#131. Lo Squartatore di New York (1982)


Lo Squartatore di New York

Per questa puntata della rubrica Sunday Bloody Sunday eccezionalmente di sabato, un film che farà ricredere anche i detrattori di Lucio Fulci, tra scene splatter e thriller sullo sfondo di un giallo.

Lo Squartatore di New York è un film del 1982 di Lucio Fulci. Segna il ritorno al giallo-thriller del regista e vede come protagonisti Jack Hedley, Paolo Malco, già apparso in “Lucrezia Giovane” (1974) di Luciano Ercoli e in “Quella Villa Accanto al Cimitero” (1981) sempre di Fulci e Howard Ross, visto in “5 Bambole per la Luna d’Agosto” (1970) di Mario Bava e “Ragazza Tutta Nuda Assassinata nel Parco (1972) di Alfonso Brescia. Nel cast femminile troviamo Alexandra Delli Colli, bellissima protagonista di “Zombi Holocaust” (1979) di Marino Girolami, Daniela Doria, già nel cast di “Avere Vent’Anni” (1978) di Fernando di Leo e collaboratrice di Fulci in “Paura nella Città dei Morti Viventi” (1980), “Black Cat (Gatto Nero)” (1981) e “Quella Villa Accanto al Cimitero” (1981). Una piccolissima parte anche per Zora Kerowa, vista in “Cannibal Ferox” (1981) di Umberto Lenzi e per Urs Althaus, che di lì a poco avrebbe fatto successo con “L’Allenatore nel Pallone” (1982) di Sergio Martino.

Anno: ITA 1982

Regia: Lucio Fulci

Soggetto: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci

Sceneggiatura: Gianfranco Clerici, Vincenzo Mannino, Lucio Fulci, Dardano Sacchetti

Cast: Jack Hedley, Paolo Malco, Haward Ross, Almanta Keller, Alexandra Delli Colli, Lawrence Welles, Daniela Doria, Cinzia De Ponti, Lucio Fulci, Zora Kerowa, Urs Althaus

Durata: 91 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

New York è scossa dal ritrovamento di un arto mozzato, appartenente ad una prostituta scomparsa tempo prima. Il tenente Fred Williams inizia le indagini intorno al killer del quale si sa solo che spesso telefona parlando con la voce di un paperino. Dopo la morte di una seconda ragazza con lo stesso modus operandi, viene contattato il Dott. Davis, professore universitario esperto in psichiatria che prova a delineare un profilo del serial killer che continua ad uccidere. Inizialmente viene ritenuto responsabile il greco Mikos Scellenda, ma dopo l’ennesima aggressione ai danni di Fay Majors che rivela strani dettagli l’indagine si complica.

Recensione & Commento (appassionato)

Lucio Fulci è passato alla storia, o meglio, con una formula ormai arcinota, è stato recentemente rivalutato per essere stato uno dei più importanti interpreti dell’horror e dello splatter. Tuttavia la sua carriera prese il la con un altro genere, il giallo, seguendo la moda del cinema italiano degli anni ’70.

Ebbene, dopo il suo periodo horror, da “Zombi 2” (1979) a “Quella Villa Accanto al Cimitero” (1981), il regista fa una sorta di passo indietro, riprendendo la tradizione del giallo ma inserendo gli aspetti tipici dell’horror, declinato in splatter, che lo resero celebre nei primi anni ’80: il risultato è quello che, a mio avviso, è uno dei migliori prodotti di Fulci.

Infatti nonostante l’abbondanza di scene violente, tanto che Lo Squartatore è stato da alcuni definito come il film più violento del regista, il cuore della narrazione è la ricerca dell’assassino che parla con la voce di un paperino, richiamando proprio quel “Non si Sevizia un Paperino” (1972), considerato da molti l’apice della carriera fulciana.

A proposito delle scene più squisitamente splatter, trova posto, come è lecito aspettarsi, la classica scena dell’occhio che raggiunge in questo film una vetta che non verrà più toccata dal regista romano che da lì a poco sarà alle prese con budget sempre più ristretti, scarsità di idee e marginalizzazione della sua opera, relegata per vent’anni nei meandri più oscuri del cinema di genere italiano.

Il cast è composto in parte da aficionados, come Paolo Malco, mentre per quanto riguarda i collaboratori “tecnici” Fulci deve rinunciare sia al trucco di Giannetto De Rossi, sia alle musiche di Fabio Frizzi, sia alla fotografia di Salvati, ma riesce comunque a sfornare un prodotto davvero eccellente. Tra gli attori merita un plauso Jack Hedley, contattato dalla produzione il giorno stesso dell’inizio delle riprese e “costretto” a calarsi nella parte in tempi record. Nella parte del silenzioso stupratore troviamo invece Howard Ross, che sembra l’esatto contraltare del Fred Ward interprete della saga di Remo Williams della quale potete leggere sul blog amico Il Zinefilo a questa pagina.

Nonostante l’assenza del collaboratore storico, gli effetti speciali sono di assoluto livello e riescono a mascherare con sufficiente realismo l’ovvio uso di manichini di gomma nelle varie scene di squartamento che raggiungono il loro culmine con l’uccisione della prostituta Kitty.

Lo Squartatore di New York 7

Tra le protagoniste femminili, in quanto a bellezza è una lotta a due tra Alexandra Delli Colli e Daniela Doria: se la prima stravince con il suo fascino freddo e misterioso e con la sua innata sensualità che le permette di sguazzare a suo piacimento nelle scene quasi hard del film, la seconda ci mostra un fisico da urlo, degno rivale di quello della collega.

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Leitmotiv del film è un erotismo macabro e morboso: se è vero che il killer uccide per punire il destino beffardo che ha voluto che la figlia fosse afflitta da un mare incurabile, è anche vero che nella scelta delle vittime egli rivela un gusto fin troppo marcato per le donne giovani e belle che si diverte a scoprire e torturare. Una di essere, interpretate da Alexandra Delli Colli è inoltre un’incurabile ninfomane e la sua sfrenata passione la farà passare da un uomo ad un altro in un crescendo di degradazione che culminerà con la morte.

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Molto esplicita anche l’omosessualità del Dott. Davis, amante degli scacchi che vediamo intendo a sfogliare riviste porno gay nell’edicola all’angolo, per la gioia al limite dello sfottò dell’edicolante.

Se escludiamo le scene splatter, Fulci regala la sua vetta di cinismo in una delle scene finali, dove vediamo la figlia del killer in ospedale, massacrata dal dolore e in fin di vita che si aggrappa alla cornetta nella speranza di sentire la voce amica del padre che la ha abbandonata. Il suo pianto, inconsapevole della morte dell’unica persona che la legava ancora al mondo è un pugno nello stomaco fortissimo ed è ciò che di più amaro Lo Squartatore può lasciare nella bocca dello spettatore.

Scena imperdibile

Decisamente la celebre “scena dell’occhio”, portata al successo in “Zombi 2” ma che raggiunge qui un grado di viscerale disgusto francamente inarrivabile.

Lo Squartatore di New York 6

Citazioni

Ti avrei dovuto uccidere davanti al cinema, sei giovane, forte, bella, piena di vita, mentr mia figlia marcisce un pezzo per volta in un letto d’ospedale!

In definitiva

Anche coloro che non amano molto il cinema di Fulci potranno ricredersi guardando Lo Squartatore. Per i fan più accaniti invece, pur non essendo un classico horror “alla Fulci”, un titolo assolutamente imperdibile.

Valutazione

Regia 6
Trama 6
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 6
Voto complessivo 6.0
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17 thoughts on “#131. Lo Squartatore di New York (1982)

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