#127. Cannibal Ferox (1981)


Cannibal Ferox

Quarto appuntamento della rubrica Sunday Bloody Sunday che oggi si incrocia con Retrocinema, dedicata questa volta ad uno dei capolavori del genere cannibal, dove scene scioccanti e pesante critica sociale si mescolano in un film ormai cult: “Cannibal Ferox” uscito il 24 Aprile di 35 anni fa, nel 1981.

Cannibal Ferox è un film di Umberto Lenzi del 1981. Pezzo pregiato della cinematografia del regista vede come protagonisti Giovanni Lombardo Radice, interprete dei film ormai cult “Apocalypse Domani” di Antonio Margheriti, “La Casa Sperduta nel Parco“ di Ruggero Deodato e “Paura nella Città dei Morti Viventi” di Lucio Fulci, tutti e tre nel suo annus mirabilis 1980, Robert Kerman, specializzato nei ruoli cannibal e già apparso in “Cannibal Holocaust” (1980) e “Mangiati Vivi!” (1980) di Umberto Lenzi, Zora Kerowa, interprete di “Antropophagus” (1980) di Joe D’Amato e Lorraine De Selle che prenderà parte in “Violenza in un Carcere Femminile” (1982) di Bruno Mattei. Una piccola parte anche per Venantino Venantini già apparso in “Emanuelle Nera” (1975) di Adalberto Albertini e “Emanuelle Nera – Orient Reportage” (1976) di Joe D’Amato.

Anno: ITA 1981

Regia: Umberto Lenzi

Soggetto: Umberto Lenzi

Sceneggiatura: Umberto Lenzi

Cast: Giovanni Lombardo Radice, Robert Kerman (accreditato come John Morghen), Zora Kerowa, Lorraine De Selle, Perry Pirkanen, Danilo Mattei, Walter Lucchini, Fiamma Maglione, Riccardo Petrazzi, Jake Teague, Venantino Venantini, John Bartha

Durata: 92 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

La studentessa Gloria Davis sta preparando la sua tesi in antropologia dove tenta di smontare il mito del cannibalismo, da lei ritenuto un pretesto per screditare le popolazioni arretrate con le quali l’uomo è entrato in contatto nei secoli. Per questo parte per una spedizione in Amazzonia dove vuole confutare la storia apparsa su un giornale di un gruppo di cannibali che avrebbero ucciso e mangiato alcune persone; con lei partono il fratello Rudy e l’amica Pat. In Amazzonia trovano Mike e Paul, lì per il commercio di droga e scoprono che quelle che ritenevano essere leggende sono in effetti realtà.

Recensione & Commento (appassionato)

Nell’universo dei film del genere cannibal, “Cannibal Ferox” occupa di sicuro una posizione di netto predominio nei confronti di altre produzioni, condividendo un’ipotetica prima posizione con “Cannibal Holocaust” di Ruggero Deodato. Va ricordato che fu proprio Lenzi che “inventò” il genere nel 1972 con il suo “Il Paese del Sesso Selvaggio”.

In Cannibal Ferox, quello che emerge più di ogni altra cosa, nonostante la gran quantità di scene truci è la devastante critica sociale che Lenzi sbatte in faccia allo  spettatore, mettendolo in una posizione di inferiorità culturale che lo fa sprofondare in un’umiliazione senza pari, additandogli colpe che, sebbene non siano attribuibili a lui direttamente lo toccano appieno come membro della società. Chi assiste a questo spettacolo dell’orrore si sente morto dentro e con un immenso senso di sconfitta.

La critica è per tutta la società, occidentale in primis, completamente incapace di comprendere una cultura tanto chiusa quanto paradossalmente innocua, così legata a doppio filo alla propria terra da non desiderare neppure di avere un dominio sulle altre. La cultura indubbiamente primitiva dei nativi è certamente per moltissimi aspetti cruda, violenta e incomprensibile ma è altrettanto desiderosa di rimanere in un bozzolo rappresentato dalla fitta e inestricabile giungla amazzonica.

