#128. La Bimba di Satana (1982)


La Bimba di Satana

La Bimba di Satana distribuito anche come Orgasmo di Satana è un film del 1982 di Mario Bianchi. Appartiene al filone horror erotico del regista e vede protagonisti Jacqueline Dupré alla sua prima e ultima apparizione in un film, Mariangela Giordano, già presente in “Patrick Vive Ancora” (1980) di Mario Landi e “Le Notti del Terrore” (1981) di Andrea Bianchi, Aldo Sambrell apparso nella “Trilogia del Dollaro” di Sergio Leone e Marina Hedman, celebre con il nome d’arte Marina Lotar in moltissimi pellicole pornografiche negli anni Ottanta. Segnalo la locandina originale dell’uscita italiana del film dell’impeccabile IPMP a questo link.

Titoli alternativi: Orgasmo di Satana

Anno: ITA 1982

Regia: Mario Bianchi (con lo pseudonimi Alan W. Cools)

Soggetto: Gabriele Crisanti

Sceneggiatura: Piero Regnoli, Gabriele Crisanti

Cast: Jacqueline Dupré, Mariangela Giordano, Aldo Sambrell, Joe Davers, Giancarlo Del Duca, Alfonso Gaita, Marina Lotar

Durata: 85 minuti

101 Parole di Trama (no spoiler)

Antonio Aguilar vive nel suo castello assieme al fratello Ignazio, il servitore Isidro e la suora Sol. La moglie Maria è da poco morta e la figlia Miria, dopo aver assistito ad una strana contrazione post mortem della madre inizia a tenere strani comportamenti. In breve tempo gli abitati del castello muoiono in circostanze misteriose, uccisi da quello che sembra il fantasma della defunta Maria o da Miria posseduta dal suo spirito. Solo la suora Sol sembra capire la giovane ragazza che cerca di difendere dalla prepotenza di Antonio, che medita vendetta dopo i continui tradimenti della moglie da lui uccisa.

Recensione & Commento (appassionato)

Se ti chiami Bianchi e sei nel mondo del cinema sei un predestinato.

Nel 1980, Andrea Bianchi realizza un porno-horror-ciofeca dal nome “Malabimba”, dove la trama è inesistente e quel brandello si sceneggiatura ha l’unica utilità di mostrare tette, culi e un po’ di porno. Resosi conto di quanto sia bella la guallera, Andreino nostro si dedicò al porno, sparendo dalla circolazione per quanto riguarda il cinema “normale”.

Due anni dopo, siamo nel 1982, un altro Bianchi, Mario, decide che l’opera del suo omonimo non era abbastanza quindi decide di rifarla o, come si direbbe oggi con un termine figo e fuorviante, di fare un reboot: praticamente una scopiazzata in tutto o per tutto. Ma così come il risultato ottenuto da Andrea era  scarso, così l’esito di Mario rasenta l’insulto. Forse anche per questo anche Mario Bianchi si dedicò al porno, rendendosi autore di una filmografia sterminata contraddistinta da alcuni dei titoli più belli mai realizzati: cito a titolo di esempio “Colpo Grosso in Porno Street”, “Ho Scopato un’aliena”, presumibile sequel del film “Ho Sposato un’Aliena” (d’altronde se la sposi e non te la fai che senso ha…), il surreale “La Clinica delle Ispezioni Anali” fino allo spudorato “La Puttana dello Spazio”; tanto per capire chi è Mario Bianchi è quello che si è inventato “Cicciolina e Moana Mondiali”.

Ma torniamo al nostro film. Fu distribuito sia in versione soft con il titolo “La Bimba di Satana”, sia in versione hard con il titolo “Orgasmo di Satana” con una decina di minuti di inserti pornografici. Piccolo avvertimento: d’ora in poi e fino alla fine di questo articolo, la parola “trama” cessa di avere il significando al quale siamo abituati, diventando un mero espediente per definire quella sottospecie di susseguirsi di scene che costituiscono il film.

Ovviamente io sono il fortunato possessore della versione integrale uncut dove Bianchi allunga il brodo sfruttando Marina Lotar e Alfonso Gaita. Ebbene per coloro che non hanno voglia di vedere scene di sesso fatte con lo stesso trasporto che può avere un becchino nel seppellire una bara, sappiate che la trama non risente minimamente di questi inserti. Anzi arrivo a dire che se dal film togliete a caso una decina di minuti da un punto qualunque il risultato non varia. Anzi visto che il film finisce come era iniziato, penso che i 70 circa minuti in mezzo siano solo un riempitivo.

La Bimba di Satana

Tra gli interpeti troviamo l’habituée di Bianchi, Mariangela Giordano che non capiamo se consciamente abbia sposato il modo di lavorare del regista oppure se sia stata da lui ricattata per recitare nelle vaccate che produce. Ad ogni modo complimenti alla signora per il fisichino che sfoggia all’età di 45 anni, molto meglio della Lotar che sembra sua nonna nonostante abbia 7 anni di meno.

La Bimba di Satana 13

La Giordano fa praticamente una parte a sé, cara alla vecchia tradizione della nunsploitation dal momento che non si vede il motivo della permanenza di una suora in un castello con una famiglia di cornuti.

