Cosa vi aspettate da una roba che pare una puntata di serie b di Amici di Maria de Filippi in chiave horror-erotica girata con dieci lire e prodotta da Ed Wood?
Orgy of the Dead è un film del 1965 di Stephen C. Apostolof, sotto lo pseudonimo di A.C. Stephen. I protagonisti sono Criswell, apparso nei film di Ed Wood “Plan 9 From Outer Space” (1956 ma uscito nel 1959) e “Night of the Ghouls (1959, ma uscito nel 1987), Fawn Silver, apparsa anche in “Unkissed Bride” (1966) di Jack H. Harris e Pat Barrington, l’attrice-ballerina apparsa in “Mondo Topless” (1966) di Russ Meyer e “Mantis in Lace” (1968) di William Rostler.
Anno: USA 1965
Regia: Stephen C. Apostolof (come A.C. Stephen)
Soggetto: Edward D. Wood
Sceneggiatura: Edward D. Wood
Cast: Criswell, Fawn Silver, Pat Barrington, William Bates, Luis Ojena, John Andrews
Durata: 92 minuti
101 Parole di trama (no spoiler)
Bob e Shirley si trovano a bordo della loro Chevrolet nel bel mezzo del deserto californiano quando all’improvviso la loro auto ha un guasto causando un incidente. Si risvegliano sentendo una musica in lontananza e avvicinandosi alla fonte del suono scoprono un uomo e una donna vestiti in abiti funebri che osservano delle donne danzare. Bob e Shirley vengono rapiti da una Mummia e dall’Uomo Lupo e quindi legati ad un palo, in attesa che i due non-morti, l’Imperatore e Ghoulita li uccidano, facendoli diventare come loro. Ma prima dovranno assistere alle danze delle donne riportate in vita dalle loro tombe.
Recensione & Commento (appassionato)
Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta negli Stati Uniti spopolò il genere dei nudie cuties, film a basso o bassissimo costo che mostravano spettacoli di striptease o burlesque solo lontanamente connessi ad una labile trama. Il genere negli anni diventò appena appena meno frivolo e di quando in quando la trama iniziava ad avere un ruolo più importante, sempre fatto salvo l’altissimo contenuto di nudi femminili.
Da questa evoluzione nacquero anche delle pellicole a sfondo erotico soft incentrate su tematiche più macabre o horror e “Orgy of the Dead” è una di queste. Sceneggiato dal maestro dei b-movies Ed Wood e basato su una storia da lui stesso scritta (che gli fruttò ben 600$) questa robaccia si può definire solo nel modo con il quale l’ho introdotta.
In essa la parte dei ballerini è interpretata dalla dozzina di donnine resuscitate in topless che dimenano le anche e le poppe, chi meglio, chi peggio, accompagnate da musichette che dovrebbero avere una qualche attinenza con il loro status in vita.
Criswell interpreta la parte di Maria De Filippi, con la sua voce impostata e stentorea e colei che nel film è accreditata come Ghoulita fa la parte, penso di Garrison o chiunque faccia lo schiavo di Maria in quell’inutile programma.
Ovviamente non possono mancare i giudici, ovvero la Mummia e l’Uomo Lupo che dal colore e dai versi sembra più Chewbecca invecchiato di mille anni e gli spettatori, rappresentati dalla coppia legata ai pali che simboleggiano il pubblico costretto a sorbirsi un mappazzone di ore e ore di balletti e cazzate simili.
Essendo Wood a tirar fuori la pencunia per realizzare il film stupisce la mancanza del più sardonico dei suoi attori-feticcio, l’uomo-Jabba Tor Johnson, anche se non fa mancare la sua pedante interpretazione l’incredibile Criswell, che vediamo in uno stato pesantemente alterato da alcool e droga, unica spiegazione per la sua facciona sonnolenta che ripropone il suo ruolo di narratore della storia come già successo in “Plan 9 from Outer Space” e “Night of the Ghouls”.
