#112. Emanuelle Nera – Orient Reportage (1976)


Emanuelle Nera - Orient Reportage

Quando l’erotismo incontra Joe D’Amato, non può essere che amore a prima vista. Questo è il film da dove tutto ebbe inizio, da dove Emanulle diventò Emanuelle e Aristide Massaccesi diventò Joe D’Amato.

Emanuelle Nera – Orient Reportage è un film del 1976 di Joe D’Amato, al secolo Aristide Massaccesi. Rappresenta il sequel “ufficiale” di “Emanuelle Nera” (1975) di Albert Thomas (pseudonimo di Adalberto Albertini) a sua volta sequel apocrifo di “Emmanuelle” (1974) di Just Jaeckin. I protagonisti rimasero praticamente invariati rispetto all’originale, comprendendo ancora Laura Gemser, Gabriele Tinti e Venantino Venantini. A completare il cast Ely Galleani, interprete di “Una Lucertola con la Pelle di Donna” (1971) di Lucio Fulci e “Baba Yaga” (1973) di Corrado Farina e Ivan Rassimov immortale interprete di molti gialli negli anni Settanta come “Tutti i Colori del Buio” e “Lo Strano Vizio della Signora Wardh” entrambi del 1972 di Sergio Martino, “Spasmo” (1974) di Umberto Lenzi e dei cannibalici “Ultimo Mondo Cannibale” (1977) di Ruggero Deodato e “Mangiati Vivi!” (1980) di Umberto Lenzi.

Anno: Italia 1976

Regia: Joe D’Amato

Soggetto: Maria Pia Fusco, Piero Vivarelli, Ottavio Alessi

Sceneggiatura: Maria Pia Fusco

Cast: Laura Gemser, Ely Galleani, Gabriele Tinti, Ivan Rassimov, Venantino Venantini, Giacomo Rossi Stuart, Koike Mahoco, Chris Avram, Debra Berger

Durata: 91 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Mae Jordan, detta Emanuelle, è ancora in cerca di uno scoop e si reca con l’amico Robert a Bangkok, per fotografare il re della Thailandia. Qui incontra il principe Sanit che gli promette di farle fare la conoscenza del re, ma prima le mostra ciò che la città ha da offrire. Emanuelle incontrerà prima la massaggiatrice Gee, poi Frances, prima di rimanere bloccata in città per un’accusa infondata.  Da qui si sposterà in Marocco, dove conoscerà Debra, anche se continuerà ancora a frequentare Robert. La loro relazione verrà messa alla prova e Emanuelle dovrà decidere cosa fare della propria vita amorosa.

Commento (appassionato)

Emanuelle Nera – Orient reportage segna l’irruzione nel ciclo dedicato alla fotoreporter di colore di Joe D’Amato. Irruzione in realtà abbastanza in punta di piedi, dal momento che la regia è ancora in parte legata al prototipo albertiniano dell’anno precedente. Si potrebbe quasi dire che Emanuelle e Joe D’Amato cresceranno assieme: il regista con questo film divenne famoso e iniziò a creare il proprio stile, mentre Emanuelle plasmò il suo carattere con l’avanzare della serie, fino a codificarsi completamente nel capitolo successivo “Emanuelle in America”.

Lo stesso D’Amato mise sotto contratto Laura Gemser, instaurando con lei un lungo e prolifico (nonché proficuo) sodalizio durante il quale la sperimentazione e la commistione di generi la fece da padrona. Ad Albertini, rimasto senza la sua protagonista non rimase che sfornare, sempre nel 1976 “Emanuelle Nera 2”, considerato, ironia della sorte, un sequel apocrifo di “Emanuelle Nera” da lui diretto nel 1975, dal momento che il seguito ufficiale viene considerato proprio “Emanuelle Nera – Orient Reportage”, dando la preferenza quindi alla figura dell’attrice protagonista come leitmotiv della saga e non quella del regista. Da wuesto momento si può quindi considerare Emanuelle come una serie divisa in tre: quella di “Emmanuelle” (con due “emme”), l’originale francese, quella di “Emanuelle” (con una “emme”) di Albertini, che vide protagoniste prima la Gemser e poi la meteora Shulamith Lasri e quella, più famosa di “Emanuelle nera” di Joe D’Amato, che vide sempre protagonista la Gemser.

Dopo aver chiarito il casino delle varie saghe, mi preme adesso rivolgere lo sguardo a questo prodotto, “Orient Reportage”. Il titolo deve il suo nome all’ambientazione che occupa all’incirca la prima metà del film, durante il quale Emanuelle si trova a Bangkok, motivo per il quale nei mercati esteri il film venne distribuito come “Emanuelle in Bangkok”. L’ambientazione estremo-orientale cambierà durante il film e la protagonista volerà a Casablanca, dove terminerà la sua avventura: la vedremo infatti nel finale in aeroporto, pronta ad imbarcarsi per Parigi. Le musiche sono di Nico Fidenco e riprendono in parte quelle del primo episodio, mentre il soggetto è firmato da Pietro Vivarelli, già regista de “Il Dio Serpente” (1970).