La Bimba di Satana 7

Nella parte della “bimba” posseduta troviamo invece la meteora Jacqueline Dupré, mentre nei panni dell’ignobile Antonio Aguilar abbiamo Aldo Sambrell, dannatamente simile di volto e di voce al geometra Calboni di fantozziana memoria, che dopo aver lavorato con Sergio Leone finisce a recitare in troiate come questa (spero l’abbia fatto perché bisognoso di grana…). Il suo personaggio è quanto di più insopportabile possa esistere, di una grettezza assoluta e di una cattiveria esageratamente inutile. Per carità aveva la moglie zoccola, dedita ad altri uomini (e donne) ma non per questo puoi fare una carneficina! Di lui ci ricorderemo l’inutile spocchia e l’inutilissimo linguaggio forbito (ma dai si può dire “Voglio la tua bocca, voglio prenderti subito” oppure “Ti ho visto godere della sua bocca”?, per carità).

Il titolo non aiuta molto a capire di cosa si parli nel film. Come da tradizione di ogni film fatto con il concime, le balle iniziano proprio dal titolo che ci parla di Satana, quando del Principe delle Tenebre non c’è nemmeno un disegnino. Infatti dimenticatevi di diavoli, possessioni o roba simile: nonostante dovrebbe (e uso il condizionale) trattarsi di un horror/erotico, si vede in totale tanto sangue quanto ne può essere contenuto in un bicchiere da chupito e si percepisce la stessa tensione che si può provare a vedere la vernice che asciuga.

La Bimba di Satana 10

Probabilmente Bianchi ha confuso Satana con il non meglio precisato spirito de li mortacci tua che rimbalza dal corpo della giovane ninfomane Miria a quello della vecchia ninfomane Maria (a proposito, complimenti per la fantasia nella scelta dei nomi, ci mancava solo chiamare il baffo Mario e il paralitico Marco ed eravamo apposto). Cosa probabile, visto che Bianchi ha confuso se stesso per un regista, Crisanti per uno sceneggiatore e “La Bimba di Satana” per un film.

Più che un film pseudo demoniaco, La Bimba è un’apologia della fellatio, un’affermazione del potere del pompino visto che tale pratica manda all’altro mondo ben due uomini dei tre presenti nel film (il servitore non era degno di un soffocone ma di essere soffocato da una mummia sì).

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La prima vittima è Ignazio che riceve un ciuccione così ben fatto da recuperare addirittura l’uso delle gambe, ma non quello dell’intelligenza: cadrà come un coglione dentro un pozzo che fino ad un secondo prima non esisteva. La seconda vittima è invece il baffuto Antonio che, voi anche per la vagonata di eroina che si è fatto in vena inizia a vedere la troissima ex-moglie ovunque finchè non viene spinto giù da una balaustra. Anteprima della idiota scena finale che esalta la una trama ciclica del film: inizia con una strusciata lesbo e termina con una strusciata lesbo. A proposito di queste scene che, paradossalmente, sono quelle con più trama, si vede chiaramente il loro inserimento posticcio e la loro realizzazione su una pellicola di qualità “carta igienica a 1 velo” con quello sfondo rigato e quel colorito giallo pipì tipico dei cari vecchi pornazzi anni Settanta con uomini baffuti e pelosi come uno yeti e donne bianco latte con chiappe brufolose e trucco da mignottona.

Ne consegue che il montaggio (no, non parlo della pratica di inserire il pene all’interno di una vagina) è fatto alla mazza di cane. Si notano anche errori di continuità temporale, come nella scena dove Sol si sgrilletta sul letto mentre il paralitico Ignazio la guarda con la sua bella facciona da triglia, quando si alternano inquadrature con l’attrice nuda e vestita senza motivo. Bianchi inoltre sembra avere una predilezione per i piani sequenza e per le inquadrature fisse su un personaggio visto che ha la bella abitudine di fermarsi 20 minuti su ogni interprete.

Dulcis in fundo (per modo di dire) le scene “erotiche”, ovvero pornografiche sono di una ripetitività e di un piattume che non farebbero eccitare neanche un carcerato nella maison di Playboy. Insomma Mario Bianchi trova un modo ideale per sprecare una gran quantità di acetato per pellicole e avrebbe fatto un gran favore al mondo a dedicarsi solamente al porno.

Scena imperdibile

Nessuna scena che risvegli dal torpore provocato dalla visione del film. Possono fare eccezione le frasi con un linguaggio assolutamente fuori luogo di un sempre più eroso dalla voglia di patonza Antonio Aguilar, ma la vera cosa imperdibile è vedere i titoli di coda.

Più che imperdibile, da ricordare come assolutamente insensata la scena di un quarto d’ora con isidro che urla in modo orripilante brandendo un pollo. Mi chiedo ancora cosa c’entrasse col film.

La Bimba di Satana 5

Citazioni

Si tratta soltanto di un semplice spasmo muscolare dovuto a una contrazione nervosa automatica

Juan ti sei ricordato della roba? Mio fratello soffre con quei dolori alla schiena…

Mi stai eccitando. E anche se ancora non sei una suora dissacrare un tempio è stato sempre il mio sogno

Voglio la tua bocca, voglio prenderti subito

Ti ho visto godere della sua bocca

Sono tornata per possederti finalmente

In definitiva

Se cercate un porno guardatevi un porno, se cercate un horror guardatevi un horror. In entrambi i casi meglio evitare questa roba qui, a meno che non cerchiate una vaccata. Allora è il film per voi.

Valutazione

Regia 2
Trama 2
Recitazione 2
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 2
Voto complessivo 2.0
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8 thoughts on “#128. La Bimba di Satana (1982)

  1. Povero servitore, sognava un servizietto… Ma non di finir soffocato da una mummia 😉 Gran pezzo, mi sono rotolato dal ridere, il film non faccio nemmeno finta di conoscerlo, ma mi sono divertito molto a leggerti 😉 Cheers

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