Il resto del cast, proprio come in Amici di Maria è composto da personaggi di poco conto che nella vita faranno massimo un’altra inutile apparizione cinematografica: la danzatrice haiwaiiana Mickey Jines è reduce dalla parte in “Wild Gals of the Naked West” (1962) di Russ Meyer, la danzatrice con scheletro Barbara Nordin dopo una piccola parte in “My Tale is Hot” (1964) di Peter Perry Jr. sarà in “Mondo Keyhole” (1966) di John Lamb e del regista cult Jack Hill e in “The Bachelor’s Dreams” (1967) sempre di Apostolof, dove comparirà anche un’altra delle ballerine di Orgy, Rene De Beau. L’uomo lupo invece comparirà, non accreditato in “7 per l’Infinito contro i Mostri Spaziali” (1970) di Al Adamnson: proprio un salto di qualità. Segue una rassegna delle sopra citate.
Pensate un po’ che in tutto questo popo’ di cast quella che farà più successo e della quale molti probabilmente si ricorderanno è Lorali Hart, la donna tettona al davanzale palpeggiata da Leslie Nielsen in “Una Pallottola Spuntata 33 e 1/3 – L’Insulto Finale”. Sì, proprio questa qui:
Mi piacerebbe trovare delle anime pie che parlassero con me di questi film dei quali in realtà non c’è nulla da parlare perché forse con un botta e risposta faccia a faccia verrebbero fuori alcune chicche altrimenti dimenticate.
La trama, ovviamente non esiste e quello che può essere considerato come un abbozzo di trama, non ha alcun senso: una coppia viene rapita e costretta a vedere delle ballerine mezze nude (in realtà morte) dimenarsi davanti a loro in attesa di essere uccisi, ma per un terribile errore di valutazione “l’Imperatore” (Criswell) si lascia troppo allupare da tutte quelle tette e, dall’alto della sua spocchia, non dà ascolto alla sua ninfomane aiutante Ghoulita che lo ammonisce più volte che il sole sta per sorgere e che i suoi raggi sarebbero mortali per i non-morti (o vampiri, fate un po’ voi) come loro. Risultato: proprio mentre si sta per compiere il sacrificio il sole uccide tutti, voglia di vivere dello spettatore compresa.
Eh si, in effetti lo scorrere del tempo in questo film è del tutto relativo: nella prima sequenza l’alternanza giorno-notte è talmente casuale e così palesemente evidente che pare fatta apposta per fare incazzare lo spettatore. Nel filale si ripresenta lo stesso problema: Ghoulita continua a dire che sta per sorgere il sole, anche se è ancora notte fonda e nel lasso di tempo che passa dall’estrarre un coltello e aprire la camicetta della vittima per piantarglielo nel petto, vediamo il sole allo zenit illuminare come se si fosse trasformato in una supernova, facendo così finire in modo impietoso questa zozzeria di film.
Anzi il finale del finale è ancora peggio: era tutto un sogno…anzi un incubo!
Scena imperdibile
La danza della ipertettuta Pat Barrington che “recita” nel doppio ruolo di Shirley e di danzatrice, unico momento del film che non condanna lo spettatore al sonno eterno.
Ovviamente è sempre lei (le poppe non mentono) anche quando vediamo la donna coperta d’oro nei titoli di testa
Citazioni
I am Criswell. For years, I have told the almost unbelievable, related the unreal and showed it to be more than a fact. Now I tell a tale of the threshold people, so astounding that some of you may faint. This is a story of those in the twilight time. Once human, now monsters, in a void between the living and the dead. Monsters to be pitied, monsters to be despised. A night with the ghouls, the ghouls reborn from the innermost depths of the world.
In definitiva
Il classico film alla Wood. Se non altro stavolta ha avuto l’accortezza di metterci qualche tetta…
Valutazione
| Regia | 2 | |
| Trama | 2 | |
| Recitazione | 2 | |
| Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) | 1 | |
| Voto complessivo | 1.6 |
















Almeno del delirio totale ci si rifà un po’ gli occhi 😛
Certo che il mitico Ed aveva perso davvero la voglia di portare avanti una visione di cinema, limitandosi al “nudismo senza limiditismo”, come direbbe Salvi: non ha fatto il salto alla Z cialtrona, dove ci si diverte alla faccia degli attori. Chissà che avrebbe fatto Wood con un Baldwin tra le mani…
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Beh in effetti dopo i filmacci si è dato al porno fetish…Ma mai farsi domande del genere, un’accoppiata Baldwin-Wood sarebbe peggio che sganciare un’atomica in america…
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