Come già detto il film è ancora abbastanza “classico”, l’ambientazione è quella esotica del primo episodio e l’erotismo ricalca in gran parte lo stile di “Emanuelle Nera”; tuttavia il carattere di Emanuelle appare più deciso; abbandona gli ultimi aspetti che la legavano ad un amore più “convenzionale” ed è qui molto più disinibita, soprattutto nei confronti del sesso femminile. Se infatti si escludono i saltuari ricongiungimenti con l’uomo che assomiglia più alla figura di un fidanzato, o meglio di un amante, la protagonista si concederà a tre bionde una dopo l’altra: Frances, Debora e Janet.

Emanuelle Nera - Orient Reportage
Da buon film erotico non mancano ovviamente le scene di nudo, anzi, di quelle ce n’è fin troppe; quello che manca è, come da tradizione in molti film di D’Amato, la trama. Il canovaccio qui è ridotto praticamente allo zero, un po’ come nel film precedente o forse anche meno. Se in “Emanuelle Nera”, l’assenza totale di trama era in minima parte compensata dalla storia d’amore “impossibile” con Gianni, qui, la storia tra Emanuelle e Robert non è che una sorta di blando collante tra scene di sesso sconnesse le une delle altre. I viaggi di Emanuelle sono solo un pretesto per mostrare donne diverse e paesaggi differenti, anche se dubito che qualcuno si sia soffermato ad ammirarli.

Emanuelle Nera - Orient Reportage 2

Joe D’Amato inizia a mostrare in piccola parte quello che sarà il suo stile fatto di minestroni di generi diversi inserendo alcune sequenze di uccisioni di animali (una lotta tra un serpente e quella che sembra una mangusta) e frammenti da Mondo movie, come quello dello spettacolo in un locale di Bangkok, durante il quale assistiamo alle esibizioni di una donna immune al fuoco e soprattutto di una donna fucile che al posto della canna usa la propria passere per sparare palline da ping pong in una scena che sarà ripresa e amplificata nel cinema moderno nel film “Zombie Strippers” (2008) di Jay Lee dal personaggio interpretato da Jenna Jameson (e non fate finta di non conoscerla…).

Emanuelle Nera - Orient Reportage 5

Tra le protagoniste, ad eccezione di Laura Gemser che è anni luce superiore alle altre, la più conturbante è forse Debra Berger (Debora): Ely Galleani ha un espressione fin troppo estasiata e un po’ bambinesca (a volte sembra quasi Angela Finocchiaro!) e Gaby Bourgois (Janet) appare troppo goffa, e non solo per gli occhialoni da scienziata.

Emanuelle Nera - Orient Reportage 4

Scena imperdibile

Direi la scena dell’allegra festicciola a casa del Principe Sanit (un principe Thailandese con la faccia di Ivan Rassimov…) durante la quale il padrone di casa dà una bonga ai propri ospiti e questi iniziano a copulare come animali, ma non Emanuelle che chissà perché, ha una particolare resistenza che verrà in seguito fiaccata proprio dal principe.

Emanuelle Nera - Orient Reportage 3

Citazioni

Tu non sei come loro, sei diversa. Tu puoi e sai dosare le tue estasi. Tu hai la capacità di vivere con tutti i tuoi sensi i momenti dell’eros, li vivi con l’intero corpo, non solo con quelle poche zone erogene che gli occidentali riservano all’amore. Io potrei farti urlare dal piacere, ma tu devi prima restituire ciò che ti è stato dato. Sai farlo, sai farlo con la stessa abilità con la quale è stato fatto a te. Sai condurre in un tunnel dove il tempo cessa di esistere. Quando il piacere sta per trasformarsi in dolore fisico allora, solo allora si può raggiungere il momento più bello, quello che i francesi chiamano “la piccola morte” e noi la grande estasi. Il vero orgasmo.

In definitiva

Primo film di successo di Joe D’Amato ma ancora poco in stile “Joe D’Amato”. Merita comunque di essere visto almeno per la immarcescibile bellezza di Laura Gemser. La totale assenza i intreccio però rende questo capitolo meno coinvolgente dei successivi, più consigliati.

Valutazione

Regia 6
Trama 4
Recitazione 4
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 5
Voto complessivo 4.8
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15 thoughts on “#112. Emanuelle Nera – Orient Reportage (1976)

      1. Io sono fan degli appuntamenti settimanali, ma semplicemente perché vedere troppi film di un filone insieme mi stanca. Se tu hai una buona resistenza, anche un ciclo quotidiano non è male 😉

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