Gli aborigeni del luogo non desiderano morte né violenza: la loro è una semplice reazione ad uno stimolo esterno. Se alcuni loro riti possono sembrare assolutamente allucinanti e crudeli per un uomo “moderno”, cito ad esempio le varie uccisioni di animali, tutte terrificantemente vere (la coscienza ambientale di fine anni Settanta è lontana anni luce da quella di oggi), non solo per loro è la norma, ma sono convinto che anche per un uomo “moderno” sarebbe la norma se gettato nella condizione di poter fare affidamento solo sulle proprie forze contro una natura estremamente ostile.

Il cannibalismo in Ferox è una sorta di tradizione difensiva: Lenzi ci mostra infatti le prime scene di antropofagia molto avanti nel film e solo come reazione estrema alle violenze perpetrate, guarda caso dall’uomo bianco, con una ferocia ingiustificata ed ingiustificabile. Lombardo Radice è incredibilmente perfetto interprete del tipico uomo occidentale con tutti i suoi vizi, come l’avarizia, il disprezzo della vita e l’abuso di droghe. È lui, frutto della società moderna e ormai non più “barbara” che fomenta i disordini nel villaggio provocando la cieca reazione dei suoi abitanti.

La filosofia “occhio per occhio e dente per dente” d’altronde è stata la consuetudine del mondo occidentale fino a pochi secoli fa e a questo sembra che oramai nessuno faccia più caso, limitandosi a criticare e rabbrividire allorquando si entra in contatto con popolazioni non ancora arrivate alla nostra idea di civiltà.

Il fatto che gli amazzoni non siano i primi ad esercitare la violenza e che per giunta siano confinati nel loro mondo, senza alcuna velleità di imporre i propri usi alle altre culture, è una lancia spezzata in loro favore; una seconda deriva dal fatto che il loro universo è sempre più minacciato dalla modernità e dalle deviazioni che ad essa si accompagnano: la caccia di frodo e il commercio della coca.

Anzi, i famigerati cannibali risultano provare sentimenti di compassione, nella figura del personaggio che decide di liberare Gloria dalla sua prigionia: una gentilezza che nessuno degli americani ha avuto nei confronti degli amazzoni.

La critica alla società moderna su cui spinge Lenzi è come se finisse per ritorcergli contro: solo un uomo frutto di una civiltà ormai lontana dal contatto con la natura può creare un’opera nelle quali le scene più truci e reali sono quelle di uccisione di animali, mostrate per intero per scioccare maggiormente, senza il minimo rispetto della vita: emblematica in tal senso l’uccisione della tartaruga e quella della morte della mangusta le cui grida di dolore risuonano per diversi minuti nell’orecchio dello spettatore: si giunge quasi a “odiare” maggiormente in cannibali per questi atti (per noi) deplorevoli, più che per l’estrema punizione riservata agli americani. In questo lo spettatore tradisce in qualche modo la sua natura più visceralmente animalesca: sembra più lecita l’estrema uccisione dei protagonisti piuttosto che quella di animali indifesi, sebbene solo per essere mangiati: in questo riveliamo tutta la nostra atavica filosofia da “occhio per occhio”.

Ad esempio quando mi capitò di vedere “Mondo Cane” (1962) di Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi con le sue scene di animali uccisi e moribondi tra atroci sofferenze ho pianto. Lo dico candidamente. Vedere in un film una bestia gettata al macello solo per dare forza al film è una cosa che ancora mi fa male. E non lo dico da animalista convinto né da vegetariano/vegano. Però sono queste le scene che a tutt’oggi mi fanno ancora male e che mi lasciano i segni più profondi.

