#124. Le Notti del Terrore (1981)


Le Notti del Terrore

Un film spacciato dalla copertina del dvd come “un’esperienza delirante”, girato dal futuro pornoregista Andrea Bianchi. Una dimenticabilissima orgia di zombi.

Le Notti del Terrore noto in Italia anche come Zombi Horror è un film del 1981 di Andrea Bianchi. Nel cast Karin Well, in seguito presente in molti film erotici e pornografici, Gianluigi Chirizzi, già interprete di “Malizia” (1973) di Salvatore Samperi e de “La Ragazza del Vagone Letto” (1980) di Ferdinando Baldi e Mariangela Giordano, apparsa in alcuni decamerotici e in “Patrick Vive Ancora” (1980) di Mario Landi.

Titoli alternativi: Zombie Horror, The Nights of Terror, Burial Ground

Anno: 1981

Regia: Andrea Bianchi

Sceneggiatura: Piero Regnoli

Cast: Karin Well, Gianluigi Chirizzi, Simone Mattioli, Antonietta Antinori, Roberto Caporali, Peter Bark (pseudonimo di Pietro Barzocchini), Claudio Zucchet, Anna Valente, Renato Barbieri, Mariangela Giordano

Durata: 85 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Un professore, durante le sue ricerche, riesce a decifrare un’antica iscrizione etrusca e invita alcuni conoscenti in una villa di uno di loro per comunicare loro la scoperta. Giunto però nella catacomba dove ha trovato il reperto viene assalito all’improvviso da un’orda di morti viventi che lo uccidono. Nel frattempo gli invitati in villa, tre coppie, un bambino e i due maggiordomi stanno trascorrendo una giornata tranquilla quando, all’improvviso vengono aggrediti dagli stessi zombi che hanno ucciso il professore che si rivelano più agguerriti e ingegnosi del previsto. Rinchiusisi nella villa dovranno fare squadra per resistere all’assalto e avere salva la vita.

Recensione & Commento (appassionato)

Gli zombi, si sa, sono un tema ricorrente nell’horror, dopo che Romero a fine anni Sessanta sdoganò definitivamente il genere con la pietra miliare “The Night of the Living Dead” (1968). Da quel momento in poi frotte di cineasti si cimentarono con il genere con esiti non sempre felici. Quando il filone sembrava esaurirsi, ci pensarono alcuni registi, specie nostrani, a rinverdirlo sbattendoci dentro un po’ di erotismo: cito a titolo di esempio “Le Notti Erotiche dei Morti Viventi” (1980) dell’uomo-minestrone Joe D’Amato. Passare dallo zombi a tinte erotiche all’erotico a tinte zombi fu un’evoluzione quasi naturale, così come fu facile passare da una recitazione “decente” a una da porno.

In questo solco sguazzò alla grande Andrea Bianchi che prima di diventare un regista esclusivamente pornografico, aveva fatto ben sperare con il giallo “Nude per l’Assassino” (1975) fuori dal seminato quel tanto che bastava da poter sperare per lui una carriera onorevole. Poi scoprì che la patata rendeva di più quindi iniziò a proporla con sempre più frequenza nei suoi film, come ad esempio in “Malabimba” (1979), dove la componente horror cede il passo a scene dall’alto contenuto erotico e ad inserti pornografici realizzati da controfigure.

Si arriva quindi all’Anno Domini 1981, quando Bianchi realizza questo “Le Notti del Terrore”, edito in Italia anche come “Zombi Horror”: entrambi i titoli si rivelano delle colossali menzogne dal momento che di terrore non se ne percepisce e di notti se ne vedono poche, visto che l’azione spesso si svolge in pieno giorno con un sole che spacca i sassi. Non si sente la mancanza, invece, degli zombi, che occupano il 90% della trama, lasciando il restante 10% a qualche inutile tetta.

Zombi Horror 4

Il vero problema è proprio quel 90% di zombi: infatti dopo un’evitabile introduzione a base di finti amoreggiamenti e qualche capezzolo qua e là i morti viventi si prendono prepotentemente la scena e cancellano ogni possibile straccio di trama: continueranno ad invadere lo schermo e a far fuori uno alla volta i protagonisti.

