#143. Primer (2004)


Primer

Per il ciclo Sci-Fi Saturday oggi vi propongo un film indipendente che vi sorprenderà, Primer di Shane Carruth. Pronti a viaggiare nel tempo?

Primer è un film di Shane Carruth del 2004, che figura anche come produttore, sceneggiatore, protagonista e compositore. L’altro protagonista, David Sullivan, ha avuto una piccola parte in “Argo” (2012) di Ben Affleck.

Anno: USA 2004

Regia: Shane Carruth

Soggetto: Shane Carruth

Sceneggiatura: Shane Carruth

Cast: Shane Carruth, David Sullivan, Casey Gooden, Anand Upadhyaya, Carrie Crawford, Samantha Thompson, Chip Carruth

Durata: 77 minuti

101 Parole di trama (no spoiler)

Due ingegneri, Aaron e Abe, come passione e secondo lavoro cercano di sviluppare i loro progetti imprenditoriali di stampo tecnologico. Mentre stanno lavorando alla loro ultima creazione, scoprono che un particolare fungo, finito nella macchina, si è moltiplicato in modo esponenziale nel giro di una notte, quando solitamente impiegherebbe anni e anni. I due scoprono così che la loro macchina ha l’effetto collaterale di poter viaggiare nel tempo. Abe è il primo a provarla e viaggia nel suo passato per poi raccontare la sua esperienza ad Aaron. Ma presto gli amici dovranno scontrarsi con le conseguenze imprevedibili dei viaggi nel tempo.

Recensione & Commento (appassionato)

Quando mi sono imbattuto per la prima volta in Primer, o meglio, la prima volta che ne ho sentito parlare, sono stato attirato dal suo status di film sci-fi indipendente, girato con il budget più che risicato di appena 7000$ e soprattutto dalla trama basata sui viaggi nel tempo e le implicazioni che ne derivano.

Mi sono quindi messo alla ricerca della pellicola, ben conscio che non avrei mai trovato una versione in italiano, visto che nel nostro paese il film non è mai arrivato e mi sono messo il cuore in pace dopo aver trovato la versione originale sottotitolata in inglese. Non proprio il massimo della comprensibilità per un film che anche ini italiano probabilmente sarebbe stato ostico anche in italiano ma tant’è.

Primer non è assolutamente un film semplice. Gran notizia direte voi. Un film di fantascienza fatto bene che implichi nella trama viaggi temporali non è mai semplice e c’è sempre da stare all’erta e prestare massima attenzione per non perdersi dei pezzi con la conseguenza di non capirci veramente niente.

Tuttavia Primer PER DAVVERO non è semplice. In primo luogo per il linguaggio volutamente ostico e freddamente scientifico, figlio degli studi del tuttofare Shane Carruth (che dette una mano anche a Rian Johson per il suo “Looper”), in secondo luogo per una particolare visione della “scienza “ alla base dei viaggi nel tempo, scientificamente coerente ma, ovviamente, di impossibile verificabilità nella realtà.

La fisica che sta alla base del loop temporale è questa: la macchina del tempo viene accesa in un particolare istante, diciamo alle 9 di mattina e il viaggiatore vi entra in un secondo momento, diciano 6 ore dopo, alle 15 iniziando il viaggio a ritroso nel tempo: tale viaggio non è istantaneo, come vediamo solitamente nei film sei viaggi temporali, ma dura esattamente il tempo intercorso tra l’accensione della macchina e l’ingresso in essa del viaggiatore, al termine del quale lo stesso viaggiatore si ritrova alle 9 di mattina, all’istante dell’accensione della macchina. Per evitare di incontrare il proprio doppio, il viaggiatore si “isola” per 6 ore. Nel momento in cui il viaggiatore esce nel proprio passato si crea una seconda linea temporale, non indipendente dalla prima, ma con alcuni punti di contatto.

È come se ad ogni loop si generasse un nuovo universo , in contatto con tutti gli altri contemporaneamente esattamente alle 9 del mattino, orario di accensione della macchina: attenzione però: ogni universo ha una del giorno ogni volta superiore di 6 ore, dal momento che il viaggiatore rimane sei ore nella macchina per finire sei ore prima.

A differenza di altri film (e altre teorie) è tuttavia possibile uscire dal ciclo, semplicemente evitando di entrare nella macchina. L’unica controindicazione non da poco è che le linee temporali che si creano coesistono nello stesso universo, quindi i vari “doppi” potrebbero teoricamente incontrarsi e addirittura uccidersi senza incorrere in paradossi, giacchè l’eventuale assassinio di uno dei tanti “cloni” del viaggiatore farebbe terminare la sua linea temporale, senza influire sulle altre.

Primer

O almeno questo è quello che ci ho capito io, ovviamente sono apertissimo a critiche, suggerimenti e correzioni.

Il titolo del film è quanto mai azzeccato. A livello biologico, il primer è un frammento di DNA che funge da starter per la replicazione: così la macchina del tempo funge da punto di innesco della duplicazione del viaggiatore temporale. E proprio come nella replicazione del DNA anche nel nel film vengono create nuove timelines, teoricamente copie perfette dell’originale ma con gli ineliminabili errori i riproduzione: vediamo in una scena un dialogo che non rispecchia perfettamente l’originale, vediamo che in una timeline una persona estera scopre la macchina del tempo e infine vediamo che i protagonisti non riescono più a scrivere correttamente.

Insomma, “Primer” è la dimostrazione che con un po’ di cervello l’importanza del budget è assolutamente ininfluente: non a caso l’incasso del film, distribuito in modo limitato, pur essendo risica, rappresentò per Carruth un vero successo: più di 540mila $ a fronte dei 7mila $ spesi. Direi non male…

Scena imperdibile

Il dialogo finale, che spiega le due differenti visioni circa i viaggi nel tempo di Abe e Aaron, con il secondo che sembra intenzionato a costruire un Primer di grandi dimensioni.

Citazioni

Now I have repaid any debt I may have owed you. You know all that I know. My voice is the only proof that you will have of the truth of any of this. I might have written a letter with my signature, but my handwriting is not what it used to be. Maybe you’ve had the presence of mind to record this. That’s your prerogative. You will not be contacted by me again. And if you look… you will not find me.

If you ditch work this afternoon, and promise to do the few small things I ask you; I will in return show you the most important thing that any living organism has ever witnessed.

In definitiva

È un film difficile, è in inglese e la terminologia è complicata, ma è un film che gli amanti della fantascienza dei viaggi nel tempo non possono non aver visto, quindi armatevi di pazienza e di attenzione e dateci un occhio!

Valutazione

Regia 6
 Trama 8
Recitazione 6
Il giudizio di MoviesTavern (vale doppio!) 7
Voto complessivo 6.8
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10 thoughts on “#143. Primer (2004)

  1. Oh il famigerato “Primer”, hai fatto molto bene a mettere lo schemino, perchè è molto utile a capire la dinamiche dei viaggi nel tempo di questo film. Concordo non è semplicissimo seguirlo, dura poco ha un ritmo molto lento, ma una visione la merita 😉 Cheers!

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