989) e “Demonia” (1990) e Michele Mirabella, già apparso in “Baba Yaga” (1973) di Corrado Farina.

Anno: ITA 1981

Regia: Lucio Fulci

Soggetto: Dardano Sacchetti

Sceneggiatura: Dardano Sacchetti, Giorgio Mariuzzo, Lucio Fulci

Cast: Catriona MacColl, David Warbeck, Cinzia Morreale (accreditata come Sarah Keller), Antoine Saint-John, Veronica Lazar, Al Cliver, Michele Mirabella

Durata: 86 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

In Louisiana nel 1927 il pittore Zweick, sospetto stregone, viene ucciso dagli abitanti del paese mentre si trova all’hotel Sette Porte, costruito su una delle porte dell’inferno . Nel 1981 Liza eredita l’Hotel e lo trova in stato di totale abbandono ma intenzionata a ristrutturarlo. Da subito però alcuni degli operai al lavoro muoiono in modo incomprensibile e uno di loro fa in tempo a scoprire dietro una fragile parete quella che sembra essere una delle porte dell’inferno. L’hotel diventa un incubo per Liza che tra misteriose conoscenze e morti sempre più agghiaccianti si ritroverà a combattere la maledizione del luogo.

Commento (appassionato)

Dopo il successo (e le critiche) seguite a “Zombi 2” (1979) che segnò il suo debutto fortuito nell’horror, Fulci mise mano alla realizzazione di tre pellicole horror che, sebbene abbiano pochi elementi in comune tra di loro furono racchiuse nella “Trilogia della Morte”.

Affidata la sceneggiatura al fido Dardano Sacchetti, già scrittore dei due film precedenti, Fulci consegnò la fotografia nelle mani di Sergio Salvati e contattò alcuni attori già interpreti di suoi lavori, come Catriona MacColl, David Warbeck e il feticcio Al Cliver.

Il risultato di questi sforzi fu un film non semplice, nel quale la componente splatter è assolutamente predominante e, sebbene gli effetti speciali non mascherino molto l’utilizzo di manichini e gommapiuma, tutto sommato ripugnante come se si trattasse di qualcosa di reale. Questo fu sicuramente merito di alcuni colpi da maestro di Fulci e dell’esaltazione dei suoi topoi classici, uno su tutti il tema dell’occhio.

...E Tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà 2

La trama lacunosa e un po’ nebbiosa sembra il substrato ideale per innestare scene atroci in un mix a volte un po’ sconclusionato di situazioni diverse tra loro. Lo spettatore si trova in balia di una storia che oscilla tra la stregoneria e lo zombie movie con richiami più o meno evidenti ad altre pellicole antecedenti: Fulci saccheggia da “Inferno” di Dario Argento l’idea dell’edificio costruito sulle porte dell’inferno, dallo stesso regista, ma questa volta da “Suspiria” (1977) trae ispirazione per l’atmosfera perennemente sussurrata, prende a piene mani da George Romero per la caratterizzazione dei lentissimi morti viventi, si auto-copia (o si auto-promuove) in una delle tante scene di torture oculari (quella della morte di Martha per mano di Joe tramutato in zombi), che, anche per lo stile dell’inquadratura rimanda proprio al già citato “Zombi 2” e si copia di nuovo nella scena iniziale dell’uccisione a catenate di Zwicki (presa dall’uccisione di Florinda Bolkan in “Non si Sevizia un Paperino” del 1972).

La sperimentazione narrativa  iniziata con “Paura nella Città dei Morti Viventi”, nel quale la trama era quantomeno libera da ogni vincolo, viene portata qui a conseguenze quasi surreali e allo spettatore non è praticamente dato modo di comprendere l’essenza della storia. Lo stesso Fulci disse che il film doveva  essere “…senza storia: una casa, degli uomini e dei morti che tornano dall’aldilà…”. Beh se l’intento era questo direi che è riuscito alla perfezione.

A livello stilistico ci sono alcuni punti davvero notevoli: la fotografia è a tratti eccellentissima, soprattutto nei campi lunghi che Salvati riserva ad esempio nella scena dell’incontro di Lisa con Emily e il suo cane, nel bel mezzo di una superstrada sperduta nel nulla e nella scena finale. Molto ben riuscita anche l’introduzione girata in bianco e nero virato seppia che purtroppo si perde nella versione tedesca (chissà il perché della scelta di farla a colori).