La sceneggiatura è, ovviamente, del tutto inesistente e il soggetto, posto che qualcuno si sia mai preso la briga di scrivere un soggetto, potrebbe occupare due righe: un uomo risveglia in qualche modo degli zombi etruschi che attaccano 6-7 cretini e li uccidono. STOP.

La snervante ripetitività delle scene fa si che il film arrivi alla ragguardevole durata di 80 minuti, ma potrebbe tranquillamente durare dieci-dodici minuti. Ecco come funziona: gli zombi escono da ogni pertugio esistente, anche da quelli dai quali sarebbe fisicamente impossibile sbucare, in numero incalcolabile, quindi fanno fuori un personaggio a caso degli n presenti per via delle sue azioni irragionevolmente stupide e tutti gli altri si meravigliano della suddetta morte. Tutto ciò si ripete pari pari nella scena successiva, ma con un numero di protagonisti pari a n-1. La solfa va avanti finchè n=0. Nessuno sa perché gli zombi siano incazzati e perché vengano fuori per uccidere gli occupanti della villa.

Infatti non ci è dato sapere le cause dell’invasione, visto che i primi dieci minuti sono occupati da un vecchio studioso, perfettamente confondibile con il Patriarca Ortodosso che ragiona su una tavoletta di pietra sulla quale è inciso uno smile, probabilmente il primo della storia. Tale elucubrazione, che lo porta ad affermare con sorpresa che “è così” probabilmente fa incazzare parecchio gli zombi etruschi che dimorano nel luogo, spingendoli a riemergere dalle loro putride tombe per prendersela con della gente che si trova in tutt’altro posto e che con gli zombi non c’entra proprio un piffero di niente.

Zombi Horror 2

Rimane da chiedersi come abbiano fatto gli etruschi ad essere sterminati: stando al numero di zombi che si vedono nel film, che possiamo supporre essere solo una piccola percentuale del totale, tutta la popolazione avrebbe dovuto ammontare a svariati milioni di unità, sufficienti ad essere lanciate in battaglia contro i nemici ed evitare l’estinzione.

Il cast del film è stato scelto tra fidi collaboratori di Bianchi (vedi la Giordano) e da attori presi in prestito dal porno a giudicare dalla recitazione. Tra di loro, nonostante la non eccelsa altezza, spunta Peter Berk.

Zombi Horror 3

Lungi dal volermi accanire su di lui per la sua condizione, non si vede veramente il motivo di scegliere un attore nano di 26 anni che ne dimostra più di 35, con una vaga somiglianza con buonanima Raimondo Vianello per interpretare un bambino di, supponiamo, 12 anni. Oltretutto vediamo gli altri attori, specie colei che interpreta sua madre, perennemente con un sorriso più finto della banconota da 30€ comportarsi con malcelato imbarazzo quando si rivolgono a lui come “figliolo”. Tra gli interpreti trova posto anche un ometto niente male, con i capelli finti, platealmente gay che però fa il figo facendo delle orribili foto ad una tipa un po’ mignotta.

Non voglio spendere parole sugli effetti speciali, dove la gomma e le frattaglie comprate dal macellaio sotto casa la fanno da padrona, senza un minimo di anima ma vorrei un attimo soffermarmi sugli zombi di diverse stagionature che compaiono nel film: alcuni sono decomposti oltre ogni limite presentando inoltre un corredo di denti che farebbe invidia a Gianfranco Funari che si estende fino alle orecchie. Inoltre le maschere 100% carta sono fatte talmente male che sotto di esse si riconosce platealmente il volto della comparsa.

Zombi Horror 6

Terrificante anche la gomma utilizzata nella scena della morte di una delle baldracche in villa, veramente irritante.

Zombi Horror 11

Vedi sopra per la colonna sonora consistente nel 98% dei casi in un suono tipo astronave che potrebbe andare bene in un film di fantascienza degli anni Cinquanta, non in un (forse) horror (???).

L’interpretazione degli attori è una delle cose più snervanti mai viste: oltre alla loro assoluta incapacità, si aggiunga il fatto che “recitano” battute e che provano in ogni scena a darsi un contegno con una teatralità così esagerata che non fa che aumentare nello spettatore la voglia di uccidere il prossimo.