Dopo questa lunga trafila sui caratteri più squisitamente “filosofici” della trama, passiamo ad esaminare gli aspetti più tecnici. Ferox è passato alla storia in maniera maggiore per gli ultimi dieci minuti, nei quali sono condensate le due scene più rivoltanti: lo scoperchiamento del cranio di Giovanni Lombardo Radice e la morte di Zora Kerowa dopo essere stata infilzata per i seni. Gli effetti speciali sono resi con una minuzia di particolari davvero eccellente sicchè, come accade per l’illustre Holocaust di Deodato, anche per Ferox venne ventilata l’ipotesi di scene snuff su persone (mentre come già detto purtroppo quelle sugli animali sono vere).

Cannibal Ferox 5

Tra gli attori giganteggia con il suo volto naturalmente da villain Giovanni Lombardo Radice che interpreta il tossico Mike Logan, il motivo “scatenante” di tutta la storia: non fosse stato per lui forse davvero Gloria si sarebbe convinta dell’inesistenza del cannibalismo e i suoi compagni non sarebbero stati trucidati.

Il montaggio di Lenzi è perfetto e la brusca alternanza tra scene nella giungla e la tranquilla vita newyorkese contribuisce ancor di più a quella atmosfera di critica dei costumi occidentali. Molto significativa in proposito la scena finale, dove lo spettatore si immedesima completamente in Gloria: assieme alla protagonista solo lui conosce le travagliate vicende del suo viaggio e sentire le parole vuote e false del rettore gli fa percepire ancora di più un distacco da una società che non dovrebbe sentire sua ma nella quale invece si trova a vivere.

Scena imperdibile

Senza ombra di dubbio le due scene che hanno consegnato il film alla storia, vale a dire le già citate scene cannibaliche.

Cannibal Ferox 4

Citazioni

Sono stata una stupida a cercare fuori da New York le motivazioni del cannibalismo. Proprio noi, che vantiamo una civiltà superiore, siamo i responsabili della loro ferocia

In definitiva

Un a pietra miliare del genere e un film la cui violenta critica non dovrebbe passare inosservata al cinefilo. Sfortunatamente tutto è immerso in un’atmosfera di violenza vomitevole pertanto non è propriamente adatto a tutti i palati.

Valutazione

Regia 7
Trama 6
Recitazione 7
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 8
Voto complessivo 7.2
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13 thoughts on “#127. Cannibal Ferox (1981)

    1. Ciao e grazie per il commento. Come ho scritto nell’articolo in effetti, le scene nei confronti degli animali sono quelle che nei film mi danno sempre più fastidio, perchè purtroppo non sono falsi snuff ma vere uccisioni.Tuttavia il mio giudizio sul film si basa sul significato che il film vuol far passare e di sicuro sono il primo a non approvare delle uccisioni gratuite. Per quanto riguarda la tua domanda: assolutamente no. Cerco di dedicarmici con passione ma non ho neppure mai pensato di farci dei soldi. Ovvio, se dovesse capitare, meglio, ma al momento mi fa piacere anche solo vedere che un articolo è stato visto da un bel po’ di persone e che qualcuno di loro abbia speso un po’ di tempo nel commentare 🙂

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      1. Mi è piaciuta la tua risposta, anch’io finora ciò che ho scritto l’ho scritto per pochi, per i pochi che apprezzano…….mi è sembrato di capire che il mio articolo su Oldboy già l’avessi letto, solo una curiosità, seguivi i miei articoli anche quando scrivevo per il blog “La settima arte”?

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      2. Sinceramente no, ho iniziato a seguire i blogger su WP da qualche mese. Movies Tavern è online da un anno ma per un bel periodo l’ho dovuto mettere in stand-by, poi a Marzo ho ricominciato a scrivere, ho dato il via ad un nuovo blog, I Love Old Gmes! e incredibilmente sono arrivati i primi like e i primi commenti. Da lì in poi sono aumentate le interazioni e quindi ho iniziato a seguire i blog più interessanti.

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