...E Tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà

Capitolo gore: siamo in presenza di un Fulci ancora agguerrito, neanche lontano parente di quello svogliato e arrendevole di fine anni Ottanta, quindi abbonda il sangue (o meglio un suo sostituto troppo finto e troppo liquido) ma non gli sventramenti, così come abbonda la gommapiuma. Le morti sono varie e ben studiate anche se talvolta un po’ stupide e forzate: serva ad esempio la morte dell’architetto interpretato da Michele Mirabella che, dopo essere caduto come un pirla dalla scala, viene divorato da delle affamatissime tarantole che prima (indovinate un po’?) gli strappano un occhio e poi banchettano con la sua pelle. L’incedere dei ragni verso il corpo paralizzato viene presentato come fosse una marcia di un generale con il suo plotone, dove il plotone è costituito da fintissimi pupazzetti a forma di tarantola.

...E Tu Vivrai nel Terrore! L'Aldilà 4

Le note dolenti sono purtroppo più d’una. Come già detto la trama è troppo lacunosa e sinceramente si fa fatica collegare le storie che Fulci ci sbatte dentro: non si capisce il perché degli zombi, né il vero ruolo dei misteriosi “guardiani” ciechi che interagiscono con Liza e quale sia il motivo della loro cecità. Insopportabile l’assenza di mira di John che riesce a mancare la testa di uno zombi da un metro; inoltre possiamo anche notare come la sua pistola possa sparare un numero pressochè infinito di colpi, come se avesse la facoltà magica di autoricaricarsi.

Scena imperdibile

Se per la bontà della fotografia citerei la scena finale, non posso esimermi dal citare due momenti: l’uccisione di Martha e la scena più splatter della pellicola, quella della morte di Michele Mirabella divorato dalle tarantole.

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Per la scena furono utilizzate anche tarantole finte, che si possono ben riconoscere. La bocca con la lingua mangiata dal ragno è anch’essa finta ma risulta molto credibile. Da sottolineare che Mirabella per la paura collassò durante le riprese, a dimostrazione che Fulci oltre che “terrorista dei generi” può essere definito anche terrorista vero e proprio.

Citazioni

In questo libro sono raccolte le profezie di Eibon, che si tramandano da più di quattromila anni. Sette terribili porte sono nascoste nella terra e nel mare in sette luoghi maledetti. Guai a chi si avvicinerà senza sapere! Guai a chi aprirà una delle sette porte dell’Inferno, perché attraverso quella porta il male invaderà il mondo!

E ora affronterai il mare delle tenebre, e ciò che in esso vi è di esplorabile

In definitiva

Nonostante le molte incongruenze e i molti punti oscuri, questo è uno dei più intensi horror di Fulci, con una gran densità di splatter e con il classico finale un po’ da punto interrogativo che lo accomuna con il film che lo precede. Attenzione! Per i non avvezzi alla filmografia del regista potrebbe risultare odioso e senza senso.

Valutazione

Regia 6
 Trama 5
Recitazione 5
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 5.6
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21 thoughts on “#108. …E Tu Vivrai nel Terrore! L’Aldilà (1981)

  1. Questo film l’ho rivisto per il mio ciclo dedicato agli “pseudobiblia”, ovviamente per la sezione dedicata al Liber Ivonis (o Libro di Eibon). I miei sensi bibliofili hanno vibrato nelle scene con quel libro, ma per il resto qualche scompenso genetico mi rende totalmente immune al fascino di questi film. La musica però la ricordo molto bella…

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    1. Beh il tuo omonimo Fulci o si ama o si odia…è un po incomprensibile…se vuoi rivangare qualcosa sugli pseudobiblia ti “consiglio” Evil Toon – Diavolo di un Cartone…una roba da accapponare la pelle…ma non dalla paura…

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    1. Con Fulci è così…chi lo reputa un maestro incredibile e chi un completo incompetente…devo dire che però rispetto a questo titolo forse preferisco Paura nella Città dei Morti Viventi che ho recensito l’anno scorso…a brevissimo sfornerò qualcosa sul terzo capitolo della trilogia 😉

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  2. Punto di forza del film è, a mio avviso, la totale libertà narrativa, quasi anarchia logica, con la quale il regista ha confezionato la trama. La scarsa logicità porta lo spettatore a domandarsi se quelle vissute dai protagonisti siano vicende che accadono nell’aldiqua o nell’aldilà. Baracco nata maxi a è il revolver caricato dalla canna… Si può gustare questa chicca guardando con attenzione la scena della fuga dall’ospedale.

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    1. Si, hai ragione, però parlando di trame anarchiche forse preferisco altri film rispetto a questo. E poi certo, la scena delle dodicimila revolverate è il massimo. Non so perchè ma in tutti i film che vedo, quando iniziano a spararsi inizio inconsciamente a contare le pallottole sparate…e 9 volte su 10 pare che nei film ci siano dei caricatori tipo Rambo…

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