Zombi Horror 7

Nella inconsistente trama del film trovano spazio le scopiazzature di altri film. Ovviamente Bianchi aveva la possibilità di attingere ad uno sterminato repertorio di quasi novant’anni di storia del cinema ma da regista navigato ha optato per una scopiazzatura del film-peto “Patrick Vive Ancora” girato l’anno prima da Mario Landi: la location, la “attrice” protagonista Mariangela Giordano (e la sua mignottaggine), la scena del pranzo nella grande sala e la presenza in primissimo piano di una boccia di J&B, sponsor di una marea di film italiani degli anni ’70 e ’80.

Zombi Horror 5

Il non-sense occupa ovviamente un parte importante di questa inutile porcata cinematografica: risposte casuali a domande inutili, lampadine in villa che si spaccando senza un perché e senza una reale attinenza alla “trama”, zombi con maschere di cartapesta che improvvisamente si rivelano cecchini infallibili, sanno arrampicarsi e costituiscono un’ingegnosa società, aiutandosi l’un l’altro come nella scena dello sfondamento della porta a colpi di ariete (!!!). Ma la perla della perla ce la da’ il fotografo gay che ha un’intuizione bestiale: visto che gli zombi sono tanti e lenti, decide saggiamente di aprire loro le porte della villa, farli entrare confidando nel fatto che nello stretto corridoio non possono ammassarsi più di tanto. E questo non in quanto parte di un disegno per farli fuori, no no, solamente per fare una qualunque cagata insensata. Addirittura dopo aver guadagnato un buon vantaggio su di loro si ferma per aspettarli! Ma vuole prenderli per il culo? È normale che gli zombi lo vogliano uccidere. Altro colpo da maestro lo riserva il padre del bambino-vecchio-nano che, assalito dagli zombi non trova di meglio da fare che chiedere “Chi siete? Cosa volete?”. Ma, stiamo scherzando? Secondo te uno zombi che cazzo può dirti! Poi resosi conto dell’immane vaccata decide di scaricare loro addosso l’intero caricatore della pistola, equivalente a 30673 colpi: tutti, ovviamente mancano il bersaglio.

Per fortuna questa palla mostruosa dura poco e, dopo aver assistito alla scena di lotta più insensata e ridicola della storia, gli zombi hanno la meglio mettendo finalmente fine ad uno dei più grossi mattoni cinematografici mai distribuiti.

Scena imperdibile

Indubbiamente ogni scena nella quale compaia la versione nana di Raimondo Vianello, con un complesso edipico grande come una casa che non perde occasione di stare appiccicato alla madre fino a provarci spudoratamente confidando nei buoni sentimenti materni. Risultato: una pizza in faccia da antologia.

Zombi Horror 14

Imperdibile anche il morso del bambino-zombi che strappa il fintissimo capezzolo della madre e soprattutto la “scazzottata” tra il fotografo pirla e uno zombi a base di candelabri e schiaffi-carezze. Irritante.

Citazioni

Ha fatto buon viaggio? Grazie

Mamma, questo coso odora di morte

– Non ti è piaciuto il mio show?

– Sembri proprio una mignotta, ma è così che mi ecciti

In definitiva

Una balla di sugo grande come un camion, evitabilissima e quindi da evitare. Adatta solo per i maniaci degli zombie movie e dei film di merda.

Valutazione

Regia 2
Trama 2
Recitazione 1
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo 1.8
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10 thoughts on “#124. Le Notti del Terrore (1981)

  1. ahahaha che mito gli zombie etruschi ^_^ Quando ho visto questo film ancora non ero consapevole degli abissi vertiginosi di ignominia che sapeva raggiungere il cinema nostrano, ed è stata un’esperienza ascetica: ho raggiunto il Nirvanza della Spazzatura 😀
    Il bambino di 35 anni è un capolavoro: quando una razza superiore dovrà giudicare se sterminarci tutti o lasciarci in vita, i film italiani con Peter Bark (Pietro Barzocchini) peseranno parecchio sulla bilancia 😀

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