#135. La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi (1973)


La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi è un film del 1973 di Amando De Ossorio. E’ il secondo capitolo della saga sui Templari non-morti e vede come protagonisti Tony Kendall, presente in “La Frusta e il Corpo” (1963) di Mario Bava, Fernando Sancho, Esperanza Roy e Frank Braña che apparve nella “Trilogia del Dollaro” di Sergio Leone.

Titolo originale: El Ataque de los Muestos sin Ojos

Anno: ESP 1973

Regia: Amando De Ossorio

Soggetto: Amando De Ossorio

Sceneggiatura: Amando De Ossorio

Cast: Tony Kendall, Fernando Sancho, Esperanza Roy, Frank Braña, José Canalejas, Loreta Tovar, Ramon Lillo, Lone Fleming, Maria Nuria, José Thelman, Juan Cazalilla, Betsabé Ruiz

Durata: 91 minuti

101 Parole di Trama (no spoiler)

Siamo nel medioevo e nella cittadina di Berzano un gruppo di Templari viene ucciso dai paesani per via dei loro riti non cristiani che prevedono cerimonie con orge e sangue. Secoli dopo nello stesso paese si sta festeggiando la festa ricorrente che ricorda l’uccisione dei Templari e viene contattato l’esperto di fuochi d’artificio Luis Marlowe che ritrova la passione per la sua vecchia fiamma Vivian, ora compagna del sindaco. Improvvisamente, durante i festeggiamenti fanno irruzione in paese i Templari resuscitati e tra il fuggi-fuggi generale Luis, Vivan, il sindaco e altri si rifugiano in una chiesa per cercare di sfuggire all’assalto.

Recensione & Commento (appassionato)

Dopo l’apoteosi della noia di “Le Tombe dei Resuscitati Ciechi” (1971) avevamo creduto che De Ossorio avessi ormai detto tutto sui Templari non-morti. O meglio, dal momento che il film era una noia mortale e non accadeva nulla, credevamo che l’argomento fosso bello morto e che non ci fosse bisogno di ritornare a parlare dei resuscitati con problemi di vista.

De Ossorio invece, visto che odia i suoi spettatori, decide di propinarci un altro fantastico esempio di nulla cosmico dando alla luce “La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi”.

Uno pensa: beh il primo film ha fatto schifo, ma probabilmente è stato un passaggio a vuoto e in questo magari approfondirà un po’ di più la storia dei templari. Scordatevelo. La Cavalcata  è esattamente come il primo capitolo, non si parla di nulla, non succede nulla e nessuno, a ben vedere, fa nulla.

Come al solito siamo introdotti al film da un breve incipit che ci spiega perché i Templari siano ciechi: fieri adoratori di una qualche divinità non cattolica e dediti a riti non meglio precisati che contemplano giovani donzelle (mica scemi), vengono assaliti dagli ignoranti popolani muniti di forconi. Ma loro sono Templari, quindi, secondo una loro personalissima credenza, sono immortali e torneranno ad infestare la città. Per questo il leader degli ignoranti decide di bruciare loro gli occhi. Come faranno a vedere dove andare da ciechi?

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi

Ragionamento più miope (perdonate il gioco di parole) non poteva esistere.

Infatti durante il festone pirotecnico nello stesso paese, Berzano, peraltro lo stesso paese del primo capitolo, solo completamente diverso, i Templari si risvegliano incazzati e iniziano a mietere vittime.

Raccontato così potrebbe sembrare un bel film dinamico e pieno di azione invece è lo solita ciofeca a base di valium di De Ossorio che contiene tutti i topos cari alla sua visione del cinema: inquadrature terribilmente sottoesposte (ma non si poteva riprendere di notte o quantomeno non in una giornata estremamente estiva???), scarsità di dialoghi intelligenti e di azione, assoluta indipendenza tra comportamenti dei personaggi e naturale svolgimento dei fatti e soprattutto riprese fatte a rallentatore, il più snervante marchio di fabbrica del regista spagnolo.

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi 6

L’unica differenza rispetto al predecessore è una punta di comicità, penso involontaria, nella persona del Ministro che, lungi dal preoccuparsi dei problemi della cittadinanza, preferisce dividere il letto con una puttanella dotata del quoziente intellettivo di un granello di polvere che ama parlare per doppi sensi (vedi “Citazioni”).

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi 11

Della serie “i politici sono tutti ladri”, fa una grossa figura anche l’untissimo sindaco di Berzano, probabilmente fratello segreto di Ron Jeremy, che vedremo elemosinare consensi, come navigato politico, quando proporrà la sua folle idea di uscire dalla chiesa assediata dai non-morti: ovviamente il suo è un “armiamoci e partite”, dal momento che cerca di sbolognare agli stolti la parte più pericolosa del piano.Fallito miseramente il piano (già pessimo in partenza) ha anche la brillante idea di buttare nelle grinfie dei melmosi Templari anche una bambina. Tanto ormai suo padre è morto, meglio così!

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi 19

Scherzi a parte, questo film è davvero brutto e interminabile e il reiterato uso del clichè del sanguinamento dalla bocca di chi è appena morto raggiunge livelli tali da diventare logorroico e irritante: secondo la fisica deossoriana, chiunque prenda una spadata, o una lancia nel petto, muore nel giro di tre decimi di secondo e dopo altri tre vomita sangue rosso lucente dalla bocca.

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi 20

Fa sempre più cadere le braccia vedere che ancora una volta per De Ossorio non esiste distinzione tra giorno e notte: quando assistiamo alla fuga notturna da una finestra di una delle signorine presenti, improvvisamente fuori è giorno, nonostante la terribile sottoesposizione dell’inquadratura.

Dicevo prima che, come da abitudine, ciò che “fanno” i personaggi non ha assolutamente alcuna attinenza con lo svolgimento dei fatti: i nostri eroi non fanno praticamente mai nulla per sconfiggere i Templari che stazionano come marionette davanti alla chiesa, ciechi ma con un udito da vulcaniano, fiduciosi che l’alba azzeri i loro poteri e li faccia regredire a poltiglia organica. Questo almeno dal brillante punto di vista dell’uomo con le sopracciglia più belle di Berzano, senza che nessuno abbia mai fatto menzione di questa possibilità. D’altronde se i non-morti stanno lì a far niente e i non-vivi stanno in chiesa ad aspettare, serviva qualcuno che tirasse fuori un’idea idiota per uscire dall’empasse e mettere fine a questo tormento cinematografico.

La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi 16

Confesso che ho aspettato tutto il film che la vacchissima donna del Sindaco/amante del protagonista  si spogliasse, non tanto per il suo apparentemente ottimo corredo mammario, quanto perché quello poteva essere l’unico momento un po’ dinamico del film altrimenti votato alla dea Noia. Ci siamo andati vicini due volte ma nulla.

Scena imperdibile

Neanche mezza

Citazioni

Ho dimenticato di metterlo dentro. Se non si infila non si sente niente

Presto sarà giorno e con la luce tutta la loro forza svanirà

In defintiva

Se andate matti nel vedere la vernice che asciuga, questo film fa assolutamente per voi. Altrimenti andatevi a vedere un vero film. Questo è già visto, ridondante, lento e, a conti fatti assolutamente inutile. La cosa più triste è che avrà altri due seguiti. Sigh

Valutazione

Regia 3
Trama 3
Recitazione 3
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 3
Voto complessivo 3.0
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7 thoughts on “#135. La Cavalcata dei Resuscitati Ciechi (1973)

    1. Da quello che ho capito, solo il fatto che un templare in punto di morte abbia detto “noi torneremo” gli darebbe la facoltà di resuscitare. Poi vai a capire come funziona la fisica della resurrezione per De Ossorio……

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    1. Come direbbe Pennywise nel doppiaggio italiano “Dici giusto!”, anche se devo ammettere che in quanto a noia mortale anche il quarto e fortunatamente ultimo episodio della tetralogia non è da poco. Comunque se vuoi farti un’overdose di noia e nulla prossimamente sul blog usciranno le recensioni anche degli ultimi capitoli, sono già pronti